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	<title>Corriere2000 &#187; marea nera</title>
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		<title>Marea nera, la chiazza è in profondità</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 09:59:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La marea nera rimarrà in profondità per molto tempo.</p>
<p><strong>La fuoriuscita di petrolio della BP ha lasciato una grande &#8220;nuvola&#8221; di idrocarburi nel Golfo del Messico che potrebbe rimanere per diverso tempo nelle acque profonde. </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15781" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-15781" title="petroliera_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/04/petroliera_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>La marea nera rimarrà in profondità per molto tempo.</p>
<p><strong>La fuoriuscita di petrolio della BP ha lasciato una grande &#8220;nuvola&#8221; di idrocarburi nel Golfo del Messico che potrebbe rimanere per diverso tempo nelle acque profonde. Lo hanno detto ieri gli oceanografi.</strong></p>
<p>Lunga almeno 35 chilometri, larga 1,9 km e spessa 198 metri, la chiazza è stata trovata a una profondità di oltre 1.100 metri durante una spedizione scientifica conclusa a fine giugno.</p>
<p><strong>Non è possibile dire ora se le materie chimiche che costituiscono la chiazza siano tossiche per l&#8217;ecosistema, ma gli oceanografi del Woods Hole Oceanographic Institution hanno detto che i microbi che si trovano nelle acque profonde stanno decomponendo la macchia abbastanza lentamente, e questo implica che potrebbe restare.</strong></p>
<p>Milioni di litri di petrolio sono fuoriusciti nel Golfo da aprile, quando la piattaforma è esplosa e poi affondata, provocando la morte di 11 persone e la falla dal pozzo del gigante petrolifero britannico.</p>
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		<title>Marea nera al largo di Mumbai</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 10:07:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Marea nera al largo di Mumbai dopo uno scontro tra una petroliera e un&#8217;altra nave cargo.</p>
<p><strong>La fuoriuscita di petrolio da una delle imbarcazioni, gravemente danneggiata, ha fatto scattare l&#8217;emergenza nel porto indiano, e causato </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15781" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-15781" title="petroliera_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/04/petroliera_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Marea nera al largo di Mumbai dopo uno scontro tra una petroliera e un&#8217;altra nave cargo.</p>
<p><strong>La fuoriuscita di petrolio da una delle imbarcazioni, gravemente danneggiata, ha fatto scattare l&#8217;emergenza nel porto indiano, e causato lo stop al traffico portuale.</strong></p>
<p>Secondo quanto riportano i media locali, decine di tonnellate di greggio si sono già riversate in mare.</p>
<p>L&#8217;impatto, che si è verificato a circa 3 chilometri dalla costa, ha coinvolto la petroliera Msn Chitra e un&#8217;altra nave cargo, la Mv khalijia 3, entrambe battenti bandiera panamense. La situazione si sta aggravando, nonostante i tentativi da parte della guardia costiera di bloccare la fuoriuscita.</p>
<p><strong>&#8220;La Msc Chitra è piegata di 80 gradi e finora ha perso circa 50 tonnellate di petrolio&#8221;, ha dichiarato Arun Singh, comandante delle operazioni della guardia costiera, citato da fonti locali. Inoltre circa 300 container contenenti greggio sono caduti in mare. Il carico totale è composto da oltre 1.200 container contenenti sostanze chimiche e oltre 2 mila tonnellate di benzina, diesel e lubrificanti. </strong></p>
<p>Secondo le stime dal cargo fuoriescono ogni ora circa 5 tonnellate di greggio. La marea nera si è già estesa per diversi chilometri e ha toccato un villaggio sulla costa. Le operazioni sono in corso per contenere la falla e la caduta in mare dei container, ma l&#8217;intervento si presenta difficile a causa del maltempo e delle forti onde. Non è ancora chiaro quando potrà essere riaperto il porto.</p>
<p><strong>Preoccupazione è stata espressa anche dal primo ministro dello stato del Maharashtra, Ashok Chavan: &#8220;E&#8217; una faccenda seria. Abbiamo già incriminato i capitani delle due navi, entrambi stranieri. Oggi mi recherò sul posto per vedere dall&#8217;alto le dimensioni del disastro. Cerchiamo di contenere la perdita per quanto possibile&#8221;.</strong></p>
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		<title>Marea nera, in mare quasi 5 milioni di barili</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 10:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Marea nera, in mare quasi cinque milioni di barili di petrolio.</p>
