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	<title>Corriere2000 &#187; ricerca</title>
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		<title>Battistoni, sinergia tra ricerca e agricoltura</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 15:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>-  “La pianta come materia prima in vari campi di applicazione”. Lo ha dichiarato Francesco Battistoni, Presidente della IV Commissione agricoltura che questa mattina ha invitato il professor Rosario Muleo ad illustrare il progetto Olea, &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_16383" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-16383" title="battistoni_francesco_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/04/battistoni_francesco_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Francesco Battistoni</p></div>
<p>-  “La pianta come materia prima in vari campi di applicazione”. Lo ha dichiarato Francesco Battistoni, Presidente della IV Commissione agricoltura che questa mattina ha invitato il professor Rosario Muleo ad illustrare il progetto Olea, di cui il professore dell’Università della Tuscia è coordinatore nazionale.</p>
<p><strong>“La IV Commissione ha ritenuto interessante ascoltare i risultati e gli ambiti di applicazione dello studio che Muleo sta portando avanti insieme ad un comitato scientifico di alto livello e professionalità”, ha detto Battistoni.</strong></p>
<p>Il progetto ‘Olea: genomica e miglioramento genetico dell’olivo’ è l’esempio di come la ricerca si rapporti al mondo produttivo agricolo. Si tratta di un insieme di ricerche finalizzate allo sviluppo di mezzi e prodotti e all’acquisizione di conoscenze indispensabili per la salvaguardia delle produzioni olivicole delle regioni italiane.</p>
<p>“È sempre auspicabile una proficua collaborazione tra le Istituzioni e le Università in quanto – ha aggiunto Battistoni – il mondo accademico rappresenta un interlocutore necessario e le numerose domande rivolte dai consiglieri al professor Muleo e al suo collega, professor Eddo Rugini, lo testimoniano. Specialmente in agricoltura – chiarisce Battistoni –<strong> la ricerca è indispensabile per il miglioramento delle colture, delle produzioni e della qualità. Inoltre – aggiunge – oggi l’agricoltura trova applicazione in vari campi, come ad esempio il settore medico-farmaceutico e la cosmesi. Questo primo incontro è servito a conoscere il progetto – ha concluso il presidente di Commissione – che porterò all’attenzione dell’assessorato e di Arsial per verificare le modalità di collaborazione</strong>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ricerca e innovazione, approvato il piano</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 17:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La Commissione sviluppo economico, ricerca, innovazione e turismo, presieduta da Giancarlo Miele (Pdl), ha approvato a maggioranza il piano strategico regionale per la ricerca, l’innovazione ed il trasferimento tecnologico 2011 – 2013.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_34106" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-34106" title="Regione Lazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2012/01/regione.jpeg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">La Regione Lazio</p></div>
<p>- La Commissione sviluppo economico, ricerca, innovazione e turismo, presieduta da Giancarlo Miele (Pdl), ha approvato a maggioranza il piano strategico regionale per la ricerca, l’innovazione ed il trasferimento tecnologico 2011 – 2013, su iniziativa della giunta regionale, presentato lo scorso settembre dall’assessore al Bilancio Programmazione economico-finanziaria e Partecipazione Stefano Cetica.</p>
<p>Con la nuova programmazione, “<strong>fulcro del sostegno sarà la domanda di innovazione delle imprese che diventano protagoniste dei processi di trasferimento tecnologico da parte degli organismi di ricerca e ne orientano e indirizzano l’azione</strong>“.</p>
<p>Le 144 mila imprese del Lazio potranno disporre nel triennio di risorse per 237,5 milioni di euro cui si sono aggiunti per il 2012 e 2013 altri 30 milioni per ciascuna annualità provenienti dalla recente riprogrammazione del Por Fers (Programma operativo cofinanziato dal F. E. S. R. – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2007-2013) approvata in Commissione Bilancio, per un totale di 297,5 milioni di euro.</p>
<p>“Grazie al Piano strategico per l’Innovazione e la Ricerca approvato oggi – ha affermato Miele – il Lazio potrà avvalersi di un sistema organico di strumenti volti a superare una logica di interventi dispersivi e poco efficaci e favorire un nuovo ciclo di sviluppo e crescita occupazionale.</p>
