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	<title>Corriere2000 &#187; pil</title>
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		<title>Istat, 3 milioni senza lavoro</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Mar 2013 10:04:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Disoccupazione record, Pil in calo, debito pubblico in crescita e pressione fiscale al top. Questa è l'Italia fotografata dall'Istat. A gennaio sono 3 milioni le persone in cerca di lavoro e oltre 2,8 milioni i precari.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34922" title="Grafico" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/04/Grafico_prima.jpg" alt="" width="300" height="130" /> - Disoccupazione record, Pil in calo, debito pubblico in crescita e pressione fiscale al top.</p>
<p><strong>Questa è l&#8217;Italia fotografata dall&#8217;Istat. A gennaio sono 3 milioni le persone in cerca di lavoro e oltre 2,8 milioni i precari.</strong></p>
<p>Scende del 2,4% il Pil, un calo dello 0,8% rispetto al 2011. In grande crescita il debito pubblico che tocca quota 127% del Pil, il dato più alto dal 1990. Ai massimi anche la pressione fiscale dal 1990.</p>
<p>Nel 2012 ha infatti raggiunto il 44%, in crescita rispetto al 42,6% del 2011. In quanto all&#8217;indebitamento delle amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è di – 3,0% (- 3,8% nel 2011).</p>
<p><strong>Crollata nel 2012 anche la spesa per i consumi delle famiglie con un – 4,3% dopo essere risultata quasi stabile nel 2011 con un + 0,1%.</strong></p>
<p>Il secondo dato negativo è quello dei disoccupati che ha sfiorato i 3 milioni, il dato più alto dal 1992. L&#8217;Istat fa sapere che i disoccupati sono in aumento del 3,8% rispetto a dicembre e su base annua del 22,7%.</p>
<p><strong>Sale il tasso di disoccupazione che a gennaio si attesta all&#8217;11,7%, ai massimi dal 1992. Il tasso di disoccupazione giovanile nello stesso mese arriva al 38,7% rispetto al 35,3% del 2012.</strong></p>
<p>Frena invece l&#8217;inflazione a febbraio. Con i prezzi di consumo a + 1,9 su base tendenziale e + 0,1% su base mensile.</p>
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		<title>Bankitalia, Pil in calo dell&#8217;1%</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2013 14:53:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Nel 2013 il Pil dell'Italia scenderà dell'1%. A riferirlo è Bankitalia nel suo bollettino economico. Ciò avverrebbe "per effetto del peggioramento del contesto internazionale e del protrarsi della debolezza dell'attività nei mesi più recenti".</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34922" title="Grafico" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/04/Grafico_prima.jpg" alt="" width="300" height="130" /> - <strong>Nel 2013 il Pil dell&#8217;Italia scenderà dell&#8217;1%.</strong></p>
<p>A riferirlo è Bankitalia nel suo bollettino economico. Ciò avverrebbe &#8220;per effetto del peggioramento del contesto internazionale e del protrarsi della debolezza dell&#8217;attività nei mesi più recenti&#8221;.</p>
<p><strong>Stando all&#8217;istituto si prevede una crescita “nella seconda metà dell&#8217;anno, sia pure sui ritmi modesti e con ampi margini di incertezza”.</strong></p>
<p>Per quanto riguarda i consumi delle famiglie ci sarà una nuova diminuzione, “riflettendo il prolungato calo del reddito disponibile e la forte incertezza&#8221; e non emergerebbero segnali di ripresa.</p>
<p>&#8220;I consumi – si legge nel bollettino &#8211; sono rimasti deboli nei mesi finali del 2012; le vendite al dettaglio e le immatricolazioni di autoveicoli hanno continuato a ridursi in autunno&#8221;. Secondo Bankitalia, &#8220;i comportamenti di consumo rimarrebbero depressi anche nei prossimi mesi&#8221;.</p>
<p>Sul fronte mercati le condizioni restano incerte anche se le tensioni finanziarie si sono attenuate. A questo, spiega Bankitalia “hanno contribuito gli effetti dell&#8217;annuncio, in estate, delle Outright monetary transactions da parte della Bce e, piu&#8217; recentemente, le decisioni prese a livello europeo&#8221;.</p>
<p><strong>In Italia, si legge infine, c&#8217;è bisogno di &#8220;consolidare il riequilibrio dei conti pubblici e intensificare lo sforzo di riforma volto a rilanciare la competitività e a innalzare il potenziale di crescita dell&#8217;economia&#8221;.</strong></p>
