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	<title>Corriere2000 &#187; donne</title>
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		<title>Approvata la legge contro la violenza sulle donne</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Mar 2014 14:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><strong>Roma</strong> – Il consiglio regionale del Lazio approva legge contro la violenza sulle donne. Stanziato un milione di euro. La regione potrà costituirsi parte civile nei processi. Immobili regionali potranno essere dati in uso a &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_34106" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-34106" title="Regione Lazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/01/regione.jpeg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">La Regione Lazio</p></div>
<p><strong>Roma</strong> – Il consiglio regionale del Lazio approva legge contro la violenza sulle donne. Stanziato un milione di euro. La regione potrà costituirsi parte civile nei processi. Immobili regionali potranno essere dati in uso a centri antiviolenza, case rifugio e di semiautonomia.</p>
<p>Via libera a maggioranza, dal Consiglio regionale del Lazio presieduto dal vicepresidente Massimiliano Valeriani (Pd), alla legge di ‘Riordino delle disposizioni per contrastare la violenza contro le donne in quanto basata sul genere e per la promozione di una cultura del rispetto dei diritti umani fondamentali e delle differenze tra uomo e donna’. Primo firmatario della proposta, sottoposta a diverse modifiche da parte dell’Aula, il consigliere Simone Lupi (Pd). Alla votazione 28 i favorevoli, 6 contrari e un astenuto. Ai lavori ha partecipato l’assessore alle Politiche sociali e sport Rita Visini.</p>
<p>La normativa approvata questa sera prevede il potenziamento dei servizi per le donne vittime di violenza – attraverso una presenza omogenea delle strutture in tutto il territorio regionale e l’introduzione di nuove forme di sostegno – la creazione di una cabina di regia, con compiti di coordinamento e l’istituzione di un osservatorio regionale per il monitoraggio e l’analisi dei dati. La Regione potrà individuare, nell’ambito del proprio patrimonio, immobili da dare in comodato d’uso a centri antiviolenza, case rifugio e case di semiautonomia e avrà, grazie a questa legge, la facoltà di costituirsi parte civile nei processi per reati di violenza su donne o minori.</p>
<p>Istituito un apposito Fondo, con una dotazione di un milione di euro, e previsto che le misure da mettere in atto per la prevenzione e il contrasto alla violenza siano definite dalla Giunta attraverso un piano triennale. Tra gli interventi enunciati: la promozione di campagne di sensibilizzazione, progetti con le scuole e percorsi formativi per operatori; oltre al sostegno di azioni per il potenziamento della sicurezza diurna e notturna di luoghi pubblici “a rischio di violenza”.</p>
<p>Nell’annunciare il proprio voto favorevole Francesco Storace (La Destra Storace verso AN) ha sottolineato il lavoro fatto dal Consiglio. “Oggi esce una legge migliore di quella entrata in Aula perché vengono cancellate molte ambiguità” ha dichiarato. Dello stesso parere Giancarlo Righini (Fratelli d’Italia): “Gli emendamenti ci hanno consentito di poter intervenire per migliorare il provvedimento. Speriamo che attraverso questa legge si possa costruire una nuova sensibilità”. Favorevole pure il voto di Pietro Sbardella (Gruppo Misto), il quale ha però osservato che probabilmente ci si sarebbe potuti limitare a modificare la legge esistente e sarebbe stato preferibile affrontare separatamente l’aspetto dell’Osservatorio.</p>
<p>“La discussione di questi giorni ha prodotto il suo frutto – ha invece affermato Marta Bonafoni, esprimendo il voto favorevole del gruppo Per il Lazio – le ambiguità inizialmente evidenziate sono state tutte tolte. Ci apprestiamo a votare una legge che interviene sulla violenza contro le donne e che semplifica la normativa in materia, inglobando i testi esistenti e accogliendo i principi sanciti dalla Convezione di Istanbul”. Voto favorevole anche da parte di Simone Lupi (Pd): “Dal dibattito esce una legge che non interviene solo sull’emergenza ma propone una serie di strumenti e interventi che portano a intervenire su un vero e proprio cambiamento culturale”.</p>
<p>Voto contrario enunciato, invece, da Gianluca Perilli (M5S), perché, pur condividendo l’importanza del tema, “si è arrivati a un legge completamente diversa rispetto al lavoro fatto in commissione: il tema è stato svuotato di significato, le finalità sono venute a mancare e l’impianto è stato stravolto” . Voto contrario anche da parte di Fabrizio Santori (Gruppo Misto), che si è mostrato critico in particolare rispetto alla previsione delle due nuove strutture (Osservatorio e Cabina) e per il mancato coinvolgimento nella legge delle forze dell’ordine.</p>
<p>Olimpia Tarzia (Lista Storace), infine, ha annunciato di volersi astenere, pur apprezzando il lavoro di modifica del testo fatto dall’Aula e, in particolare l’accoglimento dei suoi emendamenti, volti a eliminare dal testo il tema del genere e l’attribuzione degli atti violenti solo agli uomini, oltre a quelli tesi ad allargare il coinvolgimento a tutte le associazioni che possono dare il loro contributo.</p>
<p>Accolti, nel corso della lunga seduta di oggi, oltre 40 tra emendamenti e subemendamenti, presentati dalla Giunta e dai consiglieri Tarzia, Storace, Perilli, Gaia Pernarella (M5S), Eugenio Patanè (Pd), Bonafoni, Cristian Carrara (Per il Lazio) e Piero Petrassi (Centro Democratico).</p>
<p>Respinto, a conclusione dei lavori, l’atto di indirizzo presentato dai consiglieri del Movimento 5 Stelle Pernarella, Perilli, Devid Porrello, Valentina Corrado e Silvana Denicolò, con cui si chiedeva “l’estensione delle disposizioni per contrastare la violenza di genere sulle donne anche nei confronti di LGBT” (Lesbiche, gay, bisessuali, transessuali). Approvato, invece, un ordine del giorno a firma Santori intitolato “Tutela della donna nel matrimonio tradizionale e tutela della libertà d’espressione a fronte della proposta di legge nazionale contro l’omofobia e la transfobia”. Respinti, infine, altri due  atti di indirizzo, proposti sempre da Santori, per l’aumento delle pene per le violenze sulle donne e sulla costituzione di un “pink pool”, un nucleo operativo della polizia di Roma Capitale dedicato alle donne.</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa prevede la legge</strong></p>
<p>Legge “Riordino delle disposizioni per contrastare la violenza contro le donne in quanto basata sul genere e per la promozione di una cultura del rispetto dei diritti umani fondamentali e delle differenze tra uomo e donna”.</p>
