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	<title>Corriere2000 &#187; sassi</title>
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		<title>La prescrizione non salva solo Berlusconi</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 00:26:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[06 L'opinione]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[prescrizione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Giornalisti sicuramente molto più autorevoli del sottoscritto hanno commentato ieri la sentenza del tribunale di Milano sul processo Mills, terminato in gloria per prescrizione.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3883" class="wp-caption alignleft" style="width: 215px"><img class="size-medium wp-image-3883" title="sassi_arnaldo" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/sassi_arnaldo-205x300.jpg" alt="" width="205" height="300" /><p class="wp-caption-text">Arnaldo Sassi</p></div>
<p>- Giornalisti sicuramente molto più autorevoli del sottoscritto hanno commentato ieri la sentenza del tribunale di Milano sul processo Mills, <strong>terminato in gloria per prescrizione</strong>.</p>
<p>Io pertanto, non voglio sovrappormi a chi è sicuramente più preparato di me – semplice cronista di campagna – nell’affrontare certi argomenti,<strong>ma fare un modesto ragionamento da cittadino comune</strong>, partendo da quei principi sacrosanti che sono scritti nella nostra Costituzione (ad esempio, la legge è uguale per tutti) <strong>per arrivare a quei canoni di correttezza e di onestà che sin da piccolo mi ha insegnato mio padre</strong>.</p>
<p><strong>Ebbene, io credo che in uno Stato civile chi commette un reato debba essere punito.</strong>Naturalmente dopo un giusto processo, dove i giudici abbiano modo di valutare le ragioni dell’accusa e della difesa. Tale ovvietà, a mio avviso, vale ancor di più quando si tratta di pubblici amministratori, <strong>ovverosia di persone che i cittadini hanno scelto per governare il bene collettivo</strong>.</p>
<p>E questo dovrebbe valere sia per chi sta al Governo nazionale, sia in quelli regionali, provinciali e comunali. <strong>Perché chi si propone come uomo pubblico ha sicuramente qualche dovere di trasparenza in più rispetto alla gente comune.</strong></p>
<p>Nella speranza che su questo concetto siamo tutti d’accordo (almeno credo), ecco che la sentenza di prescrizione per Berlusconi è – comunque la si pensi –<strong>una sconfitta dello Stato civile e una sconfitta per tutta la comunità</strong>, che non saprà mai se l’ex premier si sia macchiato o meno di un reato gravissimo come quello della corruzione.</p>
<p>E lo è ancor più se si analizzano i fatti alla luce di quanto accaduto negli ultimi anni, <strong>nel corso dei quali il Parlamento ha approvato leggi che accorciavano la prescrizione, ma che consentivano comunque di allungare i processi</strong>.</p>
<p>I fans berlusconiani saranno subito pronti nel dire che queste motivazioni sono tipiche dei nemici dell’ex premier, che volevano la sua fine per via giudiziaria, essendo impotenti su quella del consenso. Attenzione però, perché il ragionamento è molto più complesso.</p>
<p><strong>La prescrizione, così come è concepita oggi, ha sicuramente due effetti deleteri</strong>. <strong>Il primo</strong>, che comunque avvantaggia chi è accusato di aver commesso un qualsiasi reato a danno di chi ne è rimasto vittima. <strong>Il secondo</strong>, che genera una giustizia a due velocità, <strong>divisa tra chi può permettersi di pagare bravi avvocati</strong> (molti dei quali sono maestri nel trovare tutti gli escamotage possibili e immaginabili per tirare il processo per le lunghe)<strong> e chi no.</strong></p>
<p><strong> </strong>Sicché alla fine rischia maggiormente di andare in galera chi magari ha rubato una confezione di bistecche al supermercato (per non parlare di quei poveri derelitti accusati del reato di clandestinità),<strong> che colui che ha commesso reati come pubblico amministratore.</strong></p>
