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	<title>Corriere2000 &#187; borsellino</title>
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		<title>“Democrazia e memoria unici antidoti contro le mafie”</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 15:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lazio]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>“Essere è ricordare. Ricordare chi si è battuto contro la criminalità organizzata ed è morto per difendere i valori della legalità e della democrazia. Ricordare l’esempio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino".</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>- “Essere è ricordare. Ricordare chi si è battuto contro la criminalità organizzata ed è morto per difendere i valori della legalità e della democrazia. Ricordare l’esempio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, degli uomini della scorta, delle forze dell’ordine, degli uomini e delle donne delle istituzioni e dei singoli cittadini che ogni giorno si battono per la giustizia e il rispetto della Costituzione. Ricordarlo con forza, oggi, a distanza di 21 anni dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio.</p>
<p>Essere è ricordare, per lavorare sempre e quotidianamente ad un mondo libero dalle mafie e consegnare alle nuove generazioni una società migliore di come l’abbiamo trovata”. A dichiararlo è Baldassarre Favara, presidente della Commissione regionale sicurezza e legalità e consigliere della Lista per il Lazio intervenuto oggi, in rappresentanza del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, alla manifestazione “Lazio Sicuro” organizzata dalla Regione e dalla Prefettura di Viterbo e svoltasi questa mattina presso la Sala Conferenze di Santa Maria in Gradi dell’Università degli Studi della Tuscia. All’iniziativa hanno preso parte tutte le scuole superiori di Viterbo presentando lavori incentrati sui temi della sicurezza e della legalità. Studenti ai quali è stato consegnato un attestato di partecipazione dal presidente Favara e dal Prefetto Antonella Scolamiero. Presenti in sala anche i rappresentanti delle Forze dell’ordine.</p>
<p>“I ragazzi – prosegue Favara – hanno dimostrato piena consapevolezza dei fattori più importanti che caratterizzano gli aspetti della prevenzione contro il crimine, così come delle diverse criticità che attraversano la nostra società, proponendo una visione delle problematiche legate al tema della sicurezza che dimostra maturità e capacità analitiche elevate. Una splendida giornata che vede anche numerose scuole della nostra Regione, tra cui alcune della provincia di Viterbo, prendere parte alla “Nave della legalità”, simbolo vivente della lotta alla mafia e del ricordo dei giudici Falcone e Borsellino”</p>
<p>“Ventuno anni fa – ha detto il capogruppo regionale della Lista per il Lazio, Riccardo Valentini – con la morte di Falcone e Borsellino e degli uomini e donne delle scorte, il Paese ha attraversato uno dei momenti più drammatici e bui della sua storia. Una fase che siamo riusciti a superare grazie all’impegno e alla partecipazione dei cittadini. Grazie all’esempio rappresentato da tante persone che dalle istituzioni e dalla società civile hanno saputo reagire con grande coraggio tenendo vivi e in alto i valori della democrazia, vero antidoto contro ogni forma di illegalità e criminalità organizzata. Sono orgoglioso – ha concluso Valentini – della presenza di Favara e della Regione Lazio al fianco degli studenti viterbesi. Orgoglioso perché è dalle scuole, dallo studio, dalle Università e da tutti i loro insegnanti e docenti che deve partire il messaggio che nel nostro Paese e sui nostri territori mafie e illegalità non avranno mai diritto di cittadinanza”.</p>
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		<title>Minuto di silenzio per Borsellino e agenti della scorta</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jul 2012 11:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lazio]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mario Abbruzzese, nel corso della seduta odierna ha osservato un minuto di silenzio in memoria del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta, uccisi a Palermo il 19 luglio del 1992.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-28720" title="regionelazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/regionelazio.jpeg" alt="" width="133" height="135" />- Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mario Abbruzzese, nel corso della seduta odierna ha osservato un minuto di silenzio in memoria del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta, uccisi a Palermo il 19 luglio del 1992.</p>
<p>“Credo che il 19 luglio, occasione del ventesimo anniversario dell’attentato di via D’Amelio – ha detto il presidente Abbruzzese –<strong> sia una data emblematica per la nostra Repubblica e per questo sono convinto sia un vero e proprio dovere civico fermarsi e ricordare.</strong></p>
<p>Mi auguro dunque che il ricordo non si esaurisca nella semplicistica retorica della commemorazione, ma che si rigeneri e diventi parte di un vissuto collettivo dei nostri giovani, in una sorta di liturgia della legalità che tanto farebbe bene al nostro Paese”.</p>