<p>Sarebbero circa 4,9 milioni i barili di greggio versati dal pozzo Macondo da quando, il 20 aprile, è esplosa e affondata la piattaforma di &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15781" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-15781" title="petroliera_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/04/petroliera_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Marea nera, in mare quasi cinque milioni di barili di petrolio.</p>
<p>Sarebbero circa 4,9 milioni i barili di greggio versati dal pozzo Macondo da quando, il 20 aprile, è esplosa e affondata la piattaforma di Bp nel Golfo del Messico.<br />
<strong>Le stime del bilancio si basano su accurati calcoli scientifici e sono state diffuse dal governo degli Stati Uniti.</strong> Il rapporto rivela che, subito dopo l&#8217;incidente, sarebbero fuoriusciti 62mila barili al giorno, ma prima dell&#8217;installazione il 15 luglio del tappo di contenimento che ha permesso di chiudere temporaneamente la falla, la quantità era scesa a 53mila barili giornalieri.</p>
<p>La Bp ha annunciato, intanto, che un test cruciale prima della chiusura definitiva del pozzo Macondo, tramite Static Kill, ha dovuto essere ritardato per  un problema tecnico e che l&#8217;operazione avverrà probabilmente in giornata.</p>
<p>La multinazionale britannica prevede comunque di riuscire a realizzare i test il 3 agosto, quando la perdita sarà riparata. L&#8217;operazione Static Kill punta, attraverso l&#8217;ineizione di cemento e fango, a spingere il petrolio nel bacino sottostante, un deposito situato 4mila metri sotto la superficie marina. <strong>Questo dovrebbe essere il primo dei due interventi previsti per mettere fine a uno dei peggiori disastri nella storia degli Usa.</strong></p>
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		<title>Marea nera, Bonnie perde forza</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 09:29:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Marea Nera, Bonnie perde forza.</p>
<p>La tempesta, da quanto si apprende, si sarebbe trasformata depressione tropicale, diminuendo di intensità.</p>
<p>A declassare la tempesta Bonnie, attesa  il centro uragani di Miami. I venti provocati dalla forte &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4474" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-4474" title="obama_barak_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/obama_barak_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;Barack Obama&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Barack Obama</p></div>
<p>Marea Nera, Bonnie perde forza.</p>
<p>La tempesta, da quanto si apprende, si sarebbe trasformata depressione tropicale, diminuendo di intensità.</p>
<p>A declassare la tempesta Bonnie, attesa  il centro uragani di Miami. I venti provocati dalla forte perturbazione sono scesi a meno 64 chilometri orari.<br />
<strong>Nello stesso tempo la Casa Bianca ha reso noto che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha invitato i responsabili dei soccorsi a preprarsi ad affrontare ogni tipo di situazione.</strong></p>
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		<title>Marea nera, stop ai lavori</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 08:22:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Marea nera, stop ai lavori.</p>
<p>Si fermano i lavori per cercare di bloccare la fuoriuscita di petrolio sul Golfo del Messico. Nella zona, infatti, sta arrivando la tempesta tropicale Bonnie.<br />
<strong>E&#8217; per questo che le </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15781" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-15781" title="petroliera_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/04/petroliera_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Marea nera, stop ai lavori.</p>
<p>Si fermano i lavori per cercare di bloccare la fuoriuscita di petrolio sul Golfo del Messico. Nella zona, infatti, sta arrivando la tempesta tropicale Bonnie.<br />
<strong>E&#8217; per questo che le autorità americane hanno deciso di far scattare l&#8217;evacuazione delle decine di navi e migliaia di uomini impegnati nelle operazioni di bonifica del greggio fuoriuscito dal pozzo della Deepwater Horizon.<br />
</strong></p>
<p>Per il rischio rappresentato dalla tempesta tropicale Bonnie per la sicurezza di circa duemila persone che lavorano contro la marea nera nella zona del pozzo, diverse navi e piattaforme si stanno preparando a evacuare.</p>
<p>Da quanto si apprende, l&#8217;evacuazione &#8220;ritarderà gli sforzi in corso da giorni per bloccare il pozzo&#8221;, ma &#8220;la sicurezza delle persone sulla zona è la nostra priorità&#8221;, ha spiegato had Allen, responsabile per Washington delle operazioni nel Golfo.<br />
