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E le risse in Vaticano diventano pubbliche

Renzo Trappolini

- Negli ultimi giorni, dopo la pubblicazione della lettera di monsignor Viganò al Papa sul modo di amministrare la Città del Vaticano e dell’appunto sul complotto per ucciderlo, ecco arrivare ai giornali la copia di altre due lettere eminenti.

La prima è del segretario di Stato Bertone, il numero due della Chiesa, che, a nome del numero Uno, intima al collega Tettamanzi di lasciare la presidenza dell’istituto Toniolo [1],la testa finanziaria e progettuale dell’Università Cattolica e del Policlinico Gemelli di Roma.

La seconda è del dimissionato Tettamanzi ed è diretta al Papa [2] per sapere se davvero Bertone ha scritto a suo nome e per respingere sia l’intimazione che le contestazioni, aggiungendovi valutazioni non certo da incorniciare sul predecessore Emilio Colombo, senatore a vita e sul successore designato, Giovanni Maria Flick, già presidente della Corte costituzionale.

Il tutto con contorno di documenti finanziari in tv e profezie sul futuro vaticano di Ettore Gotti Tedeschi, sotto la cui guida lo Ior , l’istituto finanziario della santa sede, sta sposando la trasparenza operativa, e forse proprio per questo.

Dieci anni fa, al tempo dei pamphlets a più mani di monsignori nascosti dallo pseudonimo “I Millenari” (Via col vento e Fumo di Satana in Vaticano), di cose da far scandalo se ne scrissero tante, ma con rispetto, se così può dirsi, narrando senza far nomi di Eminenze “mongolfiera… grande involucro gonfio d’aria”, o “regale” per assonanza col cognome o “sanitaria” per il monopolio nel settore, oppure “smodata” per l’ambizione.

Ma anche di “eminenza teutonica”, cioè Ratzinger, per I Millenari “ indubbiamente colto e tutto sommato integerrimo”, descritto mentre intima il silenzio ai vescovi intemperanti del Sinodo perché “ il mondo non ha sete di conoscere i nostri problemi, ma il messaggio”.

Ora che è diventato Benedetto XVI, sotto le sue finestre, invece del silenzio c’è la rissa e anche un Anonymus che manda in black out il sito dove il Vaticano potrebbe dare spiegazioni a tutti.

Anche del perché i documenti riservati prendono la strada dei giornali e non quella impervia dell’archivio segreto, come d’uso da secoli.

Renzo Trappolini