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	<title>Corriere2000 &#187; beni</title>
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		<title>Gdf, sequestrati beni di Gheddafi</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 17:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Tusciaweb]]></category>
		<category><![CDATA[beni]]></category>
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		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
		<category><![CDATA[sequestrati]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La Guardia di finanza avrebbe sequestrato beni per oltre 1,1 miliardi attribuiti a Muammar Gheddafi, il figlio Saif Al Islam e all'ex capo dei servizi segreti di Tripoli Abdallah Al Senussi.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2546" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2546" title="gheddafi_muammar_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/08/gheddafi_muammar_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Muammar Gheddafi</p></div>
<p>- <strong>La Guardia di finanza avrebbe sequestrato beni per oltre 1,1 miliardi attribuiti a Muammar Gheddafi, il figlio Saif Al Islam e all&#8217;ex capo dei servizi segreti di Tripoli Abdallah Al Senussi.</strong></p>
<p>Si tratterebbe di quote azionarie di alcune grandi società italiane, beni immobili e conti correnti. Tra questi Unicredit, Eni, Finmeccanica, Fiat auto, Fiat industrial, Juventus.</p>
<p>In più ci sarebbero 150 ettari di bosco a Pantelleria, due moto, un appartamento a Roma, e vari conti correnti.</p>
<p>“<strong>Tra i beni sequestrati  &#8211; si legge in una nota delle Fiamme gialle &#8211; figurano l&#8217;1,25% di Unicredit, lo 0,58% di Eni, il 2% di Finmeccanica, lo 0,33% di Fiat e lo 0,33% di Fiat Industrial.</strong></p>
<p>Gli asset risultano intestati alla Libyan investment authority (Lia), ma sono riconducibili alla famiglia Gheddafi, secondo quanto riferito dal tenente colonnello della Gdf Gavino Putzu.Sono state sequestrate anche partecipazioni azionarie nella Juventus, un immobile a Roma, 150 ettari di bosco all&#8217;isola di Pantelleria (Tp) e due moto, fra cui una Harley Davidson”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I beni confiscati alle mafie si usino per il sociale</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/10/i-beni-confiscati-alle-mafie-si-usino-per-il-sociale/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 14:43:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[beni]]></category>
		<category><![CDATA[confiscati]]></category>
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		<category><![CDATA[sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>"Non basta sottrarre il bene alle mafie, va valorizzato e messo a disposizione dei cittadini. Non va certo utilizzato, come accade, per favorire gli amici degli amici". L'intervento di Tonino D'Annibale.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-28720" title="regionelazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/regionelazio.jpeg" alt="" width="133" height="135" /></p>
<p>Riceviamo e pubblichiamo - Non basta sottrarre il bene alle mafie, va valorizzato e messo a disposizione dei cittadini. Non va certo utilizzato, come accade, per favorire gli amici degli amici. Solo così si dà il segnale forte che l?istituzione c?è e agisce con assoluta trasparenza, non abbassando la guardia davanti alla criminalità organizzata.</p>
<p>Oggi occupiamo simbolicamente oltre 40 ettari con due casali, proprietà riconducibile al cassiere Enrico Nicoletti su via Cassia e sottratto alla banda della Magliana.<strong>Il 17 ottobre il Comune di Roma ha dato un bene sequestrato alla mafia all?associazione ‘Podgora’ il cui residente è il consigliere comunale Giuseppe La Fortuna del Pdl.</strong></p>
<p>Un?’associazione che si occupa di distribuire nelle caserme bibite e snack attraverso distributori automatici. Non vorremmo che anche questo bene che visitiamo oggi, strappato alla criminalità organizzata e che da 10 anni aspetta una destinazione, fosse assegnato con una procedura altrettanto dubbia per favorire amici di amici.</p>
<p>Ci sono 14 terreni agricoli solo a Roma sottratti alle mafie che devono diventare fattorie sociali, centri di aggregazione e solidarietà, di inclusione attraverso il lavoro. <strong>Chiediamo il rispetto della legge 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie: i patrimoni e le ricchezze di provenienza illecita vanno assegnati a quei soggetti – associazioni, cooperative, Comuni, Province e Regioni – in grado di restituirli alla comunità attraverso la realizzazione di servizi, attività di promozione sociale e lavoro.</strong></p>
<p>Nella sola Provincia di Roma, tra immobili e aziende, i beni sottratti alla malavita organizzata sono 383, mentre nel Lazio sono ben 482.</p>
<p>Nel solo Comune di Roma il 33,3% dei beni non risulta essere utilizzato a fini sociali: un dato preoccupante se si pensa al valore economico degli immobili stessi, che ammonta ad oltre 4,7 milioni di euro per beni immobiliari attualmente vuoti e a 19,7 milioni di euro per quelli occupati abusivamente.<strong> Si tratta di ville, appartamenti, terreni, attività turistiche, alberghiere, commerciali, artigianali ed anche industriali: strutture che, se fossero utilizzate secondo le finalità di legge, consentirebbero di convertire beni e mezzi illegali in opportunità e prospettive sociali e lavorative, trasformando il ?bene confiscato? in un ?bene comune?. </strong>Ridistribuire questo immenso patrimonio a uso sociale significherebbe reinventarsi parte del welfare del Lazio, soprattutto nell?attuale situazione di crisi.</p>