<p>Potenziare il sistema dei servizi a sostegno delle donne vittime di violenza; avviare un percorso di conoscenza e analisi del fenomeno attraverso l’istituzione di un Osservatorio regionale; coordinare tutti i soggetti (istituzionali e non) che operano nel settore attraverso una cabina di regia e la predisposizione di un Piano triennale di interventi; promuovere campagne di sensibilizzazione, progetti all’interno delle scuole, percorsi formativi per operatori. Il tutto attraverso l’istituzione di un apposito Fondo, con una dotazione di un milione di euro.</p>
<p>Questi, in estrema sintesi, gli elementi che caratterizzano la legge votata dall’Aula della Pisana. Prevista anche la facoltà, per la Regione, di costituirsi parte civile nei processi relativi a reati di violenza su donne o minori, destinando le somme percepite a titolo di risarcimento al perseguimento delle finalità della legge.</p>
<p><strong>Potenziamento e diversificazione dei servizi</strong></p>
<p>Oltre a potenziare la presenza di centri antiviolenza e case rifugio (strutture di primo livello, destinate ad accogliere donne che hanno subito violenza) su tutto il territorio regionale e a rafforzare le reti locali, si introducono nuove tipologie di servizi:</p>
<p>• case di semiautonomia (strutture di secondo livello, per donne che non si trovano in pericolo immediato o non hanno raggiunto piena autonomia al momento della dimissione dal centro);</p>
<p>• interventi volti a sostenere l’autonomia economica e psicologica delle vittime ai fini dell’inserimento lavorativo, anche attraverso forme di sostegno a iniziative imprenditoriali;</p>
<p>• percorsi specifici per agevolare i figli delle vittime di violenza nel diritto allo studio.</p>
<p>Una volta entrata in vigore la legge, inoltre, la Regione potrà individuare, nell’ambito del proprio patrimonio, immobili da concedere in comodato d’uso a centri antiviolenza, case rifugio e case di semiautonomia. Si sostengono, infine, azioni di potenziamento della sicurezza diurna e notturna di luoghi pubblici “a rischio di violenza” attraverso sistemi di illuminazione e impiego di nuove tecnologie.</p>
<p><strong>Conoscenza e analisi del fenomeno</strong></p>
<p>Viene istituito, presso l’assessorato competente in materia, l’Osservatorio regionale sulle pari opportunità e la violenza sulle donne. Alla struttura viene attribuito il compito di provvedere alla rilevazione, all’analisi e al monitoraggio dei dati; svolgere indagini, studi e ricerche; elaborare proposte e progetti; promuovere la diffusione della cultura delle pari opportunità, del rispetto, della libertà e della dignità della donna.</p>
<p><strong>Coordinamento degli interventi</strong></p>
<p>Viene istituita, presso la presidenza della Giunta regionale, la Cabina di regia per la prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne. L’organismo si occuperà, in particolare, di coordinare gli interventi e le misure di prevenzione e contrasto alla violenza e di promuovere l’attivazione di una rete regionale antiviolenza di cui fanno parte istituzioni, enti pubblici e privati, reti locali e associazioni del settore.</p>
<p>Sulla base delle proposte formulate dalla Cabina di regia e dei dati forniti dall’Osservatorio la Giunta adotterà il Piano triennale attuativo degli interventi e delle misure per contrastare la violenza sulle donne, in cui verranno fissati gli obiettivi da perseguire, individuati gli interventi da realizzare e ripartite le risorse.</p>
<p>Promozione di campagne di sensibilizzazione, progetti per le scuole, percorsi formativi per operatori, programmi per recupero delle “persone maltrattanti”</p>
<p>Si prevede la promozione di campagne di sensibilizzazione; campagne informative e percorsi formativi nel settore della comunicazione, dei media e dei new media; progetti all’interno delle scuole, anche rivolti a docenti e genitori.</p>
<p>Ancora, si sostiene la formazione per operatori pubblici e del privato sociale e si promuove la formazione di agenti delle forze dell’ordine e di operatori sanitari del pronto soccorso. Promossi infine “programmi, anche all’interno delle carceri, per il recupero delle persone maltrattanti su indicazione degli organi giudiziari e/o dei servizi sociali competenti e a favore di coloro che li richiedano”.</p>
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		<title>In consiglio più donne e più giovani</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Mar 2013 09:40:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Regione Lazio]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Rispetto alla precedente legislatura, il nuovo Consiglio regionale del Lazio passa da 70 a 50 consiglieri (più il presidente della Regione Nicola Zingaretti), con un aumento percentuale della rappresentanza femminile e una riduzione dell’età media.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_34106" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-34106" title="Regione Lazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/01/regione.jpeg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">La Regione Lazio</p></div>
<p>- Rispetto alla precedente legislatura, il nuovo Consiglio regionale del Lazio passa da 70 a 50 consiglieri (più il presidente della Regione Nicola Zingaretti), con un aumento percentuale della rappresentanza femminile e una riduzione dell’età media.</p>
<p>Dei 51 consiglieri appena eletti alla Pisana, infatti, dieci sono donne (19,60% contro il 14,86% del precedente insediamento): cinque provenienti dal listino regionale del presidente e cinque elette nelle liste provinciali. Le prime 5 sono Cristiana Avenali, Daniela Bianchi, Marta Bonafoni, Rosa Giancola e Maria Teresa Petrangolini. Tra le cinque elette, invece, quattro sono del Movimento 5 stelle: Valentina Corrado (Roma), Silvana Denicolò (Roma), Gaia Pernarella (Latina) e Silvia Blasi (Viterbo). La quinta è Olimpia Tarzia, eletta con la Lista Storace nella circoscrizione di Roma.</p>
<p>L’età media dei consiglieri è di 45 anni e mezzo, inferiore ai 49 anni dell’inizio della precedente legislatura. Oscar Tortosa (Psi) è il più anziano con 72 anni, mentre Valentina Corrado (M5s) è la più giovane con 27 anni.</p>
<p>Quarantacinque consiglieri sono alla loro prima esperienza in Consiglio regionale, pari all’88,23% del totale, ben oltre il 56,76% della scorsa volta. Sei sono invece quelli che hanno alle spalle almeno un’altra legislatura. Francesco Storace (La Destra) e Olimpia Tarzia (Lista Storace) ne hanno già due (2000-2005 e 2010-2013), gli altri quattro consiglieri ne hanno una: Mario Abbruzzese (Pdl), ex presidente del Consiglio regionale, e Pietro Sbardella (Bongiorno presidente – Udc) sono stati rieletti da consiglieri uscenti; Pietro Di Paolantonio (Pdl) è stato consigliere già nell’VIII legislatura (2005-2010) ma in quella appena conclusa è stato assessore esterno nella Giunta di Renata Polverini; Fabio Bellini del Pd, infine, torna alla Pisana dopo 13 anni, essendo già stato consigliere nella VI legislatura (1995-2000).</p>
<p>Più della metà dei consiglieri (30) è nata nella provincia di Roma, di cui 24 nella Capitale. Seguono le province di Latina e Frosinone, con quattro nativi ciascuna, Viterbo (3) e Rieti (1). Otto neo consiglieri sono nati fuori dal Lazio e uno, Gian Paolo Manzella (Listino Zingaretti) è nato all’estero, a Barcellona.</p>
