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	<title>Corriere2000 &#187; inglese</title>
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	<description>Quotidiano on line</description>
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		<title>Inglese vietato sui media cinesi</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 17:51:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[10 Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[inglese]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Inglese vietato sui media cinesi.</p>
<p><strong> Il crescente utilizzo di parole e sigle in inglese &#8220;mina seriamente la purezza della lingua scritta e parlata cinese&#8221;, secondo una direttiva emanata lunedì dall&#8217;amministrazione generale della stampa e pubblicata </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inglese vietato sui media cinesi.</p>
<p><strong> Il crescente utilizzo di parole e sigle in inglese &#8220;mina seriamente la purezza della lingua scritta e parlata cinese&#8221;, secondo una direttiva emanata lunedì dall&#8217;amministrazione generale della stampa e pubblicata oggi dai giornali.</strong></p>
<p>L&#8217;uso degli inglesismi &#8220;distrugge uno sviluppo linguistico e culturale sano e armonioso, ed esercita un influsso negativo sulla società&#8221;, rende noto l&#8217;istituzione.</p>
<p>Da qui dunque il divieto di introdurre parole straniere in pubblicazioni scritte in cinese e creare neologismi di significato poco chiaro.</p>
<p>Le aziende che violano la direttiva si esporranno a sanzioni amministrative, che però non vengono specificate.</p>
<p><strong>L&#8217;amministrazione generale della stampa ha comunque lasciato la possibilità di utilizzare le parole straniere, &#8220;se necessario&#8221;, ma solo se seguite da una traduzione o una spiegazione in cinese.</strong></p>
<p>L&#8217;amministrazione generale per la stampa e le pubblicazioni (Gapp), l&#8217;agenzia governativa incaricata di controllare il settore, scrive che &#8220;le parole straniere mischiate con quelle cinesi danneggiano gravemente la purezza della lingua cinese e turbano l&#8217;altrimenti sano e armonioso ambiente culturale&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Gli italiani imparino l&#8217;inglese&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Sep 2010 14:50:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[inglese]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[tremonti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Giulio Tremonti lancia un appello agli italiani: &#8220;Se non conosciamo l&#8217;inglese non possiamo competere in Europa&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;C&#8217;è il rischio che altri paesi più vitali di noi ci superino &#8211; continua il ministro sottolineando l&#8217;importanza della </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2924" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2924" title="tremonti_giulio_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/08/tremonti_giulio_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt; Giulio Tremonti&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> Giulio Tremonti</p></div>
<p>Giulio Tremonti lancia un appello agli italiani: &#8220;Se non conosciamo l&#8217;inglese non possiamo competere in Europa&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;C&#8217;è il rischio che altri paesi più vitali di noi ci superino &#8211; continua il ministro sottolineando l&#8217;importanza della tv per conoscere le lingue straniere -. Credo che sia fondamentale l&#8217;uso della tv pubblica per la formazione. Gli italiani sono un popolo intelligente, ma non conoscono l&#8217;inglese, ecco perchè io ho proposto i sottotitoli ed i cartoni in inglese&#8221;.</strong></p>
<p>&#8220;Abbiamo un grande Pil sommerso, quindi molto sottovalutato&#8221;. Dichiara inoltre Tremonti.</p>
<p><strong>&#8220;Ci devono spiegare perchè abbiamo fatto così le privatizzazioni &#8211; si chiede infatti Tremonti &#8211; perchè hanno fatto lo spezzatino dell&#8217;Enel, già la parola indica gli appetiti che c&#8217;erano, mentre la Francia ha un colosso statale?&#8221;. </strong></p>
<p>Il ministro torna infine su un suo vecchio cavallo di battaglia: la deregulation. &#8220;Non possiamo continuare a fare chilometri di gazzetta ufficiali &#8211; conclude Tremonti &#8211; serve una grande spinta per ridurre le regole. Occorre introdurre il principio di base &#8220;tutto è libero, tranne ciò che è vietato&#8221;, l&#8217;esatto contrario di quello che è oggi, un sistema di divieti dietro il quale si nascondono le caste e i costi&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Dalla crisi in poi &#8211; ha affermato il ministro &#8211; tutti stanno facendo politiche di contenimento della spesa pubblica, ma non per oscure ragioni ragionieristiche, ma per una cosciente scelta politica. Tutti dobbiamo farle nell&#8217;interesse comune. Tante volte ti chiedono perchè lo fai, ma la crisi ci porta adesso a scelte comuni.</strong></p>
<p>Un mercato comune e una moneta comune porta a vincoli di responsabilità comuni e questa non è la rinuncia a prerogative nazionali. Tutti i paesi hanno adottato politiche di responsabilità, come la Germania, e di austerità, come l&#8217;inghilterra, in Italia la politica di responsabilità è iniziata nel 2008 con la manovra triennale&#8221;.</p>
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