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		<title>Fmi: &quot;Pil italiano stimato a ribasso&quot;</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2012/10/fmi-pil-italiano-stimato-a-ribasso/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Oct 2012 08:57:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[discoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[fmi]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Pil italiano registrerà un calo del 2,3% nel 2012 e dello 0,7% nel 2013. In crescita il tasso di disoccupazione che l'anno prossimo registrerà un picco dell'11,3%.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_35220" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-35220" title="Christine Lagarde " src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/06/lagarde.jpg" alt="Christine Lagarde" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Christine Lagarde </p></div>
<p><strong>Il Pil italiano registrerà un calo del 2,3% nel 2012 e dello 0,7% nel 2013.</strong></p>
<p>E&#039; la stima del Fondo monetario internazionale, che ha diffuso i dati contenuti nel Rapporto economico mondiale (World Econom
<div style="display: none"><a href="http://getbacktheex.net/" title="how to get your ex back">how to get your ex back</a></div>
<p>ic Outlook), pubblicato in occasione delle assemblee autunnali insieme alla Banca mondiale..</p>
<p>Dalla bassa crescita del Pil ne consegue l&#039;allarme disoccupazione.</p>
<p><strong>Secondo il Fmi, in Italia, il tasso relativo ai senza lavoro potrebbe salire infatti fino all&#039;11,1% nel 2013, poco sotto l&#039;11,5% della media di Eurolandia dove si registrano picchi oltre il 25% per paesi come Spagna e Grecia.</strong></p>
<p>Complessivamente, il Fmi stima che la crescita globale per quest&#039;anno sarà pari al 3,3%.
<div style="display: none">zp8497586rq</div>
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		<title>Istat, Pil +0,4%</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2012/03/istat-pil-04/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 11:22:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Nel 2011 il Pil sui prezzi di mercato è stato pari a 1.580.220 milioni di euro con una variazione di volume dello 0,4%. Lo fa sapere l'Istat.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34229" title="Istat" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/02/Immagine-1.png" alt="" width="200" height="62" /> &#8211; <strong>Nel 2011 il Pil sui prezzi di mercato è stato pari a 1.580.220 milioni di euro con una variazione di volume dello 0,4%. Lo fa sapere l&#8217;Istat.</strong></p>
<p>I dati mostrano che l&#8217;aumento che il Pil in volume è aumentato dello 0,9% nel Regno Unito, dell&#8217;1,7% in Francia, dell&#8217;1,7% negli Stati Uniti e del 3% in Germania. Cala in vece in giappone dello 0,9%.</p>
<p><strong>La domanda nel 2011 attesta una crescita delle esportazioni di beni e servizi del 5,6% e una diminuzione degli investimenti fissi lordi dell&#8217;1,9%. Le importazioni sono aumentate dello 0,4%.</strong></p>
<p>Per quanto riguarda il rapporto debito-Pil c&#8217;è una crescita dal 118,7% del 2010 al 120,1%. E&#8217; invece di 116,1% nel 2009.</p>
<p>In calo il rapporto deficit-Pil in Italia che passa dal 4,6% del 2010 al 3,9%. Migliora l&#8217;indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche che in rapporto al Pil è in calo del 3,9%, con un miglioramento dello 0,7%.</p>
<p><strong>In leggero calo il rapporto pressione fiscale-Pil che è passato dal 42,6% del 2010 al 42,5% del 2011.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Borsa, spread sopra i 400 punti</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2012/01/borsa-spread-sopra-i-400-punti/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 14:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> &#8211; <strong>Piazza Affari in bilico dopo l&#8217;asta. Milano cede lo 0,8%, Londra l&#8217;1%, Parigi l&#8217;1,2% e Francoforte lo 0,6%. Il rendimento tra Bund tedeschi e Btp italiani raggiunge i 406 punti, dopo che il Pil </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3614" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/euro_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /> &#8211; <strong>Piazza Affari in bilico dopo l&#8217;asta. Milano cede lo 0,8%, Londra l&#8217;1%, Parigi l&#8217;1,2% e Francoforte lo 0,6%. Il rendimento tra Bund tedeschi e Btp italiani raggiunge i 406 punti, dopo che il Pil americano è cresciuto del 2,8%, con un tasso sotto il 6%.</strong></p>
