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	<title>Corriere2000 &#187; grazia</title>
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	<description>Quotidiano on line</description>
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		<title>Napolitano a Berlusconi: &#8220;Le sentenze si applicano&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Aug 2013 18:36:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tusciaweb]]></category>
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		<category><![CDATA[napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il capo dello Stato interviene dopo giorni di polemiche e dice "Di qualsiasi sentenza definitiva e del conseguente obbligo di applicarla, non può che prendersi atto". Ma "arbitrario e impraticabile lo scioglimento delle Camere".</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_33943" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-33943" title="Giorgio Napolitano" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/12/giorgio-napolitano-2.jpg" alt="" width="300" height="214" /><p class="wp-caption-text">Giorgio Napolitano</p></div>
<p>Il capo dello Stato interviene dopo giorni di polemiche e dice &#8220;Di qualsiasi sentenza definitiva e del conseguente obbligo di applicarla, non può che prendersi atto&#8221;. Ma &#8220;arbitrario e impraticabile lo scioglimento delle Camere&#8221;.</p>
<p>E sulla grazia precisa. &#8220;Non ho ricevuto alcuna richiesta&#8221;. Poi sulla riforma della giustizia: &#8220;Da tempo all&#8217;ordine del giorno&#8221;.</p>
<hr />
<p style="text-align: center;"><strong>Il testo integrale del messaggio di Napolitano</strong></p>
<p>La preoccupazione fondamentale, comune alla stragrande maggioranza degli italiani, è lo sviluppo di un&#8217;azione di governo che, con l&#8217;attivo e qualificato sostegno del Parlamento, guidi il paese sulla via di un deciso rilancio dell&#8217;economia e dell&#8217;occupazione. In questo senso hanno operato le camere fino ai giorni scorsi, definendo importanti provvedimenti; ed essenziale è procedere con decisione lungo la strada intrapresa, anche sul terreno delle riforme istituzionali e della rapida (nei suoi aspetti più urgenti ) revisione della legge elettorale.</p>
<p><strong>Solo così si può accrescere la fiducia nell&#8217;Italia e nella sua capacità di progresso. Fatale sarebbe invece una crisi del governo faticosamente formatosi da poco più di 100 giorni; il ricadere del paese nell&#8217;instabilità e nell&#8217;incertezza ci impedirebbe di cogliere e consolidare le possibilità di ripresa economica finalmente delineatesi, peraltro in un contesto nazionale ed europeo tuttora critico e complesso.</strong></p>
<p>Ho perciò apprezzato vivamente la riaffermazione &#8211; da parte di tutte le forze di maggioranza &#8211; del sostegno al governo Letta e al suo programma, al di là di polemiche politiche a volte sterili e dannose, e di divergenze specifiche peraltro superabili.</p>
<p>Non mi nascondo, naturalmente, i rischi che possono nascere dalle tensioni politiche insorte a seguito della sentenza definitiva di condanna pronunciata dalla Corte di Cassazione nei confronti di Silvio Berlusconi. Mi riferisco, in particolare, alla tendenza ad agitare, in contrapposizione a quella sentenza, ipotesi arbitrarie e impraticabili di scioglimento delle camere.</p>
<p><strong>Di qualsiasi sentenza definitiva, e del conseguente obbligo di applicarla, non può che prendersi atto. Ciò vale dunque nel caso oggi al centro dell&#8217;attenzione pubblica come in ogni altro.</strong></p>
<p>In questo momento è legittimo che si manifestino riserve e dissensi rispetto alle conclusioni cui è giunta la Corte di cassazione nella scia delle valutazioni già prevalse nei due precedenti gradi di giudizio; ed è comprensibile che emergano &#8211; soprattutto nell&#8217;area del Pdl &#8211; turbamento e preoccupazione per la condanna a una pena detentiva di personalità che ha guidato il governo (fatto peraltro già accaduto in un non lontano passato) e che è per di più rimasto leader incontrastato di una formazione politica di innegabile importanza.</p>
<p>Ma nell&#8217;esercizio della libertà di opinione e del diritto di critica, non deve mai violarsi il limite del riconoscimento del principio della divisione dei poteri e della funzione essenziale di controllo della legalità che spetta alla magistratura nella sua indipendenza.</p>
<p>Né è accettabile che vengano ventilate forme di ritorsione ai danni del funzionamento delle istituzioni democratiche.</p>
<p>Intervengo oggi, benché ancora manchino alcuni adempimenti conseguenti alla decisione della Cassazione, in quanto sono stato, da parecchi giorni, chiamato in causa, come presidente della Repubblica, e in modo spesso pressante e animoso, per risposte o &#8221;soluzioni&#8221; che dovrei e potrei dare a garanzia di un normale svolgimento, nel prossimo futuro, della dialettica democratica e della competizione politica.</p>
<p><strong>A proposito della sentenza passata in giudicato, va innanzi tutto ribadito che la normativa vigente esclude che Silvio Berlusconi debba espiare in carcere la pena detentiva irrogatagli e sancisce precise alternative, che possono essere modulate tenendo conto delle esigenze del caso concreto.</strong></p>
