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L'opinione di un candido democristiano

Ad aprile aria nuova…

di Renzo Trappolini
<p>Renzo Trappolini</p>

Renzo Trappolini

Può darsi che dopo le elezioni se ne vedranno delle belle, ma a livello regionale e nazionale.

A Viterbo, nella provincia che conta quanto può contare il 6% della popolazione laziale, la campagna elettorale si sta svolgendo dignitosamente, con molti dei candidati alla Pisana che indicano problemi e soluzioni, cioè programmi concreti e i partiti impegnati per Palazzo Gentili con definiti (e non potrebbe essere altrimenti) i settori in cui intervenire e le ricette.

Più o meno le stesse, salvo i partiti a sinistra del Pd (si dice così?) soprattutto sul fronte ambientale.

La differenza, in termini di voti, la farà l’appeal dei singoli candidati al consiglio provinciale nei 24 collegi, ma anche il contorno parentale ed amicale (o clientelare), se si considera il loro numero (oltre 350) e quello dei comuni (60). Poi, a elezioni avvenute, in provincia potranno esserci baruffe, auspici e resistenze a “rimpasti” (vecchio film) tra partito maggiore, PdL o Pd e alleati.

Tutto sommato, però, tran, tran per cinque anni.

Sarà diverso alla Regione, dove se vincerà la Polverini, il centro destra muterà in grandissima parte il personale politico (mancano i candidati Pdl) con l’ingresso in Consiglio di vari esponenti della società civile, spesso allergici ai consolidati intrighi di potere romani o comunque non espertissimi nel ramo. Una boccata d’aria fresca.

Stesso discorso con la Bonino che non è nata come presidente di coalizione, ma dirigente radicale candidata con propri autonomi propositi a cui la coalizione si è andata ad affiliare.

Personaggio con una storia politica ed una cultura “antisistema” dei partiti, come Renata Polverini è stata antisistema sul fronte sindacale, imponendo la presenza a pieno titolo dell’Ugl (una volta, fuori dell’arco costituzionale) al monopolio Cgil, Cisl,Uil.

Ambedue le signore a giocarsi la reputazione “pulita” ed il coraggio, anzitutto sul terreno della trasparenza e della correttezza amministrativa, con femminile testardaggine, intuito ed intelligenza. Aria nuova comunque!

E in parlamento e al governo? La campagna elettorale si svolge contro o per Berlusconi.

Un po’ poco e con le aggravanti da un lato della varietà e continuità di scariche adrenaliniche da intercettazioni a puntate, la cui comunicazione non risponderà certamente ad una regia, ma sembra produrre tutti gli effetti di un work in progress nell’informazione agli elettori.

Dall’altro, di un notevole grado di confusione negli schieramenti con incompatibilità di convivenza tra leader all’interno dei partiti e difficoltà di prospettiva quanto alle alleanze, nel ricordo non positivamente condiviso dell’Ulivo e della vecchia Casa delle libertà in coabitazione con l’Udc.

C’è da augurarsi, perciò, che da aprile succeda qualcosa, perché con gli scontri tra tifoserie pro o contro qualcuno e con l’eccesso di leaderismo non si governa un paese in cui non ci sono più neanche le lotte di classe, ma una molecolarizzazione degli interessi, costituiti in microgruppi contrapposti con la forza del collante delle appartenenze e la difesa dei privilegi.

Senza un po’ di nuova coesione e di ritorno all’interesse generale, anche i deboli segnali di ripresa economica che si intravedono non porteranno lontano e pure i “tifosi” potranno stancarsi.

Renzo Trappolini

16 marzo, 2010 - 17.15