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	<title>Corriere2000 &#187; genitori</title>
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	<description>Quotidiano on line</description>
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		<title>A 7 anni dallo tsunami ragazza ritrova i genitori</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 11:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[10 Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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		<category><![CDATA[tsunami]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Trascinata via dallo tsunami e creduta morta, una bambina ritrova i genitori dopo 7 anni. E' questa la sorprendente storia che sta commuovendo il mondo.</p>
<p>&#160;</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>-<strong> Trascinata via dallo tsunami e creduta morta, una ragazza  ritrova i genitori dopo 7 anni.</strong></p>
<p><strong>E&#8217; questa la sorprendente storia di Mary Yuranda che sta commuovendo il mondo.</strong> Una bambina indonesiana trascinata via dalle onde dello tsunami nel 2004 è stata ritrovata viva dopo tutto questo tempo nel suo villaggio, Meulaboh. A riferire la vicenda l&#8217;agenzia di stampa “Antara”.</p>
<p>Quando è sparita trascinata dalle onde aveva 8 anni. Dopo tante ricerche i genitori si erano rassegnati e avevano pensato fosse morta. Mary si è rifatta viva in un bar del suo paese dove è stata scambiata per una mendicante. <strong>La ragazza, non ricordandosi più i nomi dei genitori, ha pronunciato il nome del nonno Ibrahim che è stato chiamato sul posto e ha riconosciuto la nipote da alcune voglie, un neo e una cicatrice.</strong></p>
<p>Ritrovati i genitori, Mary ha raccontato di essere stata trascinato fino a un altro villaggio dove una donna l&#8217;ha trovata e l&#8217;ha costretta a chiedere l&#8217;elemosina. Ma dopo averla convinta a lasciarla andare, si è messa a fare l&#8217;autostop finché un tassista, impietosito, le ha dato un passaggio fino a casa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sedicenne non vuole abortire, genitori la portano in tribunale</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/12/sedicenne-non-vuole-abortire-genitori-la-portano-in-tribunale/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 15:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Sedicenne aspetta un bambino ma non vuole abortire. E i genitori la portano in tribunale.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- <strong>Sedicenne aspetta un bambino ma non vuole abortire. E i genitori la portano in tribunale.</strong></p>
<p>E&#8217; questa la storia di una teenager di Trento rimasta incinta, ma decisa a tenere il piccolo. I genitori, coinvolgendo anche la sorella maggiore, avrebbero tentato di convincerla a tutti i costi, ma invano.</p>
<p>Sembra che ai genitori non piaccia il padre del bambino, 18 anni, arrivato in Italia da solo dall&#8217;Albania, senza famiglia e senza lavoro e, pare, con dei piccoli precedenti. Stando alle loro affermazioni il ragazzo avrebbe anche maltrattato la figlia più volte.</p>
<p><strong>Pur di farle cambiare idea le avrebbero ridotto la libertà, accompagnandola a scuola tutti i giorni. Ma fallito anche l&#8217;ennesimo tentativo avrebbero deciso di rivolgersi a un giudice. “Deve costringerla” gli avrebbero detto.</strong></p>
<p>Ma il pubblico ministero che segue il caso si sarebbe opposto perché non si può ordinare un aborto per sentenza essendo questo un diritto di cui si può usufruire e non un dovere.</p>
<p>Ma i genitori avrebbero già avanzato anche altre richieste. In caso di nascita del bambino, avrebbero chiesto un provvedimento che ordini l&#8217;allontanamento dei due giovani e che sia impedito al padre di dargli il suo nome.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ue, social network pericolosi per i minori</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/06/ue-social-network-pericolosi-per-i-minori/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 10:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienze e tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Tusciaweb]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[pericolosi]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[ue]]></category>

