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	<title>Corriere2000 &#187; senato</title>
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		<title>Berlusconi, il Pd dice no all&#8217;amnistia</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2013/08/berlusconi-il-pd-dice-no-allamnistia/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Aug 2013 08:22:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>All'avvicinarsi del giorno del voto in Senato sulla decadenza di Berlusconi cresce la tensione. Il Pdl continua a parlare di amnistia mentre il Pd continua a dire no.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_33348" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-33348" title="Silvio Berlusconi" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/11/berlu.jpg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi</p></div>
<p>- All&#8217;avvicinarsi del giorno del voto in Senato sulla decadenza di Berlusconi cresce la tensione.</p>
<p><strong>Il Pdl continua a parlare di amnistia mentre il Pd continua a dire no. L&#8217;amnistia deve passare con il quorum dei due terzi in entrambe le Camere.</strong></p>
<p>“Il blocco dell’amnistia &#8211; afferma Frabrizio Cicchitto &#8211; sta producendo conseguenze inaccettabili. Su questo terreno non si può procedere secondo schematismi ideologici, ma deve prevalere il sentimento di umanità”.</p>
<p>Sulla stessa linea anche Sandro Bondi secondo il quale se “anche autorevoli membri del governo affrontano con serietà e lungimiranza il problema dell’amnistia, ciò<strong> ha un valore che non può essere eluso da chi ha a cuore le sorti dell’Italia</strong>”.</p>
<p>“E’ ora di dire basta – afferma invece Davide Zoggia del Pd -, il Pdl insiste nel cercare dal Pd ciò che non può ottenere. La si finisca anche con i continui ripescaggi dell’idea di amnistia per salvare Berlusconi, che sta diventando una storia indecente”.</p>
<p>“La tempistica di un provvedimento di amnistia &#8211; si legge in comunicato Pd di Danilo Leva e Sandro Favi &#8211; fa sorgere il dubbio che l’<strong>emergenza che il Pdl vuole affrontare non riguarda tanto le sorti della popolazione carceraria italiana quanto quelle di una sola persona, Berlusconi. E’ la sola cosa che interessa al Pdl, ma non all’Italia</strong>”.</p>
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		<title>L&#8217;Aquila, Grasso: &#8220;Ricostruzione è questione nazionale&#8221;</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2013/04/laquila-grasso-ricostruzione-e-questione-nazionale/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Apr 2013 09:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Una notte di veglia e di preghiera all'Aquila per ricordare il sisma del 6 aprile 2009. Alle 3,32 309 rintocchi in memoria delle vittime. A dare inizio alla celebrazione una fiaccolata a cui hanno partecipato 12mila persone.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_36322" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-36322" title="L'Aquila dopo il terremoto del 2009" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2013/04/aquila-terremoto.jpg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">L&#39;Aquila dopo il terremoto del 2009</p></div>
<p>- <strong>Una notte di veglia e di preghiera all&#8217;Aquila per ricordare il sisma del 6 aprile 2009. Alle 3,32 309 rintocchi in memoria delle vittime.</strong></p>
<p>A dare inizio alla celebrazione una fiaccolata a cui hanno partecipato 12mila persone.</p>
<p>&#8220;<strong>La ricostruzione dell&#8217;Aquila è una questione nazionale</strong>&#8220;. Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso dopo il minuto di silenzio davanti alla casa dello studente dove sono morti 8 ragazzi.</p>
<p>&#8220;Enti locali e Stato hanno dato ora continuità agli strumenti per ripartire con la ricostruzione &#8211; ha detto ancora Grasso -. <strong>Ora i soldi ci sono, bisogna scaglionarli con un piano organico</strong>. Sia il sindaco Cialente e il ministro Barca mi hanno rassicurato con una prospettiva di ricostruzione tra cinque e otto anni&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pietro Grasso è il nuovo presidente del Senato</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2013/03/pietro-grasso-e-il-nuovo-presidente-del-senato/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 Mar 2013 18:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Pietro Grasso è il nuovo presidente del Senato nella 17esima legislatura. Il candidato Pd ha battuto Renato Schifani (Pdl) al quarto scrutinio, con ballottaggio, per 137 voti a 116. 57 le schede bianche. Il centrosinistra ottiene la presidenza di entrambe le Camere.</p>
<p><strong>- <a href="http://www.corriere2000.it/2013/03/laura-boldrini-presidente-della-camera/">Laura Boldrini presidente della Camera</a></strong></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_36267" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-36267" title="Pietro Grasso" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2013/03/piero-grasso-300.jpg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Pietro Grasso</p></div>
<p>- Pietro Grasso è il nuovo presidente del Senato nella 17esima legislatura.</p>
<p><strong>Il candidato Pd ha battuto Renato Schifani (Pdl) al quarto scrutinio, con ballottaggio, per 137 voti a 116.</strong></p>
<p><strong>57 le schede bianche.</strong></p>
<p>I voti a favore di Grasso sono stati appoggiati anche dai 16 voti provenienti da M5S e Monti.</p>
<p>Durante l’ufficializzazione il senatore decano Emilio Colombo ha dovuto interrompere il suo discorso per un lungo applauso dell’aula.</p>
<p><strong>Così, dopo la scelta in mattinata della </strong><a href="http://www.corriere2000.it/2013/03/laura-boldrini-presidente-della-camera/"><strong>deputata Laura Boldrini</strong></a><strong>, con Pietro Grasso il centrosinistra ottiene la presidenza di entrambe le Camere.</strong></p>
<p>Il ballottaggio è iniziato alle 16,40 e si chiuso alle 18,02. Subito dopo una richiesta di chiarimento da parte di Roberto Calderoli sulle schede bianche, lo spoglio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>M5S candida Orellana e Fico, Bersani propone scheda bianca</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2013/03/m5s-candida-orellana-e-fico-bersani-propone-scheda-bianca/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 09:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Alle 10,30 è convocata la Camera alle 11 il Senato e sarà l'inaugurazione ufficiale della XVII legislatura. Ma i presidenti potrebbero essere letti domani perché il Pd vuole mantenere aperto un dialogo con il Movimento 5 stelle votando scheda bianca.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3240" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-3240" title="bersani_pierluigi_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/bersani_pierluigi_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Pier Luigi Bersani</p></div>
<p>- &#8220;A poche ore dalla prima seduta delle Camere solo il Movimento 5 Stelle ha detto chiaramente ai cittadini italiani chi sono i suoi candidati. Gli altri invece sono pronti a qualunque candidato pur di giungere a chissà quale scopo&#8221;.</p>
<p>Ad affermarlo su Facebook Luis Alberto Orellana candidato M5S alla presidenza del Senato. Alla Camera il candidato M5S è Roberto Fico.</p>
<p>A<strong>lle 10,30 è convocata la Camera alle 11 il Senato e sarà l&#8217;inaugurazione ufficiale della XVII legislatura. Ma i presidenti potrebbero essere letti domani perché il Pd vuole mantenere aperto un dialogo con il Movimento 5 stelle votando scheda bianca.</strong></p>
<p>&#8220;Finora la nostra proposta di corresponsabilità non è stata raccolta dalle altre forze. Propongo dunque di?votare sia alla Camera, sia al Senato scheda bianca per continuare a lavorare a un accordo&#8221; è la proposta di Bersani.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Elezioni, approvato decreto &#8220;taglia firme&#8221;</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2012/12/elezioni-approvato-decreto-taglia-firme/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Dec 2012 16:50:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Sì definitivo del Senato al decreto “taglia firme”. Con il provvedimento si riduce al 75% il numero delle firme per presentare le liste elettorali dei partiti non presenti in parlamento fin dall'inizio della legislatura.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8812" title="camera_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/12/camera_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /> - <strong>Sì definitivo del Senato al decreto “taglia firme”.</strong></p>
<p>Con il provvedimento si riduce al 75% il numero delle firme per presentare le liste elettorali dei partiti non presenti in parlamento fin dall&#8217;inizio della legislatura. Basteranno quindi 30mila firme per la presentazione di una lista elettorale.</p>
<p><strong>Il provvedimento dunque diventa legge. Dopo la verifica del numero legale richiesta dalla Lega è iniziata la votazione che si è svolta per alzata di mano. La Lega si è astenuta.</strong></p>
<p>E&#8217; stata prevista un&#8217;ulteriore riduzione del 60% per i partiti che, alla data di entrata in vigore del provvedimento, sono costituiti in un gruppo parlamentare in almeno una delle Camere.</p>
<p><strong>Esclusi dalla raccolta firme Pd, Pdl, Lega e Idv che sin dall&#8217;inizio della legislatura hanno gruppi sia alla Camera che al senato.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Liberalizzazioni, in Aula 1700 emendamenti</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2012/02/liberalizzazioni-in-aula-1700-emendamenti/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 10:08:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Via libera della commissione Industria del Senato al decreto liberalizzazioni. Gli emendamenti presentati al decreto legge sono 1700.</p>
<p>&#160;</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30286" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-30286" title="palazzo_madama_senato_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/03/palazzo_madama_senato_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Palazzo Madama, sede del Senato </p></div>
<p>- Via libera della commissione Industria del Senato al decreto liberalizzazioni.</p>
<p>L&#8217;assemblea in Aula, che era prevista per le 10 di questa mattina, è stata spostata di un&#8217;ora, spiega Vannino Chiti vicepresidente di Palazzo madama,  per lasciare ai senatori il tempo di “prendere visione degli emendamenti votati ieri sera in commissione”.</p>
<p>Gli emendamenti presentati al decreto legge liberalizzazioni sono 1700.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Camera: &#8220;Nostre indennità più basse che all&#8217;estero&#8221;</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2012/01/camera-nostre-indennita-piu-basse-che-allestero/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 10:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>"Il costo complessivo, per i deputati italiani in carica, è inferiore rispetto ai Paesi europei con il Pil più elevato". E' questa la replica dalla Camera dopo la pubblicazione dei dati della commissione Giovannini sugli stipendi dei parlamentari in Europa.</p>
<p>&#160;</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8812" title="camera_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/12/camera_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /> &#8211; <strong>&#8220;Il costo complessivo, per i deputati italiani in carica, è inferiore rispetto ai Paesi europei con il Pil più elevato&#8221;.</strong></p>
<p><strong>E&#8217; questa la replica dalla Camera dopo la pubblicazione dei dati della commissione Giovannini sugli stipendi dei parlamentari in Europa. </strong></p>
<p>L&#8217;ufficio di presidenza sostiene che i dati sarebbero “provvisori e di qualità insufficiente” e che le indennità della Camera sarebbero più basse che all&#8217;estero.</p>
<p>&#8220;Sono pari mediamente a 5mila euro – fa sapere ancora l&#8217;ufficio stampa di Montecitorio -. La cifra di 11.283,28 euro mensili è riferita infatti al lordo delle ritenute previdenziali, fiscali e assistenziali. Il netto risulta inferiore rispetto a quello percepito dai componenti di altri Parlamenti presi a riferimento&#8221;.</p>
<p>Nel frattempo il presidente del Senato Renato Schifani fa sapere che il documento della commissione Giovannini è stato &#8220;provvisoriamente acquisito dal sito del Dipartimento della funzione pubblica, in assenza di una tempestiva e opportuna trasmissione ufficiale&#8221; al Senato da parte del governo.</p>
<p><strong>“Le decisioni sui tagli  &#8211; sottolinea &#8211; saranno prese dal consiglio di presidenza, unico organo deputato a decidere sulla materia”.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Manovra, via libera dal Senato</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/12/manovra-via-libera-dal-senato/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 14:34:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Via libera per la manovra del Senato con 257 sì e 41 no. Il risultato è stato raggiunto poco fa dopo la conclusione della discussione generale sulla fiducia finita intorno all'ora di pranzo.</p>
<p>&#160;</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_33320" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-33320" title="Mario Monti" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/11/Mario-Monti-1.jpg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Mario Monti</p></div>
<p>- <strong>Via libera per la manovra del Senato con 257 sì e 41 no.</strong></p>
<p><strong>Il risultato è stato raggiunto poco fa dopo la conclusione della discussione generale sulla fiducia finita intorno all&#8217;ora di pranzo.</strong></p>
<p>Il presidente del Consiglio Mario Monti, nel suo intervento, ha sottolineato l&#8217;importanza di approvare la manovra il più presto possibile perché “decreto di estrema urgenza” che “consentirà all&#8217;Italia di andare a testa alta in Europa”.</p>
<p>Infine il premier ha ringraziato i partiti assicurando la massima collaborazione durante tutto il lavoro che ci sarà da fare.</p>