<strong>L&#8217;ammiraglio ha aggiunto che il tappo resterà al suo posto, mentre le navi si allontanano dalla zona del pozzo.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marea nera, individuata nuova perdita</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 09:05:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Marea nera, individuata nuova perdita.</p>
<p>Gli ingegneri della Bp avrebbero individuato un&#8217;altra fuoriuscita di greggio nelle vicinanze del pozzo Macondo. Il timore è che la fuga sia stata provocata dalla cupola di contenimento collocata la &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15781" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-15781" title="petroliera_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/04/petroliera_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Marea nera, individuata nuova perdita.</p>
<p>Gli ingegneri della Bp avrebbero individuato un&#8217;altra fuoriuscita di greggio nelle vicinanze del pozzo Macondo. Il timore è che la fuga sia stata provocata dalla cupola di contenimento collocata la scorsa settimana sul pozzo danneggiato della Bp.</p>
<p><strong>L&#8217;annuncio è stato dato domenica notte dalle autorità statunitensi che hanno chiesto all&#8217;azienda britannica di accertare la situazione e tenersi pronta alla riapertura del pozzo appena sigillato.<br />
</strong></p>
<p>Poche ore prima l&#8217;azienda britannica si era detta ottimista sul funzionamento del dispositivo che ha contribuito a sigillare il pozzo dal quale, da settimane, fuoriesce petrolio nel Golfo del Messico.</p>
<p>La società ha installato la scorsa settimana un&#8217;enorme campana sull&#8217;orifizio da cui fuoriesce greggio nel mare e che, da giovedì, funziona come una specie di tappo.<br />
<strong>Sempre da giovedì l&#8217;azienda sta realizzando anche i test di pressione per verificare se il pozzo sia in buono stato. </strong></p>
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		<title>Marea nera, Bp installa una nuova cupola</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 10:23:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Marea nera, Bp installa una nuova cupola.</p>
<p>Nel corso del fine settimana, la Bp proverà a installare un nuovo tappo, per contenere il petrolio che fuoriesce dal fondo del Golfo del Messico e che da &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15781" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-15781" title="petroliera_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/04/petroliera_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Marea nera, Bp installa una nuova cupola.</p>
<p>Nel corso del fine settimana, la Bp proverà a installare un nuovo tappo, per contenere il petrolio che fuoriesce dal fondo del Golfo del Messico e che da circa due mesi ha provocato il più grande disastro ambientale degli ultimi anni.</p>
<p>A confermarlo è stato l&#8217;ex ammiraglio della guardia costiera Thad Allen, che per conto dell&#8217;amministrazione Obama è responsabile delle operazioni nel golfo. Il nuovo tappo dovrebbe entrare in funzione già dal 12 luglio, con una capacità di contenimento e di aspirazione del greggio, superiore rispetto al precedente.</p>
<p><strong>&#8220;Ci sono buone possibilità che si riduca in modo drastico la fuoriuscita di greggio nell&#8217;ambiente e che si riesca a chiudere del tutto il pozzo entro la prossima settimana&#8221;, ha dichiarato Allen pur ammettendo che durante le operazioni d&#8217;installazione della nuova cupola il petrolio continuerà a defluire abbondante dalla falla. </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marea nera, tempesta minaccia la pulizia</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2010/06/marea-nera-tempesta-minaccia-la-pulizia/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 16:10:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Marea nera, problemi a causa di una tempesta.</p>
<p><strong>In queste ore si sta dirigendo verso il Golfo del Messico una tempesta tropicale che minaccia le operazioni di pulizia e di recupero del petrolio uscito dalla </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15781" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-15781" title="petroliera_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/04/petroliera_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Marea nera, problemi a causa di una tempesta.</p>
<p><strong>In queste ore si sta dirigendo verso il Golfo del Messico una tempesta tropicale che minaccia le operazioni di pulizia e di recupero del petrolio uscito dalla piattaforma della Bp.</strong></p>
<p>La prima tempesta tropicale della stagione degli uragani nell&#8217;Atlantico, che si e&#8217; formata al largo dei Caraibi, si chiama  &#8220;Alex&#8221;.</p>