<p>Sono stati collocati dal Tesoro Bot semestrali per 8 miliardi e Bot flessibili per 3 miliardi.</p>
<p>Nel frattempo si attendono notizie dalla Grecia, ma il commissario europeo agli Affari economci, Olli Rehn, rassicura e afferma che ci sarebbe &#8220;un accordo fra la Grecia e i suoi creditori privati ci sarà probabilmente nel prossimo week-end, se non addirittura oggi&#8221;.</p>
<p><strong>Non arrivano buone notizie dalla Spagna dove il tasso disoccupazione sale al 22,9%, più del doppio della media europea e al livello massimo di 17 anni.In leggero rialzo l&#8217;euro sul dollaro che va a quota 1,3113.</strong></p>
<p>Tokyo chiude con un calo dello 0,09%. In chiusura l&#8217;indice Nikkei ha ceduto 8,25 punti, Shanghai in rialzo dell&#8217;1%, Seul dello 0,39% e Hong Kong dello 0,31%.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Banca mondiale, Eurozona in frenata</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2012/01/banca-moniale-eurozona-in-frenata/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 15:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La Banca mondiale lancia l'allarme crescita nel biennio 2012/2013. Stando alle previsioni il Pil mondiale salirà del 2,5% nel 2012, contro il 2,5% del 2011.</p>
<p>&#160;</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3614" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/euro_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /> &#8211; <strong>La Banca mondiale lancia l&#8217;allarme crescita nel biennio 2012/2013.</strong></p>
<p><strong>Stando alle previsioni il Pil mondiale salirà del 2,5% nel 2012, contro il 2,5% del 2011. </strong>Secondo la banca la crescita potrebbe migliorare nel 2013 raggiungendo il 3,1%.</p>
<p>Andando nel dettaglio nel 2012 la crescita dei Paesi in via di svilupppo sarà del 5,4% mentre dell&#8217;1,4% per i Paesi ad alto reddito. Per l&#8217;Eurozona, quindi, è previsto un calo dello 0,3%.</p>
<p><strong>“Il rallentamento dell&#8217;economia – fanno sapere dalla Banca mondiale &#8211; è percepibile nella diminuzione degli scambi commerciali a livello mondiale e nel calo dei prezzi dei prodotti di base”.</strong></p>
<p>Secondo le prime stime nel 2012 gli scambi saliranno del 4,7%.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pil in calo, Italia verso la recessione</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/12/pil-in-calo-italia-verso-la-recessione/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 14:21:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[verso]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L'italia va verso la recessione. Il prodotto interno lordo, per la prima volta dal 2009, è in calo da un trimestre all'altro. Due anni fa era diminuito dello 0,1%, stavolta è diminuito dello 0,2%.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3614" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/euro_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" />- <strong>L&#8217;italia va verso la recessione. Il prodotto interno lordo, per la prima volta dal 2009, è in calo da un trimestre all&#8217;altro. Due anni fa era diminuito dello 0,1%, stavolta è diminuito dello 0,2%.</strong></p>
<p>Nel frattempo, fa sapere l&#8217;Istat, la crescita acquisita per l&#8217;anno in corso è pari allo 0,5%. Per parlare ufficialmente di recessione  si deve verificare un calo per due trimestri di seguito.</p>
<p><strong>Tra giugno e settembre 2011, aggiunge l&#8217;Istat, &#8220;tutte le componenti della domanda interna sono risultate in diminuzione&#8221;.</strong></p>
<p>Calano dell&#8217;1,1% le importazioni, mentre le esportazioni crescono dell&#8217;1,6%.</p>
<p>Rispetto allo stesso trimestre del 2010, la crescita del primo trimestre di quest&#8217;anno è cambiata da + 1% a +0,8%, mentre nel secondo trimestre si è passati da + o,8% a 0,7%.</p>
<p>Invariata la crescita congiunturale del + 0,1% nel primo trimestre 2011 e + 0,3% nel secondo trimestre.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Confesercenti, pressione fiscale al 54%</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/09/confesercenti-pressione-fiscale-al-54/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 09:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[confesercenti]]></category>
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		<category><![CDATA[pressione fiscale]]></category>