<p>Per il pieno ed effettivo riutilizzo sociale dei beni confiscati il Gruppo Pd alla Regione Lazio vuole fare propria la piattaforma propositiva di ?Libera?.</p>
<p><strong>Proponiamo l?istituzione di un registro pubblico dei beni confiscati alle mafie nel Lazio; la definizione dei bandi pubblici per l?assegnazione di beni confiscati e destinati; l?istituzione di uffici per la gestione dei beni confiscati sia nelle Province che nei Comuni prevedendo nella Capitale il coinvolgimento attivo dei Municipi interessati; lo stanziamento di risorse per la ristrutturazione dei beni e il sostegno alle attività sociali di gestione aprendo anche tavoli di concertazione con il sistema creditizio coinvolto.</strong>Solo con la massima trasparenza potremo garantire che l?assegnazione dei beni mafiosi sia destinata alla collettività e al bene comune?.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Tonino D’Annibale</strong><br />
Vicepresidente delle Politiche sociali alla Regione Lazio</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Agricoltura, audizione su dismissione beni Arsial</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/06/agricoltura-audizione-su-dismissione-beni-arsial/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 17:41:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[12 Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[arsial]]></category>
		<category><![CDATA[audizione]]></category>
		<category><![CDATA[beni]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio regionale lazio]]></category>
		<category><![CDATA[dismissione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>- ”E’ opportuno chiedere, nel breve periodo, una seduta congiunta delle commissioni Agricoltura e Bilancio. Questo non solo per risolvere le problematiche generate dall’emergenza kiwi, ma per suggerire che i fondi ricavati dalle dismissioni dei &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_28720" class="wp-caption alignleft" style="width: 143px"><img class="size-full wp-image-28720" title="regionelazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/regionelazio.jpeg" alt="&lt;/p&gt; " width="133" height="135" /><p class="wp-caption-text">  </p></div>
<p><span>- ”E’ opportuno chiedere, nel breve periodo, una seduta congiunta delle commissioni Agricoltura e Bilancio. Questo non solo per risolvere le problematiche generate dall’emergenza kiwi, ma per suggerire che i fondi ricavati dalle dismissioni dei beni tornino all’Arsial e, comunque, siano reinvestiti per l’agricoltura”. E’ questa la conclusione che il presidente della commissione Agricoltura, Francesco Battistoni (Pdl), ha tratto al termine dell’audizione con il commissario Arsial, Erder Mazzocchi, e i rappresentanti delle organizzazioni agricole del Lazio.</p>
<p><strong>Durante la seduta, dedicata alle dismissioni dei beni dell’agenzia regionale, era infatti emerso tra gli argomenti più discussi quello della norma della Finanziaria regionale 2011 che destina i ricavi delle cessioni al bilancio regionale anziché all’Arsial. Una norma contestata dagli esponenti dell’opposizione Giuseppe Parroncini (Pd), Mario Perilli (Pd), Ivano Peduzzi (Fds) e sgradita alle organizzazioni agricole presenti.</strong></p>
<p>L’audizione era stata convocata su richiesta del consigliere Angelo Bonelli (Verdi), che ha chiesto un elenco delle dismissioni effettuate a partire dal 2009 e, in particolare, invocato trasparenza a proposito della concessione e successiva vendita della tenuta di Capocotta nonché sulla concessione di quella di Malborghetto. Argomento sul quale Bonelli ha presentato nel 2010 un’interrogazione, analogamente a quanto in precedenza fatto da Parroncini. L’esponente dei Verdi ha comunicato di aver presentato in proposito un esposto alla procura della Repubblica.</p>
<p><strong>Peduzzi ha invece chiesto che venga esaminata quanto prima la sua proposta di legge di riordino dell’Arsial e ha dichiarato che se ciò non avvenisse nei termini previsti dal regolamento, ne chiederà la discussione direttamente in aula. Il consigliere della Federazione della Sinistra ha chiesto una procedura pubblica per l’assegnazione dei terreni abbandonati per sviluppare una nuova generazione di agricoltura. Parroncini ha detto poi che l’Arsial non deve gestire il patrimonio, che invece deve essere dato ai coltivatori, alle cooperative e ai consorzi.</strong></p>
<p>Quanto alle cessioni ha invitato a riprenderle, anche perché senza la proprietà dei beni è impossibile per gli agricoltori accedere agli aiuti del Psr. Situazione problematica, quella delle cessioni rimaste a metà strada, che è stata sollevata dallo stesso presidente Battistoni. Perilli, nel sollecitare le commissioni congiunte Agricoltura e Bilancio sulla destinazione dei fondi Arsial, ha ricordato anche la necessità di chiarire la sorte dei beni che rappresentano per l’agenzia solo un costo come scuole, strade, piazze e case.</p>
<p>Presente all’audizione il consigliere Roberto Buonasorte (la Destra). Erano state invitate le organizzazioni agricole Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confcooperative-Fedagri, Copagri-Lega Coop e Agci Confimpresa.</p>
<p></span></p>
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