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	<title>Corriere2000 &#187; banche</title>
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		<title>Crisi, imprese a secco di denaro</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 09:37:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Imprese, meno soldi per tutti. Credit crunch, rubinetti chiusi, meno soldi per tutti. Le banche sono sotto pressione. Si fidano poco le une delle altre, costrette a pensare ai propri bilanci, prima e più che ad irrorare l'economia.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-18024" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/05/euro_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" />Imprese, meno soldi per tutti.</p>
<p><strong>Credit crunch, rubinetti chiusi, meno soldi per tutti. Le banche sono sotto pressione. Si fidano poco le une delle altre, costrette a pensare ai propri bilanci, prima e più che ad irrorare l&#8217;economia. Le imprese, non ancora fallite, faticano ad ottenere fidi per investire. </strong>Le coppie, anche quelle con le garanzie giuste  rinunciano all&#8217;avventura del mutuo, nonostante i tassi ufficiali molto bassi.</p>
<p>Meno soldi erogati, meno richiesti. Aziende a secco.</p>
<p>Il grido è sempre più alto. Le imprese italiane, già vessate da 70-80 miliardi di crediti verso la pubblica amministrazione non ancora rientrati, denunciano la stretta: criteri sempre più stringenti dalle banche per prestiti e nuove linee di credito negli ultimi tre mesi del 2011, come nell&#8217;ultimo trimestre del 2008.</p>
<p><strong>Avvertendo, come fa l&#8217;istituto europeo nell&#8217;ultima indagine presso le banche centrali dell&#8217;Eurozona, che le condizioni per le grandi aziende sono peggiori di quelle applicate alle piccole.</strong></p>
<p>Due giorni fa la stessa Abi, l&#8217;associazione delle banche italiane, ha definito il quadro di gennaio dei prestiti a famiglie e imprese, cresciuti dell&#8217;1,6% sull&#8217;anno, a fronte del tendenziale di dicembre pari al 3,6%. Una scivolata non da poco. Se si considerano anche i prestiti ad assicurazioni, fondi pensione, finanziarie l&#8217;aumento è un pallido 0,6%. Nel quinquennio 2003-2008 si viaggiava a un ritmo dell&#8217;8,6% l&#8217;anno.</p>
<p>Vero è che anche le richieste di prestiti per investimenti delle imprese sono crollate del 50% nell&#8217;ultimo trimestre del 2011. Resistono solo quelle per ristrutturazioni e consolidamento del debito. Un segnale allarmante.</p>
<p><strong>&#8220;Banche e imprese sono sulla stessa barca&#8221; spiega il presidente dell&#8217;Abi Mussari.</strong></p>
<p>La barca della recessione, della crisi europea, della Grecia sull&#8217;orlo del crac. Ma anche dell&#8217;Eba (l&#8217;autorità europea delle banche) che, dopo l&#8217;ennesima tornata di stress test, pretende patrimoni più robusti e dunque nuove ricapitalizzazioni in capo alle banche, anche italiane. La posizione dell&#8217;Abi è chiara: non si tratta di credit crunch, ma di una domanda minore. Si chiedono meno soldi.</p>
<p>Le sofferenze, poi, esplodono e la prudenza nell&#8217;erogare fidi, prestiti, mutui, crediti è d&#8217;obbligo. Quando poi i cordoni si allargano, il denaro costa di più, perché la sua raccolta è meno facile e dunque cara.</p>
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		<title>Moody&#8217;s declassa banche, giù i mercati</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2012/02/moodys-declassa-banche-giu-i-mercati/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 15:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[moody's]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Tensione per il mondo finanziario, Moody's declassa 114 europee, tra cui 24 italiane. Rivede, inoltre, il suo giudizio su nove gruppi assicurativi europei, tra cui Unipol e Generali.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34334" title="Moody's" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-16-a-15.45.47.jpg" alt="" width="300" height="105" /> &#8211; <strong>Tensione per il mondo finanziario, Moody&#8217;s declassa 114 europee, tra cui 24 italiane. Rivede, inoltre, il suo giudizio su nove gruppi assicurativi europei, tra cui Unipol e Generali.</strong></p>
<p>“L&#8217;abbassamento delle valutazioni – si legge in un comunicato di Moody&#8217;s – è legato al negativo e prolungato impatto della crisi dell&#8217;area euro, che rende molto difficile la situazione operativa per le banche europee”.</p>
<p>Le valutazioni negative, il caso di Atene e il debito sovrano italiano passato ad A3 fanno abbassare i mercati con Milano che perde il 2%, Madrid  il 3%, Atene e Francoforte l&#8217;1,2%. Lo spread è tornato sotto i 400 punti con un rendimento decennale del 5,81%.</p>