<p>Secondo gli esperti, la tempesta tropicale potrebbe raggiungere la settimana prossima l&#8217;area del Golfo del Messico devastata dal 20 aprile dalla fuoriuscita del greggio in seguito al naufragio della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon.</p>
<p><strong>Il gruppo petrolifero britannico Bp ha annunciato che le sue spese legate alla marea nera nel Golfo del Messico hanno raggiunto finora i 2,35 miliardi di dollari, quasi due miliardi di euro.</strong></p>
<p>Dall&#8217;esplosione a fine aprile della piattaforma, al largo della Louisiana, i costi non hanno smesso di aumentare. Ma il petrolio continua a diffondersi nell&#8217;oceano e ha già raggiunto e danneggiato oltre 200 chilometri di costa.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marea nera, marinaio si suicida</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 08:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[marinaio si suicida]]></category>
		<category><![CDATA[morto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Marea Nera, marinaio si suicida.</p>
<p>Il capitano di un&#8217;imbarcazione assoldato dalla Bp per partecipare alle operazioni di pulizia si sarebbe tolto la vita, sparandosi un colpo alla testa.<br />
<strong>Secondo quanto si apprende, l&#8217;uomo, un 55enne, </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15781" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-15781" title="petroliera_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/04/petroliera_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Marea Nera, marinaio si suicida.</p>
<p>Il capitano di un&#8217;imbarcazione assoldato dalla Bp per partecipare alle operazioni di pulizia si sarebbe tolto la vita, sparandosi un colpo alla testa.<br />
<strong>Secondo quanto si apprende, l&#8217;uomo, un 55enne, aveva raccolto l&#8217;equipaggio e si apprestava a partire dalla costa dell&#8217;Alabama. Successivamente avrebbe detto ai marinai di andare a prendere del ghiaccio e quando sono tornati a bordo lo hanno trovato morto.<br />
</strong></p>
<p>Kruse, a quanto riferito, era rimasto sconvolto e adirato per i danni provicati dalla fuoriuscita di greggio che sta devastando l&#8217;ecosistema delle coste meridionali degli Stati Uniti.</p>
<p>Intanto la British petroleum ha riposizionato il tappo che dovrebbe arginare la fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico, dopo che era stato temporaneamente rimosso per un incidente causato da un robot sottomarino. <strong>Lo ha reso noto la stessa compagnia petrolifera che in una nota ha riferito che il sistema &#8220;ha ripreso a pompare petrolio e gas&#8221;.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marea nera, Obama: &#8220;Vinceremo questa guerra&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 08:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[disastro]]></category>
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		<category><![CDATA[Obama: "Vinceremo questa guerra"]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Marea nera, Obama: &#8220;Vinceremo questa guerra&#8221;.</p>
<p>Grande attesa per il discorso del presidente Usa sul disastro ambientale che si è abbattuto sulla Louisiana, l&#8217;Alabama e la Florida.<br />
Obama ha parlato alla nazione alle 8 in &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4474" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-4474" title="obama_barak_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/obama_barak_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;Barack Obama&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Barack Obama</p></div>
<p>Marea nera, Obama: &#8220;Vinceremo questa guerra&#8221;.</p>
<p>Grande attesa per il discorso del presidente Usa sul disastro ambientale che si è abbattuto sulla Louisiana, l&#8217;Alabama e la Florida.<br />
Obama ha parlato alla nazione alle 8 in punto, dallo Studio Ovale. Lo stesso studio dal quale, nove anni fa, George W. Bush promise vendetta all&#8217;America, lacerata dall&#8217;11 settembre.</p>
<p><strong>Anche Obama, come il suo predecessore, parla di guerra. Ma il nemico da sconfiggere, stavolta, non è il terrorismo. </strong>E&#8217; l&#8217;ondata di petrolio che sgorga ininterrottamente, &#8220;per colpa dell&#8217;avventatezza di di una compagnia chiamata Bp che adesso pagherà mettendo a disposizione tutte le risorse che serviranno&#8221;, dice il presidente che, proprio oggi, incontrerà i vertici della compagnia.</p>
<p>Il conto da pagare, per quest&#8217;ultima, sarà salato. Il maxirisarcimento per i danni alla flora e alla fauna va da un minimo di 20 a un massimo di 60 miliardi.<br />
A Obama, quindi, almeno per ora, interessa soprattutto fare pressing sui responsabili della tragedia, per costringerli ad assumersi le loro responsabilità.<br />