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		<title>“Donne, elezioni opportunità straordinaria”</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jan 2013 16:10:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Regione Lazio]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>"L’imminente appuntamento con le elezioni regionali è un’opportunità straordinaria per passare dalle parole ai fatti e rendere finalmente praticabile quella parità di rappresentanza sempre più spesso richiamata e invocata". Così Donatina Persichetti.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-28720" title="regionelazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/regionelazio.jpeg" alt="" width="133" height="135" />- “L’imminente appuntamento con le elezioni regionali è un’opportunità straordinaria per passare dalle parole ai fatti e rendere finalmente praticabile quella parità di rappresentanza sempre più spesso richiamata e invocata ma, ad oggi, ancora troppo poco realizzata.</p>
<p>Le elette e gli eletti al prossimo Consiglio regionale dovranno assumersi la responsabilità di tradurre la manifestata volontà popolare delle primarie emanando una nuova legge elettorale che dovrà dare la possibilità agli elettori ed elettrici di poter scegliere i propri rappresentanti nelle istituzioni apponendo due preferenze: una per la donna e l’altra per l’uomo”.</p>
<p>E’ quanto dichiara in una nota la presidente della Consulta femminile per le pari opportunità del Lazio, Donatina Persichetti.</p>
<p><strong>“Lo straordinario risultato ottenuto con le primarie nazionali indette dal centrosinistra, hanno certificato la netta volontà delle elettrici e degli elettori a dare spazio e fiducia alle rappresentanti femminili. I partiti politici, che ora si apprestano a presentare le liste dei candidati per il Consiglio regionale, raccolgano la richiesta di cambiamento e scommettano sulle competenze femminili e sui giovani.</strong></p>
<p>Scelgano di dare rilancio e competitività ad una regione che oggi vede con preoccupazione crescere le disuguaglianze e una soglia di sofferenza sociale oltre il tollerabile. Riteniamo fondamentale – sottolinea Persichetti – intervenire su strumenti e meccanismi nuovi, superando le barriere che, attualmente, non solo impediscono alle candidate donne di poter parimenti concorrere alle competizioni elettorali ma, di fatto, assicurano un vantaggio perpetuo a chi un vantaggio già lo detiene.</p>
<p>Con particolare riguardo alla Regione Lazio – spiega la presidente – questo significa non affidare al solo listino la salvaguardia di candidature femminili, che fino ad oggi si è dimostrato l’unico strumento utile per l’accesso delle donne al Consiglio, ma è necessario fare un salto culturale di qualità approvando la legge sulla doppia preferenza – peraltro già presentata da alcuni consiglieri dell’attuale assemblea legislativa -, dare parità di accesso ai programmi elettorali di uomini e donne, garantire la trasparenza ed un limite alle spese elettorali, formare liste con il 50% di genere in alternanza tra uomini e donne. Le sfide del futuro chiedono di impegnarsi con ogni strumento a disposizione per attuare la piena e libera affermazione delle donne e il raggiungimento di una democrazia reale.</p>
<p><strong>Le donne sapranno riconoscere – conclude Persichetti – chi oggi si candida a guidare una regione strategica come il Lazio in grado di divenire esempio virtuoso di democrazia paritaria per l’intero Paese”.</strong></p>
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		<title>Homs, donne e bambini torturati e uccisi</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 14:31:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Trovati a Homs questa mattina i corpi di circa 57 persone, molti dei quali donne e bambini. La notizia, fatta trapelare inizialmente da un gruppo di attivisti, è stata poi confermata dalla televisione di Stato siriana.</p>
<p>&#160;</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8993" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-8993" title="siria_cartina_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/12/siria_cartina_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Siria</p></div>
<p>- <strong>Trovati a Homs questa mattina i corpi di circa 57 persone, molti dei quali donne e bambini.</strong></p>
<p>La notizia, fatta trapelare inizialmente da un gruppo di attivisti, è stata poi confermata dalla televisione di Stato siriana.</p>
<p>“I terroristi  &#8211; avrebbe riferito la tv &#8211; hanno rapito gli abitanti di Homs, li hanno uccisi e poi hanno fatto dei filmati dei loro corpi con l&#8217;obiettivo di screditare le forze siriane”.</p>
<p>Differente la versione degli attivisti che sostengono, invece, che la strage sia da attribuire alle forze governative fedeli al presidente Bashar al Assad.</p>
<p><strong>“Molti cadaveri  &#8211; ha affermato l&#8217;attivista Omar Homsi &#8211; presentano segni di torture, alcune persone sono state bruciate vive, altre sono state sgozzate. I corpi appartengono a 28 donne, 23 bambini e sei uomini”.</strong></p>
<p>E nella stessa notte le forze fedeli al presidente Bashar al Assad avrebbero sequestrato 35 persone provenienti dal nord della Siria. “I militari – ha affermato Abu al Bara, rappresentante dei Comitati rivoluzionari della città siriana &#8211; minacciano di ucciderli se i soldati disertori, passati con l&#8217;Esercito libero siriano, non si consegneranno nelle loro mani”.</p>
<p>Dopo la notizia della strage il Cns (Consiglio nazionale siriano) avrebbe chiesto una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;This is not love&#8221;, no alla violenza sulle donne</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 07:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><br />
Questo spot, scritto e diretto da Paolo Strippoli e interpretato dai ragazzi della classe IID del Liceo Classico Oriani di Corato, è stato ideato per &#8220;La giornata internazionale della violenza alle donne&#8221; e per ribadire &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="500" height="330"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KQXM2UI4uxQ?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="330" src="http://www.youtube.com/v/KQXM2UI4uxQ?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-34504" title="Violenza donne" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/03/violenza-donne2.jpg" alt="" width="300" height="278" />Questo spot, scritto e diretto da Paolo Strippoli e interpretato dai ragazzi della classe IID del Liceo Classico Oriani di Corato, è stato ideato per &#8220;La giornata internazionale della violenza alle donne&#8221; e per ribadire ogni giorno il no agli abusi.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Salute donne, via libera a registro endometriosi</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2012/01/salute-donne-via-libera-a-registro-endometriosi/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 16:09:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[registro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La IX commissione Lavoro, pari opportunità, politiche giovanili e politiche sociali ha dato parere favorevole alla proposta di legge regionale n. 295 del 7 dicembre 2011, concernente “Istituzione del Registro Regionale dell’endometriosi per la tutela della salute delle donne”.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_34106" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-34106" title="Regione Lazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/01/regione.jpeg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">La Regione Lazio</p></div>
