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	<title>Corriere2000 &#187; aumento</title>
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		<title>Carceri, detenuti sempre in aumento</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Aug 2012 18:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lazio]]></category>
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		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Continuano a crescere i detenuti reclusi nelle carceri del Lazio. Secondo il Dap, il 28 agosto i reclusi presenti nei 14 istituti della Regione erano 7.068, oltre 2.200 in più.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_32108" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-32108" title="Il carcere di Viterbo" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/08/mammagiallac2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Il carcere di Mammagialla</p></div>
<p>- Continuano a crescere i detenuti reclusi nelle carceri del Lazio. Secondo il Dap, il 28 agosto i reclusi presenti nei 14 istituti della Regione erano 7.068, oltre 2.200 in più rispetto ai 4.838 posti disponibili e ben 33 in più rispetto all’ultima rilevazione diffusa, solo due settimane fa.</p>
<p>Il dato è stato reso noto dal garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni che ha invitato a guardare oltre le cifre: “A Regina Coeli i detenuti in sovrannumero sarebbero circa 300, ma non si tiene conto che sono state chiuse due sezioni, la V e la VI, e dunque i posti disponibili sono molti di meno.<strong> A Velletri per accogliere i nuovi giunti è stato aperto anche il terzo piano del nuovo padiglione detentivo ed anche a Paliano, considerata un’oasi immune dal sovraffollamento, per la prima volta da molto tempo le presenze sfiorano effettive sfiorano i posti disponibili”.</strong></p>
<p>Nelle 206 carceri italiane sono recluse 66.138 persone (2.834 le donne) a fronte di 45.588 posti disponibili. Nel Lazio sono reclusi 6.595 uomini e 466 donne. I detenuti stranieri sono quasi il 40%.</p>
<p><strong>Ulteriori spunti di riflessione sono dettati dalle posizioni giuridiche dei reclusi. Quasi la metà è, infatti, in attesa di giudizio definitivo. Di questi, quasi il 60% è rappresentato da detenuti stranieri.</strong></p>
<p>Numeri sempre più preoccupanti perché si sommano alla cronica carenza di risorse finanziarie – necessarie a garantire il funzionamento degli istituti e le manutenzioni ordinarie – e a quelle di personale. “Come ogni estate – ha detto il garante – il personale di polizia penitenziaria si assottiglia per il necessario e doveroso godimento delle ferie. <strong>Non è infrequente imbattersi, all’interno delle carceri, in padiglioni con più sezioni controllate da un solo agente. Una situazione, questa, che produce l’autogestione da parte dei detenuti</strong>“.</p>
<p>“Ormai non ha più senso – ha concluso Marroni – parlare di presenze record visto che ogni rilevazione è superiore alla precedente. Ma non sono solo i numeri a renderci pessimisti: in questi abbiamo registrato molti casi di persone di scarsa pericolosità sociale costrette, dopo tempo, a tornare in carcere per scontare residui pena di poche settimane o addirittura di persone malate che in cella proprio non dovrebbero stare. E<strong>’ sotto gli occhi di tutti che una legislazione che produce troppo carcere e i lunghi tempi della giustizia hanno creato un corto circuito che sta portando al collasso il sistema. In queste condizioni, era inevitabile che ogni misura adottata, in questi anni, dai governi per ridurre il sovraffollamento si rivelasse inefficace”.</strong></p>
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		<title>Pedaggio, luce e gas in aumento</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 09:36:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Tusciaweb]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Nel 2012 bollette in rialzo per elettricità e gas. Il prezzo della prima crescerà del 4,9% mentre del 2,7% il secondo a partire già dal primo trimestre del 2012. Lo ha fatto sapere l'Autorità per l'energia. In aumento anche i pedaggi della rete Autostrade per l'Italia che cresceranno del 3,51% a partire da gennaio.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3614" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/euro_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /> &#8211; <strong>Nel 2012 bollette in rialzo per elettricità e gas. Il prezzo della prima crescerà del 4,9% mentre del 2,7%  il secondo a partire già dal primo trimestre del 2012. Lo ha fatto sapere l&#8217;Autorità per l&#8217;energia.</strong></p>