<strong>&#8220;L&#8217;unica risposta che non accetto &#8211; afferma &#8211; è quella di chi dice che la sfida è troppo grande e difficile. La stessa cosa si disse sulla nostra capacità di produrre aereoplani e carri armati durante la Seconda Guerra Mondiale. La stessa cosa sulla nostra capacità di andare e tornare sani e salvi sulla Luna&#8221;.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marea nera, la Bp chiude la falla</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 08:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[la Bp chiude la falla]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Marea Nera,Bp chiude la falla.</p>
<p>Le operazioni di contenimento della fuoriuscita del petrolio nelle coste statunitensi vanno avanti da più di un mese. I tecnici sono riusciti, grazie all&#8217;utilizzo di una gigantesca cesoia manovrata da &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15781" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-15781" title="petroliera_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/04/petroliera_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Marea Nera,Bp chiude la falla.</p>
<p>Le operazioni di contenimento della fuoriuscita del petrolio nelle coste statunitensi vanno avanti da più di un mese. I tecnici sono riusciti, grazie all&#8217;utilizzo di una gigantesca cesoia manovrata da robot sottomarini, a tagliare la tubatura sui fondali all&#8217;origine della fuoriuscita di petrolio. Il taglio, però, risulta frastagliato e quindi difficile da &#8220;incappucciare&#8221;.</p>
<p><strong>Il dispositivo previsto dalla British Petroleum è quello di un imbuto che poi, collegato a un tubo, permetterebbe di pompare il petrolio verso una nave cisterna in superficie.<br />
</strong>Il numero uno della British petroleum, Tony Hayward, ha detto ieri sera che ci vorranno &#8220;tra le 12 e le 24 ore&#8221; per sapere se l&#8217;operazione è effettivamente riuscita, sottolineando però che &#8220;vi è comunque un rischio&#8221; di insuccesso. La Bp prevede poi di costruire due pozzi di soccorso che dovranno essere operativi a metà agosto, per bloccare definitivamente la marea nera.</p>
<p><strong>Segnale della gravità della situazione, 45 giorni dopo l&#8217;inizio di quella che si è poi rivelata come la più grave catastrofe ambientale nella storia degli Stati uniti, il presidente Barack Obama ha deciso di tornare oggi in Louisiana. Si tratta della terza visita nella zona.</strong></p>
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		<title>Top Kill non funziona</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 08:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La marea nera non si ferma.</p>
<p>Top Kill, l&#8217;ultima manovra per fermare la marea nera nel Golfo del Messico, non ha funzionato ed è stata accantonata.</p>
<p><strong>Ora è stata messa in campo una nuova opzione. </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15781" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-15781" title="petroliera_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/04/petroliera_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>La marea nera non si ferma.</p>
<p>Top Kill, l&#8217;ultima manovra per fermare la marea nera nel Golfo del Messico, non ha funzionato ed è stata accantonata.</p>
<p><strong>Ora è stata messa in campo una nuova opzione. Il Chief Operating Officer di Bp Doug Suttles ha annunciato che Top Kill è stata abbandonata dopo aver pompato da mercoledì 35 mila barili di fanghi nel pozzo danneggiato.</strong></p>
<p>Bp è passata adesso a tentare un altro metodo che consiste nel resecare il tubo danneggiato all&#8217;altezza della supervalvola e di incappucciarla, poi collegare questo cappuccio a un nuovo tubo e attraverso questo tubo aspirare il grosso del petrolio e del gas fino alla nave di appoggio in superficie.</p>
<p>&#8220;Siamo molto delusi&#8221; ha detto la contrammiraglio della Guardia Costiera Mary Landry in una conferenza stampa a Robert in Louisiana.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Mi assumerò le mie responsabilità&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 10:10:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Farò il possibile per risolvere il disastro e mi prenderò le mie responsabilità&#8221;.</p>
<p><strong>Lo ha detto oggi il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ripetendo che pagherà i costi della fuoriuscita di petrolio nel Golfo </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2777" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2777" title="obama_barak_c20001" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/08/obama_barak_c20001.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>&#8220;Farò il possibile per risolvere il disastro e mi prenderò le mie responsabilità&#8221;.</p>
