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	<title>Corriere2000 &#187; fede</title>
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		<title>&#8220;Fede e violenza sono incompatibili&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Aug 2013 10:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[13 Roma]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Durante l'Angelus in piazza San Pietro papa Francesco ammonisce: "La fede non è una cosa decorativa come la panna per una torta".</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_36253" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-36253" title="Jorge Mario Bergoglio- Papa Francesco" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2013/03/papa-francesco.jpg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Jorge Mario Bergoglio- Papa Francesco</p></div>
<p>&#8220;Fede e violenza sono incompatibili&#8221;.</p>
<p>E&#8217; il monito lanciato da papa Francesco all&#8217;Angelus.</p>
<p>&#8220;ll Vangelo non autorizza affatto l&#8217;uso della forza per diffondere la fede &#8211; ha detto Bergoglio nella sua omelia -. <strong>E&#8217; proprio il contrario. La vera forza del cristiano è la forza della verità e dell&#8217;amore, che comporta rinunciare ad ogni violenza. Fede e violenza sono incompatibili</strong>&#8220;.</p>
<p>Papa Francesco ha sostenuto che la fede non è una cosa ornamentale. &#8220;Vivere la fede non è decorare la vita con un pò di religione come se fosse une torta e la si decora con un pò di panna. No. La fede comporta scegliere Dio come criterio-base della vita, e Dio non è vuoto, non è neutro, Dio è amore. Dopo che Gesù è venuto nel mondo, non si può più fare come se Dio non lo conoscessimo. Dio ha un volto, ha un nome: Dio è misericordia, è fedeltà, è vita che si dona&#8221;.</p>
<p><strong>Non è mancato un pensiero alla situazione in Egitto e alle vittime dell&#8217;incidente del traghetto nelle Filippine, chiedendo ai 50mila fedeli di pregare insieme.</strong></p>
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		<title>Fede, Minetti e Mora rinviati a giudizio</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/10/fede-minetti-e-mora-rinviati-a-giudizio/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 15:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[processo ruby]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Rinvio a giudizio per fede, Minetti e Mora. Respinta la richiesta dei legali del premier di sospendere il processo in attesa della decisione della Consulta sul conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29421" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-29421" title="minetti_nicole_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/minetti_nicole_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Nicole Minetti</p></div>
<p>Nessuna sospensione. Il processo si farà.</p>
<p><strong>E&#8217; quanto stabilito dai giudici del tribunale di Milano, che oggi hanno deciso di rinviare a giudizio il direttore del Tg4 Emilio Fede, il consigliere regionale Nicole Minetti e l&#8217;agente dei vip Lele Mora nell&#8217;ambito del &#8220;processo Ruby&#8221;.</strong></p>
<p>I tre sono accusati di induzione e favoreggiamento della prostituzione in relazione ai presunti festini ad Arcore.</p>
<p>Respinta inoltre la richiesta avanzata dai legali del presidente del consiglio Silvio Berlusconi di sospendere il processo fino al prossimo 15 febbraio, in attesa della decisione della Consulta sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato. Secondo i giudici è &#8220;infondata&#8221;.</p>
<p><strong>Berlusconi è unico imputato a Milano per il caso Ruby e accusato di concussione e prostituzione minorile. Secondo la difesa infatti l&#8217;unico organo competente a indagare il premier sarebbe il tribunale dei ministri.</strong></p>
<p>La prima udienza del processo per Fede, Minetti e Mora è stata fissata per il 21 novembre a Milano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Spari sui manifestanti, almeno 40 morti</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/03/spari-sui-manifestanti-almeno-40-morti/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 17:32:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[10 Dal Mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Yemen]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p></p>
<p><strong>Oltre 40 persone sono morte e almeno un centinaio sono rimaste ferite nelle manifestazioni di piazza a Sanaa.</strong></p>
<p>La capitale yemenita è stata infatti teatro di violenti scontri tra i dimostranti e la polizia.<br />
<strong>Il </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_10951" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-10951" title="cartina_yemen_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/01/cartina_yemen_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;Lo Yemen&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Lo Yemen</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>Oltre 40 persone sono morte e almeno un centinaio sono rimaste ferite nelle manifestazioni di piazza a Sanaa.</strong></p>
<p>La capitale yemenita è stata infatti teatro di violenti scontri tra i dimostranti e la polizia.<br />
<strong>Il presidente dello Yemen Ali Abdallah Saleh ha dichiarato lo stato di emergenza. Ha inoltre negato la presenza in piazza della polizia, e ha dichiarato che gli scontri sarebbero avvenuti tra i cittadini e i manifestanti armati.</strong><br />
Secondo alcune testimonianze invece la polizia avrebbe aperto il fuoco contro la folla riunita in piazza dell&#8217;Università. La piazza ospita dal 21 febbraio un sit-in di protesta degli oppositori, che chiedono le dimissioni del presidente Saleh, al potere da oltre 30 anni.<br />
<strong>La manifestazione di oggi ha preso il nome di &#8220;venerdì dell&#8217;avvertimento&#8221;. I fedeli al presidente hanno invece organizzato una contro-iniziativa chiamandola &#8220;venerdì della concordia&#8221;.</strong></p>
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		<title>I pm spiegano il bunga bunga</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/03/i-pm-spiegano-il-bunga-bunga/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 18:09:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>I pm spiegano il bunga bunga.</p>
<p>Ruby avrebbe avuto 16 anni ai tempi dei primi incontri con clienti &#8220;gestiti&#8221; da Nicole Minetti, Lele Mora ed Emilio Fede.</p>
<p><strong>E&#8217; la novità nelle carte del processo di </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29421" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-29421" title="minetti_nicole_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/minetti_nicole_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;Nicole Minetti&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Nicole Minetti</p></div>
<p>I pm spiegano il bunga bunga.</p>
<p>Ruby avrebbe avuto 16 anni ai tempi dei primi incontri con clienti &#8220;gestiti&#8221; da Nicole Minetti, Lele Mora ed Emilio Fede.</p>
<p><strong>E&#8217; la novità nelle carte del processo di Milano che ruota intorno a Karima el Mahroug e stralciato dal procedimento per prostituzione minorile e concussione contro Silvio Berlusconi.</strong></p>
<p>Lo si evince dalla chiusura delle indagini a carico della Minetti, Mora e Fede, accusati di induzione e favoreggiamento della prostituzione di ragazze adulte tra gli inizi del 2009 e fine gennaio 2011, e di concorso in prostituzione minorile per quanto riguarda la presunta prostitizione di Ruby, dal settembre 2009 al maggio 2010.</p>
<p><strong>Pochi mesi prima, dunque, che la ragazza compisse 17 anni (a novembre), anche se sulla sua reale età (nata nel 1992 o nel 1990?) sta indagando la Procura di Roma. La prima visita della marocchina ad Arcore, invece, risale al 14 febbraio 2010.</strong></p>
<p>Gli inquirenti hanno dunque allargato la forbice temporale della commissione dei reati. Sarebbero inoltre 32 le ragazze maggiorenni indotte a prostituirsi dalla Minetti, Mora e Fede. Stralciata la posizione di altri tre indagati coinvolti nel caso Ruby: Gentile Fedele e Mario Sacco, rispettivamente autista e collaboratore di Lele Mora, e Daniele Salemi, agente di una delle ragazze.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;esercito bombarda Ajdabiya</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/03/lesercito-bombarda-ajdabiya/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 10:17:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p></p>
<p><strong>Almeno 4 raid aerei sulla città di Ajdabiya.</strong></p>
<p>E&#8217; quanto riportato dalla tv araba Al Jazira. Quattro raid aerei hanno colpito questa mattiona la città libica di Ajdabiya, nella Cirenaica.</p>
<p><strong>La città è nella mani </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_2546" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2546" title="gheddafi_muammar_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/08/gheddafi_muammar_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt; Muammar Gheddafi&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> Muammar Gheddafi</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>Almeno 4 raid aerei sulla città di Ajdabiya.</strong></p>
<p>E&#8217; quanto riportato dalla tv araba Al Jazira. Quattro raid aerei hanno colpito questa mattiona la città libica di Ajdabiya, nella Cirenaica.</p>
