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	<title>Corriere2000 &#187; istat</title>
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		<title>Istat: Risale fiducia nelle imprese</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jul 2013 09:19:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>L’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane sale a luglio a 79,6 da 76,4 di giugno.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3614" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/euro_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" />Istat: Risale fiducia nelle imprese.</p>
<p>L’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane sale a luglio a 79,6 da 76,4 di giugno.</p>
<p>A darne notizia è l’Istat, secondo cui l’aumento riflette il miglioramento della fiducia diffuso in tutti i settori economici oggetto di indagine: dalle imprese manifatturiere e di costruzione, a quelle  dei servizi di mercato e del commercio al dettaglio.</p>
<p><strong>L’indice del clima di fiducia delle imprese manifatturiere, sottolinea l’Istat, aumenta, passando da 90,5 di giugno a 91,7.</strong></p>
<p>I giudizi sugli ordini e le attese di produzione migliorano (da -39 a -37 e da -2 a 0, i rispettivi saldi) e il saldo relativo ai giudizi sulle scorte di magazzino passa da 1 a 0. L’analisi del clima di fiducia indica un miglioramento diffuso della fiducia nei beni di consumo da 91,3 a 92,8, nei beni intermedi da 89,8 a 90,8 e in quelli strumentali da 91,1 a 92,5. L’indice del clima di fiducia delle imprese di costruzione sale da 71,1 di giugno a 76,5.</p>
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		<title>Istat, 3 milioni senza lavoro</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Mar 2013 10:04:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Tusciaweb]]></category>
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		<category><![CDATA[pressione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[senza lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Disoccupazione record, Pil in calo, debito pubblico in crescita e pressione fiscale al top. Questa è l'Italia fotografata dall'Istat. A gennaio sono 3 milioni le persone in cerca di lavoro e oltre 2,8 milioni i precari.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34922" title="Grafico" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/04/Grafico_prima.jpg" alt="" width="300" height="130" /> - Disoccupazione record, Pil in calo, debito pubblico in crescita e pressione fiscale al top.</p>
<p><strong>Questa è l&#8217;Italia fotografata dall&#8217;Istat. A gennaio sono 3 milioni le persone in cerca di lavoro e oltre 2,8 milioni i precari.</strong></p>
<p>Scende del 2,4% il Pil, un calo dello 0,8% rispetto al 2011. In grande crescita il debito pubblico che tocca quota 127% del Pil, il dato più alto dal 1990. Ai massimi anche la pressione fiscale dal 1990.</p>
<p>Nel 2012 ha infatti raggiunto il 44%, in crescita rispetto al 42,6% del 2011. In quanto all&#8217;indebitamento delle amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è di – 3,0% (- 3,8% nel 2011).</p>
<p><strong>Crollata nel 2012 anche la spesa per i consumi delle famiglie con un – 4,3% dopo essere risultata quasi stabile nel 2011 con un + 0,1%.</strong></p>
<p>Il secondo dato negativo è quello dei disoccupati che ha sfiorato i 3 milioni, il dato più alto dal 1992. L&#8217;Istat fa sapere che i disoccupati sono in aumento del 3,8% rispetto a dicembre e su base annua del 22,7%.</p>
<p><strong>Sale il tasso di disoccupazione che a gennaio si attesta all&#8217;11,7%, ai massimi dal 1992. Il tasso di disoccupazione giovanile nello stesso mese arriva al 38,7% rispetto al 35,3% del 2012.</strong></p>
<p>Frena invece l&#8217;inflazione a febbraio. Con i prezzi di consumo a + 1,9 su base tendenziale e + 0,1% su base mensile.</p>
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		<title>Disoccupazione record all&#8217;11,2%</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2013/02/36109/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2013 10:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[17 Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tusciaweb]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il dato relativo al dicembre 2012 - provvisorio e destagionalizzato - è cresciuto di 0,1 punti rispetto a novembre e di 1,8 nel raffronto con il 2011.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4252" title="operaio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/operaio.jpg" alt="" width="300" height="130" />Disoccupazione all&#8217;11,2%.</p>
<p>Nuovo record certificato dall&#8217;Istat sul tasso di disoccupazione in Italia. Secondo i dati provvisori, il dato a dicembre è salito all&#8217;11,2%, in rialzo di 0,1 punti percentuali rispetto a novembre e di 1,8 punti su base annua.</p>
<p>Cifre che restano ai massimi da gennaio 2004, quando sono iniziate le serie mensili dell&#8217;Istat, e al top dal primo trimestre del 1999, guardando invece alle trimestrali.</p>
<p><strong>Nell&#8217;ultimo mese dello scorso anno il numero di disoccupati ha raggiunto quota due milioni e 875 mila persone, 4mila in più rispetto a novembre.</strong> Su base annua la disoccupazione è cresciuta del 19,7% (474 mila unità in più). Un aumento che secondo l&#8217;istituto ha interessato sia gli uomini che le donne.</p>
<p>Va leggermente meglio invece sul fronte dei giovani. Il tasso di disoccupazione giovanile, cioè l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro, è al 36,6%, in calo di 0,2 punti rispetto a novembre e in aumento di 4,9 punti nel confronto tendenziale.</p>
<p>Sempre rilevante invece il fenomeno di chi neppure cerca lavoro: il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni è aumentato dello 0,6% mensile a dicembre e il tasso sul totale della popolazione si attesta al 36,4%, in crescita di 0,2 punti in termini congiunturali e in diminuzione di 0,6 punti su base annua. <strong>Quasi quattro italiani su dieci, cioè, non hanno lavoro e non lo cercano.</strong></p>
<p>Sul fronte opposto, cioè quello dell&#8217;occupazione, alla fine dello scorso anno gli occupati sono risultati 22 milioni e 723 mila persone, in diminuzione dello 0,5% rispetto a novembre (-104 mila) e dell’1,2% su base annua (-278 mila).</p>
<p>Il calo dell’occupazione riguarda sia gli uomini sia le donne e porta il tasso di occupazione al 56,4%: si tratta del dato più basso da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili) e dal primo trimestre del 2001 se si guardano le serie storiche trimestrali.</p>