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		<title>Chissà se qualcuno troverà mai l&#8217;agenda rossa&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 15:44:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[agenda rossa]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[de nardo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ricordo bene il 19 luglio di diciotto anni fa.</p>
<p>Da appena un mese vivevo a Viterbo, dove ero arrivato appena pochi giorni dopo la strage di Capaci. Mentre saltavano in aria Falcone e Borsellino finiva &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4520" class="wp-caption alignleft" style="width: 236px"><img class="size-medium wp-image-4520" title="de_nardo_valerio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/de_nardo_valerio-226x300.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="226" height="300" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Ricordo bene il 19 luglio di diciotto anni fa.</p>
<p>Da appena un mese vivevo a Viterbo, dove ero arrivato appena pochi giorni dopo la strage di Capaci. Mentre saltavano in aria Falcone e Borsellino finiva di disfarsi quello che era stato l&#8217;impero sovietico e la Jugoslavia si dissolveva tra guerre e orrori di là dall&#8217;Adriatico.</p>
<p><strong>Faceva caldo quella domenica di luglio, com&#8217;è naturale che sia. La notizia della bomba di via D&#8217;Amelio mi lasciò in uno stato di stupore atterrito. Ma a leggere quanto sta emergendo negli ultimi mesi circa i legami di Cosa Nostra con settori politici e istituzionali, fino alla presenza di uomini dei servizi di sicurezza nell&#8217;organizzazione degli attentati, rimango, se possibile, ancora più stupito e atterrito.</strong></p>
<p>In quel 1992 iniziò Tangentopoli e Bettino Craxi provò a minimizzare quanto accadeva dando del &#8220;mariuolo&#8221; a Mario Chiesa, il presidente del Pio Albergo Trivulzio beccato con la tangente dalla quale discese la valanga di mani pulite.</p>
<p>Oggi Berlusconi definisce &#8220;quattro sfigati in pensione&#8221; i residui di P2, i magistrati, gli uomini politici coinvolti nell&#8217;inchiesta romana che sta scuotendo i palazzi del potere. Ci sarà un parallelo?</p>
<p><strong>In questi giorni mi chiedo che cosa potrà scrivere uno storico del 2050 sull&#8217;ultimo ventennio della nostra storia, in cui poteri finanziari, economici, mediatici, istituzionali e politici si sono avviluppati con i poteri criminali, le logge coperte, le piccole e le grandi mafie.</strong></p>
<p>Pare proprio che la caduta del muro di Berlino e la fine della prima Repubblica abbiano lasciato campo libero ai predatori, rivelatisi capaci non soltanto di appropriarsi dei beni pubblici, ma di contagiare gran parte della società con le loro visioni ed i loro metodi.</p>
<p>Intanto uomini ai vertici della polizia di Stato e dei servizi di sicurezza vengono condannati per i fatti di Genova del 2001 (il 20 luglio moriva Carlo Giuliani) e il comandante del Ros dei carabinieri viene condannato addirittura a 14 anni di carcere. Ma in che Paese viviamo?</p>
<p><strong>Certo è un gioco banale quello di immedesimarsi in uno storico del futuro. Ma se mettessimo in fila la cronaca di questi ultimi anni, mesi, fino a quella degli ultimi giorni e se ponessimo un certo distacco nel valutarla, allora forse la leggeremmo per quel che è: il tramonto triste e cupo di un ciclo storico della nostra nazione.<br />
</strong></p>
<p>Più che il destino di un gruppo di potere, però, qual che mi preoccupa è la narcosi della società italiana: stanca, provata, silenziosa, incapace di reagire. E&#8217; curioso e preoccupante avere sentito più di una persona paragonare la nostra condizione a quella di una fuga da un edificio che crolla, mentre si cerca di scansarne le macerie.<br />
Forse al nord qualcuno vuole che accada proprio questo, per agganciare la Baviera e mollare il Mezzogiorno, mentre nel frattempo la ‘ndrangheta si è comodamente insediata nelle province lombarde. Chissà se il nostro storico della metà del XXI secolo scriverà anche questo capitolo&#8230;</p>
<p>Celebrare il ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino oggi può essere dunque un modo per celebrare l&#8217;unità nazionale sulla base della legalità e dell&#8217;impegno civile.</p>
<p><strong>Non sono fiction come la Piovra a screditare l&#8217;Italia, ma i personaggi in carne e ossa come i Tano Cariddi, che le sentenze hanno individuato. Non sono i Roberto Saviano a fare del male alla nostra nazione, ma il verminaio campano fatto di legami camorristici e dossieraggi tra colleghi di partito.</strong></p>
<p>Sicuramente lo storico del 2050 ricostruirà la sfilza di leggi fatte su misura per bloccare ogni potere che si opponesse alla deriva autocratica che stiamo vivendo. Chissà se riuscirò a leggere quel che scriverà o se ci saranno ancora i programmi di Rai Storia a rendere plasticamente, con la forza di immagini e parole e con nuda sequenza dei fatti quanto sta accadendo qui, oggi, sotto i nostri occhi.<br />
Chissà se qualcuno ritroverà mai l&#8217;agenda rossa di Paolo Borsellino&#8230;</p>
<p><strong>Valerio De Nardo</strong></p>
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		<title>&#8220;Per onorarlo si segua il suo esempio&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 09:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>All&#8217;indomani della marcia delle &#8220;Agende rosse&#8221;, alla quale hanno preso parte poco meno di cento persone, l&#8217;associazione &#8220;19 luglio&#8221; ha organizzato un presidio nel luogo dell&#8217;eccidio.</p>
