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	<title>Corriere2000 &#187; big bang</title>
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		<title>Al Cern un big bang in miniatura</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 15:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[10 Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze e tecnologie]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Un Big bang in miniatura. Sarà riprodotto dai fisici del Cern nell&#8217;Lhc, l più grande acceleratore di particelle mai costruito dall&#8217;uomo che corre a 100 metri di profondità sotto il confine franco-svizzero alle porte di &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un Big bang in miniatura. Sarà riprodotto dai fisici del Cern nell&#8217;Lhc, l più grande acceleratore di particelle mai costruito dall&#8217;uomo che corre a 100 metri di profondità sotto il confine franco-svizzero alle porte di Ginevra.</p>
<p>I due raggi di protoni ad altissima velocità che giravano da alcune settimane nell&#8217;anello di 27 chilometri e mantenuto a &#8211; 271°C sono stati fatti finalmente scontrare all&#8217;energia record di 7 TeV (trilioni di elettron Volt), in un evento mai osservato prima in nessun laboratorio.</p>
<p><strong>Il record è arrivato dopo una mattinata piena di nervosismo per i due primi tentativi di collisioni tra i fasci andati a vuoto, prima per un salto di corrente, poi per l&#8217;attivazione del nuovo sistema di sicurezza. Alle 13.06 i due fasci di protoni sparati ognuno a 3,5 TeV si sono finalmente scontrati producendo una serie inedita di prodotti di collisione, dei veri e propri &#8220;fuochi artifciali&#8221; che hanno lasciato a bocca aperta i ricercatori.</strong></p>
<p>&#8220;Quando abbiamo visto le prime collisioni &#8211; spiega Fabiola Gianotti, responsabile dell&#8217;esperimento Atlas, uno dei quattro rivelatori collocati lungo l&#8217;anello di Lhc &#8211; è stato immediatamente chiaro che ci stavamo confrontando con livelli di energia mai visti prima&#8221;.</p>
<p>Lhc, la cui costruzione è stata avviata nel 1991 ed è costato oltre otto miliardi di euro, con l&#8217;esperimento di oggi ha suprarto di oltre tre volte la potenza del Tevatron, l&#8217;acceleratore statunitense che raggiunge appena i 2 TeV.</p>
<p><strong>Il compito dei fisici, che con questi esperimenti mirano a riprodurre le prime fasi dell&#8217;Universo e ad aprire le porte a una nuova fisica, va detto subito che non era semplice. &#8220;A queste energie &#8211; spiega Steve Myers, direttore degli acceleratori e della tecnologia del Cern &#8211; allineare due fasci di protoni è come far scontrare due aghi sparandoli dalle sponde opposte dell&#8217;Altantico&#8221;.</strong></p>
<p>Nelle prossime settimane sono attesi i primi dati che potrebbero portare alla scoperta di nuove particelle, ma intanto è già scongiurato il tanto mediatizzato pericolo di buchi neri. Secondo i ricercatori dell&#8217;Accademia delle scienze russa, del Cern e dell&#8217;Università della California che hanno esaminato la questione, dei buchi neri sarebbero effetivamente possibili, ma certamente talmente piccoli e poco potenti da non presentare alcun rischio né per i ricercatori, né per il territorio circostante.</p>
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