<p><strong>Lo ha detto oggi il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ripetendo che pagherà i costi della fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico.</strong></p>
<p>&#8220;Mi assumo la responsabilità di risolvere la crisi &#8211; ha detto Obama durante la visita in Louisiana per ispezionare il danno della fuoriuscita -. Sono il presidente e il rischio me lo prendo io&#8221;.</p>
<p>L&#8217;operazione &#8220;top kill&#8221;, attraverso la quale il colosso energetico britannico sta cercando di tappare la falla del pozzo affondato nel Golfo del Messico, sta facendo dei progressi ma la società non può dire quale sia l&#8217;esito del tentativo fino a domenica. Lo ha detto l&#8217;amministratore delegato Tony Hayward.</p>
<p><strong>Hayward ha detto oggi in diverse interviste televisive che la procedura, iniziata mercoledì pomeriggio, sta funzionando &#8220;secondo i piani&#8221; e che serviranno altre 48 ore prima che BP possa avere un &#8220;quadro completo&#8221;.</strong></p>
<p>Dal pozzo sono fuoriuscite migliaia di barili di petrolio ogni giorno per cinque settimane, dopo che la strumentazione di controllo sul fondale del mare non ha funzionato e l&#8217;impianto di trivellazione Deepwater Horizon della Transocean è esploso e poi affondato, uccidendo 11 persone.</p>
<p>La fuoriuscita non è stata fermata. Secondo la BP, la massa di materiali vischiosi iniettata nei pressi della falla per fermare il petrolio ha rallentato la fuoriuscita ma il pozzo non è ancora sotto controllo.</p>
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		<title>Marea nera, Obama sul luogo del disastro</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 11:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[marea nera]]></category>
		<category><![CDATA[Obama sul luogo del disastro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Marea nera, Obama venerdì sul luogo del disastro.</p>
<p>Il presidente americano Barack Obama si recherà venerdì nell&#8217;area del disastro ambientale provocato nel Golfo del Messico dall&#8217;esplosione di una piattaforma petrolifera della British Petroleum lo scorso &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4474" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-4474" title="obama_barak_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/obama_barak_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;Barack Obama&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Barack Obama</p></div>
<p>Marea nera, Obama venerdì sul luogo del disastro.</p>
<p>Il presidente americano Barack Obama si recherà venerdì nell&#8217;area del disastro ambientale provocato nel Golfo del Messico dall&#8217;esplosione di una piattaforma petrolifera della British Petroleum lo scorso 20 aprile.</p>
<p>L&#8217;annuncio della visita in Louisiana giunge sull&#8217;onda delle crescenti critiche e pressioni verso il presidente, anche da parte dei democratici, perché assuma un ruolo di primo piano nella gestione della crisi.</p>
<p><strong>Secondo la stampa americana, la prossima visita di Obama rappresenterebbe il segnale che la crisi in corso da cinque settimane &#8220;avrebbero superato una nuova soglia e richiede una dimostrazione di attenzione da parte dello stesso presidente&#8221;.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marea nera, cinque fisici nucleari al lavoro</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2010/05/marea-nera-cinque-fisici-nucleari-al-lavoro/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 16:33:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Obama si affida a un gruppo di cinque fisici nucleari per cercare di placare il disastro ambientale della marea nera.</p>
<p><strong>Il presidente degli Stati Uniti ha promesso uno sforzo incessante per chiudere la falla nell&#8217;impianto </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4474" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-4474" title="obama_barak_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/obama_barak_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;Barack Obama&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Barack Obama</p></div>
<p>Obama si affida a un gruppo di cinque fisici nucleari per cercare di placare il disastro ambientale della marea nera.</p>
<p><strong>Il presidente degli Stati Uniti ha promesso uno sforzo incessante per chiudere la falla nell&#8217;impianto petrolifero della British Petroleum, da cui, dal 20 aprile, si riversano migliaia di barili di greggio nel Golfo del Messico.<br />
</strong></p>
<p>Le tre aziende coinvolte &#8211; ha dichiarato Obama &#8211; stanno dando uno spettacolo grottesco. Oltre a Bp, ci sono Halliburton, che ha costruito le infrastrutture e la svizzera  Transocean che gestiva la piattaforma. Questo comportamento è intollerabile&#8221;.</p>
