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Una lunga agonia

L’ascensore del liceo Buratti, e nel riquadro Massimiliano Fiorini

Viterbo – (s.m.) – Un’agonia di poco più di un’ora, prima di spegnersi all’ospedale Belcolle.

E’ morto così Massimiliano Fiorini. Un volo di almeno tre metri giù per il vano scale e poi l’impatto duro con la terra, in quella che avrebbe dovuto essere la buca del nuovo ascensore del liceo Buratti(fotocronaca [1] - video [2]).

Fiorini aveva 46 anni, era di Chianciano Terme e lavorava per una ditta toscana, incaricata di costruire l’ascensore nella scuola di via Tommaso Carletti. Erano circa le 12,30 di ieri quando è arrivata la chiamata ai vigili del fuoco. L’operaio è precipitato dal solaio dell’ultimo piano.

Una caduta incidentata nella tromba del futuro ascensore, tra le tavole sistemate a ogni piano, per consentire i lavori. Il corpo di Fiorini deve aver sbattuto ripetutamente contro quei pannelli: alcuni si sono rotti per la violenza dei vari urti, prima dello schianto sul pavimento che ha fermato quel terribile volo dall’alto. Una scena da brivido e lo shock di studenti e professori: il boato si è sentito in tutta la scuola, all’ultima ora di lezione di un mercoledì come tanti. Solo un’ora prima dell’uscita. Solo pochi giorni prima delle vacanze estive.

Una tragedia che macchia di sangue l’anno scolastico appena trascorso e che avrà sicuramente un seguito.

Gli atti della polizia locale sono finiti in procura, ma il magistrato non ne avrebbe ancora preso visione. Il pm di turno dovrà valutare come procedere: se autorizzare l’autopsia, se aprire un fascicolo per omicidio colposo. Le prime ricostruzioni della dinamica dicono che Fiorini era sospeso su una piattaforma, in piedi, nella tromba del nuovo ascensore. La struttura era fissata a un paranco. Un gancio “grossolano”, sempre secondo indiscrezioni. A forma di C. Tutt’altro che solido. Tant’è che ha ceduto sotto il peso di Fiorini, trascinandolo nel vuoto.

L’urlo. I colleghi che accorrono. La scuola in subbuglio. Pompieri, polizia locale, carabinieri e 118 sul posto. Il recupero e il salvataggio, con Fiorini che è una maschera di sangue, ma respira ancora. E poi, la corsa in ospedale in codice rosso, ma l’operaio non ce la fa. Muore dopo circa un’ora, per le gravissime ferite riportate, senza che medici e sanitari abbiano potuto fare nulla per salvargli la vita.

I funerali possono attendere. La salma, per ora, è a disposizione dell’autorità giudiziaria.