<p>- La IX commissione Lavoro, pari opportunità, politiche giovanili e politiche sociali, presieduta da Maurizio Perazzolo (Lista Polverini), nel corso della seduta che si è svolta ieri alla Pisana, ha dato parere favorevole alla proposta di legge regionale n. 295 del 7 dicembre 2011, <strong>concernente “Istituzione del Registro Regionale dell’endometriosi per la tutela della salute delle donne”, che vede come prima firmataria la consigliera Isabella Rauti (Pdl).</strong></p>
<p>Il provvedimento, approdato in IX commissione per l’esame in sede secondaria, è anche all’esame della commissione competente per materia, la XIII, Sanità, in sede primaria.</p>
<p><strong>L’endometriosi è una malattia che colpisce dieci donne su cento in età riproduttiva e rappresenta oggi una delle principali cause di sterilità femminile, rendendo impossibile la maternità a un terzo delle donne affette da tale patologia.</strong></p>
<p><strong> </strong>“In questo scenario – si legge nella relazione della PL 295 – la Regione ritiene doveroso impegnarsi contro questa grave affezione, promuovendo lo studio dell’incidenza della endometriosi per casistiche e statistiche (studio del caso dall’inizio, sviluppo sino alla diagnosi e monitoraggio dell’evoluzione della malattia durante la terapia), attraverso la raccolta dei dati così ottenuti nel cosiddetto Registro regionale dell’endometriosi, che la Regione istituirà proprio a tutela e sostegno di tutte le donne alle quali è stata riscontrata questa malattia”.</p>
<p>“Sappiamo che l’assenza di dati sulla frequenza di questa seria patologia nella nostra regione è considerata una grave carenza. Dunque, il Registro servirà proprio a colmare questa grave lacuna”. <strong>E’ quanto ha dichiarato Perazzolo, il quale ha aggiunto: “Il Registro regionale dell’endometriosi dovrà raccogliere dati precisi sull’incidenza di questa malattia</strong>, dati che a oggi mancano e che invece sono indispensabili per gli ulteriori passi in supporto delle donne con endometriosi”.</p>
<p>Dopo l’approvazione della PL 295, la seduta è proseguita con l’esame della PL 226, d’iniziativa della Giunta regionale, concernente il “Sistema Integrato degli interventi, dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia nella Regione Lazio”. <strong>Presente l’assessore alle Politiche sociali, Aldo Forte, sono stati discussi e approvati altri sette articoli del provvedimento (dal 15 al 23, escluso l’articolo 20 che è stato accantonato) con diversi emendamenti sia della maggioranza che dell’opposizione.</strong></p>
<p>Presenti, oltre al presidente Perazzolo, l’assessore alle Politiche sociali, Aldo Forte, i consiglieri Gina Cetrone (Pdl), Annalisa D’Aguanno (Pdl), Tonino D’Annibale (Pd), Luigi Nieri (Sel), Antonio Paris (Gruppo misto), Francesco Pasquali (Fli), Olimpia Tarzia (Per), Anna Maria Tedeschi (Idv).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“Donne capolista in ogni collegio”</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 13:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>“Diciassette donne capolista, una per ogni collegio, alle elezioni  primarie del 12 febbraio per l?assemblea regionale del Pd Lazio”. E’ la proposta lanciata dal candidato alla segreteria regionale del Lazio Giovanni Bachelet.</p>
<p>&#160;</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- <strong>“Diciassette donne capolista, una per ogni collegio, alle elezioni  primarie del 12 febbraio per l?assemblea regionale del Pd Lazio”.</strong></p>
<p>E’ la proposta lanciata dal candidato alla segreteria regionale del Lazio Giovanni Bachelet e dal gruppo di giovani adulti e veterani di ogni provenienza che lo sostiene, nella newsletter inviata agli iscritti del partito.</p>
<p><strong>“In ognuno dei 17 collegi la lista sarà proposta da chi in loco ha sostenuto la candidatura Bachelet – si legge nella newsletter – e in ognuno dei 17 collegi la capolista sarà sempre una donna”.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>“Stefania ennesima vittima, fermiamo la strage delle donne”</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 12:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Gli studi, il volontariato, la politica e l’amore: erano comuni a tante altre ragazze della sua età le passioni di Stefania Noce, la ventiquattrenne siciliana che due giorni fa ha perso la vita sotto i colpi inferti da quello che fino a poco tempo prima era l’uomo cui aveva consegnato il proprio cuore.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-28720" title="regionelazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/regionelazio.jpeg" alt="" width="133" height="135" /></p>
<p>Riceviamo e pubblichiamo - Gli studi, il volontariato, la politica e l’amore: erano comuni a tante altre ragazze della sua età le passioni di Stefania Noce, la ventiquattrenne siciliana che due giorni fa ha perso la vita sotto i colpi inferti da quello che fino a poco tempo prima era l’uomo cui aveva consegnato il proprio cuore.</p>
<p><strong>Ma Stefania è solo l’ultima e l’ennesima vittima di una strage maledetta portata avanti in nome di un sentimento malato che impazzisce, per un rifiuto o per gelosia, e si trasforma in furia assassina.</strong></p>
<p>Arrestare questa carneficina è compito delle istituzioni e dell’intera collettività che non possono rimanere inermi testimoni mentre le donne pagano con la vita il prezzo di un amore sbagliato.</p>
<p>La consulta femminile per le Pari opportunità del Lazio, che attraverso il suo impegno quotidiano e la promozione di iniziative come il bando <strong>“Mai più violenza: esci dal silenzio” dedicato ai ragazzi delle scuole secondarie lavora quotidianamente per contrastare la brutalità di cui le donne sono vittime privilegiate</strong>, condanna fermamente questo ennesimo episodio di sangue e lancia un appello a istituzioni, associazioni e cittadini affinché si adoperino per debellare il becero stereotipo culturale che sottende il manifestarsi di episodi retaggio di un maschilismo primitivo, possessivo e odioso.</p>