<p><strong>A dicembre la disoccupazione nell&#8217;eurozona è risultata stabile a quota 11,7% rispetto a novembre. </strong></p>
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		<title>Retribuzioni +1,5%, il valore più basso dal 1983</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2013/01/retribuzioni-15-il-valore-piu-basso-dal-1983/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 13:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Tusciaweb]]></category>
		<category><![CDATA[1983]]></category>
		<category><![CDATA[Inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[retribuzioni]]></category>
		<category><![CDATA[valore basso]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sale l'inflazione, ma gli stipendi degli italiani non crescono. A rivelarlo è l'Istat. Stando ai dati raccolti dall'istituto le retribuzioni contrattuali orarie nella media del 2012 sono cresciute dell'1,5% rispetto al 2011.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34922" title="Grafico" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/04/Grafico_prima.jpg" alt="" width="300" height="130" /> - Sale l&#8217;inflazione, ma gli stipendi degli italiani non crescono.</p>
<p><strong>A rivelarlo è l&#8217;Istat. Stando ai dati raccolti dall&#8217;istituto le retribuzioni contrattuali orarie nella media del 2012 sono cresciute dell&#8217;1,5% rispetto al 2011.</strong></p>
<p>La crescita media annua più bassa dal 1983, fanno sapere gli esperti. Dati negativi anche sui tempi di rinnovi contrattuali che superano i tre anni.</p>
<p>Analizzando la forbice tra aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (1,5%) e l&#8217;inflazione (3,0%) ne risulta una media di 1,5 punti percentuali. <strong>Ne deriva che la crescita dei prezzi è raddoppiata rispetto ai salari. Il divario maggiore dal 1995.</strong></p>
<p>Stando al Codacons &#8220;la priorità del prossimo Governo, se vuole rilanciare i consumi e la crescita, dovrà essere il ripristino della rivalutazione delle pensioni e delle retribuzioni dei dipendenti pubblici ed il congelamento, almeno fino al 2015, di tutte le tariffe, dalle multe per le violazioni al codice della strada al canone Rai, dai pedaggi autostradali al gas, dalla luce all&#8217;ormai imminente stangata Tares&#8221;.</p>
<p>&#8220;Con riferimento ai principali macrosettori – continua invece la nota dell&#8217;Istat -, a dicembre le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale del 2,2% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione&#8221;.</p>
<p><strong>Gli incrementi maggiori si sono verificati nel settore alimentare, bevande e tabacco (3,6%), settore chimico (3,3%), legno, carta e stampa, acqua e servizi smaltimento rifiuti (3,0%).</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>In Italia 8 milioni di poveri</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2013/01/in-italia-8-milioni-di-poveri-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Jan 2013 18:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Tusciaweb]]></category>
		<category><![CDATA[enrico giovannini]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[noi italia]]></category>
		<category><![CDATA[poveri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sei famiglie su dieci faticano ad arrivare a fine mese e i poveri superano quota 8 milioni. A rivelarlo è il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, che ha presentato il rapporto “Noi Italia”.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34922" title="Grafico" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/04/Grafico_prima.jpg" alt="" width="300" height="130" /> - <strong>Sei famiglie su dieci faticano ad arrivare a fine mese e i poveri superano quota 8 milioni.</strong></p>
<p>A rivelarlo è il presidente dell&#8217;Istat, Enrico Giovannini, che ha presentato il rapporto “Noi Italia”.</p>
<p>Stando a Giovannini bisogna ridurre le tasse riducendo la spesa pubblica, ma non lo si può fare “aumentando il debito”.</p>
<p>La pressione fiscale nel 2011 è stata del 42,6%, che supera di 2,7 punti la media dei Paesi europei.</p>
<p><strong>Il tasso di inattività delle persone tra i 15 e i 64 anni ha raggiunto quota 37,8% e particolarmente elevato è quello femminile che è arrivato al 48,5%.</strong></p>
<p>“La crisi economica &#8211; ha affermato Giovannini &#8211; ha colpito molto più il Sud che il Nord. Non tanto nel 2008-2009 quanto adesso che le imprese esportatrici, concentrate al Nord vanno bene e quelle che producono per il mercato interno hanno invece difficoltà”.</p>
<p><strong>Nel 2011 le famiglie in stato di povertà relativa sono risultate all&#8217;11,1%, per un totale di 8,2 milioni di individui, il 13,6% della popolazione residente.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Record disoccupazione per i giovani</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2012/11/record-disoccupazione-per-i-giovani/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Nov 2012 15:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Tusciaweb]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione record giovani]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Cresce ancora la disoccupazione in Italia. E' stata raggiunta quota 11,1% con un rialzo di 0,3 punti percentuali rispetto a settembre e di 2,3 punti su base annua. La fascia più colpita i giovani tra i 15 e i 24 anni.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34922" title="Grafico" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/04/Grafico_prima.jpg" alt="" width="300" height="130" /> - <strong>Cresce ancora la disoccupazione in Italia.</strong></p>
<p><strong>E&#8217; stata raggiunta quota 11,1% con un rialzo di 0,3 punti percentuali rispetto a settembre e di 2,3 punti su base annua.</strong></p>
<p>A farlo sapere è l&#8217;Istat (dati destagionalizzati e provvisori). Facendo riferimento all&#8217;inizio serie mensili è il dato più alto da gennaio 2004 mentre per le serie trimestrali è il più alto dal primo trimestre del 1999.</p>
<p><strong>Ma i dati più preoccupanti arrivano dal mondo giovanile. Il tasso di disoccupazione sui ragazzi tra i 15 e i 24 anni a ottobre è di 36,5%. Le persone in cerca di lavoro che fanno parte di questa fascia di età sono 639mila.</strong></p>
<p>Il tasso è in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese scorso e di 5,8 punti nel confronto tendenziale.</p>
<p>La crescita della disoccupazione riguarda indistintamente entrambi i sessi e in più della metà dei casi persone con almeno 35 anni. Questo è anche dovuto, spiega l&#8217;istituto di statistica, anche a quanti hanno perso l&#8217;occupazione precdente.</p>