<p>Bollette e non solo. <strong>In aumento anche i pedaggi della rete Autostrade per l&#8217;Italia che cresceranno del 3,51% a partire da gennaio. La notizia arriva proprio dalla società che afferma che il rialzo verrà adottato in base alla Convenzione unica vigente.</strong></p>
<p>L&#8217;adeguamento tariffario, si legge in una nota di Autostrade per l&#8217;Italia, e&#8217; il risultato della somma di diverse seguenti componenti: un aumento dell&#8217;1,47%, pari al 70% dell&#8217;inflazione registrata nel periodo primo luglio 2010 &#8211; 30 giugno 2011; un secondo incremento dell&#8217;1,99%, relativo alla percentuale di investimenti, e un terzo aumento dello 0,05% relativo alla remunerazione dei nuovi investimenti previsti dalla convenzione unica vigente.</p>
<p>Le tariffe includono 6 millesimi di euro a chilometro per le classi di pedaggio A e B e 18 millesimi di euro a chiolometro per le classi di pedaggio 3, 4 e 5.</p>
<p>Nel periodo primo ottobre 2010 – 30 settembre 2011 Autostrade per l&#8217;Italia ha investito circa 1,4 miliardi di euro all&#8217;interno di un investimento totale di 20 miliardi di euro che serviranno, nei prossimi 10 anni, a migliorare circa 900 chilometri di rete.</p>
<p><strong>Finora sono stati completati 280 chilometri di potenziamento con una spesa di più di 7 miliardi di euro.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>In discussione l&#8217;aumento dell&#8217;Iva</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Aug 2011 09:06:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[aumento]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[iva]]></category>
		<category><![CDATA[Manovra]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il premier ha messo in conto, come del resto Giulio Tremonti, alcune correzioni al decreto da 45 miliardi varato venerdì.</p>
<p><strong>Lo dice perfino Roberto Calderoli, il ministro che al grido &#8220;chi non è d&#8217;accordo si </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4404" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/berlusconi_silvio_c20001.jpg"><img class="size-full wp-image-4404" title="berlusconi_silvio_c20001" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/berlusconi_silvio_c20001.jpg" alt="Silvio Berlusconi" width="300" height="130" /></a><p class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi</p></div>
<p>Il premier ha messo in conto, come del resto Giulio Tremonti, alcune correzioni al decreto da 45 miliardi varato venerdì.</p>
<p><strong>Lo dice perfino Roberto Calderoli, il ministro che al grido &#8220;chi non è d&#8217;accordo si dimetta&#8221;, si era eretto a guardiano della manovra: &#8220;Il testo può essere modificato e migliorato a saldi invariati. Ma non può essere smontato perché se questo dovesse accadere si rischierebbe il default economico del Paese&#8221;.</strong></p>
<p>Il segretario Angelino Alfano il 23 settembre incontrerà i ribelli, ma già fa sapere di voler cercare qualche &#8220;misura di incontro con l&#8217;Udc&#8221;. L&#8217;obiettivo: trasformare il varo del decreto nella prima palestra di allenamento del centrodestra prossimo venturo. Quello che nel 2013, dopo il possibile passo indietro di Berlusconi, dovrebbe avere tra i soci fondatori anche l&#8217;Udc di Pier Ferdinando Casini sul modello del Partito popolare europeo.</p>
<p>Tra le modifiche in discussione c&#8217;è un aumento dell&#8217;Iva. Operazione che può valere 6 miliardi per ogni punto di aumento, se si alza solo per i generi già al 20%. Oppure 15 miliardi, se lo scatto venisse esteso anche ai prodotti su cui l&#8217;Iva pesa il 10%. Con due problemi. Il primo è quello sottolineato da Tremonti quando venerdì ha posto il veto: il rischio di un aumento dell&#8217;inflazione.<strong> &#8220;Il pericolo &#8211; dice uno stretto collaboratore del ministro &#8211; è che i commercianti se ne approfittino. Ecco un esempio: se aumentiamo l&#8217;Iva di un punto, cosa accadrà al prezzo del cappuccino? Ora costa un euro, dopo costerà 1,01 euro, oppure 1,10? C&#8217;è da scommettere che i baristi aumenteranno il prezzo del 10%. Dunque&#8230;&#8221;. </strong></p>
<p>Il secondo problema è che l&#8217;uso dell&#8217;Iva è riservato alla delega fiscale e assistenziale. Una sorta di ultima carta per poter procedere alla promessa riduzione del peso fiscale sui lavoratori dipendenti, senza dover procedere al dolorosissimo e impopolare taglio lineare delle detrazioni.</p>
<p>Berlusconi, sostenuto anche da Confindustria, non ha però accantonato questa soluzione. E circolano varie ipotesi. La più accreditata: scatto dell&#8217;Iva sui beni di lusso dal 20 al 23% (barche, Suv, centri benessere, piscine&#8230;). Aumento di un punto dell&#8217;Iva al 20% e nessun ritocco per le altre aliquote del 4 e 10%.</p>
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