<p>“La sensazione – spiega il ministro Passera riguardo a Moody&#8217;s – è che siano valutazioni che guardano indietro e non davanti”.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rapine in tutta Italia, presi i &#8220;Travelling riders&#8221;</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/11/rapine-in-tutta-italia-presi-i-travelling-riders/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 15:52:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Rapinavano banche in tutta Italia e riuscivano sempre a portare a termine i colpi grazie alla loro organizzazione. Gli investigatori della squadra mobile di Enna e del commissariato di piazza Armerina, dopo oltre due anni di indagini, la notte scorsa, hanno arrestato 22 componenti della banda.</p>
<p>&#160;</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-14798" title="polizia_notte_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/03/polizia_notte_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /></p>
<p>- Rapinavano banche in tutta Italia e riuscivano sempre a portare a termine i colpi grazie alla loro organizzazione.</p>
<p><strong>Gli investigatori della squadra mobile di Enna e del commissariato di piazza Armerina, dopo oltre due anni di indagini, la notte scorsa, hanno arrestato 22 componenti della banda, con l&#8217;accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine. Almeno 30 i colpi attribuiti al gruppo, per un bottino complessivo di oltre 600 mila euro.</strong></p>
<p>L&#8217;indagine, denominata &#8220;Travelling riders&#8221;, avrebbe preso spunto da una serie di cinque rapine, commesse con taglierino, a piazza Armerina tra l&#8217;agosto del 2008 e il novembre del 2009. Dallo studio delle celle telefoniche sarebbero emersi dei numeri ricorrenti che sono stati messi sotto controllo, con i relativi intestatari.</p>
<p>Ulteriori intercettazioni incrociate con lo studio dei tabulati, l&#8217;analisi delle immagini dei sistemi di sorveglianza, pedinamenti e appostamenti svolti in tutte le zone in cui veniva segnalata la presenza degli indagati, avrebbero permesso di far piena luce sull&#8217;organizzazione criminale.</p>
<p><strong>Stando alle indagini è emerso che a capo della banda ci sarebbero due pregiudicati catanesi di 37 e 38 anni che organizzavano e pianificavano l&#8217;attività di tutti gli altri membri del gruppo, stabilendo luoghi, tempi e obiettivi da colpire.</strong></p>
<p>Le cellule della banda che agivano per le singole rapine sarebbero state scelte di volta in volta, e avrebbero trovato supporto logistico sul posto da parte dei numerosi basisti sparsi in diverse regioni italiane. Negli spostamenti sarebbe stata utilizzata spesso anche un&#8217;ambulanza, con tanto di malato vero all&#8217;interno, pare particolarmente efficace durante le fughe.</p>
<p><strong>Per confondere le indagini, gli indagati pare fossero soliti cambiare di frequente le schede telefoniche, anche su consiglio dell&#8217;avvocatessa dell&#8217;organizzazione, arrestata con l&#8217;accusa di concorso esterno in associazione per delinquere. La donna sarebbe stata il collegamento tra i membri detenuti e quelli in libertà, trasmettendo informazioni e messaggi. Inoltre sembra tenesse al corrente i membri del gruppo sulle indagini in corso, occultando anche materiale compromettente.</strong></p>
<p>Durante le conversazioni telefoniche i rapinatori avrebbero utilizzato una terminologia in codice, definendo come &#8220;cantieri&#8221; le banche da colpire e &#8220;operai&#8221; i membri del gruppo designati a commettere la rapina. Pare che l&#8217;organizzazione prevedesse anche una sorta di assicurazione in caso di arresto di qualche membro, tanto che i complici rimasti in libertà pare si occupassero di fornire sostegno economico ai familiari degli arrestati, di pagare l&#8217;assistenza legale per i processi e i viaggi dei parenti per effettuare le visite in carcere.</p>
<p>Gli arresti sono stati eseguiti a Enna, Catania, Caltagirone, Augusta, Messina, Giarre, Reggio Calabria, Roma, San Gimignano, Ascoli Piceno, Cremona e Milano.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Crescono gli “sfiduciati” verso le banche</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 17:43:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[sfiduciati]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>- Il 51,3% delle micro imprese italiane che si sono rivolte ad una banca negli ultimi tre mesi ha denunciato un aumento delle difficoltà reali nell’accesso al credito.</p>
<p><strong>Inoltre, il 37% delle micro imprese italiane </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3614" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/euro_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /></p>