<p>Sostegno quindi alle imprese che con coraggio puntano sull’Innovazione e la Ricerca grazie anche ad un nuovo sistema di collaborazione tra Università,<strong>Centri di Ricerca e tessuto imprenditoriale. E’ questo l’approccio pragmatico che in stretta sinergia con la Presidente Polverini e l’Assessore Cetica stiamo dando per il rilancio dell’economia e dell’innovazione del tessuto imprenditoriale Lazio</strong>”.</p>
<p>Il Piano premia quelle componenti della ricerca più dinamiche nell’interazione con il sistema produttivo, in particolare attraverso misure a sostegno del capitale umano altamente specializzato.<strong> Vengono inoltre rafforzati i distretti ad alta tecnologia, introducendo, accanto ai già esistenti distretti dell’Aerospazio, Bioscienze e dei Beni e attività culturali, il Distretto delle Tecnologie Digitali e delle Industrie Creative.</strong></p>
<p>Settori prioritari di interesse quello aerospaziale; chimico-farmaceutico, bioscienze e biotecnologie; tecnologie per i beni e le attività culturali; Ict e audiovisivo, Industrie Creative; energie rinnovabili.</p>
<p>Il Piano dovrà ora approdare nell’Aula consiliare per il via libera definitivo.</p>
<p>Alla seduta erano presenti i consiglieri Chiara Colosimo (Pdl), Nicola Illuzzi (Lista Polverini), Claudio Mancini (Pd), Luciano Romanzi (Psi), Pietro Sbardella (Udc).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Presentato il piano per la ricerca e l’innovazione</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 14:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>L’assessore al Bilancio Programmazione economico-finanziaria e partecipazione, Stefano Cetica, ha presentato oggi in Commissione Sviluppo economico, ricerca, innovazione e turismo, presieduta da Giancarlo Miele (Pdl), il Ppiano strategico regionale per la ricerca, l’innovazione ed il trasferimento tecnologico 2011 – 2013.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-28720" title="regionelazio" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/01/regionelazio.jpeg" alt="" width="133" height="135" /></p>
<p>- L’assessore al Bilancio Programmazione economico-finanziaria e partecipazione, Stefano Cetica, ha presentato oggi in Commissione Sviluppo economico, ricerca, innovazione e turismo, presieduta da Giancarlo Miele (Pdl), il Ppiano strategico regionale per la ricerca, l’innovazione ed il trasferimento tecnologico 2011 – 2013.</p>
<p><strong>Le 144 mila imprese del Lazio potranno disporre nel triennio di risorse per 237,5 milioni di euro. Di tale importo, 154,5 milioni sono risorse di fonte regionale in parte derivanti dagli stanziamenti sul fondo regionale per la promozione della ricerca e lo sviluppo dell’innovazione e del trasferimento tecnologico istituito con la finanziaria regionale 2011, che per l’anno in corso ammontano a oltre 56 milioni di euro. </strong>In parte derivanti dagli stanziamenti previsti nella precedente programmazione per interventi non attuati o non conclusi. Altri 83 milioni sono risorse finanziarie di fonte comunitaria che vanno ad aggiungersi ad altre risorse di fonte nazionale per il cofinanziamento dell’Accordo di Programma Quadro “Ricerca, innovazione tecnologica, reti telematiche” i cui importi sono in corso di definizione.</p>
<p>“A tre anni dalla legge regionale numero 13 del 2008 ‘Promozione della ricerca e sviluppo dell’innovazione e del trasferimento tecnologico’, la Regione – dice Cetica – colma una grave carenza di pianificazione, presentando il programma strategico regionale che modifica radicalmente sia l’approccio che la natura degli strumenti sino ad oggi messi in campo.<strong> Il programma con cui la presidente Polverini si è presentata agli elettori identifica nell’innovazione totale un criterio guida per uscire dalla crisi e delineare un nuovo ciclo di sviluppo e crescita occupazionale”.</strong> Con la nuova programmazione, “fulcro del sostegno sarà la domanda di innovazione da parte delle imprese che diventano protagoniste dei processi di trasferimento tecnologico da parte degli organismi di ricerca e ne orientano e indirizzano l’azione”.</p>
<p>Apprezzamento per il lavoro svolto è stato espresso nel corso della riunione odierna dal consigliere Claudio Mancini (Pd), il quale vede nel piano una certa continuità nell’azione della Regione iniziata nelle passate legislature, anche se la scelta di spostare l’attenzione sulle imprese per la scelta dei soggetti destinatari delle risorse da allocare sembra rispondere a “un approccio un po’ ideologico”. <strong>“Il sistema delle imprese è molto frammentato – ha osservato Mancini – e più debole rispetto a un sistema della ricerca che, nella nostra Regione, è molto robusto. Credo che sarà poco agevole trovare un mondo delle imprese in grado di partecipare ai bandi senza la partecipazione di università e centri di ricerca”.</strong></p>
