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“Voglio una possibilità economica mia: o vado a spaccià o faccio questo”

Roma - “Pensavo che mia figlia spacciasse, non che si prostituisse”.

Due madri a confronto nel caso delle baby squillo. Una che probabilmente finge di non vedere perché non sa che fare, l’altra che reagisce e denuncia tutto ai carabinieri facendo partire le indagini.

La quindicenne diceva di dover dare i soldi alla madre perché le servivano, “cento euro alla volta”, l’altra usava i soldi solo per sé, perché la famiglia non ne aveva bisogno.

La madre della più piccola, arrestata, dice di non aver mai ricevuto soldi, di non aver capito che la figlia si prostituiva e di non averla mai incoraggiata a continuare. Ammette di aver saputo dello spaccio di droga.

“Ho avuto paura – ha affermato durante l’interrogatorio di garanzia -, mi sono trovata sola in questa situazione, cosa dovevo fare, denunciarla? Temevo anche per lei, visto il giro nel quale era finita”.

E ancora. “Me lo aveva confessato  le ho detto questa è una cosa che non devi fare è una cosa illegale, ma non ho mai preso soldi da lei, può dire quello che vuole”.

Nel suo interrogatorio la figlia ha spiegato quali fossero i suoi intenti.

“Noi vogliamo troppo! Per guadagnare tutti questi soldi, o spacci o ti prostituisci – ha affermato -. Io voglio una possibilità economica mia: o vado a spaccià la droga o faccio questo. E comunque penso di conoscere il motivo per cui sono qui oggi: è perché sono stata colta nel fatto, ossia mi prostituivo a scopo economico, fin dal luglio 2013”.