<p>Record anche nei precari che arrivano ad un totale di 2milioni 877mila sommando le varie categorie di dipendenti a termine e collaboratori, il massimo dal 2004.</p>
<p><strong>Nell&#8217;Eurozona sono stati registrati 18, 7 milioni di disoccupati (11,7%). In crescita di 0,1 punti percentuali rispetto al mese scorso e di 1,3 punti su base annua. A renderlo noto l&#8217;Eurostat.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Disoccupazione al 10,5%, il dato più alto dal 1999</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2012/08/disoccupazione-al-105-il-dato-piu-alto-dal-1999/</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Aug 2012 09:57:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Tusciaweb]]></category>
		<category><![CDATA[5%]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione 10]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il tasso di disoccupazione in Italia continua a crescere. Nel secondo trimestre del 2012 arriva al 10,5% con un aumento di 2,7 punti base su base annua. A rilevarlo è l'Istat. In base ai confronti tendenziali è il dato più alto dal 1999.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34922" title="Grafico" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/04/Grafico_prima.jpg" alt="" width="300" height="130" /> - Il tasso di disoccupazione in Italia continua a crescere. Nel secondo trimestre del 2012 arriva al 10,5% con un aumento di 2,7 punti base su base annua.</p>
<p><strong>A rilevarlo è l&#8217;Istat. In base ai confronti tendenziali è il dato più alto dal 1999.</strong></p>
<p>A livello mensile il tasso di disoccupazione resta stabile a luglio al 10,7%, invariato da giugno, ma è il più alto da gennaio 2004.</p>
<p>Complessivamente i senza lavoro sarebbero 2 milioni 764 mila. Mentre le persone in cerca di occupazione sono arrivate a quota 695mila unità, con una crescita del 33,6%.</p>
<p><strong>A farne maggiormente le spese sono i giovani con i senza lavoro tra i 15 e i 24 anni a quota 35,3%. In più la crescita annua della disoccupazione giovanile è tripla rispetto a quella complessiva.</strong></p>
<p>Non crescono gli occupati stabili con un calo nel secondo trimestre in termini tendenziali dello 0,2%. Continua a salire il tasso di disoccupazione anche nell&#8217;Eurozona che sale dell&#8217;11,3%, il risultato più alto dalla nascita della moneta unica.</p>
<p>A renderlo noto è l&#8217;Eurostat che ha stimato inoltre che il numero di disoccupati nell&#8217;Ue a luglio è salito a 25,254 milioni di persone di cui 18 nella sola Eurozona. I Paesi dove il tasso di disoccupazione è più alto sono la Spagna con il 25,1% e la Grecia con il 23,1%.</p>
<p><strong>A livelli alti anche la disoccupazione giovanile che è salita al 22,6% nell&#8217;Eurozona e al 27% nell&#8217;Ue.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Disoccupazione, crescita record al 10,2%</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2012/06/disoccupazione-crescita-record-al-102/</link>
		<comments>https://www.corriere2000.it/2012/06/disoccupazione-crescita-record-al-102/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Jun 2012 09:08:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Tusciaweb]]></category>
		<category><![CDATA[crescita record]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Cresce ancora la disoccupazione in Italia. Sale a quota 10,2% il tasso dei senza lavoro ad aprile, cresce dello 0,1 rispetto a marzo e del 2,2 su base annua.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34922" title="Grafico" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/04/Grafico_prima.jpg" alt="" width="300" height="130" /> - Cresce ancora la disoccupazione in Italia.</p>
<p><strong>Sale a quota 10,2% il tasso dei senza lavoro ad aprile, cresce dello 0,1 rispetto a marzo e del 2,2 su base annua.</strong></p>
<p>Quindi in un solo mese sono senza un impiego circa 38mila persone.</p>
<p><strong>Lo rileva l&#8217;Istat che afferma che questo è il dato più alto da gennaio 2004. Rispetto alle rilevazioni trimestrali è il dato più alto dal 2000.</strong></p>
<p>Nei primi tre mesi dell&#8217;anno i senza lavoro sono cresciuti del 10,9% che sono saliti del 2,3% su base annua con il tasso più alto dal 1999.</p>
<p><strong>A farne le spese sono soprattutto i giovani tra i 15 e i 24 anni</strong> che ad aprile arrivano a quota 35,2%: in diminuzione di 0,8 punti percentuali rispetto a marzo, ma in salita del 7,9 su base annua.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Figli a casa fino a 34 anni e matrimoni in calo</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 10:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Tusciaweb]]></category>
		<category><![CDATA[34 anni]]></category>
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		<category><![CDATA[matrimoni in calo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Figli a casa fino a 34 anni e matrimoni in calo. E' questo ciò che emerge dal rapporto Istat in cui si nota come rimangano a casa con i genitori tutti i giovani nella fascia compresa tra i 25 e i 34 anni, il 41,9% rispetto al 33,2% del 1993.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34922" title="Grafico" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/04/Grafico_prima.jpg" alt="" width="300" height="130" /> - Figli a casa fino a 34 anni e matrimoni in calo.</p>
<p><strong>E&#8217; questo ciò che emerge dal rapporto Istat in cui si nota come rimangano a casa con i genitori tutti i giovani nella fascia compresa tra i 25 e i 34 anni, il 41,9% rispetto al 33,2% del 1993.</strong></p>
<p>Ma i giovani che restano in casa non sono bamboccioni. La maggior parte sono obbligati a fare questa scelta perché senza lavoro e quindi impossibilitati a pagare un affitto. In aumento anche i Neet, giovani che non studiano né lavorano, che hanno superato quota due milioni.</p>
<p><strong>In calo anche i matrimoni con il 33,7% rispetto al 45,2% del 1993. Sempre più diffusi invece i nuovi nuclei familiari (single, single con figli, convivenze) e le separazioni.</strong></p>
<p>Le famiglie, si legge ancora nel rapporto dell&#8217;Istat, sono sempre più povere anche se il Pil pro capite, dal 1992 al 2011, è cresciuto dell&#8217;11,6%. Mentre il reddito pro capite, in riferimento allo stesso periodo, è sceso del 4%.<strong> Italia più ricca, ma italiani più poveri. Quali potrebbero essere le ragioni?</strong></p>