<p>Del resto, se uno è scettico su queste considerazioni, può trovare la controprova su quanto avviene nel resto d’Europa: in Francia, in Spagna, in Germania, in Inghilterra, il principio della prescrizione cessa nel momento in cui comincia il processo penale. <strong>A quel punto l’imputato è sicuro che ci sarà una sentenza e potrà solo difendersi nel processo, come dettano le regole.</strong></p>
<p>E allora, lasciamo stare per un attimo Berlusconi e puntiamo l’attenzione su Viterbo, dove sono in corso vari procedimenti che riguardano reati contro la pubblica amministrazione: <strong>il processo sulle mense, quello sul Cev e l’inchiesta sulla Asl (per la quale si deve ancora decidere il rinvio a giudizio)</strong>. Tutti casi in cui sono coinvolti pubblici amministratori viterbesi, ma che rischiano appunto di finire nel nulla (almeno i primi due) per la prescrizione. Ebbene, vi sembra da Paese civile non sapere mai se quelle persone – che oggi sono soltanto indagate – siano colpevoli o innocenti?</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Arnaldo Sassi</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Minzolini, Minzolini</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 10:42:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[17 Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Augusto Minzolini, direttore del Tg1 targato Pdl, un merito ce l&#8217;ha di sicuro: con il suo editoriale di sabato sera dell&#8217;edizione delle 20 (quella di maggior ascolto televisivo dell&#8217;ammiraglia Rai) ha avuto il coraggio di &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3883" class="wp-caption alignleft" style="width: 215px"><img class="size-medium wp-image-3883" title="sassi_arnaldo" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/sassi_arnaldo-205x300.jpg" alt="&lt;p&gt;Arnaldo Sassi&lt;/p&gt;" width="205" height="300" /><p class="wp-caption-text">Arnaldo Sassi</p></div>
<p>Augusto Minzolini, direttore del Tg1 targato Pdl, un merito ce l&#8217;ha di sicuro: con il suo editoriale di sabato sera dell&#8217;edizione delle 20 (quella di maggior ascolto televisivo dell&#8217;ammiraglia Rai) ha avuto il coraggio di dichiararsi apertamente giornalista militante, tanto che qualcuno lo ha subito ribattezzato &#8220;Scodinzolini&#8221;.</p>
<p><strong>Battute a parte, quello che è accaduto sabato pomeriggio (la manifestazione per la libertà di stampa di piazza del Popolo da una parte, i commenti del Pdl dall&#8217;altra con l&#8217;editoriale del direttore di &#8220;Rai-set&#8221; in testa) dimostrano una cosa sola: che il problema della libera informazione in Italia esiste, eccome.</strong></p>
<p>Certo, non siamo al fascismo di mussoliniana memoria. Tutti, anche i bambini, si rendono conto che oggi, in un Paese occidentale, quel tipo di censura sarebbe inapplicabile. Ma forse, proprio perché si tratta di un fenomeno strisciante, è ancora più insidioso.</p>
<p><strong>Partiamo allora dal concetto di servizio pubblico, spersonalizzandolo dall&#8217;attuale presidente del consiglio, nel tentativo di evitare così l&#8217;epiteto trito e ritrito di anti-berlusconismo: cosa deve fare un organo d&#8217;informazione cosiddetto?</strong></p>
<p>Il trombettiere di chi sta al governo, oppure applicare un doveroso criterio di critica sui fatti e sulle circostanze, senza nasconderne alcuno?</p>
<p>Seconda domanda: le alte cariche di un qualsiasi stato occidentale devono rendere conto a chi li ha votati (ma anche a chi non li ha votati) dei loro comportamenti pubblici e privati, soprattutto quando questi interferiscono nella loro carica pubblica?</p>
<p>Terza domanda: a fronte di interrogativi che l&#8217;opinione pubblica si pone (compresa certa stampa, definita faziosa) il politico investito di un&#8217;alta carica statale ha o no il dovere di dare risposte che siano credibili ed esaurienti?</p>
<p>Provate a rispondere, ipotizzando che la questione non riguardi Silvio Berlusconi, ma un ipotetico capo di Stato di un Paese che non sia una &#8220;repubblica delle banane&#8221;.</p>
<p><strong>Se avete ancora dei dubbi, rifatevi a quanto accaduto, recentemente o meno, in nazioni che in quanto a democrazia hanno una tradizione molto più consolidata della nostra, se non altro dal punto di vista storico.</strong></p>