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		<description><![CDATA[La manovra graverà sulle famiglie per un totale di circa 33 miliardi di euro. Questo lo studio di Confesercenti presentato dal presidente Marco Venturi in occasione del meeting 2011.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3614" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/euro_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /></p>
<p>- <strong>La manovra graverà sulle famiglie per un totale di circa 33 miliardi di euro. Questo lo studio di Confesercenti presentato dal presidente Marco Venturi in occasione del meeting 2011.</strong></p>
<p>Venturi, durante il suo discorso, ha chiesto di cambiare rotta perché la pressione fiscale effettiva è del 54% e per le famiglie diventerà insostenibile.</p>
<p>Andando nel dettaglio dello studio di Venturi, l&#8217;aumento dell&#8217;Iva porterà un aumento medio di 140 euro all&#8217;anno per ogni famiglia. Nel Nord-est ci sarà l&#8217;aumento più alto, 166 euro annue a famiglia, il più basso, invece, sulle isole, che ammonta a 102 euro annue.</p>
<p><strong>Sempre secondo lo studio di Confesercenti, la manovra sull&#8217;Iva porterà un aumento dell&#8217;inflazione di 0,48% con un gettito annuo di 3,4 miliardi di euro</strong>.</p>
<p>Sulla crescita economica &#8211; ha detto Venturi &#8211; i conti, dopo la approvazione della manovra, non tornano: dalle previsioni aggiornate Confesercenti-Ref risulta che <strong>le speranze di ripresa nel 2012 svaniscono con un Pil che crescerà solo dello 0,1% e con i consumi delle famiglie bloccati su una allarmante crescita zero rispetto al 2011,</strong> dopo aver registrato nel 2010 l&#8217;1% e quest&#8217;anno solo lo 0,5%. <strong>La nostra stima è che gli interventi diretti e indiretti della manovra graveranno sulle famiglie per 33 miliardi dei 54 complessivi</strong>&#8220;.</p>
<p>&#8220;Si deve prendere atto  &#8211; afferma Venturi &#8211; che l&#8217;unica via percorribile non è certo quella, impraticabile, del prelievo fiscale che avvelena i pozzi dello sviluppo colpendo fiducia, consumi  ed investimenti, ma è quella di aggredire la spesa pubblica”.</p>
<p>Concludendo il suo discorso, Venturi ha inoltre affermato che c&#8217;è bisogno di “scelte coraggiose anche in contrasto con forti interessi politici che possono essere rimossi solo con pressioni decise ed ampie dei cittadini-elettori”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Germania non cresce</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 08:41:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[10 Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[germania]]></category>
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		<description><![CDATA[Germania a crescita zero. Nel secondo trimestre dell'anno il Pil è fermo allo 0,1%. Un risultato deludente, rispetto alle attese degli analisti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_3614" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/euro_c2000.jpg"><img class="size-full wp-image-3614" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/euro_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /></a><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Germania, crescita congelata. </strong></p>
<p>La Germania non cresce. Nel secondo trimestre dell&#8217;anno il Pil è fermo allo 0,1%. Un risultato deludente, rispetto alle aspettative degli analisti.</p>
<p><strong>Si tratterebbe del picco minimo dal primo trimestre 2009. </strong></p>
<p>Uno stop, quello dell&#8217;economia tedesca, che ha condizionato i mercati, tutti in negativo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Allarme Istat, Pil solo +0,3%</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/08/allarme-istat-pil-solo-03/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 10:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Tusciaweb]]></category>
		<category><![CDATA[consumo]]></category>
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		<category><![CDATA[pil]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel secondo trimestre del 2011 il Pil è cresciuto solo dello 0,3% sul trimestre precedente.<strong> </strong>E' quanto comunicato dall'Istat, che aggiunge, che su base annua si registra una brusca frenata: una crescita dello 0,8%. Inoltre, secondo le analisi condotte nei singoli settori produttori si evidenzia un forte calo nelle vendite dei beni di consumo.