<p>Intanto, a quasi un mese dall&#8217;esplosione dell&#8217;impianto che ha provocato anche la morte di 11 persone, il direttore generale della Bp, Tony Hayward, ha rilasciato un&#8217;intervista alla Bbc.</p>
<p><strong>&#8220;Non credo che le trivellazioni saranno vietate, come l&#8217;incidente dell&#8217;Apollo 13 non ha interrotto l&#8217;esplorazione spaziale o gli incidenti aerei non hanno indotto le persone a smettere di volare &#8211; ha dichiarato Hayward &#8211; ma indubbiamente quello che è successo cambierà l&#8217;industria petrolifera, il modo di lavorare nelle acque profonde, soprattutto negli Stati Uniti&#8221;.</strong></p>
<p>Secondo la ex governatrice repubblicana dell&#8217;Alaska però &#8220;fermare per un anno le esplorazioni petrolifere offshore servirebbe solo ad aumentare la dipendenza energetica degli Stati Uniti da paesi stranieri che hanno standard ambientali ben peggiori di quelli degli Usa&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Marea nera, la quantità riversata supera le previsioni</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 09:43:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[disastro]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[la quantità riversata supera le previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[marea nera]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Petrolio, in mare più del previsto.</p>
<p>La fuga di greggio dal pozzo della British Petroleum nel Golfo del Messico potrebbe essere molto più grave di quanto riferisce la compagnia petrolifera. Gli esperti che hanno esaminato &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15781" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-15781" title="petroliera_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/04/petroliera_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Petrolio, in mare più del previsto.</p>
<p>La fuga di greggio dal pozzo della British Petroleum nel Golfo del Messico potrebbe essere molto più grave di quanto riferisce la compagnia petrolifera. Gli esperti che hanno esaminato un primo video delle falle hanno concluso che la quantità di petrolio riversata in mare dal pozzo sottomarino potrebbe essere dodici volte superiore a quanto stimato.<br />
Il limite massimo potrebbe essere di 70mila barili giornalieri, contro i 5mila stimati dalla Bp, secondo quanto riferiscono fonti britanniche.</p>
<p><strong>La Bp dal canto suo però non cambia il suo parere sull&#8217;entità del disastro e si affida alle immagini satellitari e all&#8217;osservazione dell&#8217;acqua, ritenendo impossibile effettuare una stima affidabile in base alle immagini sottomarine.<br />
</strong>Il risultato è che alcuni scienziati sospettano che una grandissima parte del petrolio disperso finisca nascosta sotto la superficie dell&#8217;acqua piuttosto che sopra. Il petrolio sulla superficie del mare può essere facilmente individuato da elicotteri e satelliti. Ma rintracciare il petrolio sotto l&#8217;acqua è molto più complicato.</p>
<p><strong>Intanto starebbe partendo una collaborazione tra la Casa Bianca e la Bp. Una cooperazione necessaria, anche perché il successo o il fallimento delle iniziative del governo federale dipende dagli esperti e dalla tecnologia della compagnia.<br />
</strong>Di qui la decisione di Washington di insediare alcuni scienziati statunitensi nel quartier generale della compagnia a Houston, tra cui il direttore dell&#8217;Istituto di rielvazione geologica.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Marea nera, Bp si assume tutte le responsabilità</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2010/05/marea-nera-bp-si-assume-tutte-le-responsabilita/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 11:47:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Bp si assume tutte le responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[disastro]]></category>
		<category><![CDATA[marea nera]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Marea nera, Bp si assume tutte le responsabilità.</p>
<p>Lo ha dichirato l&#8217;amministratore delegato della compagnia petrolifera, dopo il disastro causato dalla piattaforma di Deepwater Horizon, la cui perdita sta mettendo a rischio l&#8217;intero ecosistema marino &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15781" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-15781" title="petroliera_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/04/petroliera_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Marea nera, Bp si assume tutte le responsabilità.</p>