<p>“L’innovativa impostazione che l’amministrazione Polverini è riuscita a garantire tramite il programma strategico attua una vera e propria rivoluzione copernicana in tema di innovazione – afferma Miele -.<strong> Il piano strategico è uno strumento operativo che consentirà una diffusione capillare nel sistema imprenditoriale del Lazio dell’innovazione grazie alla sinergia fra imprese, università e dei centri di ricerca.</strong> Una sua rapida approvazione – ha aggiunto – sarà il miglior modo per sostenere le Imprese e le tante eccellenze che rendono il Lazio una delle Regioni più competitive del nostro Paese.”</p>
<p>Il Piano, che dovrà essere discusso in Commissione prima di approdare nell’aula consiliare, premia infatti quelle componenti della ricerca più dinamiche nell’interazione con il sistema produttivo, in particolare attraverso misure a sostegno del capitale umano altamente specializzato.</p>
<p><strong>Vengono inoltre rafforzati i distretti ad alta tecnologia, introducendo, accanto ai già esistenti distretti dell’aerospazio, delle bioscienze e dei beni e attività culturali, il distretto delle tecnologie digitali e delle industrie creative.</strong></p>
<p>Presenti, oltre al presidente della commissione Miele, all’assessore Cetica e al consigliere Mancini, i consiglieri Chiara Colosimo (Pdl), Nicola Illuzzi (Lista Polverini), Luciano Romanzi (Psi), Pietro Sbardella (Udc).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Al via la settimana del cervello</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/03/al-via-la-settimana-del-cervello/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 17:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Cervello]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Al via la settimana del cervello.</p>
<p><strong>L&#8217;apertura delle strutture ospedaliere per fornire informazioni sulle attività neurologiche e per permettere visite guidate a grandi e piccoli dei reparti e dei laboratori al fine di far conoscere </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_16690" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-16690" title="cervello_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/04/cervello_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Al via la settimana del cervello.</p>
<p><strong>L&#8217;apertura delle strutture ospedaliere per fornire informazioni sulle attività neurologiche e per permettere visite guidate a grandi e piccoli dei reparti e dei laboratori al fine di far conoscere il lavoro dei neurologi.</strong></p>
<p>&#8220;Neurologie a Porte Aperte&#8221; è una delle iniziative che si celebra fino al 20 marzo nell&#8217;ambito della XVI edizione della settimana mondiale del cervello, una ricorrenza annuale dedicata a sollecitare la pubblica consapevolezza nei confronti della ricerca sul cervello (info: www.neuro.it).</p>
<p>In Italia, la settimana del cervello è promossa e organizzata dalla Società italiana di neurologia (Sin) che anche quest&#8217;anno realizzerà una serie di iniziative di informazione e sensibilizzazione su tutto il territorio nazionale.<strong> La concomitanza con le celebrazioni per l&#8217;unità di Italia offre anche la possibilità di mettere il luce il lungo elenco di neurologi illustri che hanno contribuito alla crescita della cultura scientifica nazionale.</strong></p>
<p>Quest&#8217;anno focus sulla popolazione femminile.</p>
<p>Se anche i più sono ormai soliti attribuire all&#8217;emicrania e cefalee, una predominanza di genere femminile, con un&#8217;incidenza tra le donne che oscilla tra l&#8217;11% ed il 25%, rispetto al 4 e 9,5% degli uomini, emerge ora che anche numerose altre patologie come allergie, diabete, cataratta, ipertensione arteriosa, Sclerosi multipla, depressione e ansietà ed infine anche Alzheimer, sono patologie tipicamente femminili.</p>
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		<title>&#8220;Investire su scuola e ricerca&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 11:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[napolitano]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p></p>
<p><strong>&#8220;La crisi si supera investendo in scuola e ricerca&#8221;.</strong></p>
<p>Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano torna a ribadire la necessità di puntare sui giovani e sulla loro formazione.</p>