<p>“La prima — afferma il presidente dell’Istat Enrico Giovannini — è la<strong> pressione fiscale</strong>, ma poi ci sono le <strong>rimesse agli immigrati che spediscono nel loro Paese buona parte di quello che guadagnano da noi</strong> e soprattutto i profitti delle multinazionali che, su scala più vasta, fanno la stessa cosa”.</p>
<p>Stando alle previsioni potrebbe esserci nei prossimi mesi un calo del Pil dell1,5% per poi riguadagnare mezzo punto nel 2013. I consumi delle famiglie potrebbero scendere ulteriormente ( -2,1%) e, con essi, anche gli investimenti (-5,7%).</p>
<p>Reggono ancora le esportazioni con +1,2%, ma calano le importazioni con -4,8%.</p>
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		<title>Pensionati, uno su due vive con meno di mille euro</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 14:20:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Tusciaweb]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[meno di mille euro]]></category>
		<category><![CDATA[pensionati]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un pensionato su due percepisce meno di 1000 euro. Lo rileva l'Istat secondo cui quasi un pensionato su tre percepirebbe tra i 500 e 1000 euro. Ricevono una pensione sotto i 500 euro il 14,4%.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34922" title="Grafico" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/04/Grafico_prima.jpg" alt="" width="300" height="130" /> - <strong>Un pensionato su due percepisce meno di 1000 euro. Lo rileva l&#8217;Istat secondo cui quasi un pensionato su tre percepirebbe tra i 500 e 1000 euro.</strong></p>
<p><strong>Ricevono una pensione sotto i 500 euro il 14,4%.</strong></p>
<p>Nel 2010 le spesa complessiva per le pensioni (di 258,4 miiardi) è aumentata dell1,9% rispetto all&#8217;anno prima, ma è in discesa, invice, la sua incidenza sul Pil che ha registrato un 16,64% rispetto ai 16,69% nel 2009.</p>
<p>Il 71% della spesa pensionistica andrebbe alle pensioni di vecchiaia, il 14,9% ai superstiti, il 4,5% a quelle di invalidità, il 7,9% alle assistenziali e l&#8217;1,7% alle indennitarie.</p>
<p>&#8220;I pensionati italiani si confermano i piu&#8217; poveri d&#8217;Europa &#8211; afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi -. <strong>A pesare è soprattutto la pressione fiscale, che nel nostro paese resta elevatissima, mentre altri paesi europei non prevedono alcuna tassazione sulle pensioni.</strong></p>
<p>A peggiorare la situazione le ultime misure introdotte in Italia, che hanno determinato un aumento dei prezzi e delle tariffe e una conseguente perdita del potere d&#8217;acquisto, giàcrollato negli ultimi anni. Basti pensare che dal 1993 ad oggi il potere d&#8217;acquisto di chi percepisce una pensione medio/bassa e&#8217; calato di oltre il 50%&#8221;.</p>
<p>In totale i pnesionati sarebbero 16,7 milioni per un totale di 15 mila 471 medi all&#8217;anno. Così il 14,4% riceverebbe meno di 500 euro al mese, il 31% tra i 500 e i mille euro, il 23% tra i 1000 e i 1500 e il 31,1% più di 1500.</p>
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		<title>Dati Istat, divario record tra inflazione e salari</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 17:31:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[divario record]]></category>
		<category><![CDATA[Inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[salari]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I dati Istat di marzo registrano un divario tra il livello d'inflazione (+3,3%) e le retribuzioni contrattuali orarie (+1,2%) che conta i 2,1 punti percentuali. Il margine più critico dall'agosto 1995, che contava 2,4 punti percentuali.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34922" title="Grafico" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/04/Grafico_prima.jpg" alt="" width="300" height="130" /> -<strong> I dati Istat di marzo registrano un divario tra il livello d&#8217;inflazione (+3,3%) e le retribuzioni contrattuali orarie (+1,2%) che conta i 2,1 punti percentuali. Il margine più critico dall&#8217;agosto 1995, che contava 2,4 punti percentuali.</strong></p>
<p>E&#8217; la conferma di quanto dice la Cgil &#8211; commenta Il leader del sindacato Susanna Camusso &#8211; la condizione di reddito dei lavoratori continua a peggiorare. I lavoratori pubblici – continua – sono al quarto anno di blocco contrattuale mentre i contratti del lavoro privato si rinnovano con grande difficoltà&#8221;.</p>
<p><strong>Il rapporto Istat metterebbe in evidenzia il problema del rinnovo contrattuale: 1 lavoratore su 3 ne sarebbe in attesa. Dal rapporto si conterebbero 36 attese di rinnovo contrattuali, tra cui 16 nella pubblica amministrazione (4,3 milioni di dipendenti, di cui circa 3 milione nel pubblico impiego), il che ammonta a circa il 32,6% della forza lavoro totale.</strong></p>
<p>Un rallentamento dei salari (in crescita dell&#8217;1,2%) tanto marcato non veniva registrato dal 1983, agli albori delle serie storiche ricostruite dall&#8217;Istat, inoltre, nel primo trimestre se ne registra una crescita dell&#8217;1,3% rispetto al medesimo periodo del 2011.</p>
<p>Si registra nel dettaglio un incremento del 1,7% per i dipendenti nel settore privato, ed una variazione minima per quello pubblico. A tal proposito interviene il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. &#8221;I salari fermi &#8211; spiega &#8211; sono lo specchio della situazione del Paese. Se non si abbassa la pressione fiscale non si potranno alzare gli stipendi e risollevare i consumi&#8221;. Variazioni presso a poco nulle giungono dal settore dell&#8217;agricoltura, assicurativo, della pubblica amministrazione e di credito. L&#8217;industria invece registra degli incrementi tendenziali in diversi settori: del 2,9% per quello tessile, abbigliamento e lavorazione delle pelli; del 2,7% in tutti i comparti di gomma, chimiche, plastica, lavorazioni minerali non metalliferi e telecomunicazioni.</p>
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		<title>Produzione industriale in discesa</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2012/04/produzione-industriale-in-discesa/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 09:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Tusciaweb]]></category>
