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Via D’Amelio, 4 arresti per la strage

Via D'Amelio

Via D'Amelio

Via D’Amelio, 4 arresti per la strage.

Quattro arresti nell’ambito della nuova inchiesta sulla strage di via D’Amelio, l’attentato del 19 luglio 1992 costato la vita il magistrato Paolo Borsellino e a cinque agenti della sua scorta.

Nelle prime ore di questa mattina, la Dia, la Direzione investigativa antimafia, avrebbe eseguito un’ordinanza di custodia del gip di Caltanissetta per quattro indagati nella nuova inchiesta sulla strage. Destinatari dei provvedimenti sarebbero il capomafia palermitano Salvatore Madonia, Vittorio Tutino, Salvatore Vitale, tutti già detenuti e l’ex pentito di Sommatino (Caltanissetta), Calogero Pulci.

L’ultimo atto d’accusa della Procura nissena si compone di 1670 pagine, riportate e analizzate nel provvedimento del gip: i magistrati ricostruiscono non solo la fase esecutiva della strage, ma affrontano anche i delicati capitoli del movente e dell’eventuale coinvolgimento di uomini delle istituzioni.

Il giudice Paolo Borsellino venne ucciso dalla mafia insieme a cinque uomini della sua scorta nell’attentato di via D’Amelio perché era percepito dal boss Totò Riina come un “ostacolo” alla trattativa con esponenti delle istituzioni. Una trattativa che “sembrava essere arrivata su un binario morto che il capomafia voleva rivitalizzare con una sanguinaria esibizione di potenza”.

Questo lo scenario disegnato dalla Procura di Caltanissetta nel nuovo filone dell’inchiesta che ha portato alle ordinanze cautelari eseguite la scorsa notte dalla Dia. “La tempistica della strage – si legge negli atti – è stata certamente influenzata dall’esistenza e dalla evoluzione della così detta trattativa tra uomini delle istituzioni e Cosa Nostra”.