<p><strong>La città è nella mani dei ribelli, ed è da ieri sotto l&#8217;attacco delle forze fedeli al colonnello Gheddafi, che stanno avanzando verso est, con l&#8217;obiettivo di espugnare Bengasi, roccaforte dei rivoltosi.</strong></p>
<p>Intanto arriva una nuova minaccia dal leader libico. Infatti, dice il colonnello, se i governi dei paesi occidentali &#8220;si comporteranno come in Iraq, la Libia uscirà dall&#8217;alleanza internazionale contro il terrorismo. Ci alleiamo con al Qaida e dichiariamo la guerra santa&#8221;. Queste le parole di Muammar Gheddafi in un&#8217;intervista concessa al Giornale.</p>
<p><strong>Aggiunge inoltre di essere &#8220;scioccato&#8221; dal comportamento dei paesi europei e di sentirsi &#8220;tradito&#8221; dall&#8217;atteggiamento di Silvio Berlusconi.</strong></p>
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		<title>Quando Tecchi faceva lobby territoriale&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 17:23:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>- Molto prima di Marcello Meroi, a cercare un accordo con gli orvietani e i civitavecchiesi, ci aveva provato Bonaventura Tecchi, anche lui amministratore della provincia dal 1944 al 1951.</p>
<p>Addirittura, l’obiettivo era quello di &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5065" class="wp-caption alignleft" style="width: 216px"><img class="size-medium wp-image-5065" title="trappolinirenzo2" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/10/trappolinirenzo2-206x300.jpg" alt="&lt;p&gt;Renzo Trappolini&lt;/p&gt; " width="206" height="300" /><p class="wp-caption-text">Renzo Trappolini </p></div>
<p>- Molto prima di Marcello Meroi, a cercare un accordo con gli orvietani e i civitavecchiesi, ci aveva provato Bonaventura Tecchi, anche lui amministratore della provincia dal 1944 al 1951.</p>
<p>Addirittura, l’obiettivo era quello di “<strong>ricostituire l’antica regione Tuscia Romana con Viterbo capoluogo</strong>” attraverso un’apposita norma costituzionale e Tecchi, per il riconosciuto prestigio europeo di germanista e scrittore, fu incaricato di fare lobby – direbbe Meroi – sull’assemblea costituente che aveva in elaborazione l’articolo 131 (ora 123), quello con l’elenco delle Regioni italiane.</p>
<p>Le difficoltà non mancarono, a cominciare dalla irritazione di Orvieto “per le resistenze incontrate al comune di Civitavecchia” e per un lamentato disinteresse di Viterbo “<strong>a mantenere la sede di alcuni pubblici uffici</strong>” nella città del Duomo.</p>
<p>Non se ne fece niente, nonostante innumerevoli iniziative per “sostenere che la Capitale deve essere staccata dalla regione e rimanere Metropoli” e la esplicita delibera del 18 marzo 1947 dalla deputazione viterbese di “associarsi alle tesi di Frosinone di creare nel Lazio una regione al nord (la Tuscia) e una al sud”.</p>
<p>Niente di più attuale a 64 anni di distanza, con Roma Capitale che il 23 febbraio riunirà gli stati generali e la riforma federale la quale, per essere efficiente, non potrà non considerare che, <strong>per le modifiche intervenute nella economia e nella demografia del paese, l’elenco delle regioni dell’art. 123 della Costituzione richiede opportuni ripensamenti.</strong></p>
<p>L’avvio soft degli incontri con Civitavecchia e il Ternano va bene, ma in ottica alta, avendo a mente, cioè, possibili riforme nella ottimizzazione economica delle istituzioni territoriali del Paese.</p>
<p>Con la speranza, peraltro, di una propositività autonoma nelle scelte di sviluppo e non a ricasco.</p>
<p>Perché preoccupa sentire dalla presidente Polverini che “<strong>l’aeroporto a Viterbo si farà perché Ciampino deve chiudere&#8230; in quanto, in un contesto così urbanizzato come questo, non può esserci un aeroporto</strong>”. Salvo che la stessa presidente non ipotizzi, per lo scalo viterbese, una localizzazione diversa da quella di cui si parla e che non è lontana dal “contesto” urbano cittadino.</p>
<p>Magari, essendo stata informata delle proposte di Moscherini e Mazzola.<br />
A prescindere, comunque, dagli irrisolti aspetti finanziari e dalle “lontananze competitive” di Alitalia e Rynair. Seppure a bordo campo.</p>
<p><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Basta non cadere in un centro mangiatutto</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/01/basta-non-cadere-in-un-centro-mangiatutto/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 15:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[17 Viterbo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>- Trovo stimolante la riflessione del professor Mattioli sulla crisi della sinistra.Sono d’accordo su alcune suggestioni, mentre sento di discuterne altre: provo a trarre allora alcuni spunti, limitandomi ad annotare alcune considerazioni,<strong>volendo in particolare </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4520" class="wp-caption alignleft" style="width: 236px"><img class="size-medium wp-image-4520" title="de_nardo_valerio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/de_nardo_valerio-226x300.jpg" alt="&lt;p&gt;Valerio De Nardo&lt;/p&gt; " width="226" height="300" /><p class="wp-caption-text">Valerio De Nardo </p></div>
<p>- Trovo stimolante la riflessione del professor Mattioli sulla crisi della sinistra.Sono d’accordo su alcune suggestioni, mentre sento di discuterne altre: provo a trarre allora alcuni spunti, limitandomi ad annotare alcune considerazioni,<strong>volendo in particolare guardare al futuro, al “che fare”, come avrebbe magari scritto Lenin.<br />
</strong></p>
<p>In primo luogo mi viene da evidenziare come l’origine del termine “sinistra” sia strettamente connesso al parlamentarismo, stante che esso indica la collocazione di una parte degli eletti (o nominati) nelle assemblee consultive o legislative.</p>
<p><strong>Non sempre però la geometria parlamentare risulta in grado di tradurre la complessità dei movimenti reali nella società.</strong>Così è stato anche per il movimento operaio, che non può essere identificato tout-court col marxismo e la sinistra, ma ancor più, ad esempio, lo è per il più giovane e ancor vivo movimento ecologista.</p>
<p>Sono d’accordo con il professor Mattioli quando invita a sgombrare il campo da “ismi” di sorta. Le ideologie hanno troppo spesso prodotto danni inenarrabili quando sono diventati regimi, fino ad arrivare (pochi decenni addietro) all’aberrazione di Pol Pot, che volle l’uccisione, con milioni di altre persone, di coloro con gli occhiali poiché capaci di leggere: intellettuali, inutili per realizzare l’ideale di comunismo agricolo in Cambogia. <strong>Né io né Mattioli saremmo scampati al furore dei Kmer rossi&#8230;<br />
</strong></p>
<p>Ma venendo al cuore della analisi, vorrei notare l’assenza, tra gli autori citati nel pezzo del professor Mattioli, di Norberto Bobbio, che negli ultimi anni della sua vita non ha mancato di rilanciare l’impegno per realizzare condizioni di eguaglianza come significato della sinistra ancora ai tempi odierni (una spinta che già Tocqueville giudicava “irresistibile”).<strong>Lo ha fatto proprio ragionando di destra e sinistra, indagando ragioni e significati di una distinzione politica.<br />
</strong></p>
<p>Gli autori riportati nel pezzo appartengono infatti ad un’area politico-culturale che ha trovato nel “blairismo” (e chiedo scusa per l’ismo) il suo punto sicuramente più avanzato di realizzazione. Se posso permettermi un giudizio al riguardo, non mi pare che <strong>il new labour sia andato molto al di là di una mitigazione degli effetti prodotti dalla rivoluzione neo liberista di Reagan e Tatcher</strong>, che segna il vero punto simbolico d’avvio della globalizzazione capitalistica per come oggi la conosciamo.</p>
<p><strong>Non possiamo non vedere che mai nella storia dell’umanità come oggi il lavoro salariato ed intellettuale è stato sul pianeta tanto esteso quanto le condizioni del suo sfruttamento. </strong>Mi chiedo allora, guardando un po’ al di là dei confini italiani e dell’Unione europea: la globalizzazione ha diminuito o aumentato la domanda di uguaglianza?</p>
<p>Sicuramente, intanto, la storia non è finita come aveva scritto Francis Fukuyama…</p>
<p>E qui vengo al nocciolo della mia riflessione sulla scomparsa della sinistra, che, mi auguro, uno studioso dei fenomeni sociali troverà interessante. <strong>L’“evaporazione” della sinistra è stato un rapidissimo processo di dissoluzione di formazioni sociali nate nell’ottocento e cresciute nel secolo scorso</strong>: dalle organizzazioni politiche a quelle sindacali, fino alle forme del radicamento nel territorio e nei luoghi di elaborazione e diffusione della cultura (l’egemonia gramsciana).</p>
<p><strong>Sono rimasti gli apparati, le burocrazie, mentre, come scrive giustamente Ilvo Diamanti, l’ideologia è stata sostituita dal marketing e l’organizzazione dalla comunicazione.<br />
</strong></p>
<p>Da questo punto di vista la crisi della sinistra sta dentro una crisi sociale complessiva, nella quale l’individuo si ritrova libero da gabbie ideologiche, certo, ma anche più precario, più solo, più insicuro (<strong>sarebbe sin troppo semplice citare Baumann, la “società liquida”, “voglia di comunità”</strong>), capace di identità essenzialmente come consumatore (e qui ritorna “L’uomo a una dimensione” di Marcuse, roba di mezzo secolo fa).</p>