<p>Il presidente invia il suo monito &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_10706" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-10706" title="Giorgio Napolitano" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/01/napolitano.jpg" alt="&lt;p&gt;Giorgio Napolitano&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Giorgio Napolitano</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>&#8220;La crisi si supera investendo in scuola e ricerca&#8221;.</strong></p>
<p>Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano torna a ribadire la necessità di puntare sui giovani e sulla loro formazione.</p>
<p>Il presidente invia il suo monito in un messaggio di saluto all&#8217;assemblea del convegno &#8220;Capitale umano e occupazione nell&#8217;area europea e mediterranea&#8221;, in corso a Bologna.</p>
<p><strong>&#8220;E&#8217; essenziale &#8211; ha sottolineato Napolitano &#8211; promuovere l&#8217;innalzamento degli standard formativi e valorizzare le migliori energie intellettuali e creative</strong>: soltanto investendo su tali priorità sarà possibile superare le attuali difficoltà di ordine economico e sociale ed affrontare efficacemente le grandi sfide del nostro tempo&#8221;.</p>
<p>Il presidente torna ancora una volta a mettere al centro del dibattito pubblico i ragazzi, considerando prioritaria la necessità di dare ascolto alle istanze che provengono dal mondo giovanile, e soprattutto riuscire a fornire &#8220;risposte concrete a generazioni di studenti che troppo spesso vedono ostacolato il percorso di crescita personale e professionale, e vanificate la fiducia e la speranza che hanno motivato il loro impegno nello studio e nella ricerca&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;indubbio rilievo del tema affrontato &#8211; ha continuato Napolitano &#8211; merita il più ampio approfondimento, anche in relazione al particolare contesto italiano</strong>, nell&#8217;auspicio che il consolidamento della collaborazione scientifica fra gli istituti univesitari e di ricerca nell&#8217;area mediterranea potrà contribuire a rafforzare il processo di arricchimento professionale e di integrazione culturale&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Un Paese che non fa ricerca svende il proprio futuro&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 16:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[bruno]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo l&#8217;intervento di Ignazio Marino, candidato alle elezioni per la segreteria nazionale del Pd, che risponde all&#8217;appello lanciato su Tusciaweb dall&#8217;avvocato Severo Bruno &#8211; Un paese che non investe sulla ricerca e sui &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4796" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-4796" title="marino_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/marino_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;Ignazio Marino&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Ignazio Marino</p></div>
<p>Riceviamo e pubblichiamo l&#8217;intervento di Ignazio Marino, candidato alle elezioni per la segreteria nazionale del Pd, che risponde all&#8217;appello lanciato su Tusciaweb dall&#8217;avvocato Severo Bruno &#8211; Un paese che non investe sulla ricerca e sui suoi giovani è un paese che svende il proprio futuro. E&#8217; questo l&#8217;inevitabile destino a cui andremo fatalmente incontro se non affronteremo subito e con determinazione i problemi che riguardano il settore della ricerca.</p>
<p>Nell&#8217;ormai lontano 2000, il Consiglio europeo riunito a Lisbona fissava gli obiettivi strategici per l&#8217;Unione Europea al fine di sostenere l&#8217;occupazione, le riforme economiche e la coesione sociale nel contesto di un&#8217;economia basata sulla conoscenza. L&#8217;obiettivo era di aumentare il grado di competitività della Ue a livello mondiale puntando a investire il 3% del Pil di ogni paese aderente in ricerca e sviluppo.</p>
<p><strong>Oggi, i paesi dell&#8217;Ue nel loro complesso investono in ricerca circa il l&#8217;1,93% del Pil contro il 2,69% degli Stati Uniti, il 3,12% del Giappone. L&#8217;Italia si attesta su un misero 0,9% e con l&#8217;ultima legge finanziaria del governo Berlusconi i finanziamenti sono arrivati al minimo storico. </strong></p>
<p>Le differenze si riscontrano anche nel numero dei ricercatori che nel Vecchio Continente è di 5,3 ogni mille lavoratori rispetto ai 9 degli Stati Uniti e addirittura ai 10 del Giappone. In Italia i numeri sono drammaticamente più bassi: circa 2,8 ricercatori su mille lavoratori.</p>