- <strong><a href="http://www.corriere2000.it/2011/08/ue-roma-acceleri-le-riforme/">Ue: "Subito le riforme"</a></strong>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18024" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/05/euro_c2000.jpg"><img class="size-full wp-image-18024" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/05/euro_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /></a><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p><strong>Nel secondo trimestre del 2011 il Pil è cresciuto solo dello 0,3% sul trimestre precedente.</strong></p>
<p>E&#8217; quanto comunicato dall&#8217;Istat, che aggiunge che su base annua si registra una brusca frenata: una crescita dello 0,8%. Con queste premesse, la crescita alla fine del 2011 è stimata allo 0,7%, in netto ribasso rispetto al Def governo, che invece prevede l&#8217;1,1%.</p>
<p>Secondo le analisi condotte nei singoli settori produttori si evidenzia un forte calo per i beni di consumo (-1,1%) i beni intermedi (-0,2%) e l&#8217;energia (-0,2%). Numeri in negativo anche per l&#8217;industria alimentare con un &#8211; 0,1%. Cifre che precipitano nel caso dei prodotti chimici (-7,7%) e dei prodotti petroliferi (-7,4%).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Senza riforme crescita a metà</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/06/senza-riforme-crescita-a-meta/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 10:13:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Tusciaweb]]></category>
		<category><![CDATA[confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>

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		<description><![CDATA[<span>Nel 2011, il Pil chiuderà con un +0,9% e con l'1,1% nel 2012. A patto, però, che vengano fatte riforme strutturali. Altrimenti la crescita sarà dimezzata dello 0,6%.</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_5238" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-5238" title="marcegaglia_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/10/marcegaglia_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Emma Marcegaglia&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">  Emma Marcegaglia</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>Senza riforme l&#8217;Italia cresce a metà.</strong></p>
<p>La previsione è del Centro studi di Confindustria che, nel suo ultimo rapporto, delinea uno scenario a tinte fosche per l&#8217;economia italiana.</p>
<p>Le previsioni ottimistiche di dicembre sono un vecchio ricordo. Confindustria le ritocca all&#8217;ingiù di due decimi di punto (1,1% nel 2011 e 1,3% nel 2012).</p>
<p><strong>Nel 2011, il Pil chiuderà con un +0,9% e con l&#8217;1,1% nel 2012. A patto, però, che vengano fatte riforme strutturali. Altrimenti la crescita sarà dimezzata dello 0,6%. Per scongiurarlo, potrebbero dover essere necessarie manovre aggiuntive per 18 miliardi. </strong></p>
<p>Confindustria suggerisce di alzare l&#8217;età di ritiro dal lavoro, per tutelare il Pil a abbattere il disavanzo.</p>
<p>Per il prossimo biennio il livello di disoccupazione si manterrà alto: 8,4% nel 2011 e 8,3% nel 2012, con una modesta crescita del numero degli occupati (+0,2 quest&#8217;anno e +0,4 l&#8217;anno prossimo).</p>
<p>Se i consumi salgono (+0,8% quest&#8217;anno, fino all&#8217;1% nel 2012) l&#8217;inflazione scende toccando il 2,6% nel 2011 e il 2% nel 2012.</p>
<p><strong>Altra strada verso la crescita del Pil, quella del contenimento delle retribuzioni pubbliche. Il rapporto del Centro studi Confindustria parla chiaro: un dipendente pubblico in media guadagna quasi 8.900 euro all&#8217;anno in più del collega privato. Un dislivello che, in dieci anni, è addirittura raddoppiato. </strong></p>
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		<title>Istat rivede il Pil, nel 2010 più 1,2%</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/03/istat-rivede-il-pil-nel-2010-piu-12/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 11:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p></p>
<p><strong>Nel 2010 il Pil italiano è cresciuto dell&#8217;1,2%.</strong></p>
<p>Questo è l&#8217;ultimo dato rilevato dall&#8217;Istat, che ha ricalcolato i dati dell&#8217;anno appena trascorso, tenendo contno degli effetti del calendario. Lo scorso anno infatti si è avuta &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_3614" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-3614" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/euro_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>Nel 2010 il Pil italiano è cresciuto dell&#8217;1,2%.</strong></p>
<p>Questo è l&#8217;ultimo dato rilevato dall&#8217;Istat, che ha ricalcolato i dati dell&#8217;anno appena trascorso, tenendo contno degli effetti del calendario. Lo scorso anno infatti si è avuta una giornata lavorativa in più rispetto al 2009.</p>