<p>In quanto ad attese alimentate nei miei confronti, va chiarito che nessuna domanda mi è stata indirizzata cui dovessi dare risposta.</p>
<p>L&#8217;articolo 681 del Codice di procedura penale, volto a regolare i provvedimenti di clemenza che ai sensi della Costituzione il presidente della Repubblica può concedere, indica le modalità di presentazione della relativa domanda. La grazia o la commutazione della pena può essere concessa dal presidente della Repubblica anche in assenza di domanda.</p>
<p>Ma nell&#8217;esercizio di quel potere, di cui la Corte costituzionale con sentenza del 2006 gli ha confermato l&#8217;esclusiva titolarità, il capo dello Stato non può prescindere da specifiche norme di legge, né dalla giurisprudenza e dalle consuetudini costituzionali nonché dalla prassi seguita in precedenza. E negli ultimi anni, nel considerare, accogliere o lasciar cadere sollecitazioni per provvedimenti di grazia, si è sempre ritenuta essenziale la presentazione di una domanda quale prevista dal già citato articolo del C.p.p..</p>
<p><strong>Ad ogni domanda in tal senso, tocca al presidente della Repubblica far corrispondere un esame obbiettivo e rigoroso, sulla base dell&#8217;istruttoria condotta dal ministro della Giustizia, per verificare se emergano valutazioni e sussistano condizioni che senza toccare la sostanza e la legittimità della sentenza passata in giudicato, possono motivare un eventuale atto di clemenza individuale che incida sull&#8217;esecuzione della pena principale.</strong></p>
<p>Essenziale è che si possa procedere in un clima di comune consapevolezza degli imperativi della giustizia e delle esigenze complessive del Paese. E mentre toccherà a Silvio Berlusconi e al suo partito decidere circa l&#8217;ulteriore svolgimento &#8211; nei modi che risulteranno legittimamente possibili &#8211; della funzione di guida finora a lui attribuita, preminente per tutti dovrà essere la considerazione della prospettiva di cui l&#8217;Italia ha bisogno. Una prospettiva di serenità e di coesione, per poter affrontare problemi di fondo dello Stato e della società, compresi quelli di riforma della giustizia da tempo all&#8217;ordine del giorno.</p>
<p>Tutte le forze politiche dovrebbero concorrere allo sviluppo di una competizione per l&#8217;alternanza nella guida del paese che superi le distorsioni da tempo riconosciute di uno scontro distruttivo, e faciliti quell&#8217;ascolto reciproco e quelle possibilità di convergenza che l&#8217;interesse generale del paese richiede.</p>
<p>Ogni gesto di rispetto dei doveri da osservare in uno Stato di diritto, ogni realistica presa d&#8217;atto di esigenze più che mature di distensione e di rinnovamento nei rapporti politici, sarà importante per superare l&#8217;attuale difficile momento.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Giorgio Napolitano</strong><br />
Presidente della Repubblica</p>
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		<title>Grazia, Graziella e grazie al…</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 15:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe fioroni]]></category>
		<category><![CDATA[grazia]]></category>
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		<category><![CDATA[ulivo]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ex ministro Fioroni dopo aver visto la foto di Bersani, Vendola e Di Pietro pronti a rifondare l’Ulivo ha commentato: “Grazia, Graziella e…”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6586" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6586" title="fioroni_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/10/fioroni_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Giuseppe Fioroni</p></div>
<p>- Bersani, Vendola e Di Pietro. Ovvero Grazia, Graziella e…</p>
<p>Giuseppe Fioroni ha la lingua avvelenata. Sembra quasi un toro quando vede rosso. E non si tiene.</p>
<p><strong>L’ex ministro alla Pubblica istruzione appena vista la foto della nuova triade pronta a rifondare l’Ulivo non ce l’ha fatta. Non ha retto il colpo. E al commento riportato  sull’Espresso Blog del dalemiano Matteo Orfini: “Bersani, Vendola e Di Pietro? Un insieme poco rassicurante” ha aggiunto che i tre sembrano proprio <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/09/19/perdenti-di-professione/" target="_blank">“Grazia, Graziella e… “.</a></strong></p>
<p>L’immagine dei tre leader di Idv, Sel e Pd è arrivata dopo la riunione fiume di Vasto dello scorso 16 settembre. Quando il centrosinistra ha deciso che in tempi così bui per la politica italiana è ora di rimettere in campo qualcosa che possa strappar consensi. Così Idv, Sel e Pd hanno deciso di riprovarci. Di riprovare a convivere nel bene e nel male.</p>
<p><strong>Chi dal primo momento però ha scosso la testa è stato proprio Fioroni. Il parlamentare viterbese prima del matrimonio ha ammonito tutti esprimendosi contro “la gioiosa macchina da guerra di occhettiana memoria”, riferendosi ovviamente alla triade. E a cose fatte non si è lasciato scappare un intercalare tipico degli studenti.</strong></p>
<p>Ora tutto sta capire chi dei tre è Grazia,  chi Graziella e chi grazie al …</p>
<p>&nbsp;</p>
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