<p>Nel frattempo il Carroccio continua a scagliarsi contro il Governo definendolo, con le parole dell&#8217;ex ministro Castelli, “illegittimo e frutto di un vero e proprio colpo di Stato”.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Monti al Senato, la Lega lo contesta</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 12:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La Lega contesta Mario Monti durante la seduta in Senato. Il premier stava presentando i risultati del Consiglio europeo, ma quello che doveva essere un appuntamento tranquillo, si è trasformato in polemica.</p>
<p>- <strong><a href="http://www.corriere2000.it/2011/12/lega-i-cartelli-in-aula/">Lega, i cartelli in Aula</a></strong></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_33321" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-33321" title="Mario Monti" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/11/Mario-Monti.jpg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Mario Monti</p></div>
<p>- <strong>La Lega contesta Mario Monti durante la seduta in Senato</strong>.</p>
<p>Il premier stava presentando i risultati del Consiglio europeo, ma quello che doveva essere un appuntamento tranquillo, si è trasformato in polemica.</p>
<p>Mentre il premier illustrava la manovra finanziaria nel dettaglio, sono cominciate a partire urla dai banchi che hanno interrotto Monti più volte. Ad intervenire per placare gli animi il presidente del Senato Renato Schifani che ha minacciato di sospendere la seduta. &#8220;E&#8217; un pessimo segnale che diamo al Paese&#8221; avrebbe affermato.</p>
<p><strong>Ma la tranquillità è durata poco perché i leghisti hanno incominciato a tirare fuori cartelli recanti scritte come “Basta tasse” o “Non è una manovra, è una rapina” <a href="http://www.corriere2000.it/2011/12/lega-i-cartelli-in-aula/">(video)</a>. La seduta è stata sospesa per poi riprendere dopo pochi minuti.</strong></p>
<p>&#8220;Se vi interessa continuo &#8211; ha detto Monti accolto da un applauso &#8211; scusatemi se valorizzo il Parlamento&#8221;.</p>
<p>Facendo riferimento alle parole scritte sui cartelli della Lega, Monti ha annunciato di volere un&#8217;apertura dell&#8217;Italia, in sede europea, alla tassa sulle transazioni finanziarie affermando che &#8220;non sarà la strada per arrivare al &#8216;basta tasse&#8217; del monito rivoltomi, ma a nessuno, o almeno a nessuno tra quanti ascoltano, che questo è uno dei modi per poter realizzare il &#8216;meno tasse&#8217; su famiglie e imprese&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;In sede europea &#8211; ha ispiegato il presidente del Consiglio &#8211; uno dei modi per arrivare, se non a &#8216;basta tasse&#8217;, perché sarà impossibile, a &#8216;meno tasse&#8217; su chi produce e sulle famiglie è anche quello di avere una fiscalità estesa anche al mondo della finanza e della grande finanza”.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Monti incassa la fiducia del Senato</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 20:52:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[monti]]></category>
		<category><![CDATA[senato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>ll governo Monti ha ottenuto la fiducia del Senato. hanno votato sì 281 senatori, 25 voti contrari e nessun astenuto.</p>
<p>&#160;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_33319" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><p class="wp-caption-text">&lt;p&gt;Mario Monti&lt;/p&gt;</p></div><img class="size-full wp-image-33319" title="Mario Monti" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/11/Mario-Monti-3.jpg" alt="" width="300" height="396" />[/captio  <a href="http://brittonrubin.devhub.com/blog/1440035-how-do-i-get-my-ex-boyfriend-back/">Ex Girlfriend Still Wants To Be Friends 3 Years</a>  n]</p>
<p>- ll governo Monti ha ottenuto la fiducia del Senato. hanno votato sì 281 senatori, 25 voti contrari e nessun astenuto.</p>
<p>I 25 voti contrari sono quelli della Lega.</p>
<p>I votanti erano 306. Quindici i senatori assenti. Tra loro, cinque senatori a vita: Levi Montalcini, Ciampi, Scalfaro, Pininfarina, Andreotti.</p>
<hr />
<p style="text-align: center;"><strong>Il discorso programmatico integrale di Monti al Senato per il voto di fiducia</strong></p>
<p>Signor Presidente, onorevoli senatrici, onorevoli senatori, è con grande emozione che mi rivolgo a voi come primo atto del percorso rivolto ad ottenere la fiducia del Parlamento al Governo ieri costituito.</p>
<p>L&#8217;emozione è accresciuta dal fatto che prendo oggi la parola per la prima volta in questa Aula nella quale mi avete riservato qualche giorno fa un&#8217;accoglienza che mi ha commosso. Sono onorato di entrare a far parte del Senato della Repubblica. Desidero rivolgere un saluto deferente al Capo dello Stato, presidente Napolitano che con grande saggezza, perizia e senso dello Stato ha saputo risolvere una situazione difficile in tempi ristrettissimi nell&#8217;interesse del Paese e di tutti i cittadini.</p>
<p>Vorrei anche rinnovargli la mia gratitudine per la fiducia accordata alla mia persona, per il sostegno e la partecipazione che mi ha costantemente assicurato nei miei sforzi per comporre un Governo che potesse soddisfare le richieste delle forze politiche e, al contempo, dare risposte efficaci alle gravi sfide che il nostro Paese ha di fronte a sé. Rivolgo il mio saluto ai Presidenti emeriti della Repubblica, ai senatori a vita e a tutti i senatori. Mi auguro di poter stabilire con ciascuno di voi anche un rapporto personale come vostro collega, sia pure l&#8217;ultimo arrivato.</p>
<p>Il Parlamento è il cuore pulsante di ogni politica di Governo, lo snodo decisivo per il rilancio e il riscatto della vita democratica. Al Parlamento vanno riconosciute e rafforzate attraverso l&#8217;azione quotidiana di ciascuno di noi dignità, credibilità e autorevolezza. Da parte mia, da parte nostra, vi sarà sempre una chiara difesa del ruolo di entrambe le Camere quali protagoniste del pubblico dibattito.</p>
<p>Un ringraziamento specifico e molto sentito desidero, infine, esprimere al vostro, al nostro, Presidente. Il presidente Schifani ha voluto accogliermi, fin dal primo istante di questa mia missione &#8211; come potete immaginare, non semplicissima &#8211; svoltasi, in gran parte, a Palazzo Giustiniani, con una generosità e una cordialità che non potrò dimenticare.</p>
<p>Rivolgo, infine, un pensiero rispettoso e cordiale al presidente, onorevole dottor Silvio Berlusconi (APPLAUSI) mio predecessore, del quale mi fa piacere riconoscere l&#8217;impegno nel facilitare in questi giorni la mia successione nell&#8217;incarico.</p>
<p>Il Governo riconosce di essere nato per affrontare in spirito costruttivo e unitario una situazione di seria emergenza. Vorrei usare questa espressione: Governo di impegno nazionale. Governo di impegno nazionale significa assumere su di sé il compito di rinsaldare le relazioni civili e istituzionali, fondandole sul senso dello Stato.</p>
<p>È il senso dello Stato, è la forza delle istituzioni, che evitano la degenerazione del senso di famiglia in familismo, dell&#8217;appartenenza alla comunità di origine in localismo, del senso del partito in settarismo. Ed io ho inteso fin dal primo momento il mio servizio allo Stato non certo con la supponenza di chi, considerato tecnico, venga per dimostrare un&#8217;asserita superiorità della tecnica rispetto alla politica.</p>
<p>Al contrario, spero che il mio Governo ed io potremo, nel periodo che ci è messo a disposizione, contribuire in modo rispettoso e con umiltà a riconciliare maggiormente &#8211; permettetemi di usare questa espressione &#8211; i cittadini e le istituzioni, i cittadini alla politica.</p>
<p>Io vorrei, noi vorremmo, aiutarvi tutti a superare una fase di dibattito, che fa parte naturalmente della vita democratica, molto, molto, accesa, e consentirci di prendere insieme, senza alcuna confusione delle responsabilità, provvedimenti all&#8217;altezza della situazione difficile che il Paese attraversa, ma con la fiducia che la politica che voi rappresentate sia sempre più riconosciuta, e di nuovo riconosciuta, come il motore del progresso del Paese. Le difficoltà del momento attuale.</p>
<p>L&#8217;Europa sta vivendo i giorni più difficili dagli anni del secondo dopoguerra. Il progetto che dobbiamo alla lungimiranza di grandi uomini politici, quali furono Konrad Adenauer, Jean Monnet, Robert Schuman e &#8211; sottolineo in modo particolare &#8211; Alcide De Gasperi (APPLAUSI) e che per sessant&#8217;anni abbiamo perseguito, passo dopo passo, dal Trattato di Roma &#8211; non a caso di Roma &#8211; all&#8217;atto unico, ai Trattati di Maastricht e di Lisbona, è sottoposto alla prova più grave dalla sua fondazione.</p>
<p>Un fallimento non sarebbe solo deleterio per noi europei. Farebbe venire meno la prospettiva di un mondo più equilibrato in cui l&#8217;Europa possa meglio trasmettere i suoi valori ed esercitare il ruolo che ad essa compete, in un mondo sempre più bisognoso di una governance multilaterale efficace. Non illudiamoci, onorevoli senatori, che il progetto europeo possa sopravvivere se dovesse fallire l&#8217;Unione Monetaria. La fine dell&#8217;euro disgregherebbe il mercato unico, le sue regole, le sue istituzioni.</p>
<p>Ci riporterebbe là dove l&#8217;Europa era negli anni cinquanta. La gestione della crisi ha risentito di un difetto di governance e, in prospettiva, dovrà essere superata con azioni a livello europeo. Ma solo se riusciremo ad evitare che qualcuno, con maggiore o minore fondamento, ci consideri l&#8217;anello debole dell&#8217;Europa, potremo ricominciare a contribuire a pieno titolo all&#8217;elaborazione di queste riforme europee. Altrimenti ci ritroveremo soci di un progetto che non avremo contribuito ad elaborare, ideato da Paesi che, pur avendo a cuore il futuro dell&#8217;Europa, hanno a cuore anche i lori interessi nazionali, tra i quali non c&#8217;è necessariamente una Italia forte. Il futuro dell&#8217;euro dipende anche da ciò che farà l&#8217;Italia nelle prossime settimane, anche e non solo, ma anche.</p>
<p>Gli investitori internazionali detengono quasi metà del nostro debito pubblico. Dobbiamo convincerli che abbiamo imboccato la strada di una riduzione graduale ma durevole del rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo. Quel rapporto è oggi al medesimo livello al quale era vent&#8217;anni fa ed è il terzo più elevato tra i Paesi dell&#8217;OCSE. Per raggiungere questo obiettivo intendiamo far leva su tre pilastri: rigore di bilancio, crescita ed equità. Nel ventennio trascorso l&#8217;Italia ha fatto molto per riportare in equilibrio i conti pubblici, sebbene alzando l&#8217;imposizione fiscale su lavoratori dipendenti e imprese, più che riducendo in modo permanente la spesa pubblica corrente. Tuttavia, quegli sforzi sono stati frustrati dalla mancanza di crescita. L&#8217;assenza di crescita ha annullato i sacrifici fatti. Dobbiamo porci obiettivi ambiziosi sul pareggio di bilancio, sulla discesa del rapporto tra debito e PIL. Ma non saremo credibili, neppure nel perseguimento e nel mantenimento di questi obiettivi, se non ricominceremo a crescere.</p>
<p>Ciò che occorre fare per ricominciare a crescere è noto da tempo. Gli studi dei migliori centri di ricerca italiani avevano individuato le misure necessarie molto prima che esse venissero recepite nei documenti che in questi mesi abbiamo ricevuto dalle istituzioni europee. Non c&#8217;è nessuna originalità europea nell&#8217;aver individuato ciò che l&#8217;Italia deve fare per crescere di più. È un problema del sistema italiano riuscire a decidere e poi ad attuare quanto noi italiani sapevamo bene fosse necessario per la nostra crescita. Non vediamo i vincoli europei come imposizioni. Anzitutto permettetemi di dire, e me lo sentirete affermare spesso, che non c&#8217;è un loro e un noi. L&#8217;Europa siamo noi.</p>
<p>Quelli che poi ci vengono in un turbinio di messaggi, di lettere e di deliberazioni dalle istituzioni europee sono per lo più provvedimenti rivolti a rendere meno ingessata l&#8217;economia, a facilitare la nascita di nuove imprese e poi indurne la crescita, migliorare l&#8217;efficienza dei servizi offerti dalle amministrazioni pubbliche, favorire l&#8217;ingresso nel mondo del lavoro dei giovani e delle donne, le due grandi risorse sprecate del nostro Paese.</p>
<p>L&#8217;obiezione che spesso si oppone a queste misure è che esse servono, certo, ma nel breve periodo fanno poco per la crescita. È un&#8217;obiezione dietro la quale spesso si maschera &#8211; riconosciamolo &#8211; chi queste misure non vuole, non tanto perché non hanno effetti sulla crescita nel breve periodo (che è vero che non hanno), ma perché si teme che queste misure ledano gli interessi di qualcuno. Ma, evidentemente, più tardi si comincia, più tardi arriveranno i benefìci delle riforme. Ma, soprattutto, le scelte degli investitori che acquistano i nostri titoli pubblici sono guidate sì da convenienze finanziarie immediate, ma &#8211; mettiamocelo in testa &#8211; sono guidate anche dalle loro aspettative su come sarà l&#8217;Italia fra dieci o vent&#8217;anni, quando scadranno i titoli che acquistano oggi.</p>
<p>Quindi, non c&#8217;è iato la tra le cose che dobbiamo o fare oggi o avviare oggi, anche se avranno effetti lontani, perché anche gli investitori, che ci premiano o ci puniscono, agiscono oggi, ma guardano anche agli effetti lontani. Riforme che hanno effetti anche graduali sulla crescita, influendo sulle aspettative degli investitori, possono riflettersi in una riduzione immediata dei tassi di interesse, con conseguenze positive sulla crescita stessa. I sacrifici necessari per ridurre il debito e per far ripartire la crescita dovranno essere equi.</p>
<p>Maggiore sarà l&#8217;equità, più accettabili saranno quei provvedimenti e più ampia &#8211; mi auguro &#8211; sarà la maggioranza che in Parlamento riterrà di poterli sostenere. Equità significa chiedersi quale sia l&#8217;effetto delle riforme non solo sulle componenti relativamente forti della società, quelle che hanno la forza di associarsi, ma anche sui giovani e sulle donne. Dobbiamo renderci conto che, se falliremo e se non troveremo la necessaria unità di intenti, la spontanea evoluzione della crisi finanziaria ci sottoporrà tutti, ma soprattutto le fasce più deboli della popolazione, a condizioni ben più dure. La crisi che stiamo vivendo è internazionale; questo è ovvio, ma conviene ripeterlo ogni volta, anche ad evitare demonizzazioni.</p>
