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Con la Birindelli? Punti di vista diversi

Francesco Battistoni

- “Con la Birindelli? Punti di vista diversi”.

Francesco Battistoni, presidente della commissione Agricoltura alla Pisana, minimizza sulla guerriglia permanente in atto con l’assessore regionale Angela Birindelli e passa oltre.

Sempre in prima linea per i problemi del mondo agricolo, il consigliere regionale si dice soddisfatto dei primi risultati ottenuti dalla commissione che presiede, ma anche per l’esito del tesseramento del Pdl che lo ha visto in testa fra le varie correnti interne al partito.

Com’è la situazione in Regione?
“Le cose vanno bene – afferma Battistoni -. Dopo il primo anno di assestamento, in cui abbiamo preso atto della condizioni lasciate dalla precedente amministrazione, siamo riusciti a trovare la giusta dimensione”.

Come è percepita la presidente Renata Polverini?
“Da noi molto bene. E’ una persona di grande entusiasmo che ha voglia di fare e che prende di petto i problemi senza rinviare le decisioni”.

Aspetti negativi e positivi dell’amministrazione Polverini?
“Mah – esclama – di negativi ancora non ne vedo. Da parte sua, vedo solo una grande voglia di fare e un approccio concreto ai problemi”.

Allora quelli positivi…
“Sui rifiuti, per esempio, ha avuto il coraggio di fare delle scelte dopo anni di immobilismo. Ha posto in essere un piano rifiuti che, a breve, approderà in consiglio. Nella sanità invece si è trovata il grave peso del piano di rientro e nonostante ciò si è messa subito al lavoro per salvaguardare la qualità dei servizi, tagliando i costi inutili. Ha messo in atto una importante lavoro di razionalizzazione”.

Sulle discariche, invece, l’individuazione di Riano come alternativa a Malagrotta non comporterà disagi al Viterbese?
“Trovo fantasioso dire che Riano sia vicino a Viterbo – dice Battistoni -. Lo è rispetto a Malagrotta, ma non mi pare che si dovrà passare per Viterbo per smaltire i rifiuti. I precedenti piani, Badaloni e Marrazzo, prevedevano delle discariche anche a Civita Castellana e sul nostro territorio. Noi – riprende – abbiamo tagliato la testa al toro, scongiurando il problema dello smaltimento dei rifiuti di Roma. Tutto rimane all’interno della Capitale e della sua provincia”.

Nel mondo agricolo, invece, come vanno le cose?
“Considerando il momento di crisi abbastanza bene. Come Commissione, siamo riusciti ad attuare due leggi molto importanti. La prima, già esecutiva, per contrastare la batteriosi del kiwi. L’altra sui Confidi per aumentare le garanzie finanziarie agli agricoltori nell’ambito del piano di sviluppo rurale. In quest’ultimo caso, però, siamo in attesa che l’assessorato prepari il regolamento per renderla definitivamente attuativa. Altro risultato positivo è stato quello di aver sbloccato i fondi del Psr, piano di sviluppo rurale, che rischiavamo di perdere.

Ci sono, comunque, diverse problematiche alle quali cercheremo di dare risposte a breve. Mi riferisco alla categoria degli allevatori, al settore ovicaprino che riguarda anche la nostra provincia e alla crisi del prezzo del latte”.

Come procede il duello con l’assessore all’Agricoltura Angela Birindelli?
“Non c’è nessun duello – dice -. Lei fa l’assessore e porta avanti la sua attività. Io come presidente della Commissione mi occupo più dell’aspetto legislativo. Sicuramente – ammette – ho dei punti di vista diversi dai suoi, ma questo fa parte del gioco politico. In alcuni casi, però, avrei agito diversamente”.

La vostra collaborazione comunque procede proficua?
“Istituzionalmente sì – dice per poi precisare – politicamente no”.

E perché?
“Ah non lo so. Forse proprio perché abbiamo punti di vista diversi”.

Secondo lei, comunque, l’assessore è stato all’altezza dell’incarico affidato?
“Eh… – esita – prima di tutto lo giudicherà il mondo agricolo e poi l’elettorato in generale”.

Come è la situazione interna al Pdl?
“Molto frastagliata. L’ultimo tesseramento, però, ha dato dimostrazione di una forte vitalità del partito. Al di là dei numeri più o meno ufficiali credo che Viterbo abbia dato un segnale importante”.

I dati sul tesseramento la danno in testa fra le diverse correnti del partito. Soddisfatto?
“Certo. Sono soddisfatto perché in un momento politico così difficile, vedere tanti militanti che si sono impegnati nel tesseramento ci dà la forza per andare avanti. Voglio ringraziare soprattutto loro perché avrebbero potuto starsene a casa e invece si sono dati da fare con grande entusiasmo. Il Pdl ha dimostrato vitalità”.

A quando il congresso?
“Avevano stabilito di farlo a fine novembre, ma forse l’alto numero di iscritti a livello nazionale farà slittare i tempi. Non so, poi, in che modo inciderà anche la fase politica nazionale”.

Ha in mente qualche alleanza?
“Non ho in mente nessuna mossa – dice -. Credo solo che non sarebbe un peccato mortale far votare gli iscritti. Il dibattito interno fa bene perché si agisce di più sul territorio. Lo dimostrano anche le esperienze degli altri partiti”.

In concreto, non ha davvero pensato di avvicinarsi, per esempio, all’area dei quarantenni?
“Prima di andare al congresso si dovrà fare una bella chiacchierata con gli esponenti del Pdl a livello locale e poi valutare le proposte che potranno essere accettate o no. C’è comunque un coordinatore uscente e credo sia corretto conoscere il suo pensiero. La prima mossa spetta a lui”.

Come giudica l’amministrazione in Provincia?
“Credo la situazione sia “esuberante” – dice per poi spiegare -, i troppi personalismi nel consiglio vanno a discapito dell’attività amministrativa. Dopo le dimissioni del presidente del consiglio Piero Camilli che aveva denunciato un malessere interno, mi sono espresso più volte a suo favore, condividendo le stesse preoccupazioni. Meroi, comunque, sta lavorando bene per il territorio. E’ sempre in prima linea. Anche questa settimana, per esempio, è riuscito a coinvolgere l’assessore regionale all’Ambiente Marco Mattei per l’assemblea dei soci di Talete”.

E in Comune?
“I problemi del Comune hanno purtroppo complicato il compito del sindaco Giulio Marini. Mi riferisco ai tagli messi in atto e alle vicende giudiziarie. Situazioni che mettono in forte imbarazzo. So, comunque che lui è un bravo amministratore, avendolo seguito come consigliere e poi come assessore in Provincia. Sta facendo bene. Non augurerei a nessuno di amministrare un comune capoluogo in queste condizioni”.

A livello nazionale, infine, l’attuale fase politica segna di fatto la fine del berlusconismo?
“Secondo me Berlusconi ha dato una svolta al paese, portando una ventata nuova in politica. Ha dato a molti la possibilità di emergere in maniera più rapida accelerando un percorso che coi vecchi partiti era più lungo e difficile. Prima di mettere da parte il berlusconismo ci penserei due volte. Il suo modello ha funzionato perché, al di là della crisi che è internazionale, mi pare che l’Italia abbia sempre retto bene. Ci rifletterei, dunque. E’ inaccettabile che ora gli avversari gettino tutte le colpe su di lui”.