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	<title>Corriere2000 &#187; audizione</title>
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		<title>Scuola paritaria, audizione per buono famiglie</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 11:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ascoltate nella commissione Scuola del Consiglio regionale del Lazio le associazioni delle scuole paritarie e delle famiglie. Tema dell’audizione la proposta di legge sull’istituzione del buono scuola, prima firmataria la presidente della commissione stessa, Olimpia Tarzia (Per).</p>
<p>&#160;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-28720" title="regionelazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/regionelazio.jpeg" alt="" width="133" height="135" />- Ascoltate nella commissione Scuola del Consiglio regionale del Lazio le associazioni delle scuole paritarie e delle famiglie.</p>
<p>Tema dell’audizione la proposta di legge sull’istituzione del buono scuola, prima firmataria la presidente della commissione stessa, Olimpia Tarzia (Per). “<strong>Con questa norma, che va a modificare la legge regionale sul diritto allo studio – ha spiegato Tarzia – intendiamo dare un segnale in favore della libertà di scelta educativa delle famiglie”</strong>.</p>
<p>Secondo il consigliere Marco Di Stefano (Pd), invece, “serve una riforma complessiva della legge, nella quale inserire anche questo tema. Chiediamo che venga discussa la nostra proposta presentata da oltre un anno”.</p>
<p>Le associazioni presenti (Forum delle famiglie del Lazio, Moige, Agesc, Fidae e Istituto San Leone Magno) hanno espresso apprezzamento per la proposta di legge, pur considerando che si tratta “solo di un primo passo per il riconoscimento del ruolo di servizio pubblico svolto dalle scuole paritarie”.<strong>Diverse le correzioni suggerite, in particolare sull’aiuto alle famiglie con figli disabili e sul criterio del merito come metodo per l’attribuzione del buono scuola, definito troppo restrittivo.</strong></p>
<p>Nella sua replica la presidente Tarzia, ricordando che quella di oggi è stata solo la prima di una serie di audizioni con tutti i soggetti interessati, ha dichiarato: “Terremo sicuramente in considerazione i suggerimenti, anche perché arrivano da associazioni che rappresentano migliaia di famiglie e centinaia di scuole.<strong>Abbiamo scelto di presentare questa norma, invece di procedere con una vera e propria legge quadro, per poter dare risposte in tempi rapidi: serviva un segnale, con questa proposta raggiungiamo questo obiettivo”.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Scuola, audizione con province e sindacati</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 13:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Assessori provinciali e sindacati a confronto, stamani, nella commissione scuola del consiglio regionale del Lazio. Tema dell’audizione il piano di dimensionamento scolastico, in pratica la nuova organizzazione degli istituti sul territorio regionale, numero delle dirigenze, accorpamenti, nuove istituzioni.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-28720" title="regionelazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/regionelazio.jpeg" alt="" width="133" height="135" /></p>
<p>- <strong>Assessori provinciali e sindacati a confronto, stamani, nella commissione scuola del consiglio regionale del Lazio.</strong> Tema dell’audizione il piano di dimensionamento scolastico, in pratica la nuova organizzazione degli istituti sul territorio regionale, numero delle dirigenze, accorpamenti, nuove istituzioni.</p>
<p>“Un tema complesso e delicato – ha sottolineato la presidente della commissione, Olimpia Tarzia (Per) – sul quale abbiamo voluto avviare questo confronto, per avere un quadro preciso prima di iniziare l’esame del piano”.</p>
<p><strong>Gli assessori provinciali hanno parlato di “percorso partito dal territorio, con molte difficoltà”. Molti i tagli previsti, dalle 18 dirigenze di Latina, con 9 richieste di deroghe, alle 18 di Frosinone, alle oltre 60 della Provincia di Roma, dove il piano non è però arrivato in consiglio, perché non si è ancora chiusa la discussione sulla Capitale.</strong></p>