<p>È internazionale, lo sto dicendo a tutti. Ma l&#8217;Italia ne ha risentito in maniera particolare. Secondo la Commissione europea, al termine del prossimo anno il prodotto interno lordo dell&#8217;Italia sarebbe ancora quattro punti e mezzo al di sotto del livello raggiunto prima della crisi. Per la stessa data, l&#8217;area dell&#8217;euro nel suo complesso avrebbe invece recuperato la perdita di prodotto dovuta alla crisi. Francia e Germania raggiungerebbero il traguardo di riportarsi al livello precrisi nell&#8217;anno in corso. La relativa debolezza della nostra economia precede l&#8217;avvio della crisi. Tra il 2001 e il 2007 il prodotto italiano è cresciuto di 6,7 punti percentuali, contro i 12 della media dell&#8217;area dell&#8217;euro, i 10,8 della Francia e gli 8,3 della Germania. I risultati sono deludenti al Nord come al Sud. E non vi propongo un paragone con la Cina o con altri Paesi emergenti, ma con i nostri colleghi ed amici stretti della zona euro. La crisi ha colpito più duramente i giovani.</p>
<p>Ad esempio, nei 15 Paesi che componevano l&#8217;Unione europea fino al 2004, tra il 2007 e il 2010 il tasso di disoccupazione nella classe di età 15-24 anni è aumentato di cinque punti percentuali, in Italia di 7,6 punti percentuali. Il nostro Paese rimane caratterizzato da profonde disparità territoriali. Il lungo periodo di bassa crescita e la crisi le hanno accentuate. Esiste una questione meridionale: infrastrutture, disoccupazione, innovazione, rispetto della legalità.</p>
<p>I problemi nel Mezzogiorno vanno affrontati non nella logica del chiedere di più, ma di una razionale modulazione delle risorse. Esiste anche una questione settentrionale: costo della vita, delocalizzazione, nuove povertà, bassa natalità. Il riequilibrio di bilancio, le riforme strutturali e la coesione territoriale richiedono piena e leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali.</p>
<p>Occorre riconoscere il valore costituzionale delle autonomie speciali, nel duplice binario della responsabilità e della reciprocità. In quest&#8217;ottica, per rispondere alla richiesta formulata dalle istituzioni territoriali che, devo dire, ho ascoltato con molta attenzione&#8230; Se dovete fare una scelta &#8211; mi permetto di rivolgermi a tutti &#8211; ascoltate, non applaudite!</p>
<p>Non ripeterò l&#8217;importanza del valore costituzionale delle autonomie speciali, perché altrimenti arrivano di nuovo applausi; l&#8217;ho già detto e lo avete ascoltato. In quest&#8217;ottica &#8211; come stavo dicendo &#8211; perrispondere alla richiesta formulata dalle istituzioni territoriali nel corso delle consultazioni, ho deciso di assumere direttamente in questa prima fase le competenze relative agli affari regionali. Spero in questo modo di manifestare una consapevolezza condivisa circa il fatto che il lavoro comune con le autonomie territoriali debba proseguire e rafforzarsi, nonostante le difficoltà dell&#8217;agenda economica. In tale prospettiva si dovrà operare senza indugio per un uso efficace dei fondi strutturali dell&#8217;Unione europea.</p>
<p>Sono consapevole che sarebbe un&#8217;ambizione eccessiva da parte mia e da parte nostra pretendere di risolvere in un arco di tempo limitato, qual è quello che ci separa dalla fine di questa legislatura, problemi che hanno origini profonde e che sono radicati in consuetudini e comportamenti consolidati.</p>
<p>Ciò che si prefiggiamo di fare è impostare il lavoro, mettere a punto gli strumenti che permettano ai Governi che ci succederanno di proseguire un processo di cambiamento duraturo. Per questo il programma che vi sottopongo oggi si compone di due parti, che hanno obiettivi ed orizzonti temporali diversi. Da un lato, vi è una serie di provvedimenti per affrontare l&#8217;emergenza, assicurare la sostenibilità della finanza pubblica, restituire fiducia nelle capacità del nostro Paese di reagire e sostenere una crescita duratura ed equilibrata.</p>
<p>Dall&#8217;altro lato, si tratta di delineare con iniziative concrete un progetto per modernizzare le strutture economiche e sociali, in modo da ampliare le opportunità per le imprese, i giovani, le donne e tutti i cittadini, in un quadro di ritrovata coesione sociale e territoriale. In considerazione dell&#8217;urgenza con la quale abbiamo dovuto operare per la formazione di questo Governo &#8211; ed in questo senso voglio ringraziare le diverse forze politiche che, nei miei confronti, figura estranea al vostro mondo, si sono gentilmente e con sollecitudine apprestate all&#8217;ascolto e all&#8217;offerta di contributi dei quali ho cercato di tenere conto &#8211; quello che intendo fare oggi è semplicemente presentarvi gli aspetti essenziali dell&#8217;azione che intendiamo svolgere.</p>
<p>Se otterremo la fiducia del Parlamento, ciascun Ministro esporrà alle Commissioni parlamentari competenti le politiche attraverso le quali, nei singoli settori, queste azioni verranno avviate. È in discussione in Parlamento una proposta di legge costituzionale per introdurre un vincolo di bilancio in pareggio per le amministrazioni pubbliche, in coerenza con gli impegni presi nell&#8217;ambito dell&#8217;Eurogruppo.</p>
<p>L&#8217;adozione di una regola di questo tipo può contribuire a mantenere nel tempo il pareggio di bilancio programmato per il 2013, evitando che i risultati conseguiti con intense azioni di risanamento vengano erosi negli anni successivi, come è accaduto in passato. Affinché il vincolo sia efficace, dovranno essere chiarite le responsabilità dei singoli livelli di Governo. A questo proposito ed anche in considerazione della complessità della regola, ad esempio l&#8217;aggiustamento per il ciclo, sarà opportuno studiare l&#8217;esperienza di alcuni Paesi europei che hanno affidato ad autorità indipendenti la valutazione del rispetto sostanziale della regola, dato che in questa materia la credibilità nei confronti di noi stessi e del mondo è un requisito essenziale. Sarà anche necessario attuare rapidamente l&#8217;armonizzazione dei bilanci delle amministrazioni pubbliche. Opportunamente la proposta di legge in discussione in Parlamento già prevede l&#8217;assegnazione allo Stato della potestà legislativa esclusiva in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici.</p>
<p>Nell&#8217;immediato daremo piena attuazione alle manovre varate nel corso dell&#8217;estate, completandole attraverso interventi in linea con la lettera di intenti inviata alle autorità europee. Nel corso delle prossime settimane valuteremo la necessità di ulteriori correttivi. Una parte significativa della correzione dei saldi programmata durante l&#8217;estate è attesa dall&#8217;attuazione della riforma dei sistemi fiscale ed assistenziale. Dovremmo pervenire al più presto ad una definizione di tale riforma e ad una valutazione prudenziale dei suoi effetti. Dovranno inoltre essere identificati gli interventi, volti a colmare l&#8217;eventuale divario rispetto a quelli indicati nella manovra di bilancio.</p>
<p>Di fronte ai sacrifici che sono stati e che dovranno essere richiesti ai cittadini sono ineludibili interventi volti a contenere i costi di funzionamento degli organi elettivi. I soggetti che ricoprono cariche elettive, i dirigenti designati politicamente nelle società di diritto privato, finanziate con risorse pubbliche, più in generale quanti rappresentano le istituzioni ad ogni livello politico ed amministrativo, dovranno agire con sobrietà ed attenzione al contenimento dei costi, dando un segnale concreto ed immediato. Si dovranno rafforzare gli interventi effettuati con le ultime manovre di finanza pubblica, con l&#8217;obiettivo di allinearci rapidamente alle best practices europee.</p>
<p>Per quanto di mia diretta competenza, avvierò immediatamente una spending review del Fondo unico della Presidenza del Consiglio. Ritengo inoltre necessario ridurre le sovrapposizioni tra i livelli decisionali e favorire la gestione integrata dei servizi per gli Enti locali di minori dimensioni. Il riordino delle competenze delle Province può essere disposto con legge ordinaria. La prevista specifica modifica della Costituzione potrà completare il processo, consentendone la completa eliminazione, così come prevedono gli impegni presi con l&#8217;Europa.</p>
<p>Per garantire la natura strutturale della riduzione delle spese dei Ministeri, decisa con la legge di stabilità, andrà definito rapidamente il programma per la riorganizzazione della spesa, previsto dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, in particolare per quanto riguarda l&#8217;integrazione operativa delle agenzie fiscali, la razionalizzazione di tutte le strutture periferiche dell&#8217;amministrazione dello Stato, il coordinamento delle attività delle forze dell&#8217;ordine, l&#8217;accorpamento degli enti della previdenza pubblica, la razionalizzazione dell&#8217;organizzazione giudiziaria.</p>
<p>Gli interventi saranno coordinati con la spending review in corso, che intendo rafforzare e rendere particolarmente incisiva con la precisa individuazione di tempi e responsabilità. Negli scorsi anni la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi, che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali shock negativi.</p>
<p>Già adesso l&#8217;età di pensionamento, nel caso di vecchiaia, tenendo conto delle cosiddette finestre, è superiore a quella dei lavoratori tedeschi e francesi. Il nostro sistema pensionistico rimane però caratterizzato da ampie disparità di trattamento tra diverse generazioni e categorie di lavoratori, nonché da aree ingiustificate di privilegio. Il rispetto delle regole e delle istituzioni e la lotta all&#8217;illegalità riceveranno attenzione prioritaria da questo Governo.</p>
<p>Per riacquistare fiducia nel futuro dobbiamo avere fiducia nelle istituzioni che caratterizzano uno Stato di diritto, quindi si procederà alla lotta all&#8217;evasione fiscale e all&#8217;illegalità, non solo per aumentare il gettito (il che non guasta), ma anche per abbattere le aliquote: questo può essere fatto con efficacia prestando particolare attenzione al monitoraggio della ricchezza accumulata (ho detto monitoraggio della ricchezza accumulata) e non solo ai redditi prodotti. L&#8217;evasione fiscale continua a essere un fenomeno rilevante: il valore aggiunto sommerso è quantificato nelle statistiche ufficiali in quasi un quinto del prodotto. Interventi incisivi in questo campo possono ridurre il peso dell&#8217;aggiustamento sui contribuenti che rispettano le norme.</p>
<p>Occorre ulteriormente abbassare la soglia per l&#8217;uso del contante, favorire un maggior uso della moneta elettronica, accelerare la condivisione delle informazioni tra le diverse amministrazioni, potenziare e rendere operativi gli strumenti di misurazione induttiva del reddito e migliorare la qualità degli accertamenti. Il decreto legislativo n. 23 del 14 marzo 2011 prevede per il 2014 l&#8217;entrata in vigore dell&#8217;imposta municipale che assorbirà l&#8217;attuale ICI, escludendo tuttavia la prima casa e l&#8217;IRPEF sui redditi fondiari da immobili non locati, comprese le relative addizionali. In questa cornice intendiamo riesaminare il peso del prelievo sulla ricchezza immobiliare: tra i principali Paesi europei, l&#8217;Italia è caratterizzata da un&#8217;imposizione sulla proprietà immobiliare che risulta al confronto particolarmente bassa. L&#8217;esenzione dall&#8217;ICI delle abitazioni principali costituisce, sempre nel confronto internazionale, una peculiarità &#8211; se non vogliamo chiamarla anomalia &#8211; del nostro ordinamento tributario. Il primo elenco di cespiti immobiliari da avviare a dismissione sarà definito nei tempi previsti dalla legge di stabilità, cioè entro il 30 aprile 2012. La lettera d&#8217;intenti inviata alla Commissione europea prevede proventi di almeno 5 miliardi all&#8217;anno nel prossimo triennio. A tale scopo verrà definito un calendario puntuale per i successivi passi del piano di dismissioni e di valorizzazione del patrimonio pubblico.</p>
<p>Tuttavia, è necessario volgere tutte le politiche pubbliche, a livello macroeconomico e microeconomico, a sostegno della crescita, sia pure nei limiti determinati dal vincolo di bilancio. La pressione fiscale in Italia è elevata nel confronto storico e in quello internazionale (nel testo scritto che avrete a disposizione si danno ulteriori elementi). Nel tempo e via via che si manifesteranno gli effetti della spending review sarà possibile programmare una graduale riduzione della pressione fiscale; tuttavia anche prima, a parità di gettito, la composizione del prelievo fiscale può essere modificata in modo da renderla più favorevole alla crescita. Coerentemente con il disegno della delega fiscale e della clausola di salvaguardia che la accompagna, una riduzione del peso delle imposte e dei contributi che gravano sul lavoro e sull&#8217;attività produttiva, finanziata da un aumento del prelievo sui consumi e sulla proprietà, sosterrebbe la crescita senza incidere sul bilancio pubblico.</p>
<p>Dal lato della spesa, un impulso all&#8217;attività economica potrà derivare da un aumento del coinvolgimento dei capitali privati nella realizzazione di infrastrutture. Gli incentivi fiscali stabiliti con legge di stabilità sono un primo passo, ma è anche necessario intervenire sulla regolamentazione del project financing, in modo da ridurre il rischio associato alle procedure amministrative. Occorre inoltre operare per raggiungere gli obiettivi fissati in sede europea con l&#8217;agenda digitale. Ho quasi concluso. Con il consenso delle parti sociali dovranno essere riformate le istituzioni del mercato del lavoro, per allontanarci da un mercato duale dove alcuni sono fin troppo tutelati mentre altri sono totalmente privi di tutele e assicurazioni in caso di disoccupazione.</p>