<p>Ieri sul palco del Lingotto per la manifestazione dei “Modem” veltroniani lo slogan era: fuori dal ‘900. Lo stesso Nichi Vendola, nella sua ricerca di una “nuova narrazione” parte dal presupposto che si debba uscire dal ‘900. <strong>Gli ammiccamenti per costruire un nuovo soggetto politico, che provi a raccogliere le forze politiche oggi disperse ed a recuperare anche una estesa area di abbandono e di sfiducia che si traduce sempre più in comportamenti astensionistici alle elezioni, sono in corso e non certo in segreto.</strong></p>
<p>Secondo me in questa ricerca, in questa costruzione, che era già alla base della ispirazione dell’Ulivo prodiano, si trova un percorso possibile per declinare la storia della sinistra con le parole del XXI secolo. <strong>Serve ancora una soggettività politica in grado di costituire un riferimento per gli individui.<br />
</strong></p>
<p>Chi, a sinistra, cerca di rilanciare la propria identità con falce e martello segue un percorso degno del massimo rispetto. Ma ricordo loro che già a metà degli anni ’80 la tessera della lega degli studenti della Federazione giovanile comunista italiana portava stampato al loro posto un computer.<br />
Che fare, dunque?</p>
<p>Prendo sostanzialmente per buona la ricetta proposta dal professor Mattioli in conclusione del suo articolo, con una precisazione, una focalizzazione e una avvertenza.</p>
<p>La precisazione è che “l’ideologia malgrado tutto credo ancora che ci sia, è la passione, l&#8217;ossessione della tua diversità che al momento dove è andata non si sa”, prendendo a prestito le parole scritte nel 1994 da Giorgio Gaber. Intendo dire che l’abbandono dell’ideologia non può essere un disarmo unilaterale. <strong>Il berlusconismo, a mio parere, è proprio una ideologia, che ha invaso e conquistato molti accampamenti della Sinistra, mentre questa si illudeva di combattere Berlusconi.<br />
</strong></p>
<p>La focalizzazione è sul grande patrimonio ideale e di valori contenuto nella nostra Carta costituzionale, di cui dobbiamo sicuramente riformare la seconda parte, che pure in questi anni ha molto aiutato la democrazia italiana a mantenersi entro binari accettabili e sicuri.</p>
<p>Ma è nella prima parte di questo fondamentale documento giuridico che a parere mio (ma non mi pare di essere tanto isolato) possiamo ritrovare una spinta etica e politica ancor oggi vigorosissima. <strong>Quel felice incontro delle culture cattoliche, socialiste, comuniste e liberali, all’indomani della guerra </strong>e della liberazione dal nazifascismo è in grado ancora dopo più di sessant’anni di sprigionare la forza necessaria a rilanciare un progetto di coesione nazionale e repubblicana, di cui oggi v’è assoluto bisogno.</p>
<p><strong>L’avvertenza, infine, è che però le differenze non si annullano: le tradizioni storiche e culturali segnano ancor oggi confini precisi riguardo al lavoro, allo sviluppo economico, all’ecosfera, ai diritti civili e via discorrendo.<br />
</strong></p>
<p>Insomma non vorrei si pensasse che tentando di risolvere un problema di geometria politica per individuare dove sia oggi la sinistra, si finisse per cadere in un <strong>centro mangiatutto</strong>, dove quel che cambia sono solo i ruoli di maggioranza e opposizione di un immutabile ceto politico, in uno scenario in cui “l’economia governa, i tecnici amministrano e i politici vanno in televisione”.</p>
<p><strong>Valerio De Nardo</strong></p>
<div><strong><br />
</strong></div>
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		<title>&#8220;Ad Arcore si parlava di politica&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 16:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il direttore del Tg4 Emilio Fede smentisce al programma di Lucia Annunziata "In mezz'ora" di aver "reclutato" le ragazze che hanno partecipato alle cene ad Arcore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29341" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-29341" title="fede_emilio_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/fede_emilio_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;Emilio Fede&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Emilio Fede</p></div>
<p>&#8220;Non ho invitato io le ragazze ad Arcore&#8221;.</p>
<p><strong>Il direttore del Tg4 Emilio Fede smentisce al programma di Lucia Annunziata &#8220;In mezz&#8217;ora&#8221; di aver &#8220;reclutato&#8221; le ragazze che hanno partecipato alle cene ad Arcore.<br />
</strong></p>
<p>&#8220;Io sono stato ben felice di esserci; mi fa piacere essere invitato a casa del presidente del consiglio, per simpatia umana e condivisione politica nei confronti di Silvio Berlusconi. E quanto a simpatia umana e a intelligenza politica, il premier ne ha tanta&#8221;. Ma da qui a portare ragazze (Ruby compresa) a casa del premier, ce ne passa, dice Fede.</p>
<p>Le cene, secondo quanto dichiarato dal direttore del tg satirico di Rete 4, &#8220;avevano uno svolgimento regolare, sicuro, mai trasgressivo e di questo io posso essere preciso testimone. Si cenava, si parlava molto di politica, Berlusconi amava raccontare aneddoti sui suoi viaggi all&#8217;estero e cantava, perché è stato ed è ancora un bravo cantante&#8221;.</p>
<p><strong>E comunque, &#8220;in casa propria ognuno fa quel che gli pare&#8221; sottolinea il giornalista. </strong></p>
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		<title>Berlusconi attaccato su più fronti</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 10:27:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Berlusconi attaccati da più fronti.</p>
<p><strong>Da una parte le istituzioni, dal Quirinale alla Chiesa, sullo scandalo Ruby. Dall&#8217;altra le opposizioni, dal Pd al Terzo Polo, che lo assediano sul federalismo.</strong></p>
<p>Ora però il problema più &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4404" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-4404" title="berlusconi_silvio_c20001" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/berlusconi_silvio_c20001.jpg" alt="&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Silvio Berlusconi&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">  Silvio Berlusconi</p></div>
<p>Berlusconi attaccati da più fronti.</p>
<p><strong>Da una parte le istituzioni, dal Quirinale alla Chiesa, sullo scandalo Ruby. Dall&#8217;altra le opposizioni, dal Pd al Terzo Polo, che lo assediano sul federalismo.</strong></p>
<p>Ora però il problema più grosso sono i due decreti delegati attuativi del federalismo perché se saltassero Umberto Bossi potrebbe decidere di non sostenere più questo governo.</p>
<p>È l&#8217;incubo del &#8217;94, che allora travolse il primo governo del Cavaliere, quando la Lega ruppe sulle pensioni, e spianò la strada al governo &#8220;tecnico&#8221; di Lamberto Dini.</p>
<p><strong>Ieri questo incubo ha ripreso corpo, quasi all&#8217;improvviso, quando l&#8217;Associazione nazionale dei Comuni italiani da una parte, il Polo della Nazione dall&#8217;altra, hanno annunciato il no al pacchetto federalista assemblato da Tremonti e Calderoli.</strong></p>
<p>Ma in attesa di capire cosa stesse accadendo, la mossa congiunta dei sindaci e dei centristi ha fatto temere al premier che, proprio sul federalismo, si fosse rinsaldato l&#8217;asse che punta a farlo cadere subito, ad evitare le elezioni anticipate e a far nascere un altro governo, magari guidato proprio dal superministro dell&#8217;Economia, con l&#8217;ovvio sostegno del Carroccio.</p>
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		<title>Tucson, la Giffords verso le dimissioni</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 10:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Tucson, Giffords verso dimissioni.</p>
<p>La deputata democratica Gabrielle Giffords potrebbe lasciare venerdì l&#8217;ospedale University Medical Center, a Tucson, e essere trasferita in un centro di riabilitazione.</p>
<p><strong>La donna è ricoverata dall&#8217;8 gennaio, dopo essere stata </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29201" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-29201" title="giffords_gabrielle_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/giffords_gabrielle_c2000.jpg" alt="&lt;br /&gt;Gabrielle Giffords" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Gabrielle Giffords</p></div>
<p>Tucson, Giffords verso dimissioni.</p>
<p>La deputata democratica Gabrielle Giffords potrebbe lasciare venerdì l&#8217;ospedale University Medical Center, a Tucson, e essere trasferita in un centro di riabilitazione.</p>
<p><strong>La donna è ricoverata dall&#8217;8 gennaio, dopo essere stata colpita alla testa dai proiettili sparati da Jared Loughner.</strong> Il 22enne, che ha ucciso sei persone, è stato incriminato dal gran giurì federale dell&#8217;Arizona. La donna si sarebbe alzata in piedi per la prima volta dal ricovero.</p>
<p>&#8220;Le cose stanno andando molto bene &#8211; ha detto il dottor Peter Rhee, responsabile del reparto traumatologia &#8211; e che non ci sono stati passi indietro: per questo stanno valutando di rilasciarla già venerdì&#8221;. <strong>Da un comunicato dell&#8217;ufficio stampa della Giffords emerge che la donna sarà trasferita nel centro di riabilitazione Tirr Memorial Hermann Rehabilitation Hospital, a Houston, in Texas.</strong></p>
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		<title>&#8220;Mirafiori, ora bisogna investire&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 11:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Dopo il sì di Mirafiori Marchionne deve impegnarsi a rendere reali le promesse.</p>