<p>Lo ha dichirato l&#8217;amministratore delegato della compagnia petrolifera, dopo il disastro causato dalla piattaforma di Deepwater Horizon, la cui perdita sta mettendo a rischio l&#8217;intero ecosistema marino della zona costiera a nord del Golfo del Messico. Sempre l&#8217;amministratore ha sottolineato, però che la compagnia petrolifera non ha provocato direttamente il disastro.</p>
<p><strong>&#8220;In termini di responsabilità &#8211; ha detto l&#8217;amministratore Hayward &#8211; ci tengo a essere chiaro: non è stato un incidente provocato da noi, anche se è nostra responsabilità risolvere il problema della perdita&#8221;.<br />
</strong>Intanto le previsioni del colosso dell&#8217;energia per la risoluzione del problema non sono confortanti. Ci potrebbero infatti volere almeno tre mesi per individuare il punto del pozzo petrolifero da cui è scaturita la perdita e isolarlo.</p>
<p><strong>Intanto il titolo British Petroleum crolla ai minimi da sette mesi a questa parte. A Londra il titolo cede il 5,3 per cento a 545 pence, la quotazione più bassa dallo scorso 9 ottobre. Dal giorno dell&#8217;incidente il titolo ha perso il sedici per cento.</strong></p>
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		<title>Sul delta del Mississipi si attende la marea nera</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 15:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Sul delta del Mississipi si aspetta con ansia l&#8217;impatto della marea nera e l&#8217;inevitabile disastro ambientale.</p>
<p>Gli sforzi per contenere il flusso di greggio ha prodotto per ora risultati limitati. Le fragili barriere naturali delle &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4474" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-4474" title="obama_barak_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/obama_barak_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;Barack Obama&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Barack Obama</p></div>
<p>Sul delta del Mississipi si aspetta con ansia l&#8217;impatto della marea nera e l&#8217;inevitabile disastro ambientale.</p>
<p>Gli sforzi per contenere il flusso di greggio ha prodotto per ora risultati limitati. Le fragili barriere naturali delle paludi del delta, il brutto tempo e le onde marine alte oltre due metri rendono tutto più complicato mentre cresce la rabbia della gente del luogo contro la British Petroleum (principale responsabile, anche per la reticenza iniziale) e la Casa Bianca, accusata di essersi mossa troppo in ritardo.</p>
<p><strong>Oggi il tempo peggiorerà ancora, su tutta la zona sono previste forti tempeste e anche il programma di Obama, che arriverà nella tarda mattinata, potrebbe subire qualche contrattempo.</strong></p>
<p>E dalla Bp arrivano messaggi contraddittori. Uno dei più alti dirigenti ha detto al New York Times che il colosso petrolifero ha &#8220;usato praticamente tutti i mezzi a disposizione&#8221;. Ma qualche ora dopo il colosso petrolifero ha annunciato che potrebbe andare a buon fine in una settimana il tentativo di ingabbiare la perdita con una cupola.</p>
<p>&#8220;Le coste sono state solo parzialmente toccate&#8221; sostiene l&#8217;ammiraglio Thad Allen, comandante della guardia costiera, da ieri capo dell&#8217;unità di crisi chiamata a gestire il disastro annunciato.</p>
<p><strong>Nelle sue parole non molto ottimismo: &#8220;Sono in corso operazioni massicce&#8221;, ma è &#8220;logico&#8221; prevedere che la marea &#8220;arriverà sulla terraferma&#8221; e potrebbe anche &#8220;condizionare la navigazione in tutta l&#8217;area&#8221;.</strong></p>
<p>Il vento che soffia da sudest la spingerà per settimane anche verso Mississippi, Alabama e Florida e nello scenario più drammatico potrebbe provocare un disastro ambientale fino alle barriere coralline delle Keys a sud di Miami.</p>
<p>Per i pescatori del delta del Mississippi l&#8217;incubo è quello della bancarotta totale e della perdita del lavoro per anni, se non per decenni, qualcuno ipotizza che potrebbe essere &#8220;peggio dell&#8217;uragano Katrina&#8221;.</p>
<p><strong>Cercano di salvare tutto il salvabile, raccolgono i gamberi, le ostriche, i granchi prima che sia troppo tardi, molti hanno firmato un accordo con la Bp che gli ha offerto un lavoro temporaneo per &#8220;ripulire il mare&#8221;, altri hanno rifiutato. In mare aperto le barche non ci vanno più, è possibile solo fare un giro di un paio d&#8217;ore lungo i corsi d&#8217;acqua che formano il delta del più grande fiume degli Stati Uniti e anche inoltrandosi un po&#8217; tracce del greggio non se ne vedono ancora.</strong></p>
<p>Come ancora non c&#8217;è traccia, aparte casi isolati che si contano seulle dita di una mano, di animali colpiti dalla marea. A Venice la situazione è un po&#8217; surreale, tutti sanno quello che sta per accadere ma di visibile c&#8217;è poco o nulla.</p>
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