<p>Le riforme in questo campo dovranno avere il duplice scopo di rendere più equo il nostro sistema di tutela del lavoro e di sicurezza sociale e anche di facilitare la crescita della produttività, tenendo conto dell&#8217;eterogeneità che contraddistingue in particolare l&#8217;economia italiana. In ogni caso, il nuovo ordinamento che andrà disegnato verrà applicato ai nuovi rapporti di lavoro per offrire loro una disciplina veramente universale, mentre non verranno modificati i rapporti di lavori regolari e stabili in essere.</p>
<p>Intendiamo perseguire lo spostamento del baricentro della contrattazione collettiva verso i luoghi di lavoro, come ci viene chiesto dalle autorità europee e come già le parti sociali hanno iniziato a fare, che va accompagnato da una disciplina coerente del sostegno alle persone senza impiego volta a facilitare la mobilità e il reinserimento nel mercato del lavoro, superando l&#8217;attuale segmentazione.</p>
<p>Più mobilità tra impresa e settori è condizione essenziale per assecondare la trasformazione dell&#8217;economia italiana e sospingerne la crescita. È necessario colmare il fossato che si è creato tra le garanzie e i vantaggi offerti dal ricorso ai contratti a termine e ai contratti a tempo indeterminato, superando i rischi e le incertezze che scoraggiano le imprese a ricorrere a questi ultimi. Tenendo conto dei vincoli di bilancio occorre avviare una riforma sistematica degli ammortizzatori sociali, volta a garantire a ogni lavoratore che non sarà privo di copertura rispetto ai rischi di perdita temporanea del posto di lavoro. Abbiamo da affrontare una crisi, abbiamo da affrontare delle trasformazioni strutturali, ma è nostro dovere cercare di evitare le angosce che accompagnano questi processi.</p>
<p>È necessario, infine, mantenere una pressione costante nell&#8217;azione di contrasto e di prevenzione del lavoro sommerso. Uno dei fattori che distinguono l&#8217;Italia nel contesto europeo è la maggiore difficoltà di inserimento o di permanenza in condizioni di occupazione delle donne. Assicurare la piena inclusione delle donne in ogni ambito della vita lavorativa ma anche sociale e civile del Paese è una questione indifferibile. È necessario affrontare le questioni che riguardano la conciliazione della vita familiare con il lavoro, la promozione della natalità e la condivisione delle responsabilità legate alla maternità da parte di entrambi i genitori, nonché studiare l&#8217;opportunità di una tassazione preferenziale per le donne. C&#8217;è poi un problema legato all&#8217;invecchiamento della popolazione che si traduce in oneri crescenti per le famiglie; andrà quindi prestata attenzioni ai servizi di cura agli anziani, oggi una preoccupazione sempre più urgente nelle famiglie in un momento in cui affrontano difficoltà crescenti.</p>
<p>Infine un&#8217;attenzione particolare andrà assicurata alle prospettive per i giovani; dico &#8220;infine&#8221; nel senso di finalità di tutta la nostra azione. Questa sarà una delle priorità di azione di questo Governo, nella convinzione che ciò che restringe le opportunità per i giovani si traduce poi in minori opportunità di crescita e di mobilità sociale per l&#8217;intero Paese. Dobbiamo porci l&#8217;obiettivo di eliminare tutti quei vincoli che oggi impediscono ai giovani di strutturare le proprie potenzialità in base al merito individuale indipendentemente dalla situazione sociale di partenza. Per questo ritengo importante inserire nell&#8217;azione di Governo misure che valorizzino le capacità individuali e eliminino ogni forma di cooptazione. L&#8217;Italia ha bisogno di investire sui suoi talenti; deve essere lei orgogliosa dei suoi talenti e non trasformarsi in un&#8217;entità di cui i suoi talenti non sempre sono orgogliosi.</p>
<p>Per questo la mobilità è la nostra migliore alleata, mobilità sociale ma anche geografica, non solo all&#8217;interno del nostro Paese ma anche e soprattutto nel più ampio orizzonte del mercato del lavoro europeo e globale. L&#8217;ultimo punto che desidero brevemente presentarvi &#8211; ed è una caratteristica spero distintiva del nostro Esecutivo, se consentirete al nostro, o vostro, Governo di nascere, è quella delle politiche micro-economiche per la crescita. Un ritorno credibile a più alti tassi di crescita deve basarsi su misure volte a innalzare il capitale umano e fisico e la produttività dei fattori. La valorizzazione del capitale umano deve essere un aspetto centrale: sarà necessario mirare all&#8217;accrescimento dei livelli d&#8217;istruzione della forza lavoro, che sono ancora oggi nettamente inferiori alla media europea, anche tra i più giovani. Vi contribuiranno interventi mirati sulle scuole e sulle aree in ritardo, identificando i fabbisogni, anche mediante i test elaborati dall&#8217;INVALSI, e la revisione del sistema di selezione, allocazione e valorizzazione degli insegnanti. Nell&#8217;università, varati i decreti attuativi della legge di riforma approvata lo scorso anno, è ora necessario dare rapida e rigorosa attuazione ai meccanismi d&#8217;incentivazione basati sulla valutazione, previsti dalla riforma. Gli investimenti in infrastrutture, di cui tante volte e giustamente abbiamo parlato e si è parlato negli corso degli anni, sono fattori rilevanti per accrescere la produttività totale dell&#8217;economia.</p>
<p>A questo scopo, abbiamo per la prima volta valorizzato in modo organico nella struttura del Governo la politica, anzi, le politiche di sviluppo dell&#8217;economia reale, con l&#8217;attribuzione ad un unico Ministro delle competenze sullo sviluppo economico e sulle infrastrutture ed i trasporti. Questo vuole indicare quasi visivamente e in termini di organigramma del Governo che pari attenzione e centralità vanno attribuite a ciò che mantiene il Paese stabile, la disciplina finanziaria, e a ciò che ad esso consente di crescere e, quindi, di restare stabile a lungo termine, cioè appunto la crescita. Occorre anche rimuovere gli ostacoli strutturali alla crescita, affrontando resistenze e chiusure corporative. In tal senso, è necessario un disegno organico, volto a ridurre gli oneri ed il rischio associato alle procedure amministrative, nonché a stimolare la concorrenza, con particolare riferimento al riordino della disciplina delle professioni regolamentate, anche dando attuazione a quanto previsto nella legge di stabilità in materia di tariffe minime. Intendiamo anche rafforzare gli strumenti d&#8217;intervento dell&#8217;Autorità garante della concorrenza e del mercato in caso di disposizioni legislative o amministrative, statali o locali, che abbiano effetti distorsivi della concorrenza, accrescere la qualità dei servizi pubblici, nel quadro di un&#8217;azione volta a ridurre il deficit di concorrenza a livello locale, ridurre i tempi della giustizia civile, in modo tale da colmare il divario con gli altri Paesi, anche attraverso la riduzione delle sedi giudiziarie, e rimuovere gli ostacoli alla crescita delle dimensioni delle imprese, anche attraverso la delega fiscale. Un innalzamento significativo del tasso di crescita è condizione essenziale non solo del riequilibrio finanziario, ma anche del progresso civile e sociale. In tal senso, una strategia di rilancio della crescita non può prescindere da un&#8217;azione determinata ed efficace di contrasto alla criminalità organizzata e a tutte le mafie, che vada a colpire gli interessi economici delle organizzazioni e le loro infiltrazioni nell&#8217;economia legale.</p>
<p>Il risanamento della finanza pubblica ed il rilancio della crescita contribuiranno a rafforzare la posizione dell&#8217;Italia in Europa e, più in generale, la nostra politica estera: vocazione europeistica, solidarietà atlantica, rapporti con i nostri partners strategici, apertura dei mercati, sicurezza nazionale ed internazionale rimarranno i cardini di tale politica. Voglio qui ricordare i nostri militari impegnati in missioni all&#8217;estero, le Forze Armate ed i rappresentanti delle forze dell&#8217;ordine, che sono in prima linea nella difesa dei nostri valori e della democrazia.</p>
<p>L&#8217;Italia ha bisogno di una politica estera coerente con i nostri impegni e di una ripresa d&#8217;iniziativa nelle aree dove vi siano significativi interessi nazionali. Dimenticavo di dirvi, a proposito di militari impegnati in missioni all&#8217;estero, che se non vedete ancora in questi banchi il nostro collega Ministro della difesa, è perché l&#8217;altra sera l&#8217;ho svegliato alle tre di notte in Afghanistan, pensando che fosse a Bruxelles dove si trova la sua sede ordinaria di lavoro. Ho notato prima una certa esitazione e poi grande entusiasmo nell&#8217;accettazione della proposta. (Applausi dai Gruppi PdL e PD). Ecco un esempio di militare impegnato all&#8217;estero che sta facendo i salti mortali per arrivare a giurare nelle mani del Capo dello Stato nelle prossime ore. Scusate quindi la sua assenza.</p>
<p>La gravità della situazione attuale richiede una risposta pronta e decisa nella creazione di condizioni favorevoli alla crescita nel perseguimento del pareggio di bilancio, con interventi strutturali e con un&#8217;equa distribuzione dei sacrifici. Il tentativo che ci proponiamo di compiere, onorevoli senatori, e che vi chiedo di sostenere è difficilissimo; altrimenti ho il sospetto che non mi troverei qui oggi. I margini di successo sono tanto più ridotti, come ha rilevato il Presidente della Repubblica, dopo anni di contrapposizione e di scontri nella politica nazionale. Se sapremo cogliere insieme questa opportunità per avviare un confronto costruttivo su scelte e obiettivi di fondo avremo occasione di riscattare il Paese e potremo ristabilire la fiducia nelle sue istituzioni. Vi ringrazio. </p>
<p><a href="http://brittonrubin.devhub.com/blog/1440035-how-do-i-get-my-ex-boyfriend-back/">Ex Girlfriend Still Wants To Be Friends 3 Years</a></p>
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		<title>Manifestazione degli studenti a Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 16:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><br />
Le immagini della manifestazione degli studenti a Roma.&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="500" height="330"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/iTsX6U7iwLw?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="330" src="http://www.youtube.com/v/iTsX6U7iwLw?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-33432" title="Manifestazione studenti Roma 17 11 2011" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/11/manifestazione-roma-17-11.jpg" alt="" width="300" height="290" />Le immagini della manifestazione degli studenti a Roma.</p>
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		<title>Crisi, corteo di studenti lancia uova</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 16:49:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Migliaia di universitari e liceali hanno manifestato insieme ai Cobas in occasione della mobilitazione contro la fiducia al nuovo governo Monti. Tanti gli striscioni che campeggiano tra cui “Noi la crisi non la paghiamo”, “No alla distruzione della scuola pubblica”.</p>
<p>- <strong><a href="http://www.corriere2000.it/2011/11/manifestazione-degli-studenti-a-roma/">Video - Manifestazione degli studenti a Roma</a></strong></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-33430" title="Manifestazione studenti Roma 17 11 2011" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/11/manifestazione-17-11-roma.jpg" alt="" width="300" height="130" /> &#8211; Migliaia di universitari e liceali hanno manifestato insieme ai Cobas in occasione della mobilitazione contro la fiducia al nuovo governo Monti.</p>
<p><strong>Tanti gli striscioni che campeggiano tra cui “Noi la crisi non la paghiamo”, “No alla distruzione della scuola pubblica” o “Attenzione il futuro non è tassabile”.</strong></p>
<p>Il corteo degli studenti, partito da Piazzale Aldo Moro, dove si trova l&#8217;Università La Sapienza, è arrivato a Piazza della Repubblica accompagnato da un carro musicale dove si sono uniti ai Cobas.</p>
<p>Insieme, poi, hanno raggiunto via Cavour e via dei Fori Imperiali preceduti da uno schieramento di forze dell&#8217;ordine.</p>
<p><strong>I “book bloc”, con degli scudi di gomma, si sono diretti poi verso il Senato dove è prevista la fiducia al governo Monti e hanno lanciato uova e frutta contro la polizia.</strong></p>
<p>Dopo un breve presidio la decisione di tornare all&#8217;università. Il traffico è stato bloccato per alcuni minuti nel quartiere Prati e in via del Muro Torto.</p>
<p>- <strong><a href="http://www.corriere2000.it/2011/11/manifestazione-degli-studenti-a-roma/">Video &#8211; Manifestazione degli studenti a Roma</a></strong></p>
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		<title>Monti al Senato &#8211; Il discorso integrale</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 15:26:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il discorso integrale del neo presidente del Consiglio al Senato &#8211; &#8220;Signor Presidente, onorevoli senatrici, onorevoli senatori, è con grande emozione che mi rivolgo a voi come primo atto del percorso rivolto ad ottenere la &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_33320" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-33320" title="Mario Monti" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/11/Mario-Monti-1.jpg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Mario Monti</p></div>
<p>Il discorso integrale del neo presidente del Consiglio al Senato &#8211; &#8220;Signor Presidente, onorevoli senatrici, onorevoli senatori, è con grande emozione che mi rivolgo a voi come primo atto del percorso rivolto ad ottenere la fiducia del Parlamento al Governo ieri costituito.</p>
<p><strong>L&#8217;emozione è accresciuta dal fatto che prendo oggi la parola per la prima volta in questa Aula nella quale mi avete riservato qualche giorno fa un&#8217;accoglienza che mi ha commosso. Sono onorato di entrare a far parte del Senato della Repubblica. Desidero rivolgere un saluto deferente al Capo dello Stato, presidente Napolitano che con grande saggezza, perizia e senso dello Stato ha saputo risolvere una situazione difficile in tempi ristrettissimi nell&#8217;interesse del Paese e di tutti i cittadini.</strong></p>