<p>Un dato positivo tuttavia va sottolineato ed è che la ricerca italiana risulta di alta qualità e ha un impatto riconosciuto a livello internazionale. Nonostante questo, i nostri ricercatori incontrano evidenti e scoraggianti difficoltà nel condurre i propri studi. Uno dei principali problemi, come abbiamo accennato, è legato ai finanziamenti che dovrebbero essere per lo meno raddoppiati ma anche veicolati in modo mirato verso i settori innovativi come quello delle bio-scienze.</p>
<p>Ci sono poi le questioni legate alle prospettive di carriera dei ricercatori: l&#8217;età media dei nostri docenti universitari è di 57 anni, venti anni fa era di 38 anni. Il 70% ha più di 50 anni mentre i giovani di trenta, un&#8217;età nella quale la creatività è indubbiamente superiore, non riescono ad accedere nemmeno agli assegni di ricerca. Questo dato spiega in parte il limitato numero di brevetti italiani e la scarsità di progetti che si trasformano in attività produttive.</p>
<p>Solo raramente la conoscenza viene convogliata verso processi produttivi mentre sarebbe necessario insistere sull&#8217;importanza di brevettare le scoperte e prevedere, all&#8217;interno di tutti gli atenei, degli uffici addetti al trasferimento tecnologico che sappiano coniugare le conoscenze scientifiche con quelle legali, tutelare la proprietà intellettuale della scoperta e supportare i ricercatori nel processo di brevettazione o nella creazione di start up. Questo tipo di supporto, praticamente assente nelle nostre strutture di ricerca, permetterebbe, come avviene in molti altri paesi, l&#8217;accesso a finanziamenti provenienti anche da privati e sarebbero fonte di introiti attraverso i diritti o la cessione di quote azionarie.</p>
<p>La realizzazione di nuove attività imprenditoriali creerebbe ulteriori opportunità di lavoro e potrebbe contribuire a frenare l&#8217;emigrazione dei cervelli italiani. Si produrrebbe così un circolo virtuoso da cui trarrebbe beneficio l&#8217;intero sistema ricerca e l&#8217;economia del paese.</p>
<p><strong>Va ricordato poi il problema della fuga dei ricercatori, un fenomeno non quantificabile con esattezza ma che riguarda migliaia di giovani che ogni anno lasciano l&#8217;Italia alla volta di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia ed altre nazioni in cerca di opportunità di lavoro e di crescita, mettendo a disposizione di altri le proprie conoscenze e idee, dopo lunghi anni di formazione totalmente a carico del nostro sistema scolastico. </strong></p>
<p>Un rapporto del Censis riferisce che il 60% dei ricercatori residenti all&#8217;estero ha lasciato l&#8217;Italia a causa delle scarse risorse che avevano a disposizione per le attività di ricerca, delle condizioni economiche migliori all&#8217;estero, delle prospettive di un più rapido sviluppo di carriera. A queste ragioni si aggiungono i motivi per non tornare che vanno dall&#8217;eccessiva burocratizzazione, alla carenza di tecnologie e laboratori, dalla chiusura del mondo universitario che si esplicita in posti di lavoro non adeguati e precari.</p>
<p>Ma, sicuramente, l&#8217;aspetto più rilevante che tutti i ricercatori italiani all&#8217;estero vorrebbero comunicare, è il timore di ritornare in un sistema che non considera il merito come valore principale ma che, al contrario, offre promozioni e opportunità, oltre che finanziamenti, sulla base di meccanismi non trasparenti e non misurabili.</p>
<p>Non siamo di fronte ad una fisiologica mobilità scientifica ma, come dicevamo, alla svendita del nostro futuro collegata al blocco delle assunzioni, al progressivo taglio dei finanziamenti e delle strutture, alla carenza di strategie, per finire con l&#8217;assenza di criteri meritocratici nella valutazione dei progetti e delle capacità di ognuno.</p>
<p>La situazione è molto grave e il ministro Gelmini pare non rendersene conto. Annuncia di cambiare le cose ma, per fare un esempio, su un bando di concorso che assegna fondi a ricercatori con meno di 40 anni, non è nemmeno riuscita a rispettare i termini e le scadenze previste dal bando per cui i fondi andranno probabilmente perduti per quest&#8217;anno. Bel risultato!</p>
<p>Un passo andrebbe davvero fatto subito adottando per l&#8217;assegnazione dei fondi a disposizione del ministero della ricerca il sistema della &#8220;peer review&#8221;, adottato in tutto il mondo e basato sul giudizio tra pari, ovvero affidando la selezione ad esperti internazionali della materia ed escludendo dai criteri di valutazione l&#8217;appartenenza a gruppi di potere, ai baroni, alla burocrazia ministeriale.</p>