		<category><![CDATA[discesa]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[produzione industriale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La produzione industriale italiana è calata dello 0,7% a febbraio e del 6,8% su base annua. E' il dato negativo più forte dal novembre del 2009. A rilevarlo è l'Istat.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3614" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/euro_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /> &#8211; <strong>La produzione industriale italiana è calata dello 0,7% a febbraio e del 6,8% su base annua. E&#8217; il dato negativo più forte dal novembre del 2009. A rilevarlo è l&#8217;Istat.</strong></p>
<p>Nel trimestre dicembre – febbraio l&#8217;indice è sceso dell&#8217;1,0% rispetto al trimestre precedente. Nei primi due mesi dell&#8217;anno è di 5,7% il calo rispetto al periodo corrispondente dell&#8217;anno precedente.</p>
<p>L&#8217;unica crescita tendenziale a febbraio 2012 si è verificata nel comparto energia con il +3,3%. Diminuiscono invece i medi intermedi con -10,6% e i beni di consumo con – 9,6%. In discesa anche i beni strumentali (- 1,5%).</p>
<p>Il settore, nel confronto tendenziale, con crescita più grande è quello dell&#8217;energia elettrica, del gas, vapore e aria con + 11,0%, cresce anche il settore computer, elettronica con + 5,0% e fabbricazioni di macchinari n.c.a. con + 1,6%.</p>
<p><strong>In negativo invece la fabbricazione di prodotti chimici con – 13,9%.</strong></p>
<p>Il tasso di inflazione, fa sapere ancora l&#8217;Istat, rimane stabile al 3,3%.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Disoccupazione record, in salita al 9,3%</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2012/04/disoccupazione-record-in-salita-al-93/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 10:27:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[istat]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>A febbraio il tasso di disoccupazione arriva al 9,3% con un aumento di 0,2% rispetto a gennaio e dell'1,2% su base annua. Non si registrava un record così dal '92. A comunicarlo è l'Istat dopo un'analisi dei dati provvisori che attestano come nel quarto trimestre del 2011 il tasso di disoccupazione sia salito al 9,6%.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34229" title="Istat" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/02/Immagine-1.png" alt="" width="200" height="62" />- <strong>A febbraio il tasso di disoccupazione arriva al 9,3% con un aumento di 0,2% rispetto a gennaio e dell&#8217;1,2% su base annua. Non si registrava un record così dal &#8217;92.</strong></p>
<p>A comunicarlo è l&#8217;Istat dopo un&#8217;analisi dei dati provvisori che attestano come nel quarto trimestre del 2011 il tasso di disoccupazione sia addirittura salito al 9,6%.</p>
<p><strong>La situazione peggiore è quella dei giovani con un tasso di disoccupazione registrato a febbraio del 31,9% che sale dello 0,9% rispetto a gennaio e del 4,1% su base annua.</strong></p>
<p>La fascia più colpita è quella compresa tra i 15 e i 24 anni con un tasso che è salito al 32,6% rispetto al 29,8% dell&#8217;anno prima. In particolare la disoccupazione delle donne del Mezzogiorno è cresciuta del 49,2%.</p>
<p>Si contrappone a questi dati, invece, l&#8217;occupazione italiana degli adulti che cresce di 164mila unità, specialmente la categoria a tempo indeterminato. Secondo l&#8217;Istat questo sarebbe dovuto al progressivo invecchiamento della popolazione e all&#8217;inasprimento dei requisiti anagrafici e contributivi per l&#8217;accesso alla pensione.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Inflazione stabile, ma sale il carrello della spesa</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2012/03/inflazione-stabile-ma-sale-il-carrello-della-spesa/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 10:20:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[carrello]]></category>
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		<category><![CDATA[spesa]]></category>
		<category><![CDATA[stabile]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Resta stabile a marzo il livello di inflazione con il 3,3%. che rimane invariato rispetto a febbraio. Lo rileva l'Istat che aggiunge che su base mensile c'è stato un aumento dei pressi dello 0,5%.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34229" title="Istat" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/02/Immagine-1.png" alt="" width="200" height="62" /> &#8211; <strong>Resta stabile a marzo il livello di inflazione con il 3,3%. che rimane invariato rispetto a febbraio. Lo rileva l&#8217;Istat che aggiunge che su base mensile c&#8217;è stato un aumento dei pressi dello 0,5%.</strong></p>
<p>“La stabilizzazione dell&#8217;inflazione – fa sapere  l&#8217;Istat &#8211; è il risultato della stazionarietà del tasso di crescita tendenziale dei prezzi dei beni (+4,2% come a febbraio 2012), accompagnato da un lieve rialzo di quello dei servizi (+2,3%, dal +2,2% del mese precedente)”.</p>
<p><strong>Ma quello che pesa di più sugli italiani è il “carrello dello spesa”. Nell&#8217;ultimo mese c&#8217;è stato un salto del 4,6%, una cifra che non si registrava dal 2008. Anche su base mensile è aumentanto dello 0,6%.</strong></p>
<p>Più marcati gli aumenti dei prezzi delle sigarette con l&#8217;8,8%, il 12,8% per il caffè, 14,9% il trasporto aereo. Nei generi alimentari aumenta lo zucchero con il 12,5%. Salgono inoltre le spese condominiali del 4,2% e il Gpl, oltre la benzina e il gasolio, con l&#8217;8,8%.</p>
<p><strong>In lieve calo, invece, l&#8217;inflazione nei paesi dell&#8217;Eurozona. Lo fa sapere l&#8217;Eurostat spiegando che l&#8217;indice di misura dei prezzi su base annua è sceso al 2,6% rispetto al 2,7% del mese scorso.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Produzione industriale, dato peggiore dal 2009</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2012/03/produzione-industriale-dato-peggiore-dal-2009/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 10:35:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[2009]]></category>
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		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[produzione industriale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Grande calo della produzione industriale rispetto al dicembre 2009. Lo rileva l'Istat spiegando che il calo rispetto a dicembre è del 2,5% e del 5%, invece, su base annua.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4252" title="operaio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/operaio.jpg" alt="" width="300" height="130" /> &#8211; <strong>Grande calo della produzione industriale rispetto al dicembre 2009. Lo rileva l&#8217;Istat spiegando che il calo rispetto a dicembre è del 2,5% e del 5%, invece, su base annua.</strong></p>