<p><strong>I dati quindi registrano un&#8217;accelerazione sul tendenziale dell&#8217;1,2% nel quarto trimestre del 2010, che però non basta a mettere l&#8217;Italia in linea con gli altri paesi della zona euro, zona che ha visto una crescita del 2% tendenziale. </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Economia, l&#8217;Italia è deludente</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2010/12/economia-litalia-e-deludente/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 10:25:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Economia, l&#8217;Italia è deludente.</p>
<p>Dopo l&#8217;ultima analisi di Confindustria il quadro generale del Paese non è affatto roseo.</p>
<p>Le stime del Pil prevedono una crescita del +1% nel 2010 (rivisto dal +1,2%) ed al +1,1% &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3614" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-3614" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/euro_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Economia, l&#8217;Italia è deludente.</p>
<p>Dopo l&#8217;ultima analisi di Confindustria il quadro generale del Paese non è affatto roseo.</p>
<p>Le stime del Pil prevedono una crescita del +1% nel 2010 (rivisto dal +1,2%) ed al +1,1% nel 2011 (dal +1,3%).</p>
<p><strong>Secondo gli economisti il confronto con la Germania è impietoso anche perchéil &#8220;miracolo&#8221; tedesco è frutto di mutamenti strutturali che in Italia non ci sono.</strong></p>
<p>&#8220;La frenata estiva e autunnale è stata decisamente più netta dell&#8217;atteso e il 2010 si chiude con produzione industriale e Pil quasi stagnanti &#8211; si legge nel rapporto -. La malattia della lenta crescita non è mai stata vinta, come la migliorata dinamica della produttività nel 2006 e nel 2007 aveva lasciato sperare&#8221;.</p>
<p><strong>Con la crisi, dal primo trimestre 2008 al terzo trimestre 2010, il numero degli occupati in Italia è diminuito di 540mila, senza contare le ore di Cig che hanno un impatto pari a 480mila unità di lavoro.</strong></p>
<p>Il tasso di disoccupazione toccherà il 9% nel quarto trimestre 2011, e inizierà a scendere molto gradualmente nel corso del 2012. Il numero dei disoccupati è ad ottobre 2010 più del doppio rispetto ad aprile 2007.</p>
<p>Secondo gli esperti si uscirà dalla crisi non prima del 2015.</p>
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		<title>Cresce il Pil dell&#8217;Europa</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2010/09/cresce-il-pil-delleuropa/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 11:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[10 Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Cresce il Pil dell&#8217;Europa.</p>
<p>Il Prodotto interno lordo (Pil) della zona dell&#8217;euro e quello della Ue a 27 è aumentato dell&#8217;1% nel corso del secondo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti, quando il tasso di &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18024" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-18024" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/05/euro_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Cresce il Pil dell&#8217;Europa.</p>
<p>Il Prodotto interno lordo (Pil) della zona dell&#8217;euro e quello della Ue a 27 è aumentato dell&#8217;1% nel corso del secondo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti, quando il tasso di crescita era stato dello 0,3% nelle due aree.</p>
<p><strong>Lo riferisce Eurostat, dando conto delle prime stime. Secondo l&#8217;ente di statistica europeo, in Italia, la crescita del Pil nel secondo trimestre si è attestata all&#8217;1,1%, rispetto allo 0,5% del primo trimestre. Su base annua, rispetto al secondo trimestre del 2009, il Pil europeo è aumentato dell&#8217;1,9% sia nella zona dell&#8217;euro che nella Ue a 27, dopo un aumento rispettivo dello 0,8% e dello 0,7% del primo trimestre.</strong></p>
<p>La Ue corre quindi più degli Usa, che nel secondo trimestre 2010 ha registrato un aumento del Pil dello 0,4%, e del Giappone, la cui crescita si è fermata nello stesso periodo al +0,1%. Per quanto riguarda i dati europei, nel secondo trimestre 2010 &#8211; precisa Eurostat &#8211; le spese per i consumi domestici sono aumentate dello 0,5% nella zona dell&#8217;euro e in quella della Ue-27 (dopo +0,2% e +0,1% rispettivamente nel trimestre precedente).</p>
<p><strong>Gli investimenti sono cresciuti dell&#8217;1,8% nella zona dell&#8217;euro e dell&#8217;1,7% nella Ue-27 (dopo un -0,4% e un -0,6% rispettivo nei primi tre mesi). </strong></p>
<p>Le esportazioni sono progredite del 4,4% nella zona euro e del 4,0% nella UE-27 (dopo +2,4% e +2,0%). In aumento anche le importazioni: + 4,4% nella zona euro e + 4,0% nella UE27 (dopo +4,0% e +3,6%).</p>
<p><strong>Tra gli stati membri, le performance migliori sono della Slovacchia (+5%), della Polonia (+3,8%), della Germania (+3,7%) e della Svezia (+3,6%). La Francia si attesta al +1,7%, l&#8217;Italia al +1,1%.</strong></p>
<p>I dati peggiori sono per Lettonia (-3,9%) e la Grecia (-3,5%).</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pil, la Cina minaccia il Giappone</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2010/08/pil-la-cina-minaccia-il-giappone/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 08:11:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[10 Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Economia, la Cina minaccia il Giappone.</p>
