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“Leonardo Bonucci? Ecco com’è diventato difensore…”

Leonardo Bonucci

Leonardo Bonucci

Viterbo – Leonardo Bonucci, dalla Juventus al Milan, il calciatore viterbese è pronto per la sua nuova avventura. Nel frattempo, Carlo Perrone, uno dei suoi primi allenatori nella Viterbese, dal 2003 al 2005 in Allievi e Berretti, ricorda gli esordi.

Intervistato da Tuttomercato Web Magazine, svela come sia passato da centrocampista a difensore.

“Nel corso del primo anno – ricorda Perrone a Tmw Magazine – dopo la preparazione estiva abbiamo fatto un torneo a Roma che era molto importante per la categoria Allievi, il trofeo Pescatori. Avevamo problemi d’organico, così lo feci giocare come difensore centrale nella partita contro la Roma”.

Con risultati piuttosto lusinghieri. “Abbiamo vinto 3-2. Con tripletta di Bonucci. Da difensore centrale”.

Ma Bonucci difensore centrale non nasce in quel momento. “All’inizio non è che Leonardo gradisse il cambio di ruolo. I ragazzi, quando si vedono arretrati di qualche metro, considerano questa scelta come una diminutio. Per cui, per volontà dello stesso giocatore, lo riproposi a centrocampo”.

La svolta, l’anno successivo. “Ripartiti con il campionato Berretti, feci giocare Bonucci persino da centravanti. Poi la società prese un attaccante e fu lì che presi da parte Leonardo e gli dissi che aveva qualità importanti, poteva arrivare lontano, ma avrebbe dovuto cambiare posizione. ‘Devi giocare da difensore centrale, lì hai margini di miglioramento’ gli dissi. Mi diede retta. Dalla quarta-quinta giornata di campionato giocò dietro”.

Da quel momento, diversi osservatori puntarono gli occhi su di lui. “Già in Primavera c’erano quelli dell’Inter in zona – ricorda Perrone – lo segnalarono, l’Inter lo portò a fare un torneo negli Emirati Arabi con la Primavera e lì fece una buona impressione, tanto che i nerazzurri decisero di prenderlo. Da lì è partita la sua escalation”.

Inter, Juventus e quindi Milan: “Il Milan poteva prenderlo già da ragazzino. Quando giocava nella Berretti lo facevo vedere da osservatori e avevo una persona vicina al Milan. Gli dissi: ‘Vieni, da noi c’è un ragazzo che secondo me è l’erede di Nesta’. Leonardo aveva qualità fisiche e tecniche sopra la media. Mi è capitato di rileggermi le vecchie relazioni sui giocatori e quelle di Leonardo erano sempre molto buone, c’era la speranza di una grande carriera”.

Al suo vecchio allenatore, Tmw Magazine chiede un ricordo di Bonucci ragazzino. “Aveva una capacità d’apprendere straordinaria. Cambiavano le situazioni e lui riusciva sempre a fare la cosa giusta.

La sua forza è stata quella d’apprendere e migliorarsi continuamente. Un ragazzo educato, tranquillo, serio e con una famiglia dietro di quelle solide, con genitori che lo hanno educato bene.

Un ragazzo con la testa sulle spalle ed è per questo che ha fatto carriera. I giocatori si possono anche equivalere tecnicamente, ma è la testa che fa la differenza”.