<p>A gennaio 2012 si riscontra anche un calo della produzione di autoveicoli con un crollo del 36,8%.</p>
<p>Ma una diminuzione generale a gennaio 2012 è stata rilevata nei settori industriali principali. L&#8217;energia scende del 5,9%, i beni di consumo del 5,8%, i beni intermedi del 5,4% e i beni strumentali del 4,2%.</p>
<p><strong>Sono invece in aumento rispetto a gennaio 2011 i settori di attività estrattiva con il 5,8%, la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica, ottica strumenti elettromedicali, apparecchi di misurazione con il 2,3% e, infine, settore alimentare, bevande e tabacco con il 2,0%.</strong></p>
<p>In forte calo anche l&#8217;industria del legno con il 16,3%, la manifatturiera con il 13,3% e il settore per la fabbricazione di coke, prodotti petroliferi, apparecchi elettrici con l&#8217;11,4%.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Istat, Pil +0,4%</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2012/03/istat-pil-04/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 11:22:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[4%]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nel 2011 il Pil sui prezzi di mercato è stato pari a 1.580.220 milioni di euro con una variazione di volume dello 0,4%. Lo fa sapere l'Istat.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34229" title="Istat" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/02/Immagine-1.png" alt="" width="200" height="62" /> &#8211; <strong>Nel 2011 il Pil sui prezzi di mercato è stato pari a 1.580.220 milioni di euro con una variazione di volume dello 0,4%. Lo fa sapere l&#8217;Istat.</strong></p>
<p>I dati mostrano che l&#8217;aumento che il Pil in volume è aumentato dello 0,9% nel Regno Unito, dell&#8217;1,7% in Francia, dell&#8217;1,7% negli Stati Uniti e del 3% in Germania. Cala in vece in giappone dello 0,9%.</p>
<p><strong>La domanda nel 2011 attesta una crescita delle esportazioni di beni e servizi del 5,6% e una diminuzione degli investimenti fissi lordi dell&#8217;1,9%. Le importazioni sono aumentate dello 0,4%.</strong></p>
<p>Per quanto riguarda il rapporto debito-Pil c&#8217;è una crescita dal 118,7% del 2010 al 120,1%. E&#8217; invece di 116,1% nel 2009.</p>
<p>In calo il rapporto deficit-Pil in Italia che passa dal 4,6% del 2010 al 3,9%. Migliora l&#8217;indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche che in rapporto al Pil è in calo del 3,9%, con un miglioramento dello 0,7%.</p>
<p><strong>In leggero calo il rapporto pressione fiscale-Pil che è passato dal 42,6% del 2010 al 42,5% del 2011.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Crisi, calano vendite al dettaglio</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2012/02/crisi-calano-vendite-al-dettaglio/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 12:27:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Tusciaweb]]></category>
		<category><![CDATA[calo]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[vendite al dettaglio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il 2011 si è chiuso con un forte calo dei consumi al dettaglio. Lo rende noto l'Itstat, che indica come i consumi degli italiani si siano ridotti sia su base mensile che su base annua. Il calo è stato individuato su qualsiasi tipo di prodotto, segno della grande difficoltà economica che stanno riscontrando le famiglie.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34229" title="Istat" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/02/Immagine-1.png" alt="" width="200" height="62" /> -<strong> Il 2011 si è chiuso con un forte calo dei consumi al dettaglio. Lo rende noto l&#8217;Itstat, che indica come i consumi degli italiani si siano ridotti sia su base mensile che su base annua.</strong></p>
<p>Confrontando i dati relativi al novembre del 2011 si nota un calo dell&#8217;1,1%, mentre se si fa un paragone con i dati del novembre 2010 il calo è del 3,7%.</p>
<p>Il calo è stato individuato su qualsiasi tipo di prodotto, segno della grande difficoltà economica che stanno riscontrando le famiglie.</p>
<p>Nel dettaglio l&#8217;Istat evidenzia un calo su base mensile dell&#8217;1% sui prodotti alimentari e dell&#8217;1,2% per quelli non alimentari. Mentre su base annua la vendita di prodotti alimentari ha vuto un calo dell&#8217;1,7% e del 4,4% per quelli non alimentari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Istat, sale fiducia dei consumatori</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 10:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[sale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sale l'indice di fiducia dei consumatori. Nel mese di febbraio arriva a quota 94,2 rispetto ai 91,8 di gennaio. Lo rende noto l'Istat che sostiene come la fiducia dei consumatori sia dovuta al marcato miglioramento delle “aspettative sull'andamento generale dell'economia italiana".</p>
<p>&#160;</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34229" title="Istat" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/02/Immagine-1.png" alt="" width="200" height="62" /> &#8211; <strong>Sale l&#8217;indice di fiducia dei consumatori. Nel mese di febbraio arriva a quota 94,2 rispetto ai 91,8 di gennaio.</strong></p>
<p><strong>Lo rende noto l&#8217;Istat che sostiene come la fiducia dei consumatori sia dovuta al marcato miglioramento delle “aspettative sull&#8217;andamento generale dell&#8217;economia italiana (il saldo sale da -66 a -46) e diminuiscono le aspettative di disoccupazione (da 96 a 82)&#8221;.</strong></p>
<p>Andando ad analizzare nel dettaglio, è in salita l&#8217;indice della componente economica in generale, che va da 76,0 a 86,7, mentre è in discesa quello degli intervistati che passa da 97,9 a 97,5.</p>
<p>Aumenta l&#8217;indice di attesa a breve termine (da 78,8 a 86,2) e diminuisce quello relativo alla situazione attuale che si abbassa da 102,3 a 100,3.</p>
<p>In salita i giudizi sulla situazione economica della famiglia che va da -55 a -53, e le valutazioni prospettiche sul risparmio, da -94 a -79. Si abbassa invece la fiducia sulla convenienza dell&#8217;acquisto dei beni durevoli, in calo da -88 a -100.</p>
<p>Salgono i giudizi sulla recente evoluzione dei prezzi, da 69 a 76, mentre si attenua la fiducia sulla futura evoluzione dei prezzi, da 57 a 39.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pil -0,7%, Italia in recessione</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 10:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[12 Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il prodotto interno lordo dell'Italia nel quarto trimestre 2011 è sceso dello 0,7% sul trimestre precedente e dello 0,5% su base annua. A rilevarlo è l'Istat, per cui, con il Pil in calo nel secondo trimestre consecutivo, si può parlare di “recessione tecnica”.</p>