<p><strong>Il presidente del Piemonte Roberto Cota afferma: &#8220;Adesso bisogna vigilare su investimenti e aumenti di posti di lavoro. È un segnale incoraggiante </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9350" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-9350" title="marchionne_sergio_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/12/marchionne_sergio_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt; Sergio Marchionne&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> Sergio Marchionne</p></div>
<p>Dopo il sì di Mirafiori Marchionne deve impegnarsi a rendere reali le promesse.</p>
<p><strong>Il presidente del Piemonte Roberto Cota afferma: &#8220;Adesso bisogna vigilare su investimenti e aumenti di posti di lavoro. È un segnale incoraggiante in un contesto in cui è necessario remare tutti nella stessa direzione. Incontrerò Marchionne, come ho già fatto diverse volte nell&#8217;ambito dei rapporti istituzionali. È una persona affidabile&#8221;.</strong></p>
<p>Dunque, il governatore è pronto a fare la sua parte. Mentre le tute blu di Mirafiori si preparano a un lungo stop. Martedì una parte dei 5.500 sarà di nuovo in fabbrica, mentre mercoledì e giovedì tornerà sulle linee una parte più consistente.</p>
<p>Venerdì varcheranno i cancelli solo gli addetti alla produzione della MiTo e poi non si sa, perché la Fiat non ha ancora dato comunicazioni ufficiali. L&#8217;unica certezza è che il 14 febbraio lo stabilimento si fermerà del tutto e scatterà un periodo di cassa integrazione straordinaria che durerà un anno.</p>
<p>Per questo l&#8217;assessore regionale, Claudia Porchietto dice che &#8220;Regione e Provincia dovranno adoperarsi affinché questo anno di stop funga da opportunità per formare in modo adeguato i lavoratori&#8221;. E dell&#8217;esito del referendum dice che &#8220;è stata una vittoria oserei dire meramente tecnica che, pur svelando alcune ombre sulla capacità di Torino a guardare avanti, è un primo punto di partenza. Ora starà alla Regione e alle parti sociali far sì che la fiducia in Fiat sia garantita da un piano industriale serio e puntuale&#8221;.</p>
<p><strong>Il sindaco Sergio Chiamparino ce l&#8217;ha con chi esalta il dato del 46 per cento di no: &#8220;Non si può mettere in risalto solo il disagio. C&#8217;è anche metà fabbrica che ha dimostrato senso di responsabilità e capacità di accettare i sacrifici in una prospettiva di crescita. Entrambe le cose conducono alla necessità che si riapra il dialogo, sia nello stabilimento sia a livello interconfederale e di Confindustria, per rivedere gli assetti della contrattazione&#8221;.</strong></p>
<p>I sindacati del &#8220;sì&#8221; sono entusiasti. Ma il leader provinciale della Fim-Cisl, Claudio Chiarle, oltre a incalzare Marchionne (&#8220;ora non ha più alibi&#8221;), apre ai metalmeccanici della Cgil: &#8220;Parta da Torino una proposta di Fim, Fiom e Uilm sulla rappresentanza in fabbrica&#8221;.</p>
<p>Per il leader dell&#8217;Amma, l&#8217;associazione delle aziende metalmeccaniche, Vincenzo Ilotte, &#8220;la prima sconfitta è la Fiom e il sì rappresenta un segnale di cambiamento importante. L&#8217;auspicio ora è che tutti rispettino l&#8217;esito del referendum, anche chi era contrario. Sono andato ai cancelli per verificare di persona il clima e mi hanno colpito i toni di odio. Si è perso il buon senso&#8221;.</p>
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		<title>Un paese allo sfascio</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 15:14:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>- Bologna la dotta, Bologna la grassa, dove l’epifania si porta via la vita di un bimbo di 20 giorni.</p>
<p><strong>Un bimbo italiano, si badi, mica un figlio di chissàcchi che viene da chissàddove, signora </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4520" class="wp-caption alignleft" style="width: 240px"><img class="size-full wp-image-4520" title="de_nardo_valerio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/de_nardo_valerio.jpg" alt="&lt;/p&gt; " width="230" height="304" /><p class="wp-caption-text">  </p></div>
<p>- Bologna la dotta, Bologna la grassa, dove l’epifania si porta via la vita di un bimbo di 20 giorni.</p>
<p><strong>Un bimbo italiano, si badi, mica un figlio di chissàcchi che viene da chissàddove, signora mia, morto di freddo e stenti in piazza Maggiore. “Succede”, qualcuno potrà dire, ma io non mi rassegno, mi indigno, mi scandalizzo.</strong></p>
<p>Mentre tutto pare andare a rotoli nella società e nelle istituzioni e ciascuno è costretto a rifugiarsi nella propria solitudine, gli squali del profitto non rinunciano a vagare per gli oceani dell’economia e della finanza alla ricerca del pesce con cui cibarsi, a costo di spolpare diritti, occupazione, ambiente, territorio e valori sociali.</p>
<p><strong>Ma nel frattempo, mentre noi discutiamo di federalismo fiscale e quoziente familiare, di legittimo impedimento e di comunisti in cachemire, gli outlook energetici ci dicono sul nostro futuro molto più di quanto possa fare un qualsiasi talk show dopo la pausa natalizia.</strong></p>
<p>Nei prossimi decenni i consumi energetici in Europa sono attesi in calo, tanto che alcune multinazionali del settore hanno deciso che nel vecchio continente non valga più la pena impiantare nuova potenza prodotta con fonti tradizionali, ma solo mantenere quella esistente e realizzare impianti da fonti rinnovabili.</p>
<p>Quanto basta per denunciare la menzogna nuclearista e<strong> il bluff degli spot di forumnucleare finanziati dalle principali aziende interessate al business di una strada senza uscita (se non, forse, lungo l’Aurelia, dalle parti di Montalto di Castro…).</strong></p>
<p>La curva dei consumi energetici di Cina e India, così come gli altri indicatori di crescita economica e quelli di andamento demografico, ci dicono chiaramente che Europa “non è un paese per giovani” e Italia è una signora di 150 anni che il botox e la blefaroplastica non riescono a rendere per nulla affascinante.</p>
<p><strong>Il futuro si è già stabilmente trasferito tra l’Oceano Pacifico e l’Oceano Indiano, mentre noi, campioni di sguardo all’ombelico, ci appassioniamo alle vicende di un anziano signore di 74 anni impegnato a sfuggire la giustizia ed inseguire giovani pulzelle, oltre che a dribblare giudici e condanne, mentre sull’altra sponda del Mediterraneo avvampano fuochi di rivolta.</strong></p>
<p>“Ahi serva Italia di dolore ostello/nave sanza nocchiere in gran tempesta/non donna di provincia, ma bordello” scriveva un poeta, sommo nello stile, ma anche ben consapevole di quello che per sette secoli sarà il nostro carattere nazionale, dai Guelfi e Ghibellini fino al Decamerone, pur senza conoscere le vicende della XVI Legislatura della storia repubblicana.</p>
<p><strong>Valerio De Nardo</strong></p>
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		<title>Attentato in Arizona, la deputata sta meglio</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/01/attentato-in-arizona-la-deputata-sta-meglio/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 Jan 2011 09:47:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[10 Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[arizona]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Attentato in Arizona, la deputata sta meglio.</p>
<p>Dopo il colpo di proiettile che ieri le ha trapassato il cervello Gabrielle Giffords si è risvegliata dall&#8217;anestesia e i medici sono fiduciosi che si salvi.</p>
<p><strong>La deputata </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_27101" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-27101" title="polizia_americana_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/11/polizia_americana_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Attentato in Arizona, la deputata sta meglio.</p>
<p>Dopo il colpo di proiettile che ieri le ha trapassato il cervello Gabrielle Giffords si è risvegliata dall&#8217;anestesia e i medici sono fiduciosi che si salvi.</p>
<p><strong>La deputata democratica, 40enne, ha subito un lunghissimo intervento alla testa all&#8217;ospedale universitario di Tucson e ora sta meglio, anche se il proiettile le ha trapassato il cervello e potrebbe essere necessaria un&#8217;altra operazione.</strong></p>
<p>Si allunga, invece, la lista delle vittime del folle attacco del 22enne Jared Loughner.</p>
<p>A morire sotto i colpi dell&#8217;attentatore sono stati un assistente trentenne della Giffords, una bambina di 9 anni nata il giorno dell&#8217;attacco alle Torri Gemelle, l&#8217;11 settembre 2001, un giudice federale e tre pensionati.</p>
<p><strong>Dodici persone sono rimaste ferite.</strong></p>
<p>Attualmente l&#8217;uomo è stato trasferito dalla custodia dello sceriffo di Tucson a quella degli agenti federali. Secondo lo sceriffo Clarence Dupnik, Loughner: non avrebbe agito da solo: &#8220;Probabile che ci sia un complice&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Rispetto del Tricolore da parte di tutti&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 11:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Rispetto del Tricolore da parte di tutti&#8221;.</p>
<p>Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dato il via a Reggio Emilia alle celebrazioni per i 150 anni dell&#8217;Unità.<br />
<strong>Nel suo intervento, il capo dello Stato ha </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22787" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-22787" title="napolitano_giorgio_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/08/napolitano_giorgio_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>&#8220;Rispetto del Tricolore da parte di tutti&#8221;.</p>