<p>I sindacati intervenuti (Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda, Usb) hanno criticato i piani provinciali, parlando di “mancato coinvolgimento del mondo della scuola, di provvedimenti che spesso non rispettano le indicazione dei consigli di istituto”. Secondo i rappresentanti dei lavoratori “ci sono contraddizioni evidenti, tagli che vanno anche oltre le linee guida della Regione, restano scuole di oltre 1.600 studenti, soprattutto a Roma, che sono difficilmente governabili. Il nostro scopo è difendere i posti di lavoro, ma anche il diritto allo studio, con una rete scolastica messa a rischio da questo piano. Per questo chiediamo uno slittamento di tre anni nell’applicazione del dimensionamento, come già hanno fatto molte altre Regioni”.</p>
<p><strong>Il consigliere Fabio Nobile (Fds) ha annunciato la presentazione di una mozione su questo argomento. L’assessore all’Istruzione, Gabriella Sentinelli ha spiegato che “i tagli delle dirigenze sono già inseriti nel patto di stabilità, se non li faranno le Regioni, procederà il ministero”.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Agricoltura, in audizione le criticità degli ambiti territoriali di caccia</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 14:39:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La commissione Agricoltura del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Francesco Battistoni (Pdl), ha incontrato questa mattina i rappresentanti degli Ambiti Territoriali di Caccia (Atc).</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-28720" title="regionelazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/regionelazio.jpeg" alt="" width="133" height="135" />- La commissione Agricoltura del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Francesco Battistoni (Pdl), ha incontrato questa mattina i rappresentanti degli Ambiti Territoriali di Caccia (Atc), gli enti a cui sono affidati compiti gestionali nell’ambito della programmazione delle attività faunistico-venatorie previste dalla legge regionale 17/95 (“Norme per la tutela della fauna selvatica e la gestione programmata dell’esercizio venatorio”) e definite dal piano faunistico regionale.</p>
<p><strong>Le principali criticità emerse nel corso dell’incontro riguardano la definizione della natura giuridica degli ATC, i criteri di stesura del piano venatorio, la mancanza di risorse finanziarie adeguate, i danni causati dalla fauna selvatica e la difformità di comportamento da parte delle amministrazioni provinciali nell’attuazione delle funzioni attribuite dalla legge 17. I rappresentanti degli Ambiti hanno sottolineato inoltre la necessità di assicurare una piena concertazione tra le istituzioni – in particolare nell’elaborazione del calendario venatorio – e hanno segnalato l’urgenza di procedere ad un rinnovamento del piano faunistico regionale, non più rispondente alle necessità dei territori e al contesto ambientale. Sollevate inoltre le questioni legate alla ‘mobilità venatoria’ (l’esercizio della caccia in un ambito diverso da quello di iscrizione) ed alla previsione di incompatibilità tra cariche politiche e nomina a delegato nell’assemblea dell’ATC.</strong></p>
<p>“Le problematiche emerse nell’audizione di oggi – ha dichiarato il presidente della commissione Battistoni – rendono necessaria una revisione della normativa di settore, anche per dare agli Ambiti maggiore chiarezza nell’espletamento della loro attività di gestione. Devono essere rivisti i criteri per la redazione del piano faunistico, vanno ricercate fonti alternative di finanziamento ed attuate misure di prevenzione dei danni da fauna selvatica. Soprattutto occorre dare una precisa definizione della natura giuridica degli ATC. Cercheremo di portare a sintesi tutti i suggerimenti raccolti – ha concluso – poi ci rivedremo con i presidenti degli enti per verificare che la strada intrapresa sia il più possibile condivisa”</p>
<p>Erano presenti: i presidenti dell’ATC Vt1 e dell’ATC Vt2 Antonio Corsini e Giuseppe Pilli, i presidenti dell’ATC Rt1 e dell’ATC Rt2 Enzo Biancucci e Gianni Gianfranco, il presidente dell’ATC Lt1 Luciano Pieralli e il vicepresidente dell’ATC Lt2 Elio Trani, Fioravante Serrani dell’ATC Fr1 ed Enzo de Giuli presidente dell’ATC Fr2.</p>