<p>“Dobbiamo unire tutte le nostre forze – ha dichiarato la presidente della Consulta, Donatina Persichetti – per liberare definitivamente le donne e con esse l’intera società dal ricatto e dalla minaccia che tale deviato stereotipo continua, purtroppo, a rappresentare per tutte e tutti noi”.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Consiglio Regionale del Lazio</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Se non le donne, chi?</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 18:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Se non ora quando?]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>"Senza di noi non si esce dalla crisi". E' questo il messaggio che da piazza del Popolo a Roma le donne di "Se non ora quando?" hanno lanciato al governo Monti. Donne di nuovo in piazza per rivendicare il loro diritto ad avere un ruolo determinante nella società italiana.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-31711" title="Se non ora quando" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/07/donne.jpg" alt="" width="300" height="130" /><strong>Il 13 febbraio chiedevano più dignità e anche le dimissioni dell&#8217;ex premier Silvio Berlusconi. Oggi pomeriggi, domenica 11 dicembre, le donne tornano in piazza al grido di &#8220;Se non le donne, chi?&#8221;.</strong></p>
<p>Dopo meno di un anno dalla prima grande manifestazione, le donne, famose e non, che hanno creato il movimento &#8220;Se non ora quando&#8221; scendono di nuovo in piazza. Si sono radunate oggi a Roma in piazza del Popolo a partire dalle 14.</p>
<p><strong>&#8220;E’ un momento difficile, duro &#8211; scrivono le organizzatrici sul sito -. In momenti come questo è facile chiudersi dentro al proprio privato, rannicchiate in una marginalità di genere che ci sembra inevitabile e scontata. Noi pensiamo invece (e questo ce lo dimostra il contatto quotidiano con i comitati, le singole, le associazioni, gli uomini che ci stanno vicini e ci spronano ad andare avanti) che è proprio in momenti come questo che si deve costruire insieme un paese diverso, in cui le donne, italiane per nascita o scelta, possano sentirsi finalmente cittadine.</strong></p>
<p>Cittadine tante e diverse per generazione, condizione, attitudini, lavoro, esperienze, che vogliono e devono partecipare alla crescita collettiva, promuovendo una politica che affronti uno status quo insostenibile in termini di lavoro, diritti, welfare. Mai più contro di noi, ma più senza di noi”</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cede freno, camion travolge e uccide due donne</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/11/cede-freno-camion-travolge-e-uccide-due-donne/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 15:16:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Morte sul colpo dopo essere state travolte da un camion. E' questo ciò che è successo a due donne rispettivamente di 61 e 63 anni oggi a Roma, nel quartiere della Balduina.</p>
<p>&#160;</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2704" title="auto_giorno_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/08/auto_giorno_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" />- <strong>Morte sul colpo dopo essere state travolte da un camion. E&#8217; questo ciò che è successo a due donne, rispettivamente di 61 e 63 anni oggi a Roma, nel quartiere della Balduina.</strong></p>
<p>Stando alle prime ricostruzioni sembra che il freno a mano del camion, che si trovava lì per scaricare della merce, abbia ceduto.</p>
<p>L&#8217;autista sarebbe sceso dal mezzo per chiedere di far spostare due macchine che gli bloccavano il passaggio. E&#8217; in quel momento che il camion avrebbe incominciato a muoversi urtando prima due macchine e poi le due donne.</p>
<p>Sul posto per i rilievi anche la polizia scientifica.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Violenza sulle donne, sì all’anno europeo</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 17:32:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mario Abbruzzese, ha approvato all’unanimità la mozione n. 294, presentata dal presidente della commissione Affari comunitari e internazionali Gilberto Casciani (Lista Polverini).</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-28720" title="regionelazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/regionelazio.jpeg" alt="" width="133" height="135" /></p>
<p>-<strong> Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mario Abbruzzese, ha approvato all’unanimità la mozione n. 294, presentata dal presidente della commissione Affari comunitari e internazionali Gilberto Casciani (Lista Polverini) e sottoscritta da tutti i capigruppo e dai componenti della commissione, per l’istituzione dell’anno europeo della lotta alla violenza contro le donne.</strong></p>
<p>La mozione impegna il presidente della Regione Lazio ad attivarsi presso le sedi Governative competenti, affinché la Commissione europea istituisca nei prossimi quattro anni un Anno europeo contro la violenza nei confronti delle donne; tale misura permetterà di sensibilizzare i cittadini europei e di mobilitare i governi nella lotta contro la violenza nei confronti delle donne.</p>
<p><strong>“Condividiamo l’iniziativa intrapresa dalla commissione Affari Comunitari e Internazionali del Consiglio regionale di presentare una mozione per l’istituzione di un Anno europeo dedicato alla lotta alla violenza contro le donne”.</strong></p>
<p>Dichiarano in una nota Donatina Persichetti, presidente della Consulta Femminile regionale e le vicepresidenti Federica De Pasquale e Patrizia Germini.</p>
<p><strong>“Da sempre – sottolineano le esponenti dell’ufficio di presidenza della Consulta – siamo molto sensibili su questo fronte, tanto da aver promosso per il quarto anno consecutivo il bando regionale “Mai più violenza esci dal silenzio!” rivolto agli studenti delle scuole superiori del Lazio, la cui premiazione quest’anno si terrà il prossimo 28 novembre.</strong></p>
<p>La mozione approvata in Consiglio è in linea con quanto già discusso dalla Unione Europea riteniamo però opportuno integrare il testo con la richiesta all’Ue di emanazione di un’apposita direttiva che faciliterebbe e renderebbe senz’altro più efficace ogni azione positiva in tal senso”.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il treno delle donne per la Costituzione</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Sep 2011 09:18:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un treno carico di donne provenienti dal nord, e l’altro partito dalla Sicilia si congiungeranno a Roma per manifestare in difesa della Costituzione repubblicana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_5284" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-5284" title="treno_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/10/treno_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /></dt>
</dl>
</div>
<p>Un treno carico di donne provenienti dal nord d’Italia, e l’altro partito dalla Sicilia si congiungeranno a Roma il 24 settembre per manifestare in Difesa della Costituzione repubblicana circondando il Parlamento.</p>
