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	<title>Corriere2000 &#187; ospedali</title>
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		<title>“A rischio chiusura gli ospedali della Tuscia”</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 09:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio regionale del lazio]]></category>
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		<category><![CDATA[ospedali]]></category>
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		<category><![CDATA[tuscia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>"Il blocco delle assunzioni nella sanità rischia di far collassare le strutture ospedaliere viterbesi. E’ il caso dell’ortopedia dell’ospedale Belcolle di Viterbo che, in assenza di una deroga al blocco delle assunzioni, rischia di travolgere i nosocomi di Tarquinia e Civita Castellana". L'intervento di Ivano Peduzzi.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-28720" title="regionelazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/regionelazio.jpeg" alt="" width="133" height="135" />Riceviamo e pubblichiamo - Il blocco delle assunzioni nella sanità rischia di far collassare le strutture ospedaliere viterbesi.</p>
<p>E’ il caso dell’ortopedia dell’ospedale Belcolle di Viterbo che, in assenza di una deroga al blocco delle assunzioni, <strong>rischia di travolgere i nosocomi di Tarquinia e Civita Castellana</strong>.</p>
<p>Sembra, infatti, che la soluzione scelta dalla direzione generale dell?’Asl di Viterbo sia quella di sopperire alle carenze di organico nell&#8217;?ortopedia di Belcolle, destinandovi personale in servizio nei reparti degli altri due ospedali della Tuscia.</p>
<p><strong>Una soluzione inaccettabile che comporterebbe non solo la chiusura delle attività chirurgiche ortopediche di Civita Castellana e Tarquinia, ma metterebbe a serio rischio l’esistenza stessa di questi ospedali?.</strong></p>
<p>?Come gruppo consiliare della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio, chiediamo alla direzione generale della Asl di Viterbo di non adottare la soluzione prospettata. Abbiamo inoltre scritto al prefetto <strong>affinché intervenga urgentemente al governo e il commissario per la sanità Bondi al fine di garantire i livelli minimi di assistenza ed evitare ulteriori tagli alla sanità della Tuscia.</strong></p>
<p><strong></strong>E? urgente riconoscere all?a Asl di Viterbo la deroga al blocco delle assunzioni per garantire l’organico necessario all’ortopedia di Belcolle, senza così pregiudicare l’attività delle altre ortopedie che altro non rappresenterebbe se non la sentenza di morte per gli ospedali di Civita Castellana e Tarquinia?.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Ivano Peduzzi</strong><br />
Capogruppo della Federazione della sinistra alla Regione Lazio</p>
<div></div>
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		<title>Addio a tre ospedali e a 176 posti letto</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 17:52:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Addio agli ospedali di Montefiascone, Ronciglione e Acquapendente. E addio al reparto di Ostetricia e ginecologia a Civita Castellana. Questo piano è quanto di più devastante si possa immaginare. Adesso purtroppo i cittadini dovranno pagare &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15086" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/03/parroncini_giuseppe_c2000.jpg"><img class="size-full wp-image-15086" title="parroncini_giuseppe_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/03/parroncini_giuseppe_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;Giuseppe Parroncini&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /></a><p class="wp-caption-text">Giuseppe Parroncini</p></div>
<p>&#8220;Addio agli ospedali di Montefiascone, Ronciglione e Acquapendente. E addio al reparto di Ostetricia e ginecologia a Civita Castellana. Questo piano è quanto di più devastante si possa immaginare. Adesso purtroppo i cittadini dovranno pagare sulla propria pelle le sue bugie&#8221;.<br />
E&#8217; quanto dichiara il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Parroncini, sul piano di rientro della sanità redatto dal presidente della Regione Lazio e commissario ad acta Renata Polverini, presentato oggi al Governo.</p>
<p><strong>&#8220;Nella Tuscia viterbese &#8211; dice Parroncini &#8211; la mannaia del governatore del Lazio, tra pubblico e privato, è stata pesantissima: pur aggiungendone qualcuno qua e là, il totale è sempre meno 176 posti letto. Questi i tagli nel pubblico: Acquapendente da 72 a 8 posti; Montefiascone da 70 a 0; Ronciglione: da 29 a 0; a Civita Castellana le giuste rivendicazioni per Ostetricia e ginecologia con la Polverini non sono servite a nulla, e poi sarebbero loro gli incivili. A Belcolle tagliati invece Chirurgia maxillofacciale, Angiologia e Terapia intensiva neonatale&#8221;.</strong></p>
<p>Nel privato infine meno 65 per il Centro di riabilitazione di Nepi (da 90 a 25) e meno 62 per Villa Immacolata (da 196 a 134). &#8220;Una situazione molto grave &#8211; continua &#8211; perché un piano del genere non raggiungerà mai lo scopo di guarire la sanità: così, piuttosto, la uccide. E tutto senza aver ascoltato né i cittadini, né tantomeno i sindacati o gli operatori del settore&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Non solo infatti da oggi in poi grazie alla Polverini l&#8217;ospedale di Belcolle sarà a rischio collasso, non solo gli utenti dovranno fare chilometri per ottenere un servizio &#8211; conclude Parroncini &#8211; ma saremo costretti a pagare ancora una volta le prestazioni ad altre Regioni.</strong></p>
<p>E&#8217; chiaro che se i cittadini viterbesi non troveranno qui le cure di cui hanno bisogno, cosa già inaccettabile, si rivolgeranno all&#8217;Umbria e alla Toscana. Fortuna che in campagna elettorale la Polverini aveva assicurato che non avrebbe tagliato un solo posto letto. Ma dal centrodestra, che il buco sulla sanità lo ha creato, non ci si poteva certo aspettare di meglio. Resta una domanda: dove sono i rappresentanti locali del centrodestra alla Regione, cosa hanno da dire oggi? Non c&#8217;è da chiedere invece quanto contano, quello lo abbiamo già visto&#8221;.</p>
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