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Giustizia e democrazia, i Radicali presentano 12 referendum

Referendum radicali

Referendum radicali

I radicali presentano dodici nuovi referendum.

Sabato 22 giugno alle 10,30 davanti al carcere di piazza Lanza (nei pressi della pensilina ingresso colloqui) Rita Bernardini, già deputata radicale e membro della commissione giustizia della Camera, ha presentato i 12 referendum radicali per la giustizia giusta, la libertà, la democrazia.

Ai quesiti referendari su droga, immigrazione, finanziamento ai partiti, otto per mille e divorzio breve, si affiancano i referendum “per la giustizia giusta”: responsabilità civile dei magistrati, separazione delle carriere e magistrati fuori ruolo, no all’abuso della custodia cautelare e abolizione dell’ergastolo.

I Radicali lottano ormai da tempo perché la necessaria riforma della giustizia sia preceduta da un provvedimento di amnistia e indulto, l’unica soluzione strutturale capace di fare rientrare nella legalità il sistema della giustizia e la sua appendice carceraria. Recentemente anche il ministro della giustizia Annamaria Cancellieri ha affermato che l’amnistia e l’indulto “sarebbero l’unica soluzione, la strada maestra, per respirare un attimo e poter ripartire bene”.

Per questi obiettivi, e perché sia assicurato ai cittadini il diritto a “conoscere per deliberare”, il leader radicale Marco Pannella ha intrapreso dal 14 giugno scorso una nuova, durissima azione nonviolenta di sciopero totale della fame e della sete.

Per quanto riguarda il pacchetto giustizia i quesiti referendari riguardano: la responsabilità civile dei magistrati, “perché – spiegano i Radicali – non si ripetano più casi come quelli di Enzo Tortora: processi-mostro al termine dei quali i responsabili non pagano mai, perché in tempi rapidi il cittadino possa ottenere il giusto risarcimento per danni e per le ingiustizie patite”,  i magistrati fuori ruolo, “perché centinaia di magistrati dislocati nei vertici della pubblica amministrazione tornino alle loro funzioni originarie, così da smaltire l’enorme quantità di processi che si sono cumulati, destinati inesorabilmente a diventare carta straccia per prescrizione”. L’ergastolo, perché vogliamo sia applica la Costituzione. La detenzione de avere come finalità la rieducazione del condannato: un principio di civiltà giuridica in clamorosa contraddizione con il carcere a vite e il fine pena mai”.

La custodia cautelare, “perché attualmente migliaia di cittadini vengono arrestati e restano in carcere in attesa di processo per mesi, in condizioni incivili. Perché il carcere preventivo, cioé prima della sentenza di condanna, si applichi solo per reati gravi”. E la separazione delle carriere, perché è un diritto del cittadino essere giudicato, come avviene in tutte le democrazie  occidentali, da un giudice terzo, obiettivo e imparziale.Obiettività e imparzialità che si ottiene, come diceva Giovanni Falcone, solo separando le carriere del pubblico ministero e del giudice”.

Per firmare: giustiziagiusta [1] e cambiamonoi [2]