<p><strong>Davanti alla proposta di legge, presentata di recente alla Camera, per modificare l’Articolo 1 della Costituzione, le Donne della società civile si sono immediatamente mobilitate in un’ iniziativa, che ha trovato la pronta adesione di numerose associazioni e gruppi organizzati (dalla Rete Viola all’Onerpo, dal Forum Ambientalista all’Aidos, dall’Udi all’Arcidonna, dai Centri Antiviolenza all’Associazione per la Democrazia Costituzionale).</strong></p>
<p>Giungeranno a Roma le cittadine e i cittadini di questo Paese che condividono l’obiettivo di questa battaglia in difesa di valori irrinunciabili per ogni essere umano, unendo in un unico “Treno per la Costituzione” le donne d’ Italia, per ribadire così, in modo tangibile, la volontà di agire a tutti i livelli, per un&#8217;Italia unita, democratica, repubblicana, che trovi nelle donne la forza viva, creativa e propositiva per un concreto e ormai inderogabile cambiamento.</p>
<p><strong>Un cambiamento che deve partire proprio dall’attuazione totale della prima parte dall’articolo 1 della Costituzione che afferma che “l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”</strong>, per far sì che tanti giovani disoccupati siano messi in grado di concorrere alla vita della società e di dare il loro migliore contributo, e dalla reale applicazione degli articoli 41 sull’iniziativa privata che non contrasti con il bene sociale, il 51 sulle pari opportunità, e l’articolo 11 sul ripudio della guerra.</p>
<p>Per questo, oltre a stringere il Parlamento in un cerchio umano a difesa dei fondamenti costituzionali, le donne si recheranno al Quirinale, sede del capo dello Stato, istituzione massima che per legge deve garantire il rispetto della Costituzione e la sua inviolabilità.</p>
<p><strong>La manifestazione proseguirà con la partecipazione alla marcia per la pace di Assisi del giorno dopo, il 25 settembre.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Persichetti: “Donne pronte a governare”</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 13:54:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Il sindaco di Bari, Michele Emiliano – e come lui tanti altri sindaci – dovrebbe saper leggere i fenomeni sociali e culturali che si manifestano anche nella sua città con uno sguardo proiettato al futuro e alle necessità della collettività”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_28720" class="wp-caption alignleft" style="width: 143px"><img class="size-full wp-image-28720" title="regionelazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/regionelazio.jpeg" alt="&lt;/p&gt; " width="133" height="135" /><p class="wp-caption-text">  </p></div>
<p><span>- “Il sindaco di Bari, Michele Emiliano – e come lui tanti altri sindaci – dovrebbe saper leggere i fenomeni sociali e culturali che si manifestano anche nella sua città con uno sguardo proiettato al futuro e alle necessità della collettività”.</p>
<p>E’ quanto dichiarato dalla residente della consulta femminile per le Pari opportunità del Lazio, Donatina Persichetti <strong>in merito alle dichiarazioni lanciate dal primo cittadino barese su Facebook circa la supposta non volontà di essere elette da parte delle donne.</strong></p>
<p>“L’assenza delle donne dai luoghi di scelta – ha affermato – rappresenta una debolezza sempre più strutturale del nostro sistema e ritenere che le donne “non si fanno eleggere” è una grave miopia politica. <strong>Le donne sono pronte a governare – ha proseguito – e continuare a tenerle fuori dalle sedi decisionali condanna il livello di civiltà del nostro Paese a non avanzare e a non competere con le altre culture ed economie.</strong> La politica continua, di fatto, a voler ignorare l’arretratezza del proprio sistema di potere solo per giustificare alleanze impostate da chi esercita il controllo sul territorio, negando le competenze e i talenti di tante donne e di tanti uomini, utili al raggiungimento del bene comune.</p>
<p>Una speranza per il futuro arriva dal protagonismo civico che tante donne e tanti giovani stanno affermando in maniera massiccia e permanente in tutto il Paese. <strong>Ancora una volta – ha concluso Persichetti – sono le donne, ce lo insegna la storia, a perseguire l’affermazione dei valori fondamentali del vivere comune, sanciti dalla nostra Costituzione: diritti, libertà e democrazia”.</strong></p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Se non ora quando?&#8221; fa il bis</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 16:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<strong>Oggi e domani il prato di Sant'Agostino di Siena ospita la seconda mobilitazione, tutta al femminile, dei comitati nati il 13 febbraio scorso. </strong>"Se non ora quando?" torna in piazza per fare il punto della situazione. Le "indignate italiane" si ritrovano a parlare di diritti, di dignità delle donne, di politica, di cultura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-31711" title="Se non ora quando" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/07/donne.jpg" alt="&lt;br /&gt;" width="300" height="130" /></p>
<p><strong>Donne di nuovo in piazza.</strong></p>
<p><strong>Oggi e domani il prato di Sant&#8217;Agostino di Siena ospita la seconda mobilitazione, tutta al femminile, dei comitati nati il 13 febbraio scorso.</strong></p>
<p>&#8220;Se non ora quando?&#8221; torna in piazza per fare il punto della situazione. Le &#8220;indignate italiane&#8221; si ritrovano a parlare di diritti, di dignità delle donne, di politica, di cultura.</p>
<p>In 1500 hanno già raggiunto la piazza senese. Diversi i nomi famosi del mondo della politica, del giornalismo e della cultura italiana, tra cui Cristina Comencini, Flavia Perina, Giulia Bongiorno, Susanna Camusso, Livia Turco, Rosy Bindi.</p>
<p><strong>&#8220;Questo è un movimento che ha fatto un patto generazionale e che contiene molti elementi di novità  &#8211; ha detto la regista e scrittrice Cristina Comencini &#8211; facciamo politica, ci rivolgiamo alla politica allargando gli orizzonti, parlando di cultura. Vogliamo dare un&#8217;agenda alla politica non per le donne ma che metta le donne al centro della politica&#8221;.</strong></p>
<p>Sul palco anche il segretario della Cgil Susanna Camusso, che ha spiegato come la manovra finanziaria appena approvata discrimini le donne. &#8220;Questa manovra – ha spiegato la Camusso – parla contro le donne, sul collocamento e soprattutto contro le giovani donne quando non dà prospettive di crescita e quindi di costruzione del lavoro. E’ una manovra costellata di provvedimenti che sono punitivi: alcuni non si vedono immediatamente, come quello sulle pensioni che invece si vede. Per esempio quello che liberalizza il collocamento non si vede direttamente ma l’assenza di meccanismi di controllo pubblico è un ulteriore veicolo di discriminazione&#8221;.</p>