<p>Partendo da quanto avvenuto pochi giorni or sono in Inghilterra, dove un giornalista della Bbc (servizio pubblico inglese) ha chiesto al primo ministro Gordon Brown se facesse uso di tranquillanti; per arrivare al famoso caso Lewynski di clintoniana memoria, dove il presidente degli Stati Uniti fu messo per mesi alla gogna da tutta la stampa americana, fu costretto a chiedere scusa a tutti i cittadini per non aver detto subito la verità e rischiò addirittura l&#8217;impeachment, senza che nessuno &#8211; in America &#8211; si sia mai sognato di additare chi chiedeva che la verità venisse a galla come nemico della nazione, farabutto o altro.</p>
<p>Invece in Italia si definisce senza tanti complimenti ridicola una manifestazione che raccoglie un bel po&#8217; di gente (sulla cifra dei partecipanti lasciamo perdere, tanto è il solito balletto) e che comunque un problema lo pone. Non che la ragione stia tutta da una parte e il torto dall&#8217;altra.</p>
<p>Quella manifestazione è indice di un malessere sul quale bisognerebbe discutere con serenità, affrontando i problemi e le contraddizioni oggettive (che ci sono, eccome se ci sono), per arrivare a una soluzione condivisa. Che riporti un minimo di equilibrio in un Paese dilaniato tra l&#8217;altro da tanti problemi più seri di quelli delle escort. Ma questo non avviene perché fa più comodo buttarla in caciara, come si dice a Roma. E di chi sono le maggiori responsabilità?</p>
<p><strong>E qui spersonalizziamo ancora una volta: in uno Stato democratico è chi sta al governo che ha il dovere di ascoltare e di fare il primo passo. O no?</strong></p>
<p>E&#8217; chi sta al governo che deve essere il presidente di tutti (terminologia quanto mai abusata e totalmente ignorata da chi sale su un qualsiasi scranno) e trovare la giusta sintesi tra la propria linea politica e le osservazioni di merito che arrivano dall&#8217;apposizione. O no? E&#8217; chi sta al governo che deve dare il buon esempio rispettando le regole e le norme, ma anche esibendo una moralità e un tenore di vita nel quale si possa rispecchiare il buon nome del Paese che rappresenta. O no?</p>
<p>Anche qui, provate a dare le risposte pensando all&#8217;ipotetico Stato di prima.</p>
<p>Senza dimenticare un fatto cui non tutta la stampa ha dato il rilievo che meritava: ovverosia la rinuncia di Gianfranco Fini al lodo Alfano in relazione a una querela contro di lui. Un atto che fa aumentare nei suoi confronti la stima di tutti, anche di quelli che &#8211; come me &#8211; non lo hanno mai votato.</p>
<p><strong>Arnaldo Sassi</strong></p>
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		<title>Se questa è libertà</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 17:55:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Caso Eluana Englaro: il 9 febbraio 2009, intorno alle ore 20, la ragazza muore mentre alla Camera è in atto un acceso dibattito sulla legge che dovrebbe codificare il testamento biologico.</p>
<p>Tutte le televisioni modificano &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3883" class="wp-caption alignleft" style="width: 240px"><img class="size-full wp-image-3883" title="sassi_arnaldo" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/sassi_arnaldo.jpg" alt="Arnaldo Sassi" width="230" height="335" /><p class="wp-caption-text">Arnaldo Sassi</p></div>
<p>Caso Eluana Englaro: il 9 febbraio 2009, intorno alle ore 20, la ragazza muore mentre alla Camera è in atto un acceso dibattito sulla legge che dovrebbe codificare il testamento biologico.</p>
<p>Tutte le televisioni modificano il proprio palinsesto meno Canale 5 (di proprietà di Silvio Berlusconi), che deve mandare in onda &#8220;Il grande fratello&#8221;. Il direttore editoriale Enrico Mentana si arrabbia e si dimette dall&#8217;incarico. La Fininvest lo licenzia.</p>
<p><strong>Terremoto: il 15 settembre si consegnano le prime case ai terremotati di Onna. La Rai (capitanata dagli uomini di Silvio Berlusconi) organizza una trasmissione speciale di &#8220;Porta a porta&#8221; condotta da Bruno Vespa e oscura, rinviandola, &#8220;Ballarò&#8221;, talk show di punta di Raitre.</strong></p>
<p>Viva la libertà di stampa, viva la libertà di informazione, viva la democrazia.</p>
<p><strong>Arnaldo Sassi</strong></p>
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