<p><strong>Il sorpasso era già avvenuto nel trimestre aprile-giugno. Ma ci sono buone possibilità che la Cina riesca a soffiare definitivamente al Giappone la seconda posizione, nella classifica mondiale dell&#8217;economia.</strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22871" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-22871" title="pechino_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/08/pechino_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Economia, la Cina minaccia il Giappone.</p>
<p><strong>Il sorpasso era già avvenuto nel trimestre aprile-giugno. Ma ci sono buone possibilità che la Cina riesca a soffiare definitivamente al Giappone la seconda posizione, nella classifica mondiale dell&#8217;economia.</strong></p>
<p>Per ora, il Sol Levante conserva il suo secondo posto, dietro gli Usa. Ma la &#8220;minaccia cinese&#8221; è concreta.</p>
<p>Tra aprile e giugno, il Pil cinese è stato pari a 1339 miliardi, contro i 1288 del Sol Levante.</p>
<p><strong>Il sorpasso su base annuale, secondo il Wall Street Journal, sarebbe un fatto storico, considerando che quella della Cina è un&#8217;economia emergente, in continua crescita.</strong></p>
<p>&#8220;Molti economisti &#8211; si legge sul Wall Street Journal &#8211; si aspettano che la Cina sorpassi il Giappone come seconda economia al mondo. Il gap fra i 5mila miliardi di dollari dell&#8217;economia cinese e i quasi 15mila miliardi di dollari di quella americana resta ampio, e anche mantenendo gli attuali tassi di crescita, ci vorranno almeno dieci anni o più per Pechino per raggiungere gli Usa&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Germana, pil in aumento del 2,2%</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2010/08/germana-pil-in-aumento-del-22/</link>
		<comments>https://www.corriere2000.it/2010/08/germana-pil-in-aumento-del-22/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 09:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[10 Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.corriere2000.it/?p=22792</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il pil della Germania cresce del 2,2%.</p>
<p><strong>Nel secondo trimestre dell&#8217;anno un aumento del 2,2% rispetto al trimestre precedente. E del +3,7% annuo. Lo scrive l&#8217;agenzia Bloomberg, citando come fonte i dati preliminari rilevati dall&#8217;ufficio </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18024" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-18024" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/05/euro_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Il pil della Germania cresce del 2,2%.</p>
<p><strong>Nel secondo trimestre dell&#8217;anno un aumento del 2,2% rispetto al trimestre precedente. E del +3,7% annuo. Lo scrive l&#8217;agenzia Bloomberg, citando come fonte i dati preliminari rilevati dall&#8217;ufficio statistico federale tedesco.</strong></p>
<p>L&#8217;economia tedesca cresce in altre parole al ritmo più veloce dalla riunificazione, avviata nel 1991.</p>
<p>Il dato del Pil è migliore delle stime degli analisti, ferme in media a una crescita dell&#8217;1,3%. &#8220;L&#8217;economia può crescere di oltre il 2% nel 2010&#8243;, ha detto il ministro per l&#8217;Economia, Rainer Bruederle, dopo la pubblicazione del dato del secondo trimestre.</p>
<p><strong>&#8220;Con la revisione del dato del primo trimestre, la dinamica dei secondi tre mesi (+2,2%) rende possibile una crescita di oltre il 2% nell&#8217;anno in corso&#8221;, ha indicato il ministro.</strong></p>
<p>Nel resto d&#8217;Europa l&#8217;economia francese è invece cresciuta dello 0,6% nel secondo trimestre, rispetto al trimestre precedente (dato rivisto al +0,2%). Lo rende noto l&#8217;Insee, l&#8217;ufficio francese di statistica.</p>
<p><strong>Su base annuale invece il Pil ha segnato una crescita dell&#8217;1,7%. Si tratta, anche in questo caso, di dati migliori delle stime degli analisti.</strong></p>
<p>Anche la Spagna, nel secondo trimestre dell&#8217;anno, ha fatto registrare una crescita del Pil dello 0,2% in confronto ai tre mesi precedenti, mentre ha fatto segnare una flessione dello 0,2% rispetto allo stesso periodo di un anno fa.</p>
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		<title>Pil, in calo del 5,1% nel 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 11:08:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[1% nel 2009]]></category>
		<category><![CDATA[in calo del 5]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Prodotto interno lordo in calo del 5,1 per cento nel 2009.</p>
<p>A diffondere la notizia l&#8217;Istat, precisando che si tratta del dato corretto per gli effetti di calendario.<br />
E&#8217; stato così rivista in diminuzione la &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3614" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-3614" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/euro_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Prodotto interno lordo in calo del 5,1 per cento nel 2009.</p>
<p>A diffondere la notizia l&#8217;Istat, precisando che si tratta del dato corretto per gli effetti di calendario.<br />