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		<title>Troppe poche donne in politica</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 12:08:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lazio]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> &#8211; “Il sistema politico dei partiti è ancora fortemente costruito intorno alla figura maschile; le leggi elettorali non contengono norme idonee e a superare l’attuale gap di rappresentanza di genere; <strong>le donne hanno difficoltà ad </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_28720" class="wp-caption alignleft" style="width: 143px"><img class="size-full wp-image-28720" title="regionelazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/regionelazio.jpeg" alt="&lt;/p&gt; " width="133" height="135" /><p class="wp-caption-text">  </p></div>
<p><span> &#8211; “Il sistema politico dei partiti è ancora fortemente costruito intorno alla figura maschile; le leggi elettorali non contengono norme idonee e a superare l’attuale gap di rappresentanza di genere; <strong>le donne hanno difficoltà ad accedere alla politica sia per uno stereotipo culturale che per un sistema di welfare che non aiuta la conciliazione dei tempi”: sono questi i tre fondamentali punti evidenziati dalla presidente della consulta femminile, Donatina Persichetti</strong>, nel corso della presentazione dei risultati della ricerca &#8220;La rappresentanza femminile nel Lazio: parità di genere in politica&#8221;, illustrata mercoledì mattina nella sede dell’associazione Stampa Romana, e accolta dal saluto del segretario di ASR Paolo Butturini e di Nella Condorelli, in qualità di responsabile dell’Ufficio diritti e pari opportunità dell’Associazione.Oltre alla presidente Persichetti, erano presenti la ricercatrice Maria Grazia Rodomonte che ha svolto la ricerca, la direttrice Centrale dell&#8217;Istat, Linda Laura Sabbadini, la responsabile del gruppo &#8220;Riforma delle normative regionali e democrazia paritaria&#8221;, Benedetta Castelli e la vicepresidente della Consulta, Federica De Pasquale.</p>
<p>“E’ stata una sorpresa scoprire il basso tasso di presenza delle donne in politica &#8211; ha dichiarato la ricercatrice Rodomonte evidenziando che “l’unica differenza positiva è che oggi c’è un rinnovato interesse e se ne parla nelle istituzioni e negli atti legislativi che favoriscono la rappresentanza di genere”.</p>
<p><strong>“L’assenza femminile – ha affermato Benedetta Castelli &#8211; è uno spreco del capitale sociale, culturale, umano e soprattutto di competenze”, mentre la Direttrice Centrale dell’Istat, Linda Laura Sabbadini, ha dichiarato che “la situazione della rappresentanza femminile è molto critica, addirittura patologica. Da decenni i dati sono bloccati e in due regioni addirittura non c’è nessuna donna eletta. Il numero esiguo di donne non consente di rappresentare in modo incisivo le istanze di questa parte di popolazione”.</strong></p>
<p>La vice presidente, Federica De Pasquale, ha sottolineato che “il problema è quello che le donne non votano le donne, ma ancor di più, che se le donne non si interessano di politica, subiranno sempre più le scelte fatte dagli altri”.</p>
<p>Suddivisa in tre parti, la ricerca dedica ampio spazio alla ricostruzione del dato normativo di riferimento; raggruppa, analizzandoli, i dati relativi ai risultati elettorali nei vari livelli territoriali di governo della Regione Lazio e, infine, ripercorre le scelte fatte dai partiti e dalle istituzioni, individuando all’interno degli statuti la presenza di eventuali regole di rappresentanza di genere.</p>
<p>Al termine, la Presidente Donatina Persichetti, ha annunciato la volontà della Consulta di trasmettere copia della ricerca a tutti i segretari dei partiti politici affinché possano valutare la gravità del gap democratico in cui versa il nostro paese e raccogliere l’invito a promuovere una effettiva rappresentanza e partecipazione femminile in tutti i settori della vita pubblica ponendo particolare attenzione nell’individuare misure atte a favorire le pari opportunità tra uomini e donne nell’accesso alle cariche elettive, dando precedenza a: <strong>norme premiali, per le liste che esprimono più donne elette, e penalità in caso di non rispetto del principio di parità; norme nazionali e locali che affermino la composizione degli organi di governo e nelle aziende Pubbliche in modo paritario; parità di accesso nelle tribune elettorali televisive e nelle pubblicità a donne ed uomini candidati; revisione degli Statuti dei Partiti per favorire un maggiore protagonismo delle donne in politica.</strong></p>
<p>“Un ultimo appello – è stato lanciato da Donatina Persichetti &#8211; proprio per la forza di quanto abbiamo finora constatato con questa ricerca e per le considerazioni finora fatte: nell’imminenza delle elezioni amministrative in tanti Comuni del Lazio, la consulta femminile vuole sensibilizzare l’opinione pubblica a guardare con interesse le candidature femminili e tutto ciò che loro rappresentano nella società”.</p>
<p></span></p>
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		<title>Contrasto violenza sulle donne: mozione unanime</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 15:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>- Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto dal vicepresidente Bruno Astorre (Pd), ha approvato all’unanimità una mozione della consigliera Isabella Rauti (Pdl), sottoscritta da numerosi consiglieri di maggioranza e opposizione, che impegna il presidente e &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_28720" class="wp-caption alignleft" style="width: 143px"><img class="size-full wp-image-28720" title="regionelazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/regionelazio.jpeg" alt="&lt;/p&gt; " width="133" height="135" /><p class="wp-caption-text">  </p></div>
<p><span>- Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto dal vicepresidente Bruno Astorre (Pd), ha approvato all’unanimità una mozione della consigliera Isabella Rauti (Pdl), sottoscritta da numerosi consiglieri di maggioranza e opposizione, che impegna il presidente e la Giunta regionale a proseguire nelle iniziative istituzionali e politiche di contrasto alle violenze sulle donne.In particolare, la mozione impegna Presidente Polverini e Giunta a:</p>
<p>“a) potenziare e consolidare la rete dei centri antiviolenza presenti sul territorio regionale, quale luogo privilegiato per l&#8217;assistenza e il sostegno delle donne vittime di violenza e dei loro bambini;</p>
<p>b) realizzare iniziative di sensibilizzazione dell&#8217;opinione pubblica attraverso campagne informative sul tema della violenza contro le donne;</p>
<p><strong>c) informare le donne sulle strutture e i servizi di prevenzione a disposizione per la loro tutela;</strong></p>
<p>d) pianificare un programma di educazione e formazione nelle scuole incentrato sul rispetto della differenza di genere, della persona e dei diritti umani;</p>