<p>Vorrei anche rinnovargli la mia gratitudine per la fiducia accordata alla mia persona, per il sostegno e la partecipazione che mi ha costantemente assicurato nei miei sforzi per comporre un Governo che potesse soddisfare le richieste delle forze politiche e, al contempo, dare risposte efficaci alle gravi sfide che il nostro Paese ha di fronte a sé.</p>
<p>Rivolgo il mio saluto ai Presidenti emeriti della Repubblica, ai senatori a vita e a tutti i senatori. Mi auguro di poter stabilire con ciascuno di voi anche un rapporto personale come vostro collega, sia pure l&#8217;ultimo arrivato.</p>
<p>Il Parlamento è il cuore pulsante di ogni politica di Governo, lo snodo decisivo per il rilancio e il riscatto della vita democratica. Al Parlamento vanno riconosciute e rafforzate attraverso l&#8217;azione quotidiana di ciascuno di noi dignità, credibilità e autorevolezza. Da parte mia, da parte nostra, vi sarà sempre una chiara difesa del ruolo di entrambe le Camere quali protagoniste del pubblico dibattito.</p>
<p>Un ringraziamento specifico e molto sentito desidero, infine, esprimere al vostro, al nostro, Presidente. Il presidente Schifani ha voluto accogliermi, fin dal primo istante di questa mia missione &#8211; come potete immaginare, non semplicissima &#8211; svoltasi, in gran parte, a Palazzo Giustiniani, con una generosità e una cordialità che non potrò dimenticare.</p>
<p>Rivolgo, infine, un pensiero rispettoso e cordiale al presidente, onorevole dottor Silvio Berlusconi mio predecessore, del quale mi fa piacere riconoscere l&#8217;impegno nel facilitare in questi giorni la mia successione nell&#8217;incarico.</p>
<p><strong>Il Governo riconosce di essere nato per affrontare in spirito costruttivo e unitario una situazione di seria emergenza. Vorrei usare questa espressione: Governo di impegno nazionale. Governo di impegno nazionale significa assumere su di sé il compito di rinsaldare le relazioni civili e istituzionali, fondandole sul senso dello Stato. È il senso dello Stato, è la forza delle istituzioni, che evitano la degenerazione del senso di famiglia in familismo, dell&#8217;appartenenza alla comunità di origine in localismo, del senso del partito in settarismo. Ed io ho inteso fin dal primo momento il mio servizio allo Stato non certo con la supponenza di chi, considerato tecnico, venga per dimostrare un&#8217;asserita superiorità della tecnica rispetto alla politica. Al contrario, spero che il mio Governo ed io potremo, nel periodo che ci è messo a disposizione, contribuire in modo rispettoso e con umiltà a riconciliare maggiormente &#8211; permettetemi di usare questa espressione &#8211; i cittadini e le istituzioni, i cittadini alla politica</strong>.</p>
<p>Io vorrei, noi vorremmo, aiutarvi tutti a superare una fase di dibattito, che fa parte naturalmente della vita democratica, molto, molto, accesa, e consentirci di prendere insieme, senza alcuna confusione delle responsabilità, provvedimenti all&#8217;altezza della situazione difficile che il Paese attraversa, ma con la fiducia che la politica che voi rappresentate sia sempre più riconosciuta, e di nuovo riconosciuta, come il motore del progresso del Paese.</p>
<p>Le difficoltà del momento attuale. L&#8217;Europa sta vivendo i giorni più difficili dagli anni del secondo dopoguerra. Il progetto che dobbiamo alla lungimiranza di grandi uomini politici, quali furono Konrad Adenauer, Jean Monnet, Robert Schuman e &#8211; sottolineo in modo particolare &#8211; Alcide De Gasperi e che per sessant&#8217;anni abbiamo perseguito, passo dopo passo, dal Trattato di Roma &#8211; non a caso di Roma &#8211; all&#8217;atto unico, ai Trattati di Maastricht e di Lisbona, è sottoposto alla prova più grave dalla sua fondazione.</p>
<p>Un fallimento non sarebbe solo deleterio per noi europei. Farebbe venire meno la prospettiva di un mondo più equilibrato in cui l&#8217;Europa possa meglio trasmettere i suoi valori ed esercitare il ruolo che ad essa compete, in un mondo sempre più bisognoso di una governance multilaterale efficace.</p>
<p>Non illudiamoci, onorevoli senatori, che il progetto europeo possa sopravvivere se dovesse fallire l&#8217;Unione Monetaria. La fine dell&#8217;euro disgregherebbe il mercato unico, le sue regole, le sue istituzioni. Ci riporterebbe là dove l&#8217;Europa era negli anni cinquanta.</p>
<p>La gestione della crisi ha risentito di un difetto di governance e, in prospettiva, dovrà essere superata con azioni a livello europeo. Ma solo se riusciremo ad evitare che qualcuno, con maggiore o minore fondamento, ci consideri l&#8217;anello debole dell&#8217;Europa, potremo ricominciare a contribuire a pieno titolo all&#8217;elaborazione di queste riforme europee. Altrimenti ci ritroveremo soci di un progetto che non avremo contribuito ad elaborare, ideato da Paesi che, pur avendo a cuore il futuro dell&#8217;Europa, hanno a cuore anche i lori interessi nazionali, tra i quali non c&#8217;è necessariamente una Italia forte.</p>
<p><strong>Il futuro dell&#8217;euro dipende anche da ciò che farà l&#8217;Italia nelle prossime settimane, anche e non solo, ma anche. Gli investitori internazionali detengono quasi metà del nostro debito pubblico. Dobbiamo convincerli che abbiamo imboccato la strada di una riduzione graduale ma durevole del rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo. Quel rapporto è oggi al medesimo livello al quale era vent&#8217;anni fa ed è il terzo più elevato tra i Paesi dell&#8217;Ocse. Per raggiungere questo obiettivo intendiamo far leva su tre pilastri: rigore di bilancio, crescita ed equità</strong>.</p>
<p>Nel ventennio trascorso l&#8217;Italia ha fatto molto per riportare in equilibrio i conti pubblici, sebbene alzando l&#8217;imposizione fiscale su lavoratori dipendenti e imprese, più che riducendo in modo permanente la spesa pubblica corrente. Tuttavia, quegli sforzi sono stati frustrati dalla mancanza di crescita. L&#8217;assenza di crescita ha annullato i sacrifici fatti. Dobbiamo porci obiettivi ambiziosi sul pareggio di bilancio, sulla discesa del rapporto tra debito e Pil. Ma non saremo credibili, neppure nel perseguimento e nel mantenimento di questi obiettivi, se non ricominceremo a crescere.</p>
<p>Ciò che occorre fare per ricominciare a crescere è noto da tempo. Gli studi dei migliori centri di ricerca italiani avevano individuato le misure necessarie molto prima che esse venissero recepite nei documenti che in questi mesi abbiamo ricevuto dalle istituzioni europee. Non c&#8217;è nessuna originalità europea nell&#8217;aver individuato ciò che l&#8217;Italia deve fare per crescere di più. È un problema del sistema italiano riuscire a decidere e poi ad attuare quanto noi italiani sapevamo bene fosse necessario per la nostra crescita.</p>
<p>Non vediamo i vincoli europei come imposizioni. Anzitutto permettetemi di dire, e me lo sentirete affermare spesso, che non c&#8217;è un loro e un noi. L&#8217;Europa siamo noi.</p>
<p>Quelli che poi ci vengono in un turbinio di messaggi, di lettere e di deliberazioni dalle istituzioni europee sono per lo più provvedimenti rivolti a rendere meno ingessata l&#8217;economia, a facilitare la nascita di nuove imprese e poi indurne la crescita, migliorare l&#8217;efficienza dei servizi offerti dalle amministrazioni pubbliche, favorire l&#8217;ingresso nel mondo del lavoro dei giovani e delle donne, le due grandi risorse sprecate del nostro Paese.</p>
<p>L&#8217;obiezione che spesso si oppone a queste misure è che esse servono, certo, ma nel breve periodo fanno poco per la crescita. È un&#8217;obiezione dietro la quale spesso si maschera &#8211; riconosciamolo &#8211; chi queste misure non vuole, non tanto perché non hanno effetti sulla crescita nel breve periodo (che è vero che non hanno), ma perché si teme che queste misure ledano gli interessi di qualcuno. Ma, evidentemente, più tardi si comincia, più tardi arriveranno i benefìci delle riforme. Ma, soprattutto, le scelte degli investitori che acquistano i nostri titoli pubblici sono guidate sì da convenienze finanziarie immediate, ma &#8211; mettiamocelo in testa &#8211; sono guidate anche dalle loro aspettative su come sarà l&#8217;Italia fra dieci o vent&#8217;anni, quando scadranno i titoli che acquistano oggi.</p>
<p><strong>Quindi, non c&#8217;è iato la tra le cose che dobbiamo o fare oggi o avviare oggi, anche se avranno effetti lontani, perché anche gli investitori, che ci premiano o ci puniscono, agiscono oggi, ma guardano anche agli effetti lontani.</strong></p>
<p>Riforme che hanno effetti anche graduali sulla crescita, influendo sulle aspettative degli investitori, possono riflettersi in una riduzione immediata dei tassi di interesse, con conseguenze positive sulla crescita stessa. I sacrifici necessari per ridurre il debito e per far ripartire la crescita dovranno essere equi. Maggiore sarà l&#8217;equità, più accettabili saranno quei provvedimenti e più ampia &#8211; mi auguro &#8211; sarà la maggioranza che in Parlamento riterrà di poterli sostenere. Equità significa chiedersi quale sia l&#8217;effetto delle riforme non solo sulle componenti relativamente forti della società, quelle che hanno la forza di associarsi, ma anche sui giovani e sulle donne. Dobbiamo renderci conto che, se falliremo e se non troveremo la necessaria unità di intenti, la spontanea evoluzione della crisi finanziaria ci sottoporrà tutti, ma soprattutto le fasce più deboli della popolazione, a condizioni ben più dure.</p>
<p><strong>La crisi che stiamo vivendo è internazionale; questo è ovvio, ma conviene ripeterlo ogni volta, anche ad evitare demonizzazioni. È internazionale, lo sto dicendo a tutti. Ma l&#8217;Italia ne ha risentito in maniera particolare. Secondo la Commissione europea, al termine del prossimo anno il prodotto interno lordo dell&#8217;Italia sarebbe ancora quattro punti e mezzo al di sotto del livello raggiunto prima della crisi. Per la stessa data, l&#8217;area dell&#8217;euro nel suo complesso avrebbe invece recuperato la perdita di prodotto dovuta alla crisi. Francia e Germania raggiungerebbero il traguardo di riportarsi al livello precrisi nell&#8217;anno in corso. La relativa debolezza della nostra economia precede l&#8217;avvio della crisi.</strong></p>
<p>Tra il 2001 e il 2007 il prodotto italiano è cresciuto di 6,7 punti percentuali, contro i 12 della media dell&#8217;area dell&#8217;euro, i 10,8 della Francia e gli 8,3 della Germania. I risultati sono deludenti al Nord come al Sud. E non vi propongo un paragone con la Cina o con altri Paesi emergenti, ma con i nostri colleghi ed amici stretti della zona euro. La crisi ha colpito più duramente i giovani. Ad esempio, nei 15 Paesi che componevano l&#8217;Unione europea fino al 2004, tra il 2007 e il 2010 il tasso di disoccupazione nella classe di età 15-24 anni è aumentato di cinque punti percentuali, in Italia di 7,6 punti percentuali.</p>
<p>Il nostro Paese rimane caratterizzato da profonde disparità territoriali. Il lungo periodo di bassa crescita e la crisi le hanno accentuate. Esiste una questione meridionale: infrastrutture, disoccupazione, innovazione, rispetto della legalità.</p>
<p>I problemi nel Mezzogiorno vanno affrontati non nella logica del chiedere di più, ma di una razionale modulazione delle risorse. Esiste anche una questione settentrionale: costo della vita, delocalizzazione, nuove povertà, bassa natalità. Il riequilibrio di bilancio, le riforme strutturali e la coesione territoriale richiedono piena e leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali.</p>
<p><strong>Occorre riconoscere il valore costituzionale delle autonomie speciali, nel duplice binario della responsabilità e della reciprocità. In quest&#8217;ottica, per rispondere alla richiesta formulata dalle istituzioni territoriali che, devo dire, ho ascoltato con molta attenzione&#8230; Se dovete fare una scelta &#8211; mi permetto di rivolgermi a tutti &#8211; ascoltate, non applaudite!</strong></p>
<p>Non ripeterò l&#8217;importanza del valore costituzionale delle autonomie speciali, perché altrimenti arrivano di nuovo applausi; l&#8217;ho già detto e lo avete ascoltato.</p>
<p>In quest&#8217;ottica &#8211; come stavo dicendo &#8211; perrispondere alla richiesta formulata dalle istituzioni territoriali nel corso delle consultazioni, ho deciso di assumere direttamente in questa prima fase le competenze relative agli affari regionali. Spero in questo modo di manifestare una consapevolezza condivisa circa il fatto che il lavoro comune con le autonomie territoriali debba proseguire e rafforzarsi, nonostante le difficoltà dell&#8217;agenda economica. In tale prospettiva si dovrà operare senza indugio per un uso efficace dei fondi strutturali dell&#8217;Unione europea.</p>
<p>Sono consapevole che sarebbe un&#8217;ambizione eccessiva da parte mia e da parte nostra pretendere di risolvere in un arco di tempo limitato, qual è quello che ci separa dalla fine di questa legislatura, problemi che hanno origini profonde e che sono radicati in consuetudini e comportamenti consolidati. Ciò che si prefiggiamo di fare è impostare il lavoro, mettere a punto gli strumenti che permettano ai Governi che ci succederanno di proseguire un processo di cambiamento duraturo.</p>
<p><strong>Per questo il programma che vi sottopongo oggi si compone di due parti, che hanno obiettivi ed orizzonti temporali diversi. Da un lato, vi è una serie di provvedimenti per affrontare l&#8217;emergenza, assicurare la sostenibilità della finanza pubblica, restituire fiducia nelle capacità del nostro Paese di reagire e sostenere una crescita duratura ed equilibrata. Dall&#8217;altro lato, si tratta di delineare con iniziative concrete un progetto per modernizzare le strutture economiche e sociali, in modo da ampliare le opportunità per le imprese, i giovani, le donne e tutti i cittadini, in un quadro di ritrovata coesione sociale e territoriale.</strong></p>