<p>Sempre in mattinata, il presidente del Senato Renato Schifani &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-21490" title="borsellino_paolo_c20001" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/07/borsellino_paolo_c20001.jpg" alt="&lt;br /&gt;" width="300" height="130" /></p>
<p>All&#8217;indomani della marcia delle &#8220;Agende rosse&#8221;, alla quale hanno preso parte poco meno di cento persone, l&#8217;associazione &#8220;19 luglio&#8221; ha organizzato un presidio nel luogo dell&#8217;eccidio.</p>
<p>Sempre in mattinata, il presidente del Senato Renato Schifani ha reso omaggio alla memoria di Borsellino e dei cinque agenti di scorta assassinati visitando la caserma Lungaro di Palermo.</p>
<p><strong>Il capo del Senato ha deposto una corona di fiori all&#8217;interno del reparto scorte della caserma palermitana. &#8220;Il modo migliore per onorare Paolo Borsellino e quanti hanno sacrificato la vita per la difesa dello Stato è seguire ogni giorno il loro esempio&#8221; ha scritto il presidente del Senato nel messaggio inviato alla vedova del giudice Paolo Borsellino, signora Agnese.</strong></p>
<p>Palermo sta celebrando la ricorrenza con una serie di eventi, celebrazioni ancora più significative dopo il danneggiamento di sabato, in via Libertà, delle statue in gesso di Falcone e Borsellino poste proprio in occasione di questo anniversario. Alle 16.55, ora della strage, l&#8217;associazione &#8220;19 luglio&#8221; ha organizzato un minuto di silenzio, sempre in via D&#8217;Amelio.</p>
<p><strong>Quindi, due cortei attraverseranno la città. Uno, cui hanno aderito dodici associazioni nazionali e cittadine, tra le quali anche Libera, partirà alle 18 e arriverà all&#8217;albero Falcone, altro luogo simbolo di Palermo.</strong></p>
<p>Al corteo dovrebbe prendere parte l&#8217;esponente di Italia dei Valori Antonio Di Pietro. Alle 20,30, invece, Giovane Italia ha organizzato una fiaccolata, cui parteciperanno il presidente della Camera Gianfranco Fini, Maurizio Gasparri e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. A Palermo non ci sarà invece nessun esponente del governo.</p>
<p>Il ministro della Giustizia Angelino Alfano farà celebrare alle 18 una messa in suffragio, al ministero, per ricordare Paolo Borsellino.</p>
<p>L&#8217;assenza del Guardasigilli a Palermo non è piaciuta all&#8217;Italia dei Valori. &#8220;<strong>L&#8217;inattesa comunicazione dell&#8217;assenza del tutto immotivata del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che domani non parteciperà alle celebrazioni per il 18simo anniversario della strage di via D&#8217;Amelio, è una gravissima mancanza di rispetto per il suo ruolo istituzionale, per le vittime e per i parenti&#8221; ha scritto in una nota il portavoce Idv, Leoluca Orlando.</strong></p>
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		<title>&#8220;Falcone e Borsellino simboli dello Stato&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 10:21:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[mariastella gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[stato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Le figure di Falcone e Borsellino sono simboli dello Stato, di democrazia e di senso del dovere&#8221;.</p>
<p><strong>Lo ha detto il ministro dell&#8217;Istruzione, Mariastella Gelmini, intervenendo a Palermo alle commemorazioni per la strage di Capaci.</strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2894" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2894" title="gelmini_mariastella_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/08/gelmini_mariastella_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt; Mariastella Gelmini&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> Mariastella Gelmini</p></div>
<p>&#8220;Le figure di Falcone e Borsellino sono simboli dello Stato, di democrazia e di senso del dovere&#8221;.</p>
<p><strong>Lo ha detto il ministro dell&#8217;Istruzione, Mariastella Gelmini, intervenendo a Palermo alle commemorazioni per la strage di Capaci.</strong></p>
<p>&#8220;Questa è la terza volta che vengo a Palermo da ministro per ricordare Falcone &#8211; ha detto &#8211; il 23 maggio è ormai la data del simbolo dell&#8217;impegno della scuola per la legalità. E&#8217; una giornata importante&#8221;.</p>
<p>Parlando del &#8216;progetto scuola&#8217;, la Gelmini ha ribadito che &#8220;ci dice che siamo nella giusta direzione per la battaglia contro la mafia. La scuola ha un compito ben preciso, quello di avviare il passaggio di consegne tra le generazioni&#8221;.</p>
<p><strong>E rivolgendosi direttamente agli oltre duemila studenti presenti al bunker, ha detto: &#8220;Voi siete i protagonisti, coltivate il senso delle istituzioni. La criminalità si nutre di paura e voi con i valori che avete coltivato siete un ostacolo forte alla criminalità organizzata&#8221;.</strong></p>
<p>E ancora: &#8220;C&#8217;e&#8217; una linea di continuità da Falcone e Borsellino fino ad oggi e noi forniremo tutte le armi della cultura per sconfiggere la mafia&#8221;.</p>
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