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		<description><![CDATA[- All'Unione europea non piacciono i social network. Secondo alcuni studi, non garantirebbero la tutela dei minori. Ad affermarlo è Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione e responsabile per l'Agenda Digitale, che si definisce delusa da molti dei social network.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7082" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-7082" title="facebook_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/11/facebook_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>- All&#8217;Unione europea non piacciono i social network. Secondo alcuni studi, non garantirebbero la tutela dei minori.</p>
<p>Ad affermarlo è Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione e responsabile per l&#8217;Agenda Digitale, che si definisce delusa da molti dei social network.</p>
<p><strong>“La maggiorparte di questi siti  &#8211; spiega Neelie Kroes &#8211; non garantisce che i profili dei minori siano accessibili esclusivamente dai contatti da loro approvati”.</strong></p>
<p>Questo giudizio negativo è il frutto di un&#8217;indagine portata avanti su 14 social network: <span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">Arto, Bebo, Facebook, Giovani.it, Hyves, Myspace, Nasza-klaza.pl, Netlog, One.lt, Rate.ee, SchülerVZ, IRC Galleria, Tuenti e Zap.lu. Di questi siti soltanto Bebo e MySpace sono stati approvati perchè impediscono automaticamente che i profili dei minorenni possano essere accessibili anche ai contatti esterni che non sono stati approvati dall&#8217;utente.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Una menzione speciale è andata a Netlog e  SchülerVZ che impediscono totalmente a contatti esterni di contattare i minori.</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Circa il 77% dei ragazzi tra i 13 e i 16 anni e il 38% dei ragazzini tra i 9 e 12 anni, usano spesso i social network. “Il problema – spiega la Kroes – è che questi giovni non capiscono fino in fondo le conseguenze che arrivano dallo svelare troppi particolari della loro vita privata online”.</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">Rispetto a un anno fa la situazione è migliorata, ma la Commissione elenca alcune regole base per i genitori  sull&#8217;uso dei social network da parte dei minori, quali imporre de limiti a Internet, mettere il computer in un luogo “a vista”, controllare i siti più visitati dai figli e spiegargli l&#8217;importanza di non condividere dati personali e numeri di telefono.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Inoltre i genitori devono parlare con i propri figli e sapere quando navigano in rete e utilizzare dei software protettivi per bloccare o filtrare i siti ritenuti pericolosi.</strong></span></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Strappa gli occhi al padre</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2010/09/strappa-gli-occhi-al-padre/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 12:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[padre]]></category>
		<category><![CDATA[papa]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Tenta di uccidere i genitori, poi strappa gli occhi al padre.</p>
<p><strong>La tragedia è avvenuta nelal notte a Moncalieri, alel porte di Torino, dove i carabinieri hanno arrestato Guido Tencone, di 39 anni, in cura </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2697" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/08/gazzella_giorno_c2000.jpg"><img class="size-full wp-image-2697" title="gazzella_giorno_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/08/gazzella_giorno_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;Carabinieri&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /></a><p class="wp-caption-text">Carabinieri</p></div>
<p>Tenta di uccidere i genitori, poi strappa gli occhi al padre.</p>
<p><strong>La tragedia è avvenuta nelal notte a Moncalieri, alel porte di Torino, dove i carabinieri hanno arrestato Guido Tencone, di 39 anni, in cura al centro di igiene mentale della zona che però, di sua iniziativa, da qualche tempo aveva smesso di frequentare.</strong></p>
<p>L&#8217;aggressione è avvenuta nella casa dove abitano i genitori, Luciano Tencone, di 75 anni, e Graziella Casari, di 70 anni. I coniugi sono stati trasportati all&#8217;ospedale Molinette di Torino. Da quanto si è appreso, il figlio ha strappato gli occhi al padre a mani nude.</p>
<p><strong>Quando i carabinieri sono arrivati nella casa dove risiede la famiglia, in via Papa Giovanni XXIII, l&#8217;uomo era calmo e si stava lavando le mani sporche di sangue. Poi ha raccontato che era tranquillo e ha sentito delel voci che gli hanno detto di uccidere.</strong></p>
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