<p>Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dato il via a Reggio Emilia alle celebrazioni per i 150 anni dell&#8217;Unità.<br />
<strong>Nel suo intervento, il capo dello Stato ha ricordato a tutte le forze politiche il dovere del rispetto verso il Tricolore, ammonendo i partiti a impegnarsi attivamente nelle celebrazioni per l&#8217;anniversario, senza anteporre le istanze federaliste a quelle nazionali.</strong></p>
<p>&#8220;Ritrarsi dall&#8217;impegno a celebrare l&#8217;anniversario dell&#8217;Unità &#8211; ha aggiunto &#8211; non giova a nessuno, ma indebolisce le legittime istanze di riforma federalistica e di generale rinnovamento dello Stato democratico&#8221;.</p>
<p>In precedenza il presidente della Repubblica, ha ricevuto gli onori militari e ha passato in rassegna gli schieramenti della <strong>Guardia civica con la divisa tradizionale, dell&#8217;Esercito, dell&#8217;Aeronautica militare, della Guardia di finanza e della brigata Cavalleria.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cesare Battisti resta in carcere</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 09:09:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Cesare Battisti resta in prigione.</p>
<p>Il presidente del tribunale supremo brasiliano ha respinto la richiesta di libertà immediata per l&#8217;ex terrorista dopo il no all&#8217;estradizione decisa da Lula. Sul suo futuro si deciderà a febbraio.&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8296" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-8296" title="battisti_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/11/battisti_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;Cesare Battisti&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Cesare Battisti</p></div>
<p>Cesare Battisti resta in prigione.</p>
<p>Il presidente del tribunale supremo brasiliano ha respinto la richiesta di libertà immediata per l&#8217;ex terrorista dopo il no all&#8217;estradizione decisa da Lula. Sul suo futuro si deciderà a febbraio.</p>
<p><strong>Nelle ultime ore da Brasilia è giunta, però, un&#8217;altra rilevante novità sul caso: un parlamentare brasiliano ha infatti chiesto all&#8217;Alta Corte di &#8220;sospendere e annullare&#8221; tale decisione con un&#8217;iniziativa accolta da Peluso.<br />
</strong>Il Supremo tribunal federale ha, dunque, riaperto il dossier relativo all&#8217;estradizione di Battisti dopo la richiesta di scarcerazione dei legali dell&#8217;ex terrorista rosso e del ricorso degli avvocati dell&#8217;Italia per bloccare tale richiesta.</p>
<p>Sul caso Battisti, l&#8217;Italia è scesa in piazza contro il no brasiliano all&#8217;estradizione. E mentre dalle manifestazioni e i sit-in di Roma, Milano, Bari, Torino e Napoli rimbalzano slogan contro la decisione di Lula, Silvio Berlusconi ha rassicurato: &#8220;vogliamo giustizia e ci batteremo affinché l&#8217;ex terrorista saldi il suo conto&#8221;. <strong>Il premier lo ha detto dopo aver incontrato Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso dall&#8217;ex terrorista.</strong></p>
<p>E sui rapporto con il Brasile, Berlusconi ha assicurato che il caso Battisti &#8220;non rappresenterà uno strappo ai rapporti che non cambiano con il Brasile, paese di antica amicizia&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Il federalismo deve passare&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 13:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E' l'imperativo categorico di Umberto Bossi. Il ministro delle Riforme preme l'acceleratore sul federalismo, che "deve passare l'ultimo decreto attuativo nella commissione bicamerale".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_2573" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2573" title="bossi_umberto_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/08/bossi_umberto_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt; Umberto Bossi&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> Umberto Bossi</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>&#8220;Il federalismo deve passare tra il 17 e il 23 gennaio&#8221;.<br />
</strong></p>
<p>E&#8217; l&#8217;imperativo categorico di Umberto Bossi.</p>
<p>Il ministro delle Riforme, nonché leader del Carroccio, da Calalzo (Belluno) preme l&#8217;acceleratore sul federalismo, che &#8220;deve passare l&#8217;ultimo decreto attuativo nella commissione bicamerale&#8221;. &#8220;Se non passa quella cosa lì &#8211; spiega il Senatùr &#8211; non possiamo portare il federalismo in consiglio dei ministri. Io sono convinto che passi&#8221;.</p>
<p><strong>In generale Bossi è ottimista. Secondo il ministro &#8220;i numeri di Berlusconi stanno crescendo&#8221; e nemmeno la mozione di sfiducia sul ministro Bondi sembra preoccuparlo.</strong></p>
<p>&#8220;Di rischioso c&#8217;è solo che la Lega punti i piedi, e basta. Ma noi non li puntiamo &#8211; ha detto &#8211; siamo amici di Berlusconi, l&#8217;importante è portare a casa il federalismo, presto&#8221;.</p>
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		<title>Battisti, il tribunale riapre il fascicolo</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 09:45:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E' arrivata nella tarda serata di ieri la notizia che il supremo tribunale federale brasiliano riaprirà il fascicolo su Cesare Battisti, ex militante del Pac (Proletari armati per il comunismo).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8296" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-8296" title="battisti_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/11/battisti_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;Cesare Battisti&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Cesare Battisti</p></div>
<p>Battisti, il tribunale riapre il fascicolo.</p>
<p><strong>E&#8217; arrivata nella tarda serata di ieri la notizia che il supremo tribunale federale brasiliano riaprirà il fascicolo su Cesare Battisti, ex militante del Pac (Proletari armati per il comunismo).<br />
</strong></p>
<p>La decisione del presidente del tribunale Cezar Peluso è arrivata in seguito all&#8217;istanza di scarcerazione presentata dagli avvocati del movimento di cui faceva parte l&#8217;ex terrorista.</p>
<p>Anche il governo italiano ha fatto ricorso contro la decisione dei giudici brasiliani di non estradare Battisti.</p>
<p><strong>Nelle piazze italiane, ieri, è stata una giornata di proteste. Da Milano a Palermo, passando per Roma, in migliaia hanno manifestato contro il no all&#8217;estradizione.<br />
</strong></p>
<p>Nella Capitale, un gruppo di manifestanti ha organizzato un sit-in di protesta davanti alla sede dell&#8217;ambasciata brasiliana.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Niente elezioni, si va avanti&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 09:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Niente elezioni. Il Governo ha i numeri per andare avanti&#8221;.</p>
<p>Silvio Berlusconi esclude categoricamente l&#8217;ipotesi l&#8217;ipotesi elezioni anticipate. &#8220;Entro gennaio ci saranno le condizioni per andare avanti ha affermato -. L&#8217;Italia non ha bisogno di &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3118" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-3118" title="berlusconi_silvio_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/berlusconi_silvio_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt; Silvio Berlusconi&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> Silvio Berlusconi</p></div>
<p>&#8220;Niente elezioni. Il Governo ha i numeri per andare avanti&#8221;.</p>
<p>Silvio Berlusconi esclude categoricamente l&#8217;ipotesi l&#8217;ipotesi elezioni anticipate. &#8220;Entro gennaio ci saranno le condizioni per andare avanti ha affermato -. L&#8217;Italia non ha bisogno di elezioni anticipate&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Berlusconi dice di avere i numeri per approvare il federalismo &#8211; ha confermato in serata Umberto Bossi -. Bene, la garanzia è lui e non dice mai balle&#8221;.<br />
</strong></p>
<p>Bossi, pur in accordo con il premier ha comunque escluso un ipotetico allargamento della maggioranza all&#8217;Udc.<br />
Berlusconi è intervenuto telefonicamente alla tradizionale cena degli ossi, che sue volte l&#8217;anno riunisce lo stato maggiore leghista con il ministro Tremonti.</p>
<p>Con Bossi, al tavolo dell&#8217;hotel Ferrovia di Calalzo di Cadore, c&#8217;erano, tra gli altri, il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli con moglie e figlio, il presidente della regione veneto Luca Zaia, l&#8217;ex ministro Aldo Brancher e il presidente della Bpm Massimo Ponzellini. <strong>Tra i presenti c&#8217;è anche il figlio di Bossi Renzo e il sindaco di Lorenzago Mario Tremonti, cugino del ministro dell&#8217;Economia.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>&#8220;O si fa il federalismo o si va al voto&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jan 2011 17:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Se non si fa il federalismo torniamo alle urne&#8221;.</p>
<p><strong>Lo ha detto alla Padania Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa.</strong></p>