<p>- Il 51,3% delle micro imprese italiane che si sono rivolte ad una banca negli ultimi tre mesi ha denunciato un aumento delle difficoltà reali nell’accesso al credito.</p>
<p><strong>Inoltre, il 37% delle micro imprese italiane ha accusato un peggioramento dei rapporti con il sistema bancario. Sono questi i due principali risultati emersi da un’indagine commissionata dalla Cgia di Mestre a Panel Data, su un campione di 800 micro imprese distribuite su tutto il territorio nazionale.</strong></p>
<p>Questa indagine telefonica è stata realizzata tra il 13 e il 17 ottobre di questo mese. L’obiettivo che si sono posti gli artigiani mestrini  è stato quello di  verificare, a seguito dell’aggravarsi della crisi economica e finanziaria avvenuta in questi ultimi tre mesi, se i rapporti tra le micro imprese con meno di 20 addetti e il sistema bancario sono peggiorati. Purtroppo, dalle risposte emerse, viene confermata la tesi che si sospettava: le banche stanno cominciando a chiudere i rubinetti del credito.</p>
<p><strong>“L’aumento dei costi, dei tassi bancari, la richiesta di maggiori garanzie e le difficoltà sempre più crescenti nell’ accesso al credito – commenta Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre – sono le cause che hanno deteriorato il rapporto tra le piccolissime aziende ed il sistema creditizio. L’area geografica che ha maggiormente risentito di questa situazione è il Nordovest: quasi un’azienda intervistata su due, precisamente il 48,9%,  ha denunciato questo  peggioramento ”.</strong></p>
<p>Come sta succedendo nel mercato del lavoro, anche nel settore del credito cresce il numero degli “sfiduciati” tra gli imprenditori, ovvero di coloro che hanno deciso, nonostante i grossi problemi di liquidità che si sono aggravati con la crisi, di non ricorrere all’aiuto di una banca.</p>
<p>Infatti, l’86,2% degli intervistati ha dichiarato che non si rivolgerà ad un istituto  nei prossimi tre mesi.</p>
<p><strong>“Un segnale preoccupante – conclude Giuseppe Bortolussi – dettato, come dimostra anche questa indagine, dalle misure sempre più restrittive imposte dalle banche alle imprese. Pertanto, questa situazione rischia di indurre molte imprese, soprattutto al Sud, a ricorrere a forme di approvvigionamento del credito in maniera irregolare, con il pericolo di un forte aumento dell’usura e delle attività estorsive&#8221;.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Indignati, nuova protesta contro le banche</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 14:46:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Blitz alla Goldman Sachs. Continua la manifestazione di protesta degli studenti che sono scesi in piazza per dire la loro sui fondi della scuola pubblica e la crisi del governo.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- <strong>Blitz alla Goldman Sachs. Continua la manifestazione di protesta degli studenti che sono scesi in piazza per dire la loro sui fondi della scuola pubblica e la crisi del governo.</strong></p>
<p>Stando alle stime degli organizzatori al corteo avrebbero partecipato diecimila giovani – duemila secondo la Questura &#8211; che si sono scagliati contro la Goldman Sachs, una delle più grandi e affermate banche d&#8217;affari nel mondo, con uova e vernice. Lanciati ortaggi anche contro la polizia davanti alla sede Fininvest poco dopo il voto di fiducia al governo.</p>
<p>Una ventina di manifestanti avrebbe tentato di entrare a sorpresa nella sede della banca americana situata in piazzetta Bossi.</p>
<p>I giovani, dopo aver allontanato alcuni dipendenti della sede, avrebbero sporcato l&#8217;androne con vernice spray e sacchi contenenti immondizia. <strong>“Goldman Sachs non ha il coraggio di guardare in faccia i giovani senza futuro” avrebbero gridato i ragazzi.</strong></p>
<p>Sul tragitto il corteo ha lasciato il segno imbrattando ogni filiale bancaria, scrivendo sui muri e appendendo manifesti riportanti scritte come “Save school not banks” o “Not our debt”.</p>
<p>Gli indignati continueranno a manifestare sabato a Roma. Anche da Milano partiranno alcune centinaia di persone che raggiungerà la capitale con pullman organizzati o mezzi propri.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Borsa, banche in caduta libera</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 15:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Attacco ai titoli bancari. Forte afflusso di vendite per i mercati europei, soprattutto in Italia. Crollano Unicredit (11,15%) e Intesa.</p>
<p>&#160;</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3614" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/euro_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /></p>
<p>- <strong>Attacco ai titoli bancari.</strong></p>
<p><strong>Forte afflusso di vendite per i mercati europei, soprattutto in Italia. Crollano Unicredit (11,15%) e Intesa.</strong></p>