<p>Hanno partecipato alla seduta i consiglieri Roberto Buonasorte (La Destra), Gina Cetrone (Pdl), Raffaele D’Ambrosio (Udc) e Ivano Peduzzi (FdS).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Al via le audizioni per il test sulle norme di sicurezza sul lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 13:51:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>- Testare la conoscenza dei datori di lavoro in merito alle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. E’ questo l’obiettivo del questionario presentato nel corso di un’audizione, questa mattina al Consiglio regionale, dal presidente &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_28720" class="wp-caption alignleft" style="width: 143px"><img class="size-full wp-image-28720" title="regionelazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/regionelazio.jpeg" alt="&lt;/p&gt; " width="133" height="135" /><p class="wp-caption-text">  </p></div>
<p><span>- Testare la conoscenza dei datori di lavoro in merito alle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. E’ questo l’obiettivo del questionario presentato nel corso di un’audizione, questa mattina al Consiglio regionale, dal presidente della commissione speciale “Sicurezza e prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro”, Luigi Abate (Lista Polverini). Hanno partecipato alla seduta le associazioni di categoria degli imprenditori del settore artigianato, commercio, industria, agricoltura, edilizia e imprese del Lazio e di Roma.</p>
<p><strong>Abate ha illustrato ai presenti il questionario di autovalutazione specificandone la necessità al fine di acquisire dati sul livello di conoscenza delle tematiche relative alla sicurezza e salute negli ambienti di lavorativi, da parte dei datori di lavoro per mettere in campo le adeguate proposte finalizzate alla prevenzione. Il presidente ha, inoltre, riconosciuto anche al datore di lavoro il ruolo di “lavoratore”, e come tale soggetto da coinvolgere nei corsi di formazione predisposti ad hoc dalla Regione Lazio.</strong></p>
<p>“Il datore di lavoro – ha dichiarato Abate – non può essere visto sempre come unico ‘capro espiatorio’ di fronte agli infortuni che accadono negli ambienti lavorativi. Questo cambio di punto di vista è un percorso difficile, ma possibile grazie anche a SGS (sistemi di gestione di sicurezza) da modulare per i diversi macrosettori imprenditoriali del Lazio e semplificati per le piccole imprese. La Commissione, in stretta collaborazione con l’Assessorato al Lavoro, potrà farsi portavoce, anche presso il Ministero del Lavoro, dell’esigenza di sistemi di gestione della sicurezza (SGS) semplificati per le piccole imprese e ad hoc per i vari settori imprenditoriali”.</p>
<p>Erano presenti: la vice presidente Gina Cetrone (Pdl), Giulia Rodano (Idv) Franco Dalia (Pd).</p>
<p></span></p>
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		<title>Piano rifiuti, in audizione i dubbi sull’ambito territoriale unico</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 16:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>- Il rischio di un nuovo commissariamento per i rifiuti nel Lazio, la previsione nel piano di un unico ambito territoriale ottimale (Ato) a livello regionale e il nodo dell’intesa tra Comune di Roma e &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_28720" class="wp-caption alignleft" style="width: 143px"><img class="size-full wp-image-28720" title="regionelazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/regionelazio.jpeg" alt="&lt;/p&gt; " width="133" height="135" /><p class="wp-caption-text">  </p></div>
<p><span>- Il rischio di un nuovo commissariamento per i rifiuti nel Lazio, la previsione nel piano di un unico ambito territoriale ottimale (Ato) a livello regionale e il nodo dell’intesa tra Comune di Roma e Ministero della difesa sul poligono della Farnesiana ad Allumiere. Questi alcuni degli argomenti al centro dell’audizione, tenutasi questa mattina in commissione Ambiente del Consiglio regionale del Lazio, sul nuovo piano rifiuti regionale.</p>
<p><strong>“Questa commissione – ha commentato il presidente Roberto Carlino (Udc) – sta portando avanti un lavoro condiviso, con l’intento di raccogliere eventuali suggerimenti migliorativi al testo del piano. Da domani inizieremo l’esame della proposta”. Alla seduta hanno partecipato la Provincia di Roma, quelle di Viterbo e Frosinone oltre al Comune di Allumiere. Assenti il Comune di Roma e le altre due province, aspetto questo stigmatizzato dai consiglieri Francesco Storace (La Destra) e Giuseppe Celli (Lista Civica). Alla seduta è seguita un’ulteriore audizione con la partecipazione di Uncem Lazio, Upi Lazio, Arall e Legautonomie Lazio.</strong></p>