<p>&#8220;Aspettiamo la metà di gennaio per verificare i possibili numeri che ci aveva prospettato &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18523" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-18523" title="calderoli_roberto_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/05/calderoli_roberto_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;Roberto Calderoli&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Roberto Calderoli</p></div>
<p>&#8220;Se non si fa il federalismo torniamo alle urne&#8221;.</p>
<p><strong>Lo ha detto alla Padania Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa.</strong></p>
<p>&#8220;Aspettiamo la metà di gennaio per verificare i possibili numeri che ci aveva prospettato Berlusconi &#8211; ha detto Calderoli -. È chiaro che non basta una semplice maggioranza numerica risicata: per fare le riforme necessitano numeri forti&#8221;.</p>
<p><strong>Calderoli ha così ripreso l&#8217;intervento del leader leghista Umberto Bossi, che nella sua prima dichiarazione del 2011 aveva detto che la maggioranza ha i numeri per tirare avanti ma non per le riforme.</strong></p>
<p>&#8220;La settimana nodale &#8211; ha detto &#8211; è quella dal 17 gennaio in poi, perché ci sarà nelle commissioni il parere sul federalismo municipale.</p>
<p>Lì si vedrà se c&#8217;è un Parlamento che vuole davvero realizzare le riforme e proseguire su quella strada o viceversa un Parlamento che guarda ancora agli interessi di bottega e quindi tanto vale andare al voto il prima possibile&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Strage di Alessandria, forse è stato Al Qaeda</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/01/strage-di-alessandra-forse-e-stato-al-qaeda/</link>
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		<pubDate>Sun, 02 Jan 2011 09:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[egitto]]></category>
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		<category><![CDATA[strage]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Strage di Alessandria, forse è stato Al Qaeda.</p>
<p><strong>L&#8217;attentato di Capodanno ha avuto un bilancio di 21 morti, quasi tutti fedeli cristiani.</strong></p>
<p>Nell&#8217;esplosione, opera forse di un&#8217;autobomba o di kamikaze, altre 90 sono rimaste ferite.&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Strage di Alessandria, forse è stato Al Qaeda.</p>
<p><strong>L&#8217;attentato di Capodanno ha avuto un bilancio di 21 morti, quasi tutti fedeli cristiani.</strong></p>
<p>Nell&#8217;esplosione, opera forse di un&#8217;autobomba o di kamikaze, altre 90 sono rimaste ferite.</p>
<p>&#8220;Dietro ad attacchi come questi &#8211; fa sapere il presidente Moubarack &#8211; ci sono mani straniere che puntano a seminare odio e discordia tra cristiani e musulmani. Che si tratti di Al Qaeda o di gruppi fondamentalisti islamici egiziani l&#8217;obbiettivo resta la comunità cristiana&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;E&#8217; ancora presto per sapere chi sono realmente i responsabili, sottolinea l&#8217;ex portavoce del Ministro degli Interni egiziano. Gli esperti hanno appena finito di raccogliere sul posto della strage ciò che è rimasto dell&#8217;attentato&#8221;.</strong></p>
<p>Ieri circa 3000 cristiani si sono riversati in piazza per protestare con forza, lanciado sassi contro gruppi di musulmani e contro le forze di sicurezza.</p>
<p>In un clima sempre più teso le massime autorità religiose islamiche del Cairo si sono affrettate a condannare l&#8217;accaduto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Capodanno di sangue ad Alessandria</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/01/capodanno-di-sangue-ad-alessandria-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2011 16:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[10 Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[aeroporto]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Capodanno di sangue ad Alessandria d&#8217;Egitto.<br />
Un&#8217;autobomba è esplosa davanti ad una chiesa alla fine della messa di mezzanotte causando 21 morti e 8 feriti.</p>
<p><strong>Cristiani e musulmani si sarebbero poi affrontati a colpi di </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capodanno di sangue ad Alessandria d&#8217;Egitto.<br />
Un&#8217;autobomba è esplosa davanti ad una chiesa alla fine della messa di mezzanotte causando 21 morti e 8 feriti.</p>
<p><strong>Cristiani e musulmani si sarebbero poi affrontati a colpi di bastone nelle strade adiacenti.</strong></p>
<p>L&#8217;attentato della scorsa notte, che non è stato al momento rivendicato, è avvenuto a mezzanotte e mezza nel quartiere di Sidi Bishr della grande città affacciata sul Mediterraneo, davanti alla Chiesa dei Santi (Al-Qiddissine). Secondo le prime ricostruzioni, l&#8217;automobile imbottita di esplosivo è stata parcheggiata davanti alla chiesa dieci minuti prima dello scoppio.</p>
<p>Lo scoppio, fortissimo, è avvenuto quando i fedeli uscivano dalla chiesa e si è immediatamente propagato alle automobili vicine, esplose moltiplicandone l&#8217;effetto devastante. <strong>Il bilancio definitivo dei morti secondo il ministero della Sanità è di 21, più otto feriti.</strong></p>
<p>Dopo l&#8217;attentato, mentre le ambulanze facevano avanti e indietro per soccorrere le vittime, gruppi di copti esasperati hanno cominciato ad aggredire musulmani nelle strade circostanti.</p>
<p>l ministero dell&#8217;Interno egiziano ha imposto misure di sicurezza durissime intorno a tutte le chiese e ha raddoppiato la presenza degli agenti per contrastare ogni eventuale attacco.</p>
<p><strong>Stretti controlli sono stati anche imposti al governatorato di Marsa Matruh, sul litorale e all&#8217;aeroporto del Cairo per impedire la fuga degli autori dell&#8217;attentato.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giovani e globalizzazione</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2010/12/giovani-e-globalizazione/</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Dec 2010 20:25:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Napolitano discorso fine anno 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>E innanzitutto è conquista anche nostra, è conquista della nostra comune umanità il rinascere di antiche civiltà, il travolgente sviluppo di economie emergenti, in Asia, in America Latina, in altre regioni &#8211; anche in Africa &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22787" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-22787" title="napolitano_giorgio_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/08/napolitano_giorgio_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>E innanzitutto è conquista anche nostra, è conquista della nostra comune umanità il rinascere di antiche civiltà, il travolgente sviluppo di economie emergenti, in Asia, in America Latina, in altre regioni &#8211; anche in Africa ci si è messi in cammino &#8211; rimaste a lungo ai margini della modernizzazione.</p>
<p><strong>E&#8217; conquista della nostra comune umanità il sollevarsi dall&#8217;arretratezza, dalla povertà, dalla fame di centinaia di milioni di uomini e donne nel primo decennio di questo nuovo millennio.</strong> Paesi e popoli con i quali condividere lo slancio verso un mondo globale più giusto, più comprensivo dell&#8217;apporto di tutti, più riconciliato nella pace e in uno sviluppo davvero sostenibile.</p>
<p>E&#8217; in effetti possibile un impegno comune senza precedenti per fronteggiare le sfide e cogliere le opportunità di questo grande tornante storico. Siamo tutti chiamati a far fronte ancora alla sfida della pace, sempre messa a dura prova da persistenti e ricorrenti conflitti e da cieche trame terroristiche : della pace e della sicurezza collettiva, che esigono tra l&#8217;altro una nuova assunzione di responsabilità nella Comunità Internazionale da parte delle grandi potenze emergenti. Siamo chiamati a cogliere le opportunità di un processo di globalizzazione tuttora ambiguo nelle sue ricadute sul terreno dei diritti democratici e delle diversità culturali, ed estremamente impegnativo per continenti e paesi &#8211; l&#8217;Europa, l&#8217;Italia &#8211; che tendono a perdere terreno nell&#8217;intensità e qualità dello sviluppo.</p>
<p><strong>Ecco, da questo scenario non possono prescindere i giovani nel porsi domande sul futuro. Non possono porsele senza associare strettamente il discorso sull&#8217;Italia e quello sull&#8217;Europa, senza ragionare da italiani e da europei. Molto dipenderà infatti per noi dalla capacità dell&#8217;Europa di agire davvero come Unione: Unione di Stati e di popoli, ricca della sua pluralità, e forte di istituzioni che sempre meglio le consentano di agire all&#8217;unisono, di integrarsi più decisamente.</strong></p>
<p>Solo così si potrà non solo superare l&#8217;attacco all&#8217;Euro e una insidiosa crisi finanziaria nell&#8217;Eurozona, ma aprire una nuova prospettiva di sviluppo dell&#8217;economia e dell&#8217;occupazione nel nostro continente, ed evitare il rischio della sua irrilevanza o marginalità in un mondo globale che cresca lontano da noi. Sono convinto che questa sia una verità destinata a farsi strada anche in quei paesi europei in cui può serpeggiare l&#8217;illusione del fare da soli, l&#8217;illusione dell&#8217;autosufficienza.</p>
<p>Pensare con positivo realismo in termini europei equivale a non illuderci, in Italia, di poter sfuggire agli imperativi sia della sostenibilità della finanza pubblica sia della produttività e competitività dell&#8217;economia e più in generale del sistema-paese. D&#8217;altronde, sono convinto che quando i giovani denunciano un vuoto e sollecitano risposte sanno bene di non poter chiedere un futuro di certezze, magari garantite dallo Stato, ma di aver piuttosto diritto a un futuro di possibilità reali, di opportunità cui accedere nell&#8217;eguaglianza dei punti di partenza secondo lo spirito della nostra Costituzione.</p>