<p>&#160;</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34229" title="Istat" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/02/Immagine-1.png" alt="" width="200" height="62" /> -<strong> Il prodotto interno lordo dell&#8217;Italia nel quarto trimestre 2011 è sceso dello 0,7% sul trimestre precedente e dello 0,5% su base annua.</strong></p>
<p>A rilevarlo è l&#8217;Istat, per cui, con il Pil in calo nel secondo trimestre consecutivo, si può parlare di “recessione tecnica”.</p>
<p><strong>In più la Banca d&#8217;Italia ha affermato che il debito pubblico italiano è arrivato a quota 1.897,9 miliardi, con un aumneto di 55,1 miliardi rispetto ala fine del 2010 e in calo rispetto a novembre.</strong></p>
<p>Se ne derivano risultati positivi per il settore dell&#8217;agricoltura e negative per l&#8217;industria. Il 2011, così, seocndo la stima preliminare dell&#8217;Istat, chiude con il Pil in aumento dello 0,4%. La crescita risulterebbe in frenata con un – 0,6%.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Inflazione, lieve rallentamento</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Inflazione]]></category>
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		<category><![CDATA[lieve]]></category>
		<category><![CDATA[rallentamento]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L'inflazione è in lieve rallentamento. A rilevarlo è l'Istat che indica un passaggio dal 3,3% al 3,2% di dicembre. L'aumento dei prezzi su base mensile è dello 0,3%.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34229" title="Istat" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/02/Immagine-1.png" alt="" width="200" height="62" /> -<strong> L&#8217;inflazione è in lieve rallentamento. A rilevarlo è l&#8217;Istat che indica un passaggio dal 3,3% al 3,2% di dicembre. L&#8217;aumento dei prezzi su base mensile è dello 0,3%.</strong></p>
<p>I beni essenziali rimangono quindi alti.</p>
<p><strong>A gennaio c&#8217;è stato un rincaro prezzi sulla spesa con una percentuale del 4,2 su base annua. Un&#8217;aumento superiore al tasso d&#8217;inflazione che è del 3,2%. A livello mensile la crescita è dello 0,8%.</strong></p>
<p>Per quanto riguarda il settore benzina, l&#8217;aumento su base annua  è del 17,4% rispetto al 15,8 di dicembre e su base mensile del 4,9%.</p>
<p>Il prezzo del carburante per i mezzi di trasporto ha raggiunto il 25,2%. Stando sempre alle stime provvisorie dell&#8217;Istat c&#8217;è una diminuzione su base mensile delle spese bancarie e finanziarie in discesa al 6,5%.</p>
<p><strong>Tale diminuzione, spiega l&#8217;istituto, è il risultato delle nuove disposizioni su conti corrente, titoli, imposta di bollo introdotti dalla manovra Monti.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Inflazione al tre per cento</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/10/inflazione-al-tre-per-cento/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 15:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[settembre]]></category>
		<category><![CDATA[tre per cento]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>A settembre l'inflazione sale al 3%. E' stato registrato un aumento dei prezzi in gran parte delle divisioni di spesa, che ha superato la media. Lo rende noto l'Istat.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3614" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/euro_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /></p>
<p>- <strong>A settembre l&#8217;inflazione sale al 3%. E&#8217; stato registrato un aumento dei prezzi in gran parte delle divisioni di spesa, che ha superato la media.</strong></p>
<p>Lo rende noto l&#8217;Istat.</p>
<p>Per i prodotti acquistati con maggior frequenza, come cibo e carburanti, la crescita è del 3,7% su base annua rispetto al 3,6% di agosto.</p>
<p>Mentre i prodotti a media frequenza d&#8217;acquisto segnano un calo del 0,4%, mentre il tasso di crescita sale al 3,1%.</p>
<p>La forte variazione sarebbe causata dalla mancanza dei saldi stagionali.</p>
<p>I dati pubblicati dall&#8217;Istat decretano un&#8217;accelerazione nella crescita dei prezzi al consumo riferendosi a beni e servizi per “Ricreazione, spettacoli e cultura”, ai “Servizi ricettivi e di ristorazione”, all&#8217; “Abbigliamento e calzature” e agli “Altri beni e servizi”.</p>
<p>Le associazioni dei consumatori commentano con grande allarme i dati pubblicati dall&#8217;Istat.</p>
<p>“<strong>E&#8217; gravissimo il livello raggiunto dal tasso di inflazione. &#8211; affermano le organizzazioni di Federconsumatori e Adusbef &#8211; Siamo di fronte ad una situazione terribile, una vera e propria fase di stagflazione dell&#8217;economia, in cui i prezzi salgono, ma l&#8217;economia non cresce</strong>”.</p>
<p>“<strong>Quello che ci preoccupa maggiormente però – denunciano ancora – è la tendenza a sottovalutare la situazione e la portata della stagflazione in atto, che rischia di portare al tracollo i bilanci delle famiglie, in particolare di quelle a reddito fisso</strong>”.</p>
<p>“La crescita inarrestabile di prezzi e tariffe – continuano- , ancora sottostimata a nostro parere dall&#8217;Istat, è giustificata solo in minima parte dall&#8217;aumento dell&#8217;Iva, atto che comunque continuiamo a considerare demenziale e irragionevole”.</p>
<p>“Di questo passo – concludono Federconsumatori e Adusbef &#8211; ci troveremo di fronte a una perdita insostenibile del potere di acquisto delle famiglie, addirittura clamorosa se sommiamo la convergenza della ricaduta della manovra e l&#8217;aumento inflazionistico negli anni a venire”.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Allarme Istat, Pil solo +0,3%</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/08/allarme-istat-pil-solo-03/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 10:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Tusciaweb]]></category>
		<category><![CDATA[consumo]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel secondo trimestre del 2011 il Pil è cresciuto solo dello 0,3% sul trimestre precedente.<strong> </strong>E' quanto comunicato dall'Istat, che aggiunge, che su base annua si registra una brusca frenata: una crescita dello 0,8%. Inoltre, secondo le analisi condotte nei singoli settori produttori si evidenzia un forte calo nelle vendite dei beni di consumo.