<p>La prospettiva di un eventuale futuro commissariamento del Lazio per la questione rifiuti, tornata ad affacciarsi di recente sugli organi di stampa, è stata accolta negativamente dai consiglieri Carlo Lucherini (Pd), Ivano Peduzzi (FdS) e Daniela Valentini (Pd). Dello stesso orientamento l’assessore all’Ambiente della Provincia di Roma, Michele Civita. Quanto, invece, alla suddivisione in un unico Ato regionale – a sua volta ripartito in tanti “sub Ato” corrispondenti grosso modo ai territori provinciali – è stato il sindaco di Allumiere, Augusto Battilocchio, primo a chiedere alla Regione una marcia indietro, con la separazione di Roma dal resto della provincia “viste le sue dimensioni”. Una linea condivisa e propugnata anche da Lucherini, che ha suggerito un ambito per ogni provincia ed uno ad hoc per la Capitale. Della stessa opinione i consiglieri Celli e Giuseppe Parroncini (Pd), il quale ha reclamato l’approvazione accanto al piano rifiuti di una legge regionale sugli Ato. L’assessore provinciale Civita, infine, ha espresso dubbi sulla legittimità di un unico ambito a livello regionale oltre che sulla deresponsabilizzazione che avrebbero in conseguenza di ciò i singoli enti locali.</p>
<p>Dubbi sulla rispondenza al codice dell’ambiente e alla normativa regionale sui rifiuti sono stati sollevati da Bruno Manzi di Legautonomie Lazio: nella definizione degli Ato bisognerebbe far riferimento ai territori delle province. Ma, anche in questo caso, è stata sottolineata l’opportunità di un ambito a se stante per Roma capitale. L’Upi ha annunciato di aver sottoscritto un documento assieme a Legautonomie, che verrà sottoposto all’attenzione del Consiglio delle autonomie locali (Cal) del Lazio, e ha chiesto una espressa presa di posizione a favore delle province come baricentro della gestione dei rifiuti. Donato Robilotta, presidente dell’Associazione regionale delle autonomie locali del Lazio (Arall), ha sollevato il problema della mancata individuazione del soggetto a cui è affidata la gestione di ciascun ambito. “Chiedo che venga aperto un tavolo tra Regione ed enti locali – ha detto – sulla questione delle autorità d’ambito in generale”. Inoltre Robilotta ha chiesto premialità per chi persegue l’obiettivo della raccolta differenziata e penalità chi non la fa.</p>
<p><strong>La provincia di Viterbo ha annunciato l’approvazione di una delibera con osservazioni al piano la prossima settimana e lamentato di dover sopportare il conferimento di rifiuti indifferenziati provenienti dai comuni del Reatino. La Provincia di Frosinone, invece, ha mosso critiche ai confini del sub Ato di riferimento nel quale la proposta di piano ricomprende anche tre comuni della provincia di Latina: Minturno, Gaeta e Spigno Saturnia. La situazione debitoria dei comuni nei confronti dei gestori delle imprese di smaltimento, emersa nel corso della precedente audizione delle pmi del ciclo rifiuti, il consigliere Rocco Berardo (Lista Bonino Pannella) ha chiesto ipotesi di soluzione all’Arall. Robilotta ha evidenziato la necessità di norme stringenti andando verso una premialità dei comuni virtuosi. Una domanda della consigliere Annamaria Tedeschi (Idv) ha infine consentito all’assessore Civita di illustrare lo stato dell’arte degli impianti di trattamento meccanico biologico nella provincia di Roma.</strong></p>
<p>L’occasione dell’audizione ha permesso al comitato “No megadiscarica” di Allumiere, presente nell’auletta della Pisana, di chiedere alla Regione di appoggiare una richiesta di ritiro dell’intesa tra Comune di Roma e Ministero della Difesa. In proposito il Consiglio regionale ha approvato, il 9 marzo scorso, una mozione che respingeva l’ipotesi di Allumiere per la localizzazione di un nuovo polo di smaltimento, trattamento e recupero dei rifiuti. Francesco Storace ha detto di ritenere scongiurata tale eventualità, visti gli impegni assunti dalla presidente Polverini il 2 marzo. Secondo il capogruppo della Destra, il punto non è annullare il protocollo, ma renderlo inefficace: il fatto che un sito sia ritenuto adeguato da due soggetti non significa che la Regione debba sceglierlo. Non della stessa opinione tanto Lucherini quanti Peduzzi, i quali di fronte alla prospettiva di un commissariamento del Lazio hanno giustificato il timore che il sito del poligono di Allumiere possa essere rispolverato, visto che già si trova nella disponibilità del patrimonio statale. “Non è un fatto formale il ritiro di quell’intesa” ha ribadito Peduzzi.</p>