<p>Nelle condizioni dell&#8217;Europa e del mondo di oggi e di domani, non si danno certezze e nemmeno prospettive tranquillizzanti per le nuove generazioni se vacilla la nostra capacità individuale e collettiva di superare le prove che già ci incalzano. Tanto meno, ho detto, si può aspirare a certezze che siano garantite dallo Stato a prezzo del trascinarsi o dell&#8217;aggravarsi di un abnorme debito pubblico.</p>
<p>Quel peso non possiamo lasciarlo sulle spalle delle generazioni future senza macchiarci di una vera e propria colpa storica e morale. Trovare la via per abbattere il debito pubblico accumulato nei decenni ; e quindi sottoporre alla più severa rassegna i capitoli della spesa pubblica corrente, rendere operante per tutti il dovere del pagamento delle imposte, a qualunque livello le si voglia assestare. Questo dovrebbe essere l&#8217;oggetto di un confronto serio, costruttivo, responsabile, tra le forze politiche e sociali, fuori dall&#8217;abituale frastuono e da ogni calcolo tattico.</p>
<p>Ma affrontare il problema della riduzione del debito pubblico e della spesa corrente, così come mettere mano a una profonda riforma fiscale, vuol dire compiere scelte significative anche se difficili. Si debbono o no, ad esempio, fare salve risorse adeguate, a partire dai prossimi anni, per la cultura, per la ricerca e la formazione, per l&#8217;Università? C<strong>he questa scelta sia da fare, lo ha detto il Senato accogliendo espliciti ordini del giorno in tal senso prima di approvare la legge di riforma universitaria. Una legge il cui processo attuativo &#8211; colgo l&#8217;occasione per dirlo a coloro che l&#8217;hanno contestata &#8211; consentirà ulteriori confronti in vista di più condivise soluzioni specifiche, e potrà essere integrato da nuove decisioni come quelle auspicate dallo stesso Senato. </strong></p>
<p>Occorre in generale individuare priorità che siano riferibili a quella strategia di più sostenuta crescita economico-sociale che per l&#8217;Italia è divenuta &#8211; dopo un decennio di crescita bassa e squilibrata &#8211; condizione tassativa per combattere il rischio del declino anche all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea.<br />
Vorrei fosse chiaro che sto ragionando sul da farsi nei prossimi anni ; giudizi sulle politiche di governo non competono al Capo dello Stato, ma appartengono alle sedi istituzionali di confronto tra maggioranza e opposizione, in primo luogo al Parlamento.<br />
E vorrei fosse chiaro che parlo di una strategia, e parlo di priorità, da far valere non solo attraverso l&#8217;azione diretta dello Stato e di tutti i poteri pubblici, ma anche attraverso la sollecitazione di comportamenti corrispondenti da parte dei soggetti privati. Abbiamo, così, bisogno non solo di più investimenti pubblici nella ricerca, ma di una crescente disponibilità delle imprese a investire nella ricerca e nell&#8217;innovazione.</p>
<p>Passa anche di qui l&#8217;indispensabile elevamento della produttività del lavoro: tema, oggi, di un difficile confronto &#8211; che mi auguro evolva in modo costruttivo &#8211; in materia di relazioni industriali e organizzazione del lavoro.<br />
eggere la competizione in Europa e nel mondo, accrescere la competitività del sistema-paese, comporta per l&#8217;Italia il superamento di molti ritardi, di evidenti fragilità, comporta lo scioglimento di molti nodi, riconducibili a riforme finora mancate. E richiede coraggio politico e sociale, per liberarci di vecchie e nuove rendite di posizione, così come per riconoscere e affrontare il fenomeno di disuguaglianze e acuti disagi sociali che hanno sempre più accompagnato la bassa crescita economica almeno nell&#8217;ultimo decennio.</p>
<p>Disuguaglianze nella distribuzione del reddito e della ricchezza. Impoverimento di ceti operai e di ceti medi, specie nelle famiglie con più figli e un solo reddito. E ripresa della disoccupazione, sotto l&#8217;urto della crisi globale scoppiata nel 2008.</p>
<p>Gli ultimi dati ci dicono che le persone in cerca di occupazione sono tornate a superare i due milioni, di cui quasi uno nel Mezzogiorno ; e che il tasso di disoccupazione nella fascia di età tra i 15 anni e i 24 &#8211; ecco di nuovo il discorso sui giovani, nel suo aspetto più drammatico &#8211; ha raggiunto il 24,7 per cento nel paese, il 35,2 nel Mezzogiorno e ancor più tra le giovani donne. Sono dati che debbono diventare l&#8217;assillo comune della Nazione. Se non apriamo a questi ragazzi nuove possibilità di occupazione e di vita dignitosa, nuove opportunità di affermazione sociale, la partita del futuro è persa non solo per loro, ma per tutti, per l&#8217;Italia : ed è in scacco la democrazia.</p>
<p><span><br />
</span>Proprio perché non solo speriamo, ma crediamo nell&#8217;Italia, e vogliamo che ci credano le nuove generazioni, non possiamo consentirci il lusso di discorsi rassicuranti, di rappresentazioni convenzionali del nostro lieto vivere collettivo. C&#8217;è troppa difficoltà di vita quotidiana in diverse sfere sociali, troppo malessere tra i giovani. Abbiamo bisogno di non nasconderci nessuno dei problemi e delle dure prove da affrontare: <span><strong>proprio per poter suscitare un vasto moto di energie e di volontà, capace di mettere a frutto tradizioni, risorse e potenzialità di cui siamo ricchi. Quelle che abbiamo accumulato nella nostra storia di centocinquant&#8217;anni di Italia unita.</strong></span></p>
<p>Celebrare quell&#8217;anniversario, come abbiamo cominciato a fare e ancor più faremo nel 2011, non è perciò un rito retorico. Non possiamo come Nazione pensare il futuro senza memoria e coscienza del passato. Ci serve, ci aiuta, ripercorrere nelle sue asprezze e contraddizioni il cammino che ci portò nel 1861 a diventare Stato nazionale unitario, ed egualmente il cammino che abbiamo successivamente battuto, anche fra tragedie sanguinose ed eventi altamente drammatici.</p>
<p>Vogliamo e possiamo recuperare innanzitutto la generosità e la grandezza del moto unitario : e penso in particolare a una sua componente decisiva, quella dei volontari. Quanti furono i giovani e giovanissimi combattenti ed eroi che risposero, anche sacrificando la vita, a quegli appelli per la libertà e l&#8217;Unità dell&#8217;Italia! Dovremmo forse tacerne, e rinunciare a trarne ispirazione? Ma quello resta un patrimonio vivo, cui ben si può attingere per ricavarne fiducia nelle virtù degli italiani, nel loro senso del dovere comune e dell&#8217;unità, e nella forza degli ideali.</p>
<p>Ed è patrimonio vivo quello del superamento di prove meno remote e già durissime, come il liberarci dalla dittatura fascista, il risollevarci dalla sconfitta e dalle distruzioni dell&#8217;ultima guerra, ricostruendo il paese e trovando l&#8217;intesa su una Costituzione animata da luminosi principi. No, nulla può oscurare il complessivo bilancio della profonda trasformazione, del decisivo avanzamento che l&#8217;Unità, la nascita dello Stato nazionale e la sua rinascita su basi democratiche hanno consentito all&#8217;Italia.</p>
<p>Di quel faticoso cammino è stato parte il ricercare e stabilire &#8211; come ha voluto sottolineare ancora di recente il Pontefice, indirizzandoci <strong>un pensiero augurale che sentitamente ricambio &#8211; &#8220;giuste forme di collaborazione fra la comunità civile e quella religiosa&#8221;.</strong><br />
Sono convinto che nelle nuove generazioni sia radicato il valore dell&#8217;unità nazionale, e insieme il valore dello Stato unitario come presidio irrinunciabile nell&#8217;era del mondo globale. Uno Stato, peraltro, in via di ulteriore rinnovamento secondo un disegno di riforma già concretizzatosi nella legge sul federalismo fiscale. Sarà essenziale attuare quest&#8217;ultima in piena aderenza ai principi di &#8220;solidarietà e coesione sociale&#8221; cui è stata ancorata.<br />
Sarà essenziale operare su tutti i piani per sanare la storica ferita di quel divario tra Nord e Sud che si va facendo perfino più grave, mentre risulta obbiettivamente innegabile che una crescita più dinamica dell&#8217;economia e della società nazionale richiede uno sviluppo congiunto, basato sulla valorizzazione delle risorse disponibili in tutte le aree del paese.<br />
Il futuro da costruire &#8211; guardando soprattutto all&#8217;universo giovanile &#8211; richiede un impegno generalizzato. Quell&#8217;universo è ben più vasto e vario del mondo studentesco. A tutti rivolgo ancora la più netta messa in guardia contro ogni cedimento alla tentazione fuorviante e perdente del ricorso alla violenza. In particolare, poi, invito ogni ragazza e ragazzo delle nostre Università a impegnarsi fino in fondo, a compiere ogni sforzo per massimizzare il valore della propria esperienza di studio, e li invito a rendersi protagonisti, con spirito critico e seria capacità propositiva, dell&#8217;indispensabile rinnovamento dell&#8217;istituzione Università e del suo concreto modo di funzionare.</p>