<p><strong>Le preoccupazioni che esprimo sono riconosciute e condivise a livello internazionale tanto che anche l&#8217;autorevole rivista scientifica Nature ha in più occasioni sentito la necessità di descrivere la situazione italiana sottolineando che i nostri problemi riguardano l&#8217;eccessivo peso della burocrazia, un&#8217;irragionevole aspettativa di ritorno immediato sugli investimenti, i finanziamenti troppo esigui oltre che la quasi assenza di criteri meritocratici.</strong></p>
<p>Per invertire questa tendenza sarebbe necessario ringiovanire le nostre università così come ripensare le carriere professionali, i salari, ma anche le responsabilità e i doveri dei ricercatori di maggior talento puntando sulla trasparenza e sulla meritocrazia. Nello stabilire i criteri di giudizio è quanto mai importante la scelta dei valutatori, che debbono essere reclutati in base alla loro competenza e anche al loro valore etico. Importante l&#8217;inserimento, tra questi, di scienziati stranieri che godano di prestigio nel settore in esame e non abbiano rapporti di lavoro con i proponenti.</p>
<p><strong>Se riusciremo a stabilire delle nuove norme per una rigorosa valutazione dei progetti nell&#8217;assegnare un adeguato finanziamento, potremo sperare in un salto di qualità necessario per raggiungere il livello per competere con altri paesi nei quali la ricerca è sottoposta a imparziali processi di controllo e valutazione. L&#8217;uno e l&#8217;altro, sono purtroppo ancora oggi carenti nello scenario scientifico e tecnologico della ricerca italiana.</strong></p>
<p>Ma non sono problemi secondari perché dalle loro soluzioni dipende il futuro dei nostri giovani migliori e lo sviluppo del nostro paese.</p>
<p><strong>Ignazio Marino<br />
</strong>Senatore, candidato alla segretaria nazionale del Partito Democratico</p>
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		<title>&#8220;Ricerca, ritardo da colmare&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 13:39:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ospite al Rettorato della Sapienza per la giornata &#8220;Sapienza Ricerca&#8221;, si è mostrato fortemente preoccupato per la carenza di fondi.</p>
<p>&#8220;La ricerca è in bilico, non tagliate la corda&#8221; &#8230;</p>]]></description>
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<p>Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ospite al Rettorato della Sapienza per la giornata &#8220;Sapienza Ricerca&#8221;, si è mostrato fortemente preoccupato per la carenza di fondi.</p>
<p>&#8220;La ricerca è in bilico, non tagliate la corda&#8221; recitava lo striscione dei precari e degli studenti.</p>
<p><strong>Nel momento in cui il presidente Napolitano prendeva la parola i manifestanti hanno alzato piccoli cartelli con la scritta &#8220;Lodo Gelmini, oggi Sapienza domani ignoranza&#8221;. Gli addetti alla sicurezza si sono avvicinati ai giovani e in alcuni casi hanno strappato i cartelli. &#8220;Protestiamo contro i tagli alla ricerca e alla didattica che stanno avvenendo alla Sapienza&#8221;, hanno detto in seguito i giovani ai giornalisti.</strong></p>
<p>&#8220;Nel finanziamento della ricerca scientifica c&#8217;è un ritardo serio da colmare &#8211; ha detto Giorgio Napolitano &#8211; e ci sono da superare incomprensioni e anche meschinità che portano a misurare in modo troppo ristretto le possibili ricadute delle scoperte sullo sviluppo del paese.</p>
<p>Il ritardo è ultra decennale e quindi attraversa diverse stagioni politiche e diversi governo e riguarda innanzitutto il finanziamento pubblico che dovrebbe essere adeguato e subito dopo quello privato che anch&#8217;esso non risulta a livello con ciò che avviene in altri paesi&#8221;.</p>
<p><strong>Napolitano ha lanciato l&#8217;allarme sul debito pubblico. Intervenire nella spesa pubblica, riportando sotto controllo il debito ormai intollerabile ma al tempo stesso modificando l&#8217;ordine delle voci e delle priorità. &#8220;Il volume della spesa pubblica ha largamente ecceduto i limiti di un indebitamento normale e tollerabile &#8211; ha detto il Capo dello Stato -. La spesa pubblica deve essere senza dubbio ricondotta sotto controllo&#8221;.</strong></p>
<p>&#8220;Da una ventina d&#8217;anni registriamo un trend negativo per i finanziamenti alla ricerca. Ora sono stati stanziati 450 milioni di euro &#8211; rende noto il rettore Luigi Frati &#8211; ma se i fondi non arriveranno chiederemo il commissariamento amministrativo dell&#8217;ateneo. La nostra Univesità intende rovesciare consolidati paradigmi, rendendo protagonisti gli studenti e i giovani ricercatori ed esonerando dal pagamento delle tasse i più bravi&#8221;.</p>
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