<p>Ha partecipato alla seduta il consigliere Francesco Pasquali (Fli).</p>
<p></span></p>
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		<title>Agricoltura, audizione su dismissione beni Arsial</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 17:41:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>- ”E’ opportuno chiedere, nel breve periodo, una seduta congiunta delle commissioni Agricoltura e Bilancio. Questo non solo per risolvere le problematiche generate dall’emergenza kiwi, ma per suggerire che i fondi ricavati dalle dismissioni dei &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_28720" class="wp-caption alignleft" style="width: 143px"><img class="size-full wp-image-28720" title="regionelazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/regionelazio.jpeg" alt="&lt;/p&gt; " width="133" height="135" /><p class="wp-caption-text">  </p></div>
<p><span>- ”E’ opportuno chiedere, nel breve periodo, una seduta congiunta delle commissioni Agricoltura e Bilancio. Questo non solo per risolvere le problematiche generate dall’emergenza kiwi, ma per suggerire che i fondi ricavati dalle dismissioni dei beni tornino all’Arsial e, comunque, siano reinvestiti per l’agricoltura”. E’ questa la conclusione che il presidente della commissione Agricoltura, Francesco Battistoni (Pdl), ha tratto al termine dell’audizione con il commissario Arsial, Erder Mazzocchi, e i rappresentanti delle organizzazioni agricole del Lazio.</p>
<p><strong>Durante la seduta, dedicata alle dismissioni dei beni dell’agenzia regionale, era infatti emerso tra gli argomenti più discussi quello della norma della Finanziaria regionale 2011 che destina i ricavi delle cessioni al bilancio regionale anziché all’Arsial. Una norma contestata dagli esponenti dell’opposizione Giuseppe Parroncini (Pd), Mario Perilli (Pd), Ivano Peduzzi (Fds) e sgradita alle organizzazioni agricole presenti.</strong></p>
<p>L’audizione era stata convocata su richiesta del consigliere Angelo Bonelli (Verdi), che ha chiesto un elenco delle dismissioni effettuate a partire dal 2009 e, in particolare, invocato trasparenza a proposito della concessione e successiva vendita della tenuta di Capocotta nonché sulla concessione di quella di Malborghetto. Argomento sul quale Bonelli ha presentato nel 2010 un’interrogazione, analogamente a quanto in precedenza fatto da Parroncini. L’esponente dei Verdi ha comunicato di aver presentato in proposito un esposto alla procura della Repubblica.</p>
<p><strong>Peduzzi ha invece chiesto che venga esaminata quanto prima la sua proposta di legge di riordino dell’Arsial e ha dichiarato che se ciò non avvenisse nei termini previsti dal regolamento, ne chiederà la discussione direttamente in aula. Il consigliere della Federazione della Sinistra ha chiesto una procedura pubblica per l’assegnazione dei terreni abbandonati per sviluppare una nuova generazione di agricoltura. Parroncini ha detto poi che l’Arsial non deve gestire il patrimonio, che invece deve essere dato ai coltivatori, alle cooperative e ai consorzi.</strong></p>
<p>Quanto alle cessioni ha invitato a riprenderle, anche perché senza la proprietà dei beni è impossibile per gli agricoltori accedere agli aiuti del Psr. Situazione problematica, quella delle cessioni rimaste a metà strada, che è stata sollevata dallo stesso presidente Battistoni. Perilli, nel sollecitare le commissioni congiunte Agricoltura e Bilancio sulla destinazione dei fondi Arsial, ha ricordato anche la necessità di chiarire la sorte dei beni che rappresentano per l’agenzia solo un costo come scuole, strade, piazze e case.</p>
<p>Presente all’audizione il consigliere Roberto Buonasorte (la Destra). Erano state invitate le organizzazioni agricole Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confcooperative-Fedagri, Copagri-Lega Coop e Agci Confimpresa.</p>
<p></span></p>
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