- <strong><a href="http://www.corriere2000.it/2011/08/ue-roma-acceleri-le-riforme/">Ue: "Subito le riforme"</a></strong>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18024" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/05/euro_c2000.jpg"><img class="size-full wp-image-18024" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/05/euro_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /></a><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p><strong>Nel secondo trimestre del 2011 il Pil è cresciuto solo dello 0,3% sul trimestre precedente.</strong></p>
<p>E&#8217; quanto comunicato dall&#8217;Istat, che aggiunge che su base annua si registra una brusca frenata: una crescita dello 0,8%. Con queste premesse, la crescita alla fine del 2011 è stimata allo 0,7%, in netto ribasso rispetto al Def governo, che invece prevede l&#8217;1,1%.</p>
<p>Secondo le analisi condotte nei singoli settori produttori si evidenzia un forte calo per i beni di consumo (-1,1%) i beni intermedi (-0,2%) e l&#8217;energia (-0,2%). Numeri in negativo anche per l&#8217;industria alimentare con un &#8211; 0,1%. Cifre che precipitano nel caso dei prodotti chimici (-7,7%) e dei prodotti petroliferi (-7,4%).</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>“Un motore di sviluppo per il Paese”</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/06/%e2%80%9cun-motore-di-sviluppo-per-il-paese%e2%80%9d/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 15:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[francesco battistoni]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
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		<category><![CDATA[paese]]></category>
		<category><![CDATA[regione lazio]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>- “I dati dell’Istat confermano che il settore agricolo è un motore di sviluppo per il nostro Paese”.</p>
<p>É il commento di Francesco Battistoni, presidente della commissione Agricoltura della Regione Lazio, in seguito alla pubblicazione &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_16383" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-16383" title="battistoni_francesco_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/04/battistoni_francesco_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;Francesco Battistoni&lt;/p&gt; " width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Francesco Battistoni </p></div>
<p><span>- “I dati dell’Istat confermano che il settore agricolo è un motore di sviluppo per il nostro Paese”.</p>
<p>É il commento di Francesco Battistoni, presidente della commissione Agricoltura della Regione Lazio, in seguito alla pubblicazione dei dati Istat del primo semestre 2011. <strong>“Rispetto agli altri settori – dice Battisotni – l’agricoltura cresce in misura maggiore, +2,3 per cento, circa il doppio della media nazionale.</strong></p>
<p><strong></strong>Un dato che deve far riflettere perché, nonostante la forte crisi e le emergenze, il comparto resiste e si fa promotore di una ripresa complessiva. Riconoscendone le potenzialità e la centralità nell’economia laziale e italiana – prosegue – la Regione Lazio ha scelto di sostenere con forza l’agricoltura regionale e il suo sistema imprenditoriale.</p>
<p><strong>Attraverso la legge sui confidi agricoli abbiamo creato uno strumento di facilitazione dell’accesso al credito, fondamentale per le imprese; con i fondi del Psr stiamo portando risorse sui territori e investimenti nelle aziende;</strong>inoltre, in Consiglio regionale ci stiamo impegnando per recuperare nuove risorse da investire nella lotta contro le fitopatie del kiwi del castagno.</p>
<p>Sono convinto – conclude Battistoni – che possiamo vincere la crisi partendo proprio dalla prima fonte di economia, che è la terra. Questa ci dà segnali incoraggianti, che l’amministraziome regionale riuscirà a cogliere e capitalizzare”.</p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Istat, uscita lenta dalla crisi</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/05/istat-uscita-lenta-dalla-crisi/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 10:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[uscita lenta dalla crisi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Istat, uscita lenta dalla crisi.</p>
<p>Anche se sembra che, da un punto di vista economico, la recessione possa dirsi finita, in Italia il recupero sembra &#8220;molto modesto&#8221;.<strong> E&#8217; quanto conferma l&#8217;Istat nel suo Rapporto annuale </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3614" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-3614" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/euro_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Istat, uscita lenta dalla crisi.</p>
<p>Anche se sembra che, da un punto di vista economico, la recessione possa dirsi finita, in Italia il recupero sembra &#8220;molto modesto&#8221;.<strong> E&#8217; quanto conferma l&#8217;Istat nel suo Rapporto annuale 2010, nel quale si legge che l&#8217;economia italiana sarebbe quella che è cresciuta di meno rispetto agli altri paesi dell&#8217;Europa nell&#8217;intero decennio 2001-2010.</strong></p>
<p>Una crescita &#8220;con un tasso medio annuo pari allo 0,2 per cento, contro l&#8217;1,1 per cento dell&#8217;Uem&#8221;.</p>
<p>Per quanto riguarda la situazione internazionale dello scorso anno, &#8220;l&#8217;economia sembra avere recuperato ampiamente i livelli d&#8217;attività precedenti&#8221; e la recessione, si legge nello studio, è stata molto differenziata tra le aree geo-economiche&#8221;. <strong>A livello globale la crescita è stata trainata dalle economie emergenti, &#8220;mentre nelle economie avanzate il Pil è cresciuto del 3 per cento, dopo una caduta del 3,4 per cento l&#8217;anno precedente&#8221;. </strong></p>
<p>In questo quadro l&#8217;Italia, sottolinea l&#8217;Istat, &#8220;ha subito la maggior caduta del prodotto insieme alla Germania, pur mostrando, rispetto a quest&#8217;ultima, un recupero molto modesto. Nella media dello scorso anno &#8220;l&#8217;economia italiana è cresciuta dell&#8217;1,3 per cento, contro l&#8217;1,8 per cento dell&#8217;Uem&#8221;.</p>
<p>Anche i primi dati del 2011 non sono buoni, se paragonati ai paesi vicini.?&#8221;<strong>Nel primo trimestre in Italia la crescita è stata dello 0,1 per cento su base congiunturale (come già nell&#8217;ultimo del 2010) e dell&#8217;uno per cento in termini tendenziali, mentre nell&#8217;Uem la crescita è stata dello 0,8 per cento su base trimestrale e del 2,5 per cento rispetto ai primi tre mesi del 2010</strong>&#8220;.</p>
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		<title>Istat, disoccupazione stabile</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 11:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione stabile]]></category>
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<p>Nel mese di gennaio, secondo l&#8217;Istat, il tasso di disoccupazione italiano si attesta per il terzo mese consecutivo all&#8217;8,6 per cento. <strong>Preoccupazioni, invece, per la disoccupazione giovanile, che continua a salire, raggiungendo </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4252" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-4252" title="operaio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/operaio.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Istat, disoccupazione stabile.</p>
<p>Nel mese di gennaio, secondo l&#8217;Istat, il tasso di disoccupazione italiano si attesta per il terzo mese consecutivo all&#8217;8,6 per cento. <strong>Preoccupazioni, invece, per la disoccupazione giovanile, che continua a salire, raggiungendo il livello più alto degli ultimi sette anni.</strong></p>
<p>Il numero di disoccupati registra una crescita di duemila persone (+0,1%) rispetto a dicembre, &#8220;<strong>sintesi della crescita della disoccupazione femminile e della flessione di quella maschile</strong>&#8220;, segnala l&#8217;Istat. Su base annua la crescita del numero di disoccupati e del 2,8 per cento.</p>
<p>Gli occupati diminuiscono di 83mila persone (-0,4%) sul mese di dicembre e di 110mila persone sullo stesso periodo del 2010 (-0,5%). Il tasso di occupazione nel suo complesso si attesta al 56,7 per cento, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto a dicembre e di 0,4 punti rispetto a gennaio 2010.</p>
<p>Aumentano anche gli inattivi, coloro che non hanno un lavoro e non lo cercano attivamente: <strong>rispetto a dicembre Istat registra una crescita di 80mila persone (+0,5%) che porta il tasso di inattività al 37,8%, dopo tre mesi in cui risultava stabile al 37,6%.</strong></p>
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