<p>Investire sui giovani, scommettere sui giovani, chiamarli a fare la propria parte e dare loro adeguate opportunità. Che questa sia la strada giusta, ho potuto verificarlo in tante occasioni. Dall&#8217;incontro, nel gennaio scorso, con gli studenti di Reggio Calabria impegnati sul tema della legalità, a quello, in novembre, con i giovani volontari di Vicenza mobilitatisi per far fronte all&#8217;emergenza alluvione ; e via via potendo apprezzare realtà altamente significative. <strong>Penso ai giovani che con grandissima consapevolezza e abnegazione fanno la loro parte nelle missioni militari in aree di crisi : alle famiglie di quelli tra loro che sono caduti &#8211; purtroppo ancora oggi &#8211; e di tutti gli altri che compiono il loro dovere esponendosi a ogni rischio, desidero rinnovare stasera la mia, la nostra gratitudine e vicinanza. Penso ai giovani magistrati e ai giovani appartenenti alle forze di polizia, che contribuiscono in modo determinante al crescente successo nella lotta per liberare l&#8217;Italia da uno dei suoi gravi condizionamenti negativi, la presenza aggressiva e inquinante della criminalità organizzata.</strong><br />
Sì, possiamo ben aprirci la strada verso un futuro degno del grande patrimonio storico, universalmente riconosciuto, della Nazione italiana. Facciano tutti la loro parte : quanti hanno maggiori responsabilità &#8211; e ne debbono rispondere &#8211; nella politica e nelle istituzioni, nell&#8217;economia e nella società, ma in pari tempo ogni comunità, ogni cittadino.</p>
<p>Dovunque, anche a Napoli : lasciatemi rivolgere queste parole di incitamento a una città per la cui condizione attuale provo sofferenza come molti in Italia. Faccia anche a Napoli la sua parte ogni istituzione, ogni cittadino, nello spirito di un impegno comune, senza cedere al fatalismo e senza tirarsi indietro.</p>
<p>Sentire l&#8217;Italia, volerla più unita e migliore, significa anche questo, sentire come proprio il travaglio di ogni sua parte, così come il travaglio di ogni sua generazione, dalle più anziane alle più giovani. A tutti, dunque, agli italiani e agli stranieri che sono tra noi condividendo doveri e speranze, il mio augurio affettuoso, il mio caloroso buon 2011.</p>
<p><strong>Giorgio Napolitano</strong></p>
<p>Presidente della Repubblica</p>
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		<title>Norme antiriciclaggio in Vaticano</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 17:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Norme antiriciclaggio per la Santa Sede.</p>
<p><strong>E&#8217; quanto stabilito dal Pontefice nella lettera apostolica &#8220;Motu Proprio&#8221;, la cui pubblicazione è attesa domani, come si legge sul sito del Vaticano.</strong></p>
<p>Papa Benedetto XVI ha inoltre deciso &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4573" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-4573" title="benedettoxvi_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/benedettoxvi_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;Benedetto XVI&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Benedetto XVI</p></div>
<p>Norme antiriciclaggio per la Santa Sede.</p>
<p><strong>E&#8217; quanto stabilito dal Pontefice nella lettera apostolica &#8220;Motu Proprio&#8221;, la cui pubblicazione è attesa domani, come si legge sul sito del Vaticano.</strong></p>
<p>Papa Benedetto XVI ha inoltre deciso di istituire l&#8217;Autorità di Informazione Finanziaria (Aif), il cui statuto sarà contenuto anch&#8217;esso nella &#8220;Motu Proprio&#8221;.</p>
<p>La violazione del decreto numero 231 del 2007 che recepisce nel diritto italiano la normativa comunitaria sulla prevenzione del riciclaggio comporta la reclusione da 6 mesi a un anno e ammenda da 5 mila a 50 mila euro.</p>
<p><strong>Nei mesi scorsi lo Ior è finito al centro di un&#8217;inchiesta della Procura di Roma sulla presunta violazione delle norme antiriciclaggio, che ha comportato il sequestro di 23 milioni di euro.</strong></p>
<p>L&#8217;inchiesta riguarda due distinte operazioni: una per 20 milioni di euro destinati alla JP Morgan Frankfurt, e un&#8217;altra di 3 milioni di euro per la Banca del Fucino.</p>
<p>Il Vaticano, tramite il portavoce Padre Federico Lombardi, aveva parlato di &#8220;un inconveniente&#8221; tra le banche coinvolte e aveva sottolineato il fatto che si trattasse solo di trasferimento di proprio denaro tra conti correnti a esso intestati.Lo Ior gestisce in gran parte fondi del Vaticano e degli istituti religiosi nel mondo quali organizzazioni di beneficenza, ordini religiosi e ospedali cattolici.</p>
<p><strong>Lombardi aveva spiegato che lo Ior non è sotto la vigilanza della Banca d&#8217;Italia perché ha sede in uno stato sovrano ma intende rispettare le norme della Comunità Europea e dell&#8217;Ocse mirate a combattere il terrorismo e il riciclaggio.</strong></p>
<p>Domani, dice il sito del Vaticano, saranno pubblicati la &#8220;Lettera Apostolica &#8216;Motu Proprio&#8217; del Santo Padre concernente la prevenzione ed il contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario&#8221; e la &#8220;legge concernente la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento del terrorismo&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;I numeri scarseggiano&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 09:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;I numeri scarseggiano&#8221;.</p>
<p>Così Umberto Bossi smorza le speranze berlusconiane di un proseguimento sereno della legislatura.<br />
&#8220;Siamo nella palude romana, ma siamo ancora vivi e stiamo combattendo &#8211; ha aggiunto -. Alla fine chi la &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2573" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-thumbnail wp-image-2573" title="bossi_umberto_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/08/bossi_umberto_c2000-240x104.jpg" alt="&lt;p&gt; Umberto Bossi&lt;/p&gt;" width="200" height="86" /><p class="wp-caption-text"> Umberto Bossi</p></div>
<p>&#8220;I numeri scarseggiano&#8221;.</p>
<p>Così Umberto Bossi smorza le speranze berlusconiane di un proseguimento sereno della legislatura.<br />
&#8220;Siamo nella palude romana, ma siamo ancora vivi e stiamo combattendo &#8211; ha aggiunto -. Alla fine chi la dura la vince.</p>
<p>Sosterremo il Governo fino a quando porteremo a casa il federalismo&#8221;.<br />
Anche se il Senatur ha detto ai suoi di non avere fretta. &#8220;<strong>Se andassimo oggi a forzare in certe commissioni verrebbe bocciato &#8211; ha aggiunto -. Dobbiamo far passare il tempo perché ci sia un tacito assenso in modo da consentire l&#8217;ultimo passaggio in consiglio dei ministri</strong>&#8220;.</p>
<p>E sul futuro dell&#8217;esecutivo. &#8220;Non so se il governo reggerà oltre il 27 marzo &#8211; ha spiegato -. Diciamo che Berlusconi e anche noi ce la stiamo mettendo tutta&#8221;.</p>
<p>Nel frattempo il premier continua a lavorare per rafforzare la maggioranza.</p>
<p><strong>E si guarda all&#8217;Udc, anche se la linea centrista sembra essere indifferente a questi segnali.</strong> &#8220;Non ci interessano poltrone e accordi di potere &#8211; ha detto il portavoce Antonio De Poli -. L&#8217;Udc fa opposizione responsabile da quando è in Parlamento, votando solo le leggi che interessano gli italiani. Questa è la nostra politica, il resto sono chiacchiere&#8221;.</p>
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		<title>Condannato il nemico di Putin</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 09:41:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Furto di 218 milioni di tonnellate di petrolio e riciclaggio di somme indebitamente sottratte. E' per queste accuse che l'ex magnate Mikhail Khodorkovski e il suo socio Platon Lebedev sono stati condannati dal tribunale di Mosca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_28134" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-28134" title="khodorkovski_michail_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/12/khodorkovski_michail_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;Mikhail Kodorkovski&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Mikhail Kodorkovski</p></div>
<p>Furto di 218 milioni di tonnellate di petrolio e riciclaggio di somme indebitamente sottratte.</p>
<p>E&#8217; per queste accuse che l&#8217;ex magnate Mikhail Khodorkovski e il suo socio Platon Lebedev sono stati condannati dal tribunale di Mosca.</p>
<p><strong>Una sentenza che fa già discutere. Soprattutto perché arrivata dopo che il primo ministro Vladimir Putin aveva chiesto in diretta, durante un&#8217;intervista televisiva, la condanna del suo avversario politico. &#8220;Il ladro deve rimanere in galera&#8221;, aveva detto Putin. </strong>Un&#8217;opinione, la sua, che non rispecchia quella del presidente Dmitri Medvedev, che aveva cercato, nei giorni scorsi, di rimanere neutrale, evitando di esporsi troppo.</p>
<p>Davanti al tribunale di Mosca si erano radunate circa 300 persone in attesa della sentenza. La piccola folla ha intonato cori in sostegno dei due arrestati e contro il primo ministro, come &#8220;Libertà per i detenuti politici&#8221;, &#8220;La Russia senza Putin&#8221; e  &#8220;Ognuno di noi può diventare un Khodorkovski&#8221;.</p>
<p>L&#8217;ex magnate 47enne era diventato l&#8217;uomo più ricco della Russia e aveva investito parte della sua fortuna per finanziare i gruppi dell&#8217;opposizione liberale e comunista nella Duma, il Parlamento federale.</p>
<p><strong>Il polverone giudiziario che lo travolto è considerato da molti come una montatura del potere, organizzata da Putin per cancellare Khodorkovski, la cui indipendenza era un ostacolo per lo stesso primo ministro. </strong></p>
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