<p>e) predisporre codici etici per l&#8217;informazione al fine di preservare l&#8217;immagine e la dignità femminile da offensive strumentalizzazioni che la riducono ad esclusivo oggetto di desiderio;</p>
<p><strong>f) adottare iniziative specifiche per la formazione del personale socio-sanitario delle Asl affinché sia garantito un approccio specialistico alle emergenze derivanti dalla violenza contro le donne;</strong></p>
<p>g) potenziare – conclude la mozione &#8211; i servizi e le misure di assistenza delle vittime di violenza e rafforzare il monitoraggio del fenomeno della violenza sulle donne per verificare l’efficacia delle azioni poste nel contenimento delle molteplici declinazioni della violenza di genere”.</p>
<p></span></p>
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		<title>Donne in piazza contro nonno Silvio</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 18:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[17 Viterbo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La manifestazione delle donne contro nonno Silvio&#8230;</p>]]></description>
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<img class="size-medium wp-image-29993" title="Manifestazione donne" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/02/101_0022-300x225.jpg" alt="&lt;br /&gt;" width="300" height="225" />
<p>La manifestazione delle donne contro nonno Silvio</p>
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		<title>Dieci milioni di &#8220;vai a casa&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 17:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Dieci milioni di &#8220;vai a casa&#8221;.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;obiettivo di Pierluigi Bersani per l&#8217;8 marzo, festa della donna.</p>
<p><strong>&#8220;Siamo l&#8217;unico partito &#8211; ha detto Bersani &#8211; che si occupa dell&#8217;Italia e parla dei contenuti ma sui </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3240" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-3240" title="bersani_pierluigi_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/bersani_pierluigi_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt; Pierluigi Bersani&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> Pierluigi Bersani</p></div>
<p>Dieci milioni di &#8220;vai a casa&#8221;.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;obiettivo di Pierluigi Bersani per l&#8217;8 marzo, festa della donna.</p>
<p><strong>&#8220;Siamo l&#8217;unico partito &#8211; ha detto Bersani &#8211; che si occupa dell&#8217;Italia e parla dei contenuti ma sui giornali siamo accusati di non averne. Ma noi non ci preoccupiamo perché i contenuti hanno la testa dura&#8221;. </strong></p>
<p>&#8220;Noi non abbiamo il calendario, ma sappiamo che il passato sta passando e non possiamo consentire che si apra un vuoto davanti a questo Paese. Questa è la nostra responsabilita&#8217;: oltre Arcore è l&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p>&#8220;La voce dell&#8217;Italia è scomparsa dal mondo e di questo le classi dirigenti dovrebbero preoccuparsi &#8211; ha detto Bersani &#8211; L&#8217;Italia è uno dei dieci Paesi più ricchi del pianeta, ma la sua voce è scomparsa dalle cose del mondo. Però noi siamo entrati nelle barzellette del mondo, a Taiwan, in Giappone o al carnevale di Rio, dove si apprestano a ridere di noi e di Berlusconi&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;In tutto il mondo &#8211; ha aggiunto &#8211; si discute di come gli italiani possano sopportare tutto questo, ma gli italiani non sono quelli delle barzellette&#8221;.</strong></p>
<p>&#8220;Noi maschi saremo con le donne il 13 in piazza, se non altro perché conosciamo le nostre mogli, le nostre compagne, le nostre figlie e le nostre amiche e le rispettiamo, e non accettiamo che siano vendute o comprate&#8221; ha detto Bersani, provocando una standing ovation della platea.</p>
<p>&#8220;Qui non è questione di magistratura &#8211; ha aggiunto tra gli applausi scroscianti &#8211; qui non è accettabile che arrivi questo insegnamento alle nuove generazioni&#8221;. <strong>La platea ha interrotto il discorso del segretario con un lunghissimo applauso, al termine del quale Bersani ha replicato soddisfatto: &#8220;Bene, vedo che la pensiamo alla stessa maniera&#8221;.</strong></p>
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		<title>Le donne protagoniste nello sport</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 13:05:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La Consulta femminile per le pari opportunità della Regione Lazio promuove il Convegno &#8220;Donne e Sport. Cultura di genere e pari opportunità&#8221; e presenta un report, una ricerca ex-novo sulla condizione delle donne nelle attività &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Consulta femminile per le pari opportunità della Regione Lazio promuove il Convegno &#8220;Donne e Sport. Cultura di genere e pari opportunità&#8221; e presenta un report, una ricerca ex-novo sulla condizione delle donne nelle attività sportive, curato dal gruppo di lavoro &#8220;Cultura, spettacolo e sport&#8221;, proponendo degli approfondimenti con le autorità istituzionali e il mondo dello sport.</p>
<p>Il convegno si è svolto a Roma lunedì 12 aprile.</p>
<p><strong>&#8220;Non è un testo per specialisti, ma un testo molto utile per il suo uso informativo, &#8211; dichiara Anna Iozzino coordinatrice del gruppo di lavoro e curatrice della pubblicazione &#8211; poiché cerca di dare per la prima volta una collocazione nominativa alle atlete che praticano lo sport ad alto livello e di cui vengono riportati non solo i dati biografici, ma i vissuti, i percorsi, le fobie, i punti di forza ed i punti di debolezza che spesso si tramutano in punti di forza, un opuscolo da divulgare nelle scuole ed in altri ambiti interessati&#8221;.</strong></p>
<p>&#8220;Gli obiettivi della pubblicazione e del dibattito &#8211; dichiara la presidente Donatina Persichetti &#8211; sono quelli di far emergere le forze e le criticità dello sport femminile, fortemente penalizzato dalla normativa esistente e dalla visibilità mediatica.</p>
<p><strong>Ma ancora più autorevole vuole essere il messaggio di trasferire i valori etici dallo sport alla vita, utilizzare lo sport quale veicolo per promuovere le pari opportunità anche in altri ambiti: dalle relazioni personali alla vita sociale e al mondo del lavoro, approfondire le dinamiche di genere all&#8217;interno delle varie discipline sportive e valorizzare lo sport come strumento educativo per l&#8217;inclusione e l&#8217;integrazione sociale.</strong></p>
<p>Special guest del convegno è stata Irene Camber, atleta che ha segnato la storia dello sport in Italia quando nel 1952 alle Olimpiadi di Helsinki vinse la medaglia d&#8217;oro nel fioretto individuale e nel 1953 vinse un&#8217;altra medaglia d&#8217;oro ai Campionati mondiali di Bruxelles sempre nel fioretto individuale.</p>
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