E&#8217; stato così rivista in diminuzione la stima preliminare diffusa a febbraio, che dava il pil a -4,9 per cento.</p>
<p><strong>Mentre il pil non corretto per effetti di calendario si attesta a -5,0 per cento, come reso noto già il primo marzo.</strong><br />
Nel quarto trimestre del 2009 il prodotto interno lordo italiano è calato dello 0,3 per cento rispetto al trimestre precedente, ed è diminuito del tre per cento su base annua. Lo rende noto l&#8217;Istat, rivedendo in peggioramento la stima preliminare diffusa a febbraio.</p>
<p><strong>La variazione del Prodotto interno lordo &#8220;acquisito&#8221; per il 2010 è pari a -0,1 per cento. L&#8217;Istat, ha spiegato che la crescita, in questo caso la decrescita, &#8220;acquisita&#8221; annuale è quella che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla per i trimestri del 2010. E&#8217; stata così rivista al ribasso la stima preliminare diffusa il 12 febbraio, che attestava la variazione pari a zero.</strong></p>
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		<title>Pil in crescita dell&#8217;1%</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 17:28:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
		<category><![CDATA[tremonti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il governo aggiornerà le stime della crescita 2010 indicando una cifra &#8220;intorno all&#8217;1%&#8221;. Lo ha annunciato oggi il ministro dell&#8217;Economia, Giulio Tremonti.</p>
<p>&#8220;Purtroppo &#8211; ha detto &#8211; siamo costretti a dover prevedere come sarà la &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2924" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2924" title="tremonti_giulio_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/08/tremonti_giulio_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt; Giulio Tremonti&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> Giulio Tremonti</p></div>
<p>Il governo aggiornerà le stime della crescita 2010 indicando una cifra &#8220;intorno all&#8217;1%&#8221;. Lo ha annunciato oggi il ministro dell&#8217;Economia, Giulio Tremonti.</p>
<p>&#8220;Purtroppo &#8211; ha detto &#8211; siamo costretti a dover prevedere come sarà la situazione al 31 dicembre 2010. C&#8217;è chi ci crede, e c&#8217;è chi è obbligato a farlo. E noi siamo obbligati&#8230; Io non sono un fanatico dei decimali&#8221;.</p>
<p><strong>Tremonti poi ha ribadito che l&#8217;Italia potrebbe ricominciare a porre il veto in sede europea sulle questioni fiscali, su cui è necessaria l&#8217;unanimità, se non verrà fatta sufficiente chiarezza sul modo in cui il meccanismo dell&#8217;euro ritenuta ha funzionato fino ad oggi.</strong></p>
<p>Secondo Tremonti il risultato che emergerà dallo studio chiesto alla Commissione Ue è che all&#8217;Italia sono state versate dai paesi Ue che la applicano, come Austria e Lussemburgo, euroritenute inferiori rispetto al dovuto. Per questo, ha affermato il ministro dell&#8217;Economia, &#8220;Ho chiesto: vogliamo indietro i nostri soldi&#8221;.</p>
<p>&#8220;Io penso che dagli studi venga fuori che quanto pagato alla Repubblica italiana è meno di quanto ci compete in base alla direttiva europea&#8221;, ha ribadito Tremonti, che per questo ha &#8220;chiesto alla Commissione Ue che è competente un resoconto su quanto ci spetta e che non ci è finora stato riconosciuto dai paesi che devono pagarci l&#8217;euro ritenuta&#8221;.</p>
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		<title>La recessione è finita</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2009/11/la-recessione-e-finita-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 10:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;economia europea e quella italiana sono fuori dalla recessione.</p>
<p>L&#8217;Eurostat, nella giornata della diffusione dei Pil, ha annunciato un rialzo del prodotto interno lordo per la zona euro dello 0,4%.</p>
<p>Fuori dalla crisi anche l&#8217;Italia, &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3614" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-3614" title="euro_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/euro_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>L&#8217;economia europea e quella italiana sono fuori dalla recessione.</p>
<p>L&#8217;Eurostat, nella giornata della diffusione dei Pil, ha annunciato un rialzo del prodotto interno lordo per la zona euro dello 0,4%.</p>
<p>Fuori dalla crisi anche l&#8217;Italia, con il Pil in aumento dello 0,6%, perfettamente in linea con le previsioni del mercato.</p>
<p><strong>L&#8217;aumento congiunturale del Pil italiano è il risultato di un aumento del valore aggiunto dell&#8217;industria e dei servizi e di una diminuzione di quello dell&#8217;agricoltura.<br />
</strong></p>
<p>Francia e Germania, a differenza di Italia ed Europa, registrano il secondo trimestre di fila di crescita economica, con il prodotto interno lordo per la nazione tedesca in rialzo dello 0,7%  contro il +0,8% indicato dagli analisti. Il Pil francese, invece, è salito dello 0,3%, meno del consensus posto al +0,7%.</p>
<hr />
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