<p>Per Bote Btp i titoli italiani sembrano tornati a pagare una situazione senza via d&#8217;uscita in attesa del voto di fiducia al premier Berlusconi.</p>
<p>Stando alle affermazioni degli operatori, che  prevedevano un calo di almeno 100 punti base del differenziale tra titoli di stato italiani e tedeschi nel caso di un passo indietro da parte di Berlusconi,  domani il governo potrebbe dare la fiducia in parlamento.</p>
<p><strong>L&#8217;indice Mib perde più del 3% . In Europa la situazione è peggiore: lo spred Btp-Bund va a 371 punti e i listini segnano perdite dell&#8217;1 e 1,6% circa.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le banche devono prestare di più</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2010/08/le-banche-devono-prestare-di-piu/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 09:19:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Le banche devono prestare di più.</p>
<p>L&#8217;eurozona procede sulla strada della ripresa, sebbene in modo incerto e discontinuo, ma l&#8217;elevata disoccupazione e i bilanci delle imprese rischiano di costituire un freno, e le banche devono &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22731" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-22731" title="europa_bandiera_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/08/europa_bandiera_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Le banche devono prestare di più.</p>
<p>L&#8217;eurozona procede sulla strada della ripresa, sebbene in modo incerto e discontinuo, ma l&#8217;elevata disoccupazione e i bilanci delle imprese rischiano di costituire un freno, e le banche devono tornare a prestare.</p>
<p><strong>Questa l&#8217;analisi contenuta nell&#8217;ultimo bollettino mensile della Bce. L&#8217;Eurotower segnala &#8220;un rafforzamento dell&#8217;attivita&#8217; economica nel secondo trimestre, mentre per il terzo si delinea un quadro migliore delle aspettative&#8221;.</strong></p>
<p>Francoforte &#8220;si attende tuttavia che la ripresa dell&#8217;attività sia frenata dal processo di aggiustamento dei bilanci in corso in diversi settori e dalle prospettive per il mercato del lavoro&#8221;.</p>
<p>Un altro punto fortemente critico e&#8217; costituito dal &#8216;credit crunch&#8217;. <strong>Al proposito, la Bce ha pubblicato i risultati della nuova indagine trimestrale sul credito bancario, che ha segnato un marcato irrigidimentoi dei criteri per la concessione di crediti alle imprese da parte delle banche, irrigidimento che potrebbe essere il sintomo di problemi di liquidità e nuove tensioni sui mercati finanziari. </strong>Le banche, cosi&#8217; generosamente sostenute dai governi, devono però agire per tornare a prestare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Le banche sono egoiste&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 17:32:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[brunetta]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Le banche non sono state affatto disponibili. Anzi. Si sono dimostrate miopi ed egoiste&#8221;.</p>
<p>Lo ha dichiarato il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta che si dice d&#8217;accordo a non inserire in finanziaria agevolazioni fiscali &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4095" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-4095" title="brunetta_renato_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/brunetta_renato_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;Renato Brunetta&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /></p>
<p><p class="wp-caption-text">Renato Brunetta</p></div>
<p>&#8220;Le banche non sono state affatto disponibili. Anzi. Si sono dimostrate miopi ed egoiste&#8221;.</p>
<p>Lo ha dichiarato il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta che si dice d&#8217;accordo a non inserire in finanziaria agevolazioni fiscali alle banche che hanno sottoscritto la moratoria dei debiti per le piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Parlando ai microfoni di Rtl Brunetta ha spiegato che &#8220;le banche non hanno dimostrato grande disponibilità sull&#8217;applicazione di questo accordo un po&#8217; perchè era su base volontaria e un po&#8217; perchè l&#8217;atteggiamento del sistema bancario in questa fase è molto miope e egoista&#8221;.</strong></p>
<p>&#8220;Lo dico &#8211; ha aggiunto &#8211; con molta chiarezza: pensano di più a ristrutturare i loro conti che a finanziare l&#8217;economia&#8221;.</p>
<p>Per Brunetta &#8220;il nodo cruciale dell&#8217;economia italiana oggi è proprio questo: il ruolo delle banche. Se queste saranno meno egoiste e meno miopi rispetto all&#8217;economia il governo farà di tutto per aiutarle&#8221;.</p>
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