<p>In considerazione dell&#8217;urgenza con la quale abbiamo dovuto operare per la formazione di questo Governo &#8211; ed in questo senso voglio ringraziare le diverse forze politiche che, nei miei confronti, figura estranea al vostro mondo, si sono gentilmente e con sollecitudine apprestate all&#8217;ascolto e all&#8217;offerta di contributi dei quali ho cercato di tenere conto &#8211; quello che intendo fare oggi è semplicemente presentarvi gli aspetti essenziali dell&#8217;azione che intendiamo svolgere. Se otterremo la fiducia del Parlamento, ciascun Ministro esporrà alle Commissioni parlamentari competenti le politiche attraverso le quali, nei singoli settori, queste azioni verranno avviate.</p>
<p>È in discussione in Parlamento una proposta di legge costituzionale per introdurre un vincolo di bilancio in pareggio per le amministrazioni pubbliche, in coerenza con gli impegni presi nell&#8217;ambito dell&#8217;Eurogruppo.</p>
<p>L&#8217;adozione di una regola di questo tipo può contribuire a mantenere nel tempo il pareggio di bilancio programmato per il 2013, evitando che i risultati conseguiti con intense azioni di risanamento vengano erosi negli anni successivi, come è accaduto in passato. Affinché il vincolo sia efficace, dovranno essere chiarite le responsabilità dei singoli livelli di Governo.</p>
<p>A questo proposito ed anche in considerazione della complessità della regola, ad esempio l&#8217;aggiustamento per il ciclo, sarà opportuno studiare l&#8217;esperienza di alcuni Paesi europei che hanno affidato ad autorità indipendenti la valutazione del rispetto sostanziale della regola, dato che in questa materia la credibilità nei confronti di noi stessi e del mondo è un requisito essenziale. Sarà anche necessario attuare rapidamente l&#8217;armonizzazione dei bilanci delle amministrazioni pubbliche. Opportunamente la proposta di legge in discussione in Parlamento già prevede l&#8217;assegnazione allo Stato della potestà legislativa esclusiva in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici. Nell&#8217;immediato daremo piena attuazione alle manovre varate nel corso dell&#8217;estate, completandole attraverso interventi in linea con la lettera di intenti inviata alle autorità europee.</p>
<p><strong>Nel corso delle prossime settimane valuteremo la necessità di ulteriori correttivi. Una parte significativa della correzione dei saldi programmata durante l&#8217;estate è attesa dall&#8217;attuazione della riforma dei sistemi fiscale ed assistenziale. Dovremmo pervenire al più presto ad una definizione di tale riforma e ad una valutazione prudenziale dei suoi effetti. Dovranno inoltre essere identificati gli interventi, volti a colmare l&#8217;eventuale divario rispetto a quelli indicati nella manovra di bilancio.</strong></p>
<p><strong>Di fronte ai sacrifici che sono stati e che dovranno essere richiesti ai cittadini sono ineludibili interventi volti a contenere i costi di funzionamento degli organi elettivi. I soggetti che ricoprono cariche elettive, i dirigenti designati politicamente nelle società di diritto privato, finanziate con risorse pubbliche, più in generale quanti rappresentano le istituzioni ad ogni livello politico ed amministrativo, dovranno agire con sobrietà ed attenzione al contenimento dei costi, dando un segnale concreto ed immediato. Si dovranno rafforzare gli interventi effettuati con le ultime manovre di finanza pubblica, con l&#8217;obiettivo di allinearci rapidamente alle best practices europee.</strong></p>
<p>Per quanto di mia diretta competenza, avvierò immediatamente una spending review del Fondo unico della Presidenza del Consiglio. Ritengo inoltre necessario ridurre le sovrapposizioni tra i livelli decisionali e favorire la gestione integrata dei servizi per gli Enti locali di minori dimensioni. Il riordino delle competenze delle Province può essere disposto con legge ordinaria. La prevista specifica modifica della Costituzione potrà completare il processo, consentendone la completa eliminazione, così come prevedono gli impegni presi con l&#8217;Europa.</p>
<p>Per garantire la natura strutturale della riduzione delle spese dei Ministeri, decisa con la legge di stabilità, andrà definito rapidamente il programma per la riorganizzazione della spesa, previsto dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, in particolare per quanto riguarda l&#8217;integrazione operativa delle agenzie fiscali, la razionalizzazione di tutte le strutture periferiche dell&#8217;amministrazione dello Stato, il coordinamento delle attività delle forze dell&#8217;ordine, l&#8217;accorpamento degli enti della previdenza pubblica, la razionalizzazione dell&#8217;organizzazione giudiziaria.</p>
<p>Gli interventi saranno coordinati con la spending review in corso, che intendo rafforzare e rendere particolarmente incisiva con la precisa individuazione di tempi e responsabilità. Negli scorsi anni la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi, che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali shock negativi. Già adesso l&#8217;età di pensionamento, nel caso di vecchiaia, tenendo conto delle cosiddette finestre, è superiore a quella dei lavoratori tedeschi e francesi.</p>
<p><strong>Il nostro sistema pensionistico rimane però caratterizzato da ampie disparità di trattamento tra diverse generazioni e categorie di lavoratori, nonché da aree ingiustificate di privilegio. Il rispetto delle regole e delle istituzioni e la lotta all&#8217;illegalità riceveranno attenzione prioritaria da questo Governo. Per riacquistare fiducia nel futuro dobbiamo avere fiducia nelle istituzioni che caratterizzano uno Stato di diritto, quindi si procederà alla lotta all&#8217;evasione fiscale e all&#8217;illegalità, non solo per aumentare il gettito (il che non guasta), ma anche per abbattere le aliquote: questo può essere fatto con efficacia prestando particolare attenzione al monitoraggio della ricchezza accumulata (ho detto monitoraggio della ricchezza accumulata) e non solo ai redditi prodotti.</strong></p>
<p>L&#8217;evasione fiscale continua a essere un fenomeno rilevante: il valore aggiunto sommerso è quantificato nelle statistiche ufficiali in quasi un quinto del prodotto. Interventi incisivi in questo campo possono ridurre il peso dell&#8217;aggiustamento sui contribuenti che rispettano le norme. Occorre ulteriormente abbassare la soglia per l&#8217;uso del contante, favorire un maggior uso della moneta elettronica, accelerare la condivisione delle informazioni tra le diverse amministrazioni, potenziare e rendere operativi gli strumenti di misurazione induttiva del reddito e migliorare la qualità degli accertamenti.</p>
<p>Il decreto legislativo n. 23 del 14 marzo 2011 prevede per il 2014 l&#8217;entrata in vigore dell&#8217;imposta municipale che assorbirà l&#8217;attuale Ici, escludendo tuttavia la prima casa e l&#8217;Irpef sui redditi fondiari da immobili non locati, comprese le relative addizionali. In questa cornice intendiamo riesaminare il peso del prelievo sulla ricchezza immobiliare: tra i principali Paesi europei, l&#8217;Italia è caratterizzata da un&#8217;imposizione sulla proprietà immobiliare che risulta al confronto particolarmente bassa. L&#8217;esenzione dall&#8217;Ici delle abitazioni principali costituisce, sempre nel confronto internazionale, una peculiarità &#8211; se non vogliamo chiamarla anomalia &#8211; del nostro ordinamento tributario.</p>
<p>Il primo elenco di cespiti immobiliari da avviare a dismissione sarà definito nei tempi previsti dalla legge di stabilità, cioè entro il 30 aprile 2012. La lettera d&#8217;intenti inviata alla Commissione europea prevede proventi di almeno 5 miliardi all&#8217;anno nel prossimo triennio. A tale scopo verrà definito un calendario puntuale per i successivi passi del piano di dismissioni e di valorizzazione del patrimonio pubblico. Tuttavia, è necessario volgere tutte le politiche pubbliche, a livello macroeconomico e microeconomico, a sostegno della crescita, sia pure nei limiti determinati dal vincolo di bilancio.</p>
<p>La pressione fiscale in Italia è elevata nel confronto storico e in quello internazionale (nel testo scritto che avrete a disposizione si danno ulteriori elementi). Nel tempo e via via che si manifesteranno gli effetti della spending review sarà possibile programmare una graduale riduzione della pressione fiscale; tuttavia anche prima, a parità di gettito, la composizione del prelievo fiscale può essere modificata in modo da renderla più favorevole alla crescita. Coerentemente con il disegno della delega fiscale e della clausola di salvaguardia che la accompagna, una riduzione del peso delle imposte e dei contributi che gravano sul lavoro e sull&#8217;attività produttiva, finanziata da un aumento del prelievo sui consumi e sulla proprietà, sosterrebbe la crescita senza incidere sul bilancio pubblico.</p>
<p>Dal lato della spesa, un impulso all&#8217;attività economica potrà derivare da un aumento del coinvolgimento dei capitali privati nella realizzazione di infrastrutture. Gli incentivi fiscali stabiliti con legge di stabilità sono un primo passo, ma è anche necessario intervenire sulla regolamentazione del project financing, in modo da ridurre il rischio associato alle procedure amministrative. Occorre inoltre operare per raggiungere gli obiettivi fissati in sede europea con l&#8217;agenda digitale. Ho quasi concluso.</p>
<p><strong>Con il consenso delle parti sociali dovranno essere riformate le istituzioni del mercato del lavoro, per allontanarci da un mercato duale dove alcuni sono fin troppo tutelati mentre altri sono totalmente privi di tutele e assicurazioni in caso di disoccupazione.</strong></p>
<p>Le riforme in questo campo dovranno avere il duplice scopo di rendere più equo il nostro sistema di tutela del lavoro e di sicurezza sociale e anche di facilitare la crescita della produttività, tenendo conto dell&#8217;eterogeneità che contraddistingue in particolare l&#8217;economia italiana. In ogni caso, il nuovo ordinamento che andrà disegnato verrà applicato ai nuovi rapporti di lavoro per offrire loro una disciplina veramente universale, mentre non verranno modificati i rapporti di lavori regolari e stabili in essere.</p>
<p>Intendiamo perseguire lo spostamento del baricentro della contrattazione collettiva verso i luoghi di lavoro, come ci viene chiesto dalle autorità europee e come già le parti sociali hanno iniziato a fare, che va accompagnato da una disciplina coerente del sostegno alle persone senza impiego volta a facilitare la mobilità e il reinserimento nel mercato del lavoro, superando l&#8217;attuale segmentazione. Più mobilità tra impresa e settori è condizione essenziale per assecondare la trasformazione dell&#8217;economia italiana e sospingerne la crescita.</p>
<p>È necessario colmare il fossato che si è creato tra le garanzie e i vantaggi offerti dal ricorso ai contratti a termine e ai contratti a tempo indeterminato, superando i rischi e le incertezze che scoraggiano le imprese a ricorrere a questi ultimi. Tenendo conto dei vincoli di bilancio occorre avviare una riforma sistematica degli ammortizzatori sociali, volta a garantire a ogni lavoratore che non sarà privo di copertura rispetto ai rischi di perdita temporanea del posto di lavoro. Abbiamo da affrontare una crisi, abbiamo da affrontare delle trasformazioni strutturali, ma è nostro dovere cercare di evitare le angosce che accompagnano questi processi.</p>
<p>È necessario, infine, mantenere una pressione costante nell&#8217;azione di contrasto e di prevenzione del lavoro sommerso. Uno dei fattori che distinguono l&#8217;Italia nel contesto europeo è la maggiore difficoltà di inserimento o di permanenza in condizioni di occupazione delle donne. Assicurare la piena inclusione delle donne in ogni ambito della vita lavorativa ma anche sociale e civile del Paese è una questione indifferibile.</p>
<p>È necessario affrontare le questioni che riguardano la conciliazione della vita familiare con il lavoro, la promozione della natalità e la condivisione delle responsabilità legate alla maternità da parte di entrambi i genitori, nonché studiare l&#8217;opportunità di una tassazione preferenziale per le donne.</p>
<p>C&#8217;è poi un problema legato all&#8217;invecchiamento della popolazione che si traduce in oneri crescenti per le famiglie; andrà quindi prestata attenzioni ai servizi di cura agli anziani, oggi una preoccupazione sempre più urgente nelle famiglie in un momento in cui affrontano difficoltà crescenti.</p>
<p><strong>Infine un&#8217;attenzione particolare andrà assicurata alle prospettive per i giovani; dico &#8220;infine&#8221; nel senso di finalità di tutta la nostra azione. Questa sarà una delle priorità di azione di questo Governo, nella convinzione che ciò che restringe le opportunità per i giovani si traduce poi in minori opportunità di crescita e di mobilità sociale per l&#8217;intero Paese.</strong> Dobbiamo porci l&#8217;obiettivo di eliminare tutti quei vincoli che oggi impediscono ai giovani di strutturare le proprie potenzialità in base al merito individuale indipendentemente dalla situazione sociale di partenza. Per questo ritengo importante inserire nell&#8217;azione di Governo misure che valorizzino le capacità individuali e eliminino ogni forma di cooptazione. L&#8217;Italia ha bisogno di investire sui suoi talenti; deve essere lei orgogliosa dei suoi talenti e non trasformarsi in un&#8217;entità di cui i suoi talenti non sempre sono orgogliosi. Per questo la mobilità è la nostra migliore alleata, mobilità sociale ma anche geografica, non solo all&#8217;interno del nostro Paese ma anche e soprattutto nel più ampio orizzonte del mercato del lavoro europeo e globale.</p>
<p>L&#8217;ultimo punto che desidero brevemente presentarvi &#8211; ed è una caratteristica spero distintiva del nostro Esecutivo, se consentirete al nostro, o vostro, Governo di nascere, è quella delle politiche micro-economiche per la crescita.</p>
<p>Un ritorno credibile a più alti tassi di crescita deve basarsi su misure volte a innalzare il capitale umano e fisico e la produttività dei fattori. La valorizzazione del capitale umano deve essere un aspetto centrale: sarà necessario mirare all&#8217;accrescimento dei livelli d&#8217;istruzione della forza lavoro, che sono ancora oggi nettamente inferiori alla media europea, anche tra i più giovani. Vi contribuiranno interventi mirati sulle scuole e sulle aree in ritardo, identificando i fabbisogni, anche mediante i test elaborati dall&#8217;Invalsi, e la revisione del sistema di selezione, allocazione e valorizzazione degli insegnanti. Nell&#8217;università, varati i decreti attuativi della legge di riforma approvata lo scorso anno, è ora necessario dare rapida e rigorosa attuazione ai meccanismi d&#8217;incentivazione basati sulla valutazione, previsti dalla riforma. Gli investimenti in infrastrutture, di cui tante volte e giustamente abbiamo parlato e si è parlato negli corso degli anni, sono fattori rilevanti per accrescere la produttività totale dell&#8217;economia.</p>
<p>A questo scopo, abbiamo per la prima volta valorizzato in modo organico nella struttura del Governo la politica, anzi, le politiche di sviluppo dell&#8217;economia reale, con l&#8217;attribuzione ad un unico Ministro delle competenze sullo sviluppo economico e sulle infrastrutture ed i trasporti. Questo vuole indicare quasi visivamente e in termini di organigramma del Governo che pari attenzione e centralità vanno attribuite a ciò che mantiene il Paese stabile, la disciplina finanziaria, e a ciò che ad esso consente di crescere e, quindi, di restare stabile a lungo termine, cioè appunto la crescita.</p>
<p>Occorre anche rimuovere gli ostacoli strutturali alla crescita, affrontando resistenze e chiusure corporative. In tal senso, è necessario un disegno organico, volto a ridurre gli oneri ed il rischio associato alle procedure amministrative, nonché a stimolare la concorrenza, con particolare riferimento al riordino della disciplina delle professioni regolamentate, anche dando attuazione a quanto previsto nella legge di stabilità in materia di tariffe minime.</p>
<p>Intendiamo anche rafforzare gli strumenti d&#8217;intervento dell&#8217;Autorità garante della concorrenza e del mercato in caso di disposizioni legislative o amministrative, statali o locali, che abbiano effetti distorsivi della concorrenza, accrescere la qualità dei servizi pubblici, nel quadro di un&#8217;azione volta a ridurre il deficit di concorrenza a livello locale, ridurre i tempi della giustizia civile, in modo tale da colmare il divario con gli altri Paesi, anche attraverso la riduzione delle sedi giudiziarie, e rimuovere gli ostacoli alla crescita delle dimensioni delle imprese, anche attraverso la delega fiscale.</p>
<p><strong>Un innalzamento significativo del tasso di crescita è condizione essenziale non solo del riequilibrio finanziario, ma anche del progresso civile e sociale. In tal senso, una strategia di rilancio della crescita non può prescindere da un&#8217;azione determinata ed efficace di contrasto alla criminalità organizzata e a tutte le mafie, che vada a colpire gli interessi economici delle organizzazioni e le loro infiltrazioni nell&#8217;economia legale.</strong></p>
<p>Il risanamento della finanza pubblica ed il rilancio della crescita contribuiranno a rafforzare la posizione dell&#8217;Italia in Europa e, più in generale, la nostra politica estera: vocazione europeistica, solidarietà atlantica, rapporti con i nostri partners strategici, apertura dei mercati, sicurezza nazionale ed internazionale rimarranno i cardini di tale politica. Voglio qui ricordare i nostri militari impegnati in missioni all&#8217;estero, le Forze Armate ed i rappresentanti delle forze dell&#8217;ordine, che sono in prima linea nella difesa dei nostri valori e della democrazia.</p>
<p>L&#8217;Italia ha bisogno di una politica estera coerente con i nostri impegni e di una ripresa d&#8217;iniziativa nelle aree dove vi siano significativi interessi nazionali.</p>
<p>Dimenticavo di dirvi, a proposito di militari impegnati in missioni all&#8217;estero, che se non vedete ancora in questi banchi il nostro collega Ministro della difesa, è perché l&#8217;altra sera l&#8217;ho svegliato alle tre di notte in Afghanistan, pensando che fosse a Bruxelles dove si trova la sua sede ordinaria di lavoro. Ho notato prima una certa esitazione e poi grande entusiasmo nell&#8217;accettazione della proposta. (Applausi dai Gruppi PdL e PD). Ecco un esempio di militare impegnato all&#8217;estero che sta facendo i salti mortali per arrivare a giurare nelle mani del Capo dello Stato nelle prossime ore. Scusate quindi la sua assenza.</p>
<p>La gravità della situazione attuale richiede una risposta pronta e decisa nella creazione di condizioni favorevoli alla crescita nel perseguimento del pareggio di bilancio, con interventi strutturali e con un&#8217;equa distribuzione dei sacrifici.</p>
<p>Il tentativo che ci proponiamo di compiere, onorevoli senatori, e che vi chiedo di sostenere è difficilissimo; altrimenti ho il sospetto che non mi troverei qui oggi. I margini di successo sono tanto più ridotti, come ha rilevato il Presidente della Repubblica, dopo anni di contrapposizione e di scontri nella politica nazionale. Se sapremo cogliere insieme questa opportunità per avviare un confronto costruttivo su scelte e obiettivi di fondo avremo occasione di riscattare il Paese e potremo ristabilire la fiducia nelle sue istituzioni. Vi ringrazio&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Anche la Camera approva il ddl</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 17:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Dopo il Senato, anche la Camera dice sì al ddl Stabilità e il ddl Bilancio. Il tutto è stato approvato con 380 voti a favore, 26 contrari e due astensioni.</p>
<p>- <strong><a href="http://www.corriere2000.it/2011/11/monti-berlusconi-2-ore-di-colloquio/">Monti-Berlusconi, due ore di colloquio</a> - <strong><a href="http://www.corriere2000.it/2011/11/il-pdl-spaccato-su-monti/">Il Pdl spaccato su Monti</a> <strong>- <a href="http://www.corriere2000.it/2011/11/palazzo-chigi-la-folla-in-attesa/">Video – Palazzo Chigi, la folla in attesa</a></strong></strong></strong></p>
<p>&#160;</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8812" title="camera_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/12/camera_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /></p>
<p>- <strong>Dopo il Senato, anche la Camera dice sì al ddl Stabilità e il ddl Bilancio.</strong></p>
<p><strong>Il tutto è stato approvato con 380 voti a favore, 26 contrari e due astensioni.</strong> Hanno votato a favore Pdl, Lega, Popolo e territorio e Terzo Polo. Il Pd si è astenuto mentre l&#8217;Idv ha votato no.</p>
<p>I decreti diventeranno operativi immediatamente dopo la firma del Capo dello Stato e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.</p>
<p><strong>I provvedimenti che andranno in atto sono quelli chiesti dalla Ue per ridurre il deficit pubblico e garantire la ripresa economica.</strong></p>
<p>Nel decreto sono contenuti la stretta sugli statali, l&#8217;aumento dell&#8217;età pensionabile a 67 anni, la vendita dei terreni agricoli, il fondo per gli immobili pubblici. In più alcune nuove misure introdotte all&#8217;ultimo minuto. In aumento anche l&#8217;accisa sulla benzina.</p>
<p>- <strong><a href="http://www.corriere2000.it/2011/11/monti-berlusconi-2-ore-di-colloquio/">Monti-Berlusconi, due ore di colloquio</a> - <strong><a href="http://www.corriere2000.it/2011/11/il-pdl-spaccato-su-monti/">Il Pdl spaccato su Monti</a> <strong>- <a href="http://www.corriere2000.it/2011/11/palazzo-chigi-la-folla-in-attesa/">Video – Palazzo Chigi, la folla in attesa</a></strong></strong></strong></p>
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		<title>Ddl Stabilità, via libera del Senato</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 14:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il Senato dice sì al ddl Stabilità. Ora il provvedimento passa a Montecitorio che potrebbe dare il via libero definitivo già domani sera. Il ddl è stato approvato con 156 voti a favore, 12 contrari e un astenuto.</p>
<p>&#160;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30286" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-30286" title="palazzo_madama_senato_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/03/palazzo_madama_senato_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Palazzo Madama, sede del Senato</p></div>
<p>- Il Senato dice sì al ddl Stabilità.</p>
<p><strong>Ora il provvedimento passa a Montecitorio che potrebbe dare il via libero definitivo già domani sera. Il ddl è stato approvato con 156 voti a favore, 12 contrari e un astenuto.</strong></p>
<p>I senatori Pd e Terzo polo, presenti in aula, non hanno votato.</p>
<p>Il contenuto del documento riguarda tutte le misure del governo Berlusconi chieste dall&#8217;Ue. Gli interventi riguarderanno cessione di beni e terreni demaniali, misura sulle pensioni, mobilità per gli statali, stretta su debito Regioni ed enti locali, liberalizzazioni servizi locali, sto tariffe minime per i professionisti.</p>
<p><strong>Nel frattempo continuano le sollecitazioni da parte dell&#8217;Unione europea affinché le misure vengano approvate entro questo week end.</strong></p>
<p>&#8220;In questo momento – afferma un portavoce della Commissione europea &#8211; è di fondamentale importanza che le autorità italiane approvino il pacchetto di misure nel week end, per mandare un segnale ai partner internazionali e ai mercati&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Obama, bocciato il suo piano sul lavoro</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/10/obama-bocciato-il-suo-piano-sul-lavoro/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 09:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[senato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Stop al piano sul lavoro proposto da Obama. Il Senato ha detto no durante il voto procedurale grazie al quale sarebbe dovuta partire la discussione del progetto da 447 miliardi di dollari.</p>
<p>&#160;</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4474" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-4474" title="obama_barak_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/obama_barak_c2000.jpg" alt="" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Barack Obama</p></div>
<p>-<strong> Stop al piano sul lavoro proposto da Obama.</strong></p>
<p><strong>Il Senato ha detto no durante il voto procedurale grazie al quale sarebbe dovuta partire la discussione del progetto da 447 miliardi di dollari.</strong></p>
<p>Si sono opposti al piano anche alcuni democratici e questo è sintomo di una forte divisione all&#8217;interno del congresso statunitense.</p>
<p>“<strong>Questo voto – afferma Obama – non rappresenta la fine della lotta. Ora lavoreremo per far si che le proposte individuali su questa legge ottengano un voto il prima possibile</strong>”.</p>
<p>Lo stop al piano di Obama rischia di avere gravi ripercussioni sull&#8217;economia statunitense e su quella mondiale.</p>
<p>“Se il Congresso non agisce – afferma il segretario al Tesoro Timothy Geithner &#8211;  la crescita sarà più lenta e più persone saranno senza lavoro. E se non agisce è perché i repubblicani non vogliono fare nulla per aiutare l&#8217;economia”.</p>
<p>“Economisti indipendenti  &#8211; prosegue ancora Geithner &#8211; hanno stimato che il progetto creerebbe uno o due milioni di posti di lavoro. L&#8217;economia si trova in una posizione migliore di quando il presidente ha assunto l&#8217;incarico. Ora il dibattito è su come rendere l&#8217;economia più forte nel breve e nel lungo termine. <strong>Il presidente ha presentato un piano, che è buono. Ritengo che abbiamo l&#8217;obbligo di fare qualcosa ora per far tornare gli americani al lavoro il prima possibile</strong>”.</p>
<p>Il segretario al tesoro non risparmia nemmeno l&#8217;Europa, sottolineando che l&#8217;economia americana risente molto del debito europeo e che si deve agire “con più forza”. Ma Geithner è fiducioso verso l&#8217;Europa, convinto, a suo dire, che non ci sarà una nuova Lehman.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Missioni all&#8217;estero, sì del Senato</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/07/missioni-allestero-si-del-senato/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 10:52:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Approvato dal Senato il decreto di rifinanziamento delle missioni di pace all'estero. Favorevole, oltre alla maggioranza e alla Lega nord, anche il Partito democratico. Contraria l'<span>Italia dei valori.</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30286" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-30286" title="palazzo_madama_senato_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2011/03/palazzo_madama_senato_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt;Palazzo Madama, sede del Senato&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Palazzo Madama, sede del Senato</p></div>
<p><strong>269 voti favorevoli, 12 contrari, un astenuto. Il Senato ha approvato il rifinanziamento delle missioni all&#8217;estero. </strong></p>
<p>Il decreto finanzia le missioni di pace all&#8217;estero fino alla fine dell&#8217;anno. Il testo passerà ora alla Camera dei deputati.</p>
<p><strong>Hanno votato a favore tutti i gruppi della maggioranza, compresa la Lega nord. Favorevole anche il Partito democratico. Contraria l&#8217;Italia dei valori.</strong></p>
<p>Non hanno partecipato alla votazione i radicali Emma Bonino, Donatella Poretti e Marco Perduca.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Anticorruzione, il Governo va sotto</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/06/anticorruzione-il-governo-va-sotto/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 16:31:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Anticorruzione, il Governo va sotto con 133 no, 129 sì e 5 gli astenuti.</p>
<p>L&#8217;emendamento era interamente sostitutivo del primo articolo e prevedeva l&#8217;istituzione di un comitato di coordinamento anti corruzione presieduto dal presidente del &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8812" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-8812" title="camera_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/12/camera_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Anticorruzione, il Governo va sotto con 133 no, 129 sì e 5 gli astenuti.</p>
<p>L&#8217;emendamento era interamente sostitutivo del primo articolo e prevedeva l&#8217;istituzione di un comitato di coordinamento anti corruzione presieduto dal presidente del Consiglio. Il presidente di turno, Domenico Nania, ha sospeso la seduta. Poi alla ripresa la maggioranza è andata di nuovo sotto su un altro emendamento.</p>
<p><strong>&#8220;Il governo tragga le conseguenze, la maggioranza è senza più prospettive, ritiri il provvedimento&#8221; ha commentato Pier Luigi Bersani, segretario del Pd.</strong></p>
<p>Per il capogruppo dell&#8217;Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario, &#8220;il governo è stato battuto perché ormai è sotto la tenda ad ossigeno e la maggioranza gli sta togliendo quella poca aria che gli è rimasta. La caduta dell&#8217;articolo 1 del ddl governativo anticorruzione certifica che siamo ai titoli di coda della legislatura&#8221;.</p>
<p>Federico Bricolo, presidente della Lega Nord a Palazzo Madama, parla di un centrosinistra che &#8221;dimostra di essere irresponsabile e pur di votare contro il governo ha bocciato il piano nazionale anticorruzione e tutte le norme di organizzazione della struttura che si sarebbe occupata del coordinamento e delle iniziative di prevenzione dei fenomeni corruttivi nella pubblica amministrazione&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Senato dice stop alle centrali nucleari</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/04/il-senato-dice-stop-alle-centrali-nucleari/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 15:38:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[referendum]]></category>
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		<category><![CDATA[stop nucleare]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Stop del Senato al nucleare.</p>
<p><strong>L&#8217;aula di Palazzo Madama ha approvato l&#8217;emendamento del governo al decreto omnibus che abroga le norme relative alla realizzazione degli impianti nucleari in Italia.<br />
</strong></p>
<p>L&#8217;emendamento, votato con 133 sì, 104 &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_24962" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-24962" title="romani_paolo_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2010/10/romani_paolo_c2000.jpg" alt="Paolo Romani " width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text">Paolo Romani </p></div>
<p>Stop del Senato al nucleare.</p>
<p><strong>L&#8217;aula di Palazzo Madama ha approvato l&#8217;emendamento del governo al decreto omnibus che abroga le norme relative alla realizzazione degli impianti nucleari in Italia.<br />
</strong></p>
<p>L&#8217;emendamento, votato con 133 sì, 104 no e 14 astensioni, sostituisce la moratoria di un anno del programma nucleare.</p>
<p><strong>&#8220;Il voto abroga tutte le norme contenute nel quesito referendario&#8221;.</strong> E&#8217; quanto dichiarato dal ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, presente in aula al momento della votazione.</p>
<p>&#8220;Abbiamo rivisto &#8211; ha detto Romani &#8211; l&#8217;impostazione sul nucleare data nel 2009 e rinviamo una decisione così importante ad un chiarimento complessivo in sede europea.</p>
<p><strong>I cittadini &#8211; ha aggiunto &#8211; sarebbero stati chiamati a scegliere fra poche settimane fra un programma di fatto superato o una rinuncia definitiva sull&#8217;onda d&#8217;emozione assolutamente legittima, ma senza motivi di chiarezza&#8221;.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Libia, ok del Senato ai raid</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/03/libia-ok-del-senato-ai-raid/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 18:25:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p></p>
<p><strong>Le commissioni Esteri e Difesa del Senato hanno votato all&#8217;unanimità il mandato al governo ad intervenire in base alla risoluzione dell&#8217;Onu sulla Libia.</strong></p>
<p>Soltanto la Lega non ha partecipato alla votazione.</p>
<p>Saranno messe a disposizione &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_3097" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-3097" title="la_russa_ignazio_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/09/la_russa_ignazio_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt; Ignazio La Russa&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> Ignazio La Russa</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>Le commissioni Esteri e Difesa del Senato hanno votato all&#8217;unanimità il mandato al governo ad intervenire in base alla risoluzione dell&#8217;Onu sulla Libia.</strong></p>
<p>Soltanto la Lega non ha partecipato alla votazione.</p>
<p>Saranno messe a disposizione sette basi militari: Amendola, Gioia del Colle, Sigonella, Aviano, Trapani, Decimomannu e Pantelleria.</p>
<p><strong>Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha precisato che l&#8217;Italia parteciperà alle operazioni concedendo l&#8217;utilizzo delle basi, &#8220;ma senza nessun limite restrittivo all&#8217;intervento, quando si ritenesse necessario per far rispettare la risoluzione&#8221;.</strong></p>
<p>Intanto Muammar Gheddafi avverte la comunità internazionale, minacciando di &#8220;trasformare in un inferno la vita&#8221; di chi osasse intraprendere azioni militari contro la Libia.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Milleproroghe, ok del Senato</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2011/02/milleproroghe-ok-del-senato/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 16:58:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Milleproroghe]]></category>
		<category><![CDATA[senato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il decreto Milleproroghe è legge.</p>
<p><strong>Questa mattina l&#8217;aula del Senato ha approvato la conversione in legge del decreto con 159 sì, 126 no e due astensioni.</strong></p>
<p>Queste alcune delle novità introdotte dal decreto: foglio rosa &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8812" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-8812" title="camera_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/12/camera_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Il decreto Milleproroghe è legge.</p>
<p><strong>Questa mattina l&#8217;aula del Senato ha approvato la conversione in legge del decreto con 159 sì, 126 no e due astensioni.</strong></p>
<p>Queste alcune delle novità introdotte dal decreto: foglio rosa anche per motorini, slittamento del termine di pagamento delle multe per le quote latte, aumento del biglietto del cinema e anticipo della fine del divieto di incroci stampa-tv.</p>
<p><strong>E&#8217; si annunciano già polemiche proprio su questa parte del testo. Si anticipa infatti il termine del divieto al 31 marzo 2011, originariamente fissato per il 31 dicembre 2012. Dal 1 aprile quindi sarà possibile per i proprietari di televisioni tentare la scalata ai quotidiani. Secondo voci che levano dall&#8217;opposizione, si tratterebbe di un modo per accelerare i tempi per l&#8217;acquisizione del Corriere della Sera da parte di Mediaset</strong>.</p>
<p>Ora il testo sarà inviato al Quirinale, per la firma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che negli scorsi giorni si era già pronunciato sulla costituzionalità del decreto.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il ddl Gelmini è legge</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2010/12/il-ddl-gelmini-e-legge/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 17:35:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il ddl Gelmini è legge.</p>
<p><strong>L&#8217;aula del Senato ha infatti dato il via libera definitivo al testo sull&#8217;università approvandolo con 161 sì, 98 no e 6 astenuti. </strong></p>
<p>Hanno votato a favore Pdl, Lega e Fli. &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2894" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2894" title="gelmini_mariastella_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/08/gelmini_mariastella_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt; Mariastella Gelmini&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> Mariastella Gelmini</p></div>
<p>Il ddl Gelmini è legge.</p>
<p><strong>L&#8217;aula del Senato ha infatti dato il via libera definitivo al testo sull&#8217;università approvandolo con 161 sì, 98 no e 6 astenuti. </strong></p>
<p>Hanno votato a favore Pdl, Lega e Fli. Contro Pd e Idv.</p>
<p>Si sono astenuti (anche se al Senato vale come voto contrario) Udc, Api, Svp e Union Valdotaine. &#8220;La riforma verrà attuata fin dal prossimo anno accademico&#8221; ha annunciato il ministro dell&#8217;Istruzione nel corso della registrazione di Porta a Porta.</p>
<p>La Gelmini ha sottolineato che entro i prossimi sei mesi tutti gli adempimenti e i decreti attuativi saranno approvati.</p>
<p><strong>Governo e maggioranza hanno salutato il via libera alla riforma come un &#8220;grande traguardo&#8221;. Critiche dall&#8217;opposizione. &#8220;Una cosa che il ministro Gelmini non dice mai &#8211; ha dichiarato la capogruppo del Pd Anna Finocchiaro &#8211; è che questa è una legge delega e che ci sono ancora circa 50 decreti attuativi da varare.</strong></p>
<p>Occorrerà che Camera e Senato tornino con le commissioni a occuparsene. Mi auguro che in quella sede si possa ancora fare qualche passo in avanti&#8221;.</p>
<p>La maggioranza ha blindato il testo prima del via libero definitivo, evitando di far passare provvedimenti che richiedano un successivo passaggio parlamentare alla Camera. Alcune contraddizioni tra diversi articoli dello stesso testo, evidenziate con forza dalle opposizioni, saranno corrette, come ha annunciato lo stesso ministro Maria Stella Gelmini, nel decreto &#8220;Milleproroghe&#8221;.</p>
<p><strong>Alla Camera, intanto, il ministro dell&#8217;Interno Roberto Maroni è intervenuto sulle mobilitazioni degli studenti e ha sottolineato che &#8220;la giornata di ieri si è svolta ovunque senza incidenti&#8221; a differenza di quanto accaduto lo scorso 14 dicembre a Roma.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Via libera alla nuova Finanziaria</title>
		<link>https://www.corriere2000.it/2010/12/via-libera-alla-nuova-finanziaria/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 18:45:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[senato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Via libera del Senato alla nuova Finanziaria.</p>
<p>Il nuovo provvedimento sulla Stabilità, già approvata dalla Camera, è ora legge.</p>
<p><strong>Il ddl di stabilità è stato approvata con i voti di Pdl, Lega e Fli mentre </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8812" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-8812" title="camera_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/12/camera_c2000.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Via libera del Senato alla nuova Finanziaria.</p>
<p>Il nuovo provvedimento sulla Stabilità, già approvata dalla Camera, è ora legge.</p>
<p><strong>Il ddl di stabilità è stato approvata con i voti di Pdl, Lega e Fli mentre l&#8217;opposizione ha votato contro. I sì sono stati 161, 127 i no e 5 astenuti. L&#8217;Aula del Senato ha approvato anche il ddl di Bilancio.</strong></p>
<p>Con il voto di oggi sono stati rispettati i tempi dettati dal Quirinale per un&#8217;approvazione rapida in vista del voto di fiducia del 14 dicembre ma anche in funzione delle richieste da parte dell&#8217;Unione europea circa i conti pubblici italiani.</p>
<p><strong>La bocciatura degli emendamenti ha evitato un&#8217;ulteriore lettura della manovra, anche se, hanno più volte ripetuto dall&#8217;opposizione, ci sarebbero comunque stati tempi per un nuovo passaggio del testo alla Camera.</strong></p>
<p>Accolti dal governo alcuni ordini del giorno, tra questi quello che lo impegna ad aggiungere 300 milioni al fondo di 100 per il 5 per mille, l&#8217;odg per prorogare di un anno il termine per la regolarizzazione degli immobili non ancora accatastati e quello che impegna a dotare le regioni di nuovi fondi per il trasporto pubblico.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>&#8220;Processi, il Senato può migliorare il ddl&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 16:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[ddl]]></category>
		<category><![CDATA[schifani]]></category>
		<category><![CDATA[senato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> </p>
<p>Il Senato può migliorare il testo del disegno di legge che estingue i processi di primo grado in due anni, presentato da Pdl e Lega Nord tra le critiche dell&#8217;opposizione e dei magistrati.</p>
<p> </p>
<p>&#8220;Se il &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<div id="attachment_2940" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2940" title="schifani_renato_c2000" src="http://www.corriere2000.it/wp-content/uploads/2009/08/schifani_renato_c2000.jpg" alt="&lt;p&gt; Renato Schifani&lt;/p&gt;" width="300" height="130" /><p class="wp-caption-text"> Renato Schifani</p></div>
<p>Il Senato può migliorare il testo del disegno di legge che estingue i processi di primo grado in due anni, presentato da Pdl e Lega Nord tra le critiche dell&#8217;opposizione e dei magistrati.</p>
<p> </p>
<p>&#8220;Se il disegno di legge sul processo breve va avanti, il Senato si impegnerà per ripulire il testo da eventuali dubbi di costituzionalità&#8221;, ha detto Schifani a margine di una cerimonia a Livorno, come confermato da un suo portavoce.</p>
<p>Il ddl, che cancellerebbe i due processi di Silvio Berlusconi, stabilisce che i processi per gli incensurati non possano durare in tutto più di sei anni, due per ogni grado di giudizio, con l&#8217;eccezione per un certo numero di reati ritenuti più gravi, che vanno dal terrorismo all&#8217;immigrazione clandestina.</p>
<p><strong>Il sindacato dei magistrati ha fatto sapere che con la legge si manderebbero al macero decine di migliaia di processi, mentre tutta l&#8217;opposizione ha definito incostituzionale il testo per manifesta ingiustizia nel trattamento degli imputati.</strong></p>
<p>Neppure la maggioranza appare unita dietro al progetto di legge, dopo che un gruppo di deputati vicini al presidente della Camera Gianfranco Fini ha criticato l&#8217;inclusione dell&#8217;immigrazione clandestina tra i reati per cui non valgono i processi brevi.</p>
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