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	<title>Corriere2000 &#187; schizofrenia</title>
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		<title>La schizofrenia e le trappole della mente</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 17:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[17 Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[schizofrenia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Una sera passeggiavo per un sentiero, da una parte stava la città e sotto di me il fiordo. Ero stanco e malato. Mi fermai e guardai al di là del fiordo &#8211; il sole stava &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20584" class="wp-caption alignleft" style="width: 219px"><a href="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/06/russo_angelo2_230.jpg"><img class="size-medium wp-image-20584" title="russo_angelo2_230" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/06/russo_angelo2_230-209x300.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="209" height="300" /></a><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Una sera passeggiavo per un sentiero, da una parte stava la città e sotto di me il fiordo. Ero stanco e malato. Mi fermai e guardai al di là del fiordo &#8211; il sole stava tramontando &#8211; le nuvole erano tinte di un rosso sangue. Sentii un urlo attraversare la natura: mi sembrò quasi di udirlo. Dipinsi questo quadro, dipinsi le nuvole come sangue vero. I colori stavano urlando. Edvard Munch (1863-1944) pittore norvegese, sembra voler spiegare, tutta la sua angoscia, probabilmente di origine patologica, provata nel dipingere il famoso quadro: &#8220;Il Grido&#8221;.</p>
<p>Esiste una correlazione arte e follia? Il quesito è legittimo poiché tra i grandi artisti del passato c&#8217;è una lunga schiera di nomi illustri che hanno dovuto fare i conti con la propria malattia mentale: Francisco Goya, Richard Dadd, Vincent Van Gogh, Francis Bacon, Ligabue, e tanti altri ancora.</p>
<p>Una spiegazione di grande interesse la descrive Cristina Bergia:</p>
<p><strong>&#8220;Esistono artisti che dipingono ciò che vedono, altri che dipingono ciò che ricordano o ciò che immaginano. Il nostro cervello si modifica di fronte alla realtà ma, allo stesso tempo, è capace di cambiarla: un cervello &#8220;diverso&#8221; dovrà pertanto avere un rapporto diverso con la realtà. Nell&#8217; arte questo &#8220;processo&#8221; può portare alla creazione di nuove realtà, che solo in parte dipenderanno dall&#8217; &#8220;informazione sensoriale&#8221;; il nostro cervello, infatti, non ha necessariamente bisogno del continuo &#8220;flusso informativo&#8221; proveniente dai nostri sensi. I sogni, i ricordi che &#8220;rivivono&#8221; nelle immagini mentali anche, rappresentazioni &#8220;semplicemente&#8221; create dalla nostra mente testimoniano questo evento.</strong></p>
<p>Un&#8217; opera d&#8217;arte nasce dalla combinazione di ciò che l&#8217;artista esperisce &#8220;visivamente&#8221; e da come interpreta quanto gli viene comunicato dal mondo esterno. Sia l&#8217;acquisizione dell&#8217;informazione visiva, sia la sua elaborazione interiore possono essere alterate da cause patologiche. Gli effetti di gravi malattie mentali, spesso, alterando le capacità percettive ed emotive dell&#8217;artista, possono influire sulla sua espressione pittorica e testimoniano come la storia di vita del pittore entri a far parte integrante della sua opera.</p>
<p>Tutto ciò affiora nei quadri di alcuni grandi pittori in momenti particolari della loro vita&#8221;.</p>
<p><strong>Al di là dell&#8217;arte, le &#8220;trappole della mente&#8221; hanno da sempre incuriosito l&#8217;essere umano. Mara, 43 anni scrive: In questi giorni ho rivisto un vecchio film, dove la protagonista era una giovane schizofrenica. Ciò che mi ha colpito maggiormente è che era curata con una terapia a loro dire, delle parole e dell&#8217;amore. E&#8217; possibile? Oppure tali cure appartengono solo alla finzione cinematografica? Mi può dire qualcosa in più su questa malattia?</strong></p>
<p>La schizofrenia è costituita da una serie di disturbi che si manifestano con caratteristiche alterazioni del pensiero, dell&#8217;umore, del comportamento. Fu Emile Kraepelin a dare una descrizione fenomenologica dettagliata dei sintomi schizofrenici. Tale autore coniò il termine &#8220;demenza precoce&#8221; basandosi sull&#8217;osservazione che la malattia tendeva a regredire, dal deterioramento iniziale, fino allo stato demenziale. Oggi questa definizione è superata e si deve a un altro grande della psichiatria, Eugen Bleurer, l&#8217;attuale denominazione chiamata, sin dal 1911, schizofrenia.</p>
<p>A tutt&#8217;oggi non vi è un accordo unitario sulle cause di questa malattia, anche se possiamo sicuramente dividere le teorie in due gruppi: quelle basate su fattori organici, e quelle basate su fattori psicosociali. La tendenza attuale, e quindi quella del film che Mara ha visto, è di trattare prevalentemente la malattia come originata da fattori psicosociali, (la capacità di formare rapporti soddisfacenti con gli altri e di mantenerli). Lo schizofrenico non riesce a stabilire dei validi compromessi tra le opposte esigenze degli impulsi istintivi, della coscienza e della realtà esterna.</p>
<p>In tale sindrome vi sarebbe un insieme di cause: conflitti intrapsichici legati allo scarso funzionamento dell&#8217;io; un rapporto disturbato madre figlio; la comunicazione patologica; oppure interazioni familiari patologiche.</p>
<p>Lo schizofrenico, farebbe grandi sforzi per inserirsi tra gli altri, con esposizione a delusioni, frustrazioni, e forte senso di auto-svalutazione. Tutto ciò stabilirebbe la tendenza a regredire verso livelli psichici inferiori.</p>
<p><strong>La schizofrenia si divide in diverse forme cliniche:<br />
Semplice (mancanza d&#8217;interesse nel rapporto umano e col mondo esterno);<br />
Ebefrenica (risposte affettive superficiali e inadeguate);<br />
Catatonica (atteggiamenti motori anormali o inibiti, o iperattivi);<br />
Paranoide (deliri e allucinazioni associati ad autismo e ambivalenza);<br />
Schizzo-affettiva (profondi disturbi del pensiero, degli affetti e del comportamento).</strong></p>
<p>La cura migliore per questa patologia sembra essere quella integrata: farmaci con aggiunta di psicoterapia. Quest&#8217;ultima, che può coinvolgere anche i familiari, è efficace soprattutto nella gestione dell&#8217;isolamento e nella disperazione in cui il paziente si trova.</p>
<p>Nell&#8217;accezione comune schizofrenico è colui che ha la &#8216;mente divisa&#8217;, scissa, che passa da una fase a quella contraria in tempi relativamente brevi (bipolarismo). Il termine è spesso usato, impropriamente ma rendendo bene il concetto, dai mass media quando si trovano a descrivere il pensiero di persone che cambiano rapidamente i propri concetti, le proprie idee. In politica, oggi più di ieri, ne abbiamo grandi esempi.</p>
<p><strong>Angelo Russo</strong></p>
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