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Feto nel cassonetto, si sospetta l’esistenza di un complice

Potrebbe non aver agito da sola la 24enne che ieri pomeriggio ha gettato suo figlio [1] in un cassonetto.

Gli agenti della squadra mobile in queste ore stanno cercando di ricostruire i fatti, e soprattutto cercano di capire cosa abbia fatto la ragazza prima di buttare il feto di sette mesi che portava in grembo tra i rifiuti in via Solieri al Carmine, quartiere di Viterbo.

La macabra scoperta è avvenuta ieri pomeriggio, quando un passante ha notato il feto in un secchione dell’immondizia, a due passi da una nota pizzeria del capoluogo. I primi ad arrivare sono stati gli agenti della volante, subito dopo i sanitari e la scientifica. Il feto, di sesso femminile, era stata abbandonato da poco.

A portare gli agenti sulle tracce della madre è stata la stessa donna, che nel primo pomeriggio di ieri è arrivata all’ospedale di Belcolle con un’emorragia in corso. La ragazza di Viterbo, abitante nel centro storico, è in stato di fermo e piantonata al reparto di ginecologia dell’ospedale di Belcolle.

Gli uomini della mobile, coordinati da Fabio Zampaglione, sono riusciti a far confessare la ragazza. Ora stanno cercando di capire se sia trattato di un aborto clandestino e se il feto fosse ancora vivo nel momento in cui è stato buttato nel cassonetto. E soprattutto se la ragazza abbia agito da sola oppure sia stata aiutata.

A molte domande potrebbe rispondere l’autopsia sul feto